Noi. Mano nella mano e cuori palpitanti pieni di amore.

Mano-Nella-ManoMano nella mano alla ricerca di un contatto più profondo di quello superficiale. Cuori palpitanti che ad ogni  battito aumentano il flusso sanguigno all’interno di corpi surriscaldati, vogliosi di amplesso che tarda a compiersi, complice il timore di incorrere in errori con conseguenze irreparabili. Vivere in queste condizioni, attimo per  attimo, giorno per giorno, anno dopo anno, non serve dirlo, è devastante. Nonostante la manifesta sofferenza il tempo passa senza che ci sia una variante alla solita vita. Ci si proclama amici, ma in realtà siamo qualcosa di più, non c’è nulla di diverso dello stallo che ci tiene prigionieri di vivere pensando a … Ma non è possibile.

Quante problematiche solleveremmo se dessimo spago ai nostri desideri che sono molto  semplici in fondo. Voglia di viverci liberamente. 1

No, questo non è possibile. Poi c’é chi reclama di  vivere l’attimo, liberamente, senza limiti.No!  Siamo maturi non lo faremo mai.  Anche se siamo come due pere cotte.

No, siamo seri. No!

Con il passare del tempo tutto finisce perché chi è più intraprendente alla fine, risentito, molla perché non si sente realmente corrisposto come vorrebbe e…  senza darne preavviso chiude i rapporti. Ed ecco che, come spesso accade,  chi evitava che il rapporto divenisse più intimo ora diventa triste  e soffre per il legame  interrotto, rendendosi conto, tardivamente, di essere colpevole per  non aver raccolto il frutto del rapporto molto forte che c’era fra noi.

2Manca ad entrambi.

Più tempo passa e più si accentua la sofferenza della perdita di questa parte di noi che non c’é più. Un legame importante mai vissuto prima di allora e mai più replicato. Però non potevamo andare avanti e abbiamo fatto bene. Oggi viviamo la nostra vita normalmente, senza il rimpianto di aver cessato un relazione  che ci ha fatto sognare.

Non abbiamo distrutto nessuna famiglia. Non abbiamo fatto soffrire i nostri figli. Sì, viviamo con il cuore gonfio pensando che se ci fossimo conosciuti quando entrambi non avevamo legami forse oggi potevamo essere felici. 4

Mastro.

 

 

Carpe diem – Causa della separazione di moltissime famiglie.

download           Sono molti coloro che usano questa massima per cogliere quello che la vita  concede, vivendo alla giornata come se non ci fosse un domani. Godere dei beni che la vita  offre,   vita goduta nel bene che essa ci dà, anche se è poco, e che viene spesso ripetuta, erroneamente, come invito al vivere senza pensieri.           

           Ciò, a mio avviso, va bene per chi ha  la  libertà per poterlo fare, chi non ha responsabilità. Già  la responsabilità, comportamento  che risulta indigesto a molti oggi. Coppie che alla prima avversità invece di affrontarla,   comportandosi  in modo equilibrato,  fuggono perché è la cosa più facile.

         Quello che non è accettabile sono, al di là delle situazioni che portano alla separazione fra ex “amori”,    le conseguenze che  paga la prole  che nel frattempo hanno messo al mondo.

        Padri che “mollano” figlioli di  pochi anni o mesi,  i quali  non potranno  fare affidamento su una figura indispensabile per la loro crescita. Genitori  che si sentono padri comunque, nonostante tutto, ma che non sono presenti quando i bambini hanno bisogno di assistenza sia fisica che psicologica. Piccoli che soffrono, che occorre aiutare nella crescita ventiquattro ore al giorno, cosa che viene affidato alla sola madre che deve  dividersi fra lavoro e figli. E’ dura.

      Alcuni giudici, alla separazione, dicono che ai papà  occorre dare la possibilità di rifarsi  una vita, vita che loro stessi hanno rovinato.  Per le mamme sembra non spettare questo diritto, perché devono farsi carico di quello che prima dividevano con il partner e ora devono farlo da sole. Fa rabbia sentire  il fuggitivo dire ai figli  “Sono tuo padre” dimenticando che padre è colui che cresce i piccoli. Lui è solo il genitore biologico. I bambini  pagano colpe non  loro e sono i primi a soffrire di tale situazione.

   Ci  sono persone, donne e uomini, che  dopo qualche lustro, improvvisamente notano la differenza di ciò che hanno e quello che vorrebbero e così, “carpe diem” mollano tutto lasciando i compagni di una vita a cui promisero fedeltà e amore verso la famiglia formatisi con piccoli al seguito. Vanno in crisi a causa di persone che entrano nella loro vita, a gamba tesa, riempiendo di lusinghe questi sprovveduti, causando danni a livello materiale e psicologico a chi subisce la situazione.

Mastro

Ignoranza ovvero non conoscenza, dettagli che fanno la differenza. Cirinnà dove vivi?

Spesso il termine “ignorante” è usato in modo denigratorio verso chi è indirizzato. A  ragione  veduta chi riceve il “titolo”  può risentirsi.

Secondo il mio modo di vedere credo che sia meglio, quando ci si rivolge a qualcuno, dire che non è conoscenza di un dato, cosa che non ha mai approfondito in quanto ha ritenuto, l’argomento, di poca importanza.

Quello che per qualcuno può avere valore, non necessariamente deve esserlo per altri.

Il termine ignorante viene usato da sempre nel senso spreggiativo. Ho conosciuto persone che non mettono la “mutina” (la H ) quando va messa, che non mettono un accento dove va “poggiato, che non conoscono le Haiwai o non sanno chi sia Cristoforo Colombo; non sono ne a conoscenza, non ne hanno avuto l’opportunità; ma in quanto ad intelligenza e capacità di valutazione del momento, sono capaci di dare il meglio del genere umano in barba a tutti i cultori dell’arte che vantano la loro conoscenza di questo o altro autore e della sua biografia, manco se li avessero conosciuti di persona.

Un padre di famiglia che manda avanti la stessa con sacrificio non può avere il tempo ed il denaro per farsi un giro in luoghi belli si, ma che per lui sono futili, inutili. Perché alla base di tutto c’è la vita e come fare per renderla possibile. Non può stare seduto su di una poltrona in salotto a leggere montagne di libri autobiografici, girare per mostre, partecipare a convegni. Non ne ha la convenienza. Deve badare in qualsiasi modo possibile alla sua famiglia. Non per questo deve essere denigrato alla stregua di uno straccio che non ha valore.

Cirinnà ha dovuto, durante le sue ferie, fare lavori che ritiene umili che non le competono,  perché la sua strapagata collaboratrice domestica, (servetta) l’aveva abbandonata e pensare che le dava un lauto compenso (strapagata) ed addirittura pagava tutti i  contributi. Pòaréta!

Ma dico dove siamo? E questa rapprensenta gli italiani al Parlamento?

Mastro