Il calcio muove le masse… basta vincere un campionato o salvarsi da una retrocessione.

myanmar_feb2021Masse  di persone si muovono all’unisono per campanilismo verso la squadra di calcio cui tengono. Tutti in piazza a gioire mentre qualcuno  imperterrito sfrutta la situazione e continua a fare il suo lavoro come se nulla fosse. Infatti a Pioli hanno “fregato” la medaglia che aveva saggiamente al collo in mezzo a “brava gente” che lo ha palpato  per bene, chissà non gli manchi qualcos’altro.

Sì perchè chi resta sugli spalti, rispettosamente, ad applaudire gli attori  non sono della stessa pasta di quelli che invadono, scorrettamente, il campo da gioco, privando i più a godere della vista dei loro pupilli.

Certo è che se accadesse qualcosa di grave nel nostro Paese difficilmente vedremmo tutto ste masse scendere in strada.

Muovere le masse non da tutti. Accade solo se si vince un campionato o quando si evita una retrocessione.

A livello economico siamo scesi nelle classifiche più basse e non ci siamo salvati. Aumenti a go go. Abbiamo la classe media che “assapora” la vita che potrebbe fare in un prossimo futuro fatto di restrizioni mai affrontati prima.

Chi è povero è abituato a barcamenarsi.  Ma non vi è  nessuna protesta da parte del popolo. Nessuno che scende in piazza. I nostri politici si impegnano, giustamente, affinché  i diritti civili siano assicurati. Questioni  che però andrebbero affrontate quando i diritti ad una vita dignitosa sia concessa a tutti in quanto essere viventi, animali compresi.

Perché non dimentichiamolo mai, anche noi siamo animali e prima o poi saremo alla base della catena alimentare.

Mastro

Il potere del pallone.

E’ incredibile che un gioco, anche se molto popolare, possa movimentare enormi masse di gente molto diverse fra loro. Dal povero nullatenente al ricco proprietario. A uomini, donne, bambini, arcobaleni. Tutti con una sola voce.

L’ assurdità della cosa è che, le stesse masse, restano indifferenti quando trattasi di ingiustizie, provvedimenti incompresibili, invazione di gente che non appartiene alla nostra cultura.

La nostra Italia, non quella calcistica, va a rotoli e nessuna massa si muove. Persino i più bisognosi e dimenticati  non accennano ad alcuna  protesta. Il reddito di cittadinanza offerto a chi non ha mai lavorato e ne mai ha cercato un lavoro è  un insulto rivolto a chi lavora per ore e percepisce somme inferiori a chi, con una tessera gialla, spende e spande irridendo chi non prende questo  mantenimento e che non accenna a nessuna protesta con la convinzione che è inutile agitarsi, tanto  non cambia nulla. Chi trasgredisce viene indicato come “furbetto”, chi è retto nella sua vita viene qualificato  un “fesso”!!!

Mastro