Quiete

Giornate, queste ultime, passate in tranquillità senza scossoni o distrazioni, serenamente, vagliando i pro e i contro di una qualsiasi situazione che mi si presenti.

Ogni tanto mi immergo  nei ricordi cercando di ordinarli, riesco a farlo e non subentra  la malinconia per quei giorni trascorsi,  carichi di avventura e spregiudicatezza.

Parafrasando una mia amica vivo serenamente la mia solitudine, senza patemi o tribrolazioni di sorta.

Scrivere i miei pensieri,  che  a volte ritengo sia inutile, stupido, è  mettere in calce pensieri vaghi, che non hanno riferimenti specifici.  Non vi è desiderio di essere giudicato da chiunque passi per averne la comprensione o la solidarietà.

E’ uno spazio privato e allo stesso tempo pubblico a cui mi rivolgo di tanto in tanto per scaricare l’accumulo di frasi che nella mia testa circolano,  mi fa sentire leggero dopo averlo fatto.

 

 

Emozione

Da tanto non scrivevo i miei pensieri. Sono un po’ arrugginito perché  li ho  serbati per me gelosamente per anni.  Scrivere ciò che provo è diverso, mi da soddisfazione ed è liberatorio.

Son tornato su questa piattaforma, di cui avevo nostalgia, dove ho vissuto momenti altalenanti di cui conservo le sensazioni.  Mai dimenticate sia positive  che negative.

In questi primi giorni di ritorno ho vagabondato per profili e blog e quando ne riconoscevo uno leggevo le date dei post pubblicati. Molti sono fermi da anni e questo mi ha intristito perché non ci sono più.

Noto alcuni profili i cui blog sono attivi e mi aggancio a loro e trovo un mondo che conosco. Il piacere di leggere e commentare i  loro scritti non ha prezzo. Non mi sento un intruso ovvero non mi hanno fatto  sentire  un intruso.

Ho provato emozione nel trovare vecchie conoscenze e attraverso i loro scritti comprenderne lo stato d’animo.

Mastro