Illusioni di un cinquantenne.

AmanteAi tempi in cui mi sono avvicinato su libero, conoscevo un ragazza che con il suo fare mi aveva rapito-. Si parlava di tutto e di più, senza limiti di argomenti. Un affiatamento che fece si che imparassi a conoscere un mondo a me sconosciuto. Avere un amico del sesso opposto può aprire orizzonti che non si possono immaginare.

Comiimagesnciai a scarabbocchiare fogli di carta, per poi  sentire il bisogno di fare di più. Fu così che cominciai a scrivere del mio rapporto con costei e man mano che andavo avanti mi accorsi che praticamente avevo scritto un libro, cento pagine e avevo ancora molto da narrare.

 

Una parte di quei scritti (I più anonimi) li feci leggere a conoscenti  che apprezzarono e non poco. Lei invece le aveva lette tutte e  più volte, quelle pagine. Ogni volta che le leggeva  il suo volto si illuminava, lo sguardo diveniva languido, compiaciuta per  quel manoscritto, che avevo intitolato “Illusioni di un cinquantenne“, dove entrambi eravamo protagonisti.

Non ho mai voluto scrivere  un finale a quella storia carica di emozioni. Per scaramanzia forse. Avrei potuto cercare di pubblicarlo, seguire le insistenze di chi mi esortava a farlo, ma i riferimenti erano talmente chiari che chiunque poteva risalire a noi.  Non potevo “denunciare” al mondo questo rapporto, nato nella clandestinità,  altrimenti  i nostri conoscenti  avrebbero preso atto di qualcosa che  non  avrebbero   gradito molto.

Conservo ancora quegli scritti, custoditi in un posto sicuro, tale che non ricordo più dove siano. Non l’ho mai completato. Un perché esiste…sarebbe stata la nostra storia se il tempo ci avesse fatto incontrare quando potevamo.images

Guardarsi intorno.

Oggi primo giorno di evasione dopo una brutta influenza. Nel pomeriggio, approfittando di un sole che riscaldava solo il cuore, perché l’aria era gelida, ho voluto fare una passeggiata delle mie, in macchina :), senza una meta. E’ stato un tuffo nel passato e naturalmente ricordi, complice una radio che sembrava farlo apposta di mandare in onda brani che fanno sognare.

Con il pensiero rivolto ai trascorsi recenti e passati, che  la mia mente beatamente portava a galla, prendo la strada per ritirare, dal laboratorio, le mie analisi. Fermo al semaforo un giocoliere che lanciava le sue clave con maestria tranne l’ultimo pezzo che gli cade a terra, uno sguardo di disapprovazione e un accenno di sorriso. Conosco la persona e so che a bravura non scherza. Si avvia in mezzo alle vetture ferme in attesa del verde che scatta. Non faccio a tempo a darli qualche spicciolo perché devo muovermi. Arrivo a destinazione, ma manca ancora un mezz’ora all’apertura. Ripenso a quegli occhi e alla serata gelida. Il sole nel frattempo era sparito lasciando l’aria ancora più pungente.

…Allora, via!  Faccio di nuovo il  giro e mi fermo proprio di fronte al giocoliere  che appena finito la sua esibizione era fermo lì e non si muoveva, incrocia il mio sguardo e con fare timido si avvia in mezzo alle macchine. Stavolta sono pronto e …gli lascio un obolo e sono contento di farlo. Sento la voce dolcissima  di una fanciulla che mi dice <Buonasera, grazie> .Era una  ragazza giovanissima con il viso sporco di fuliggine, ma dolcissimo nella sua espressività. Mi sono sentito appagato, contento di aver donato alla fanciulla un po’ di calore.

per i malpensanti…non mi ha fregato 🙂   Mastro-