Un’ amica mai dimenticata. L’importanza di un amicizia del sesso opposto.

imagesNonostante siano passati molti anni dall’ultimo incontro, nel quale ci separammo volutamente,  sento la mancanza di una mia cara amica, persona schietta capace di ascoltare e di raccontare. Entrambi avevamo raggiunto un livello di confidenza mai raggiunto da parte mia verso una donna e di lei verso un uomo. Dai suoi racconti, dalla sua sincerità nel dire  imparai cose che, anche se le avevo vissute e quindi l’esperienza a quel proposito c’era, di cui però non ne  avevo capito le sfumature. Con il suo dire i miei occhi si aprirono alla luce che mi mostrava con puntualità. Grazie a lei ho potuto vivere le mie esperienze con successo e consapevolezza. Le sono grato per avermi regalato la sua stima e perchè mi ha fatto crescere nella mia di stima. La mia maturazione è stata la cosa più bella che poteva donarmi, oltre ovviamente alla sua amicizia.

Estiste l’amicizia fra sessi opposti? Direi di sì e la consiglio a chiunque voglia star bene.

Oggi sento la sua mancanza. Mancanza dei nostri dialoghi senza fine che  donavano serenità ai nostri cuori.

Mastro

Noi. Mano nella mano e cuori palpitanti pieni di amore.

Mano-Nella-ManoMano nella mano alla ricerca di un contatto più profondo di quello superficiale. Cuori palpitanti che ad ogni  battito aumentano il flusso sanguigno all’interno di corpi surriscaldati, vogliosi di amplesso che tarda a compiersi, complice il timore di incorrere in errori con conseguenze irreparabili. Vivere in queste condizioni, attimo per  attimo, giorno per giorno, anno dopo anno, non serve dirlo, è devastante. Nonostante la manifesta sofferenza il tempo passa senza che ci sia una variante alla solita vita. Ci si proclama amici, ma in realtà siamo qualcosa di più, non c’è nulla di diverso dello stallo che ci tiene prigionieri di vivere pensando a … Ma non è possibile.

Quante problematiche solleveremmo se dessimo spago ai nostri desideri che sono molto  semplici in fondo. Voglia di viverci liberamente. 1

No, questo non è possibile. Poi c’é chi reclama di  vivere l’attimo, liberamente, senza limiti.No!  Siamo maturi non lo faremo mai.  Anche se siamo come due pere cotte.

No, siamo seri. No!

Con il passare del tempo tutto finisce perché chi è più intraprendente alla fine, risentito, molla perché non si sente realmente corrisposto come vorrebbe e…  senza darne preavviso chiude i rapporti. Ed ecco che, come spesso accade,  chi evitava che il rapporto divenisse più intimo ora diventa triste  e soffre per il legame  interrotto, rendendosi conto, tardivamente, di essere colpevole per  non aver raccolto il frutto del rapporto molto forte che c’era fra noi.

2Manca ad entrambi.

Più tempo passa e più si accentua la sofferenza della perdita di questa parte di noi che non c’é più. Un legame importante mai vissuto prima di allora e mai più replicato. Però non potevamo andare avanti e abbiamo fatto bene. Oggi viviamo la nostra vita normalmente, senza il rimpianto di aver cessato un relazione  che ci ha fatto sognare.

Non abbiamo distrutto nessuna famiglia. Non abbiamo fatto soffrire i nostri figli. Sì, viviamo con il cuore gonfio pensando che se ci fossimo conosciuti quando entrambi non avevamo legami forse oggi potevamo essere felici. 4

Mastro.

 

 

Illusioni di un cinquantenne.

AmanteAi tempi in cui mi sono avvicinato su libero, conoscevo un ragazza che con il suo fare mi aveva rapito-. Si parlava di tutto e di più, senza limiti di argomenti. Un affiatamento che fece si che imparassi a conoscere un mondo a me sconosciuto. Avere un amico del sesso opposto può aprire orizzonti che non si possono immaginare.

Comiimagesnciai a scarabbocchiare fogli di carta, per poi  sentire il bisogno di fare di più. Fu così che cominciai a scrivere del mio rapporto con costei e man mano che andavo avanti mi accorsi che praticamente avevo scritto un libro, cento pagine e avevo ancora molto da narrare.

 

Una parte di quei scritti (I più anonimi) li feci leggere a conoscenti  che apprezzarono e non poco. Lei invece le aveva lette tutte e  più volte, quelle pagine. Ogni volta che le leggeva  il suo volto si illuminava, lo sguardo diveniva languido, compiaciuta per  quel manoscritto, che avevo intitolato “Illusioni di un cinquantenne“, dove entrambi eravamo protagonisti.

Non ho mai voluto scrivere  un finale a quella storia carica di emozioni. Per scaramanzia forse. Avrei potuto cercare di pubblicarlo, seguire le insistenze di chi mi esortava a farlo, ma i riferimenti erano talmente chiari che chiunque poteva risalire a noi.  Non potevo “denunciare” al mondo questo rapporto, nato nella clandestinità,  altrimenti  i nostri conoscenti  avrebbero preso atto di qualcosa che  non  avrebbero   gradito molto.

Conservo ancora quegli scritti, custoditi in un posto sicuro, tale che non ricordo più dove siano. Non l’ho mai completato. Un perché esiste…sarebbe stata la nostra storia se il tempo ci avesse fatto incontrare quando potevamo.images