IL TEMPO.

L’arrabbiatura  fa commettere errori su errori e quando c’è la convinzione di essere nel giusto,  un passo indietro difficilmente verrà fatto.

Passano giorni, mesi, anni e un giorno capita di  soffermarsi su quanto manca ciò che si è  voluto cancellare dalla propria vita. Ci si   accorge che forse non valeva la pena essere tanto risoluti e spietati nel rinnegare ciò che si aveva a disposizione.

Giorni fa, andando in giro con la macchina, dopo la quarantena che ci ha chiusi in casa per tanto tempo, avendo  libertà negli spostamenti, (nessuna auto certificazione del ..nga) rilassato e con la musica (complice) a far venire in mente il passato, ricordi che di tanto in tanto  tornano causando una  vampata di rabbia, la stessa che all’epoca dei fatti ha fatto si che finisse qualcosa di buono. Incredibilmente tutto ciò  oggi  svanisce.

Al posto della negativa sensazione fa capolino il desiderio di avvalermi di ciò che non ho più. Comprendo  di aver sbagliato nel valutare con rigidità l’accaduto. Mi rendo conto che se (sempre se) non avessi avuto l’impulso negativo che mi ha spinto ad allontanarmi da chi mi era amico, oggi avrei un bel gruppo intorno a me. Non mi dispero  in quanto mi definisco orso,  quindi solitario per natura, ma guardando intorno vedo gruppi che periodicamente si riuniscono per stare assieme, penso che non mi dispiacerebbe affatto avere vicino il mio di gruppo.

Tutto a causa o merito del tempo, definito la miglior  medicina, capace di  lenire ferite che apparivano incurabili, guarendole, dando la possibilità di rappacificare le anime di chi si  voluto bene allora, avendo cura di  agire con più saggezza-

Mastro

GANDHI

Gandhi

Ho raccolto nel web questo divertente aneddoto che non so se sia veritiero, ma avendo conoscenza della intelligenza e del modo di fare di questo grande uomo, credo che lo sia. 

—————=======ooooOoooo=======—————

Quando Gandhi studiava giurisprudenza all’Università di Londra aveva un professore, Peters, che non lo sopportava; Gandhi, però, non era tipo da lasciarsi intimidire. Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto.
Il professore disse: “Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme?”
“Ok Prof, sto volando via…” rispose Gandhi, che andò a sedersi a un altro tavolo. Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi al successivo esame, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande.
Allora decise di fargli la domanda seguente:
“Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa; la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per se?”
“Certamente il denaro, Prof.”
“Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza”
” Lei ha ragione Prof; in fondo, ciascuno sceglie quello che NON ha!”
Il professore, furioso, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e glielo restituì. Gandhi lesse il risultato della prova, tornò subito indietro e sorridendo disse:
“Professore, ha firmato l’esame ma si é dimenticato di mettere il voto!”

Mastro