E’ allarme suicidi tra i veterinari: le possibili cause

Il suicidio è un gesto estremo, culmine della disperazione umana. Di studi sul suicidio ce ne sono tanti, tra i primi quello del sociologo Emile Durkheim. Il quale, in un libro pubblicato nel 1897 dal titolo Il suicidio. Studio di sociologia, suddivide il suicidio in egoistico, quando si verifica a causa di una carenza di integrazione sociale. Altruistico, nel caso opposto, quando ci si immola per una causa o credenza collettiva. Anomico, tipico delle società moderne, sembra collegare il tasso dei suicidi con il ciclo economico. Fatalista, è tipico di un eccesso di regolamentazione, di un eccesso di disciplina che chiude gli spazi del desiderio.

Emile Durkheim non aveva però previsto nel suo studio sul tema, il suicidio dei veterinari. Del resto, un secolo e passa fa, sebbene ci fossero già medici degli animali, forse non c’era lo stesso amore smodato per gli amici a quattro zampe che c’è oggi nella società occidentale.

Amore, a mio modo di vedere, collegato comunque alla piaga dei nostri tempi. Ossia, l’individualismo e l’egoismo. In quanto, gli esseri umani sembra stiano sempre più preferendo dedicare il proprio affetto e il proprio amore ad esseri che non possono dire cosa pensano di loro. Essendo privati della parola.

Amare un essere umano comporta sacrifici, rischi, complessità. Amare un animale, che si accontenta di cibo, acqua, bisogni fisiologici, e appunto, soprattutto non ci giudica o ci dice la sua, è molto meno complicato.

Ma torniamo al suicidio dei veterinari. Un curioso quanto drammatico fenomeno anch’esso figlio dei nostri tempi. Perché i veterinari si stanno suicidando?

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E’ allarme suicidi tra i veterinari: le possibili causeultima modifica: 2019-03-08T10:47:04+01:00da LucaScialo
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