Balotelli torna dove tutto è iniziato: la sua carriera sprecata

Balotelli, “Genio e sregolatezza”. Una volta si definiva così un artista – generalmente uno scultore o un pittore – straordinario nella sua arte ma dalla vita sregolata. Dedita ai vizi, ai litigi, ad una esistenza borderline. Si è diffusa con la traduzione italiana del titolo di una nota commedia francese: Kean ou Désordre et génie (scritta da É. Théaulon, ma rifatta da A. Dumas padre nel 1836). Ispirata alla figura e alla vita dell’attore ingl. Edmund Kean (1787-1833), resosi famoso per le sue stravaganze e i suoi disordini morali.

Oggi questa definizione la si accosta soprattutto a calciatori, musicisti, attori e registi. Gli artisti dell’epoca, il che è tutto dire. E va sicuramente a pennello per Mario Balotelli, calciatore dal grande talento ma dall’atteggiamento svogliato e ribelle. Che ha girato varie squadre in 10 anni di carriera, senza mai trovare una base definitiva.

Nato a Palermo, ma cresciuto a Brescia tra mille difficoltà durante l’infanzia. Difficoltà che forse lo hanno segnato dentro, creandogli delle ferite mai rimarginate. Dati i problemi economici dei suoi genitori naturali, di origine ghanese, trasferitisi da Palermo a Brescia in cerca di un futuro migliore, fu dato in adozione dai servizi sociali.

Ora ritorna a Brescia, dove tutto è iniziato. Sarà la volta buona? Ripercorriamo la sua storia.

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Balotelli torna dove tutto è iniziato: la sua carriera sprecataultima modifica: 2019-08-25T10:45:39+02:00da LucaScialo
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