Kirk Douglas, quel film del ’51 che ha anticipato il degrado mediatico di oggi

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Kirk Douglas è morto il 6 febbraio alla venerandissima età di 103 anni. Padre dell’attore Michael Douglas e del produttore Joel Douglas, nonché nonno di Cameron Douglas.

A mio avviso, e ovviamente non solo, è stato uno dei più grandi attori del ‘900. Non a caso, nel 1999 l’American Film Institute lo ha inserito al 17º posto tra le più grandi star di sempre di Hollywood.

Ha interpretato in oltre 70 film, molti dei quali tra gli anni ‘50 e gli anni ‘60, non a caso considerata la Golden Agen hollywoodiana.

Figlio di immigrati ebrei bielorussi, nacque come Issur Danielovitch e noto anche come Isadore Demsky ad Amsterdam, nello stato di New York. Tra i due film che preferisco, Brama di vivere, dove interpreta egregiamente Vincent Van Gogh (quando il pittore non era ancora un prodotto da merchandising come oggi), e L’asso nella manica.

Quest’ultimo, del 1951, per la regia del grande Billy Wilder, oltre a dargli la consacrazione definitiva, ha anticipato con settant’anni di anticipo un fenomeno odierno.

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Kirk Douglas, quel film del ’51 che ha anticipato il degrado mediatico di oggiultima modifica: 2020-02-07T10:08:45+01:00da LucaScialo
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