Cos’è lo smart working e quali rischi corriamo nel lavorare a distanza

La Pandemia (vera o presunta) da Coronavirus Covid-19 ha portato alla diffusione dello smart working anche nel nostro Paese. Un gergo anglosassone (uno dei tanti, in realtà, introdotti nella ormai già inglesizzata lingua italiana in questo periodo) per indicare il lavoro svolto a distanza.

Per alcuni lo smart working è già la norma. Tipo per articolisti, copywriter, grafici, operatori call center che scaricano software da remoto. O chi si fa consegnare materiale a casa per creare oggetti da portare poi a negozi. O chi crea torte e dolciumi vari da vendere in proprio. O chi si diletta in arti creative, come realizzare braccialetti, orecchini, dipinti o il camoufage. E così via.

Ora però, data l’impossibilità di lavorare in ufficio con molti dipendenti assembrati in un luogo chiusi, anche le aziende si stanno adeguando allo smart working.

Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta, come funziona, quali sono i rischi che questa modalità lavorativa comporta.

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Cos’è lo smart working e quali rischi corriamo nel lavorare a distanzaultima modifica: 2020-04-27T10:28:26+02:00da LucaScialo
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