#6#


Vidi quelle rose nella vetrina di quel fiorista in centro. Erano rosso vermiglio. Come le tue labbra. Mi chiesi se potesse risultare “strano” che una donna regalasse dei fiori ad un uomo. Mi avevi invitato a cena a casa tua e volevo sorprenderti. Portarti una bottiglia di vino o dei dolci mi sembrava banale e scontato. Poi sicuramente ci avevi già pensato tu, non lasciavi mai niente al caso: il menù, la musica, l’atmosfera.Tutto era calcolato nei minimi dettagli. La commessa mi chiese se erano per mia madre. “No”, risposi “sono per una persona speciale.” Lei sorrise. Non sono sicura avesse capito. Ma non m’importava. Già mi immaginavo il mazzo che campeggiava sul tavolo del salone, tu che sorseggiavi il caffè del mattino e te lo rimiravi appoggiato alla cucina, vestito di tutto punto per andare in ufficio, con un sorriso beato sulle labbra. Ti pensai per tutto il tragitto in macchina, con le rose sul sedile accanto come un muto (e profumato) passeggero. Quando arrivai davanti alla tua porta e mi hai aperto, avevi lo stupore stampato sul viso. Lo sentivo nell’aria, anche dietro a quel mazzo di rose rosse dietro cui mi nascondevo.

 

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#6#ultima modifica: 2021-04-23T09:32:06+02:00da MAGNETICA_MENTE.2017

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