Ho sceso,dandoti il braccio…

Questa poesia…

Ho sceso,dandoti il braccio,almeno un

milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni

gradino.

Anche così é stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora,né più mi occorrono

le coincidenze,le prenotazioni,

le trappole,gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede

di più.

Conn te le ho scese perché sapevo che di noi

due

le sole vere pupille,sebbene tanto offuscate,

erano le tue

 

E. Montale.

 

Domani…24Dicembre… Una poesia per ricordare chi non c’é più, quelle sedie vuote attorno al tavolo…. Buon Natale…ovunque tu sia, un abbraccio…

La notte…

Sono le ore 23.32… Per me sarebbe ora che andassi a dormire.

Invece mi è venuta voglia di scrivere qualche riga.

Un’altra giornata è giunta al termine. La Vita è come un calendario giornaliero. Ogni giorno trascorso è una pagina strappata.

Da tempo mi sono resa conto di quanto tempo ho GETTATO alle …ortiche(per essere delicata e bon ton 😉 )a causa di :crisi esistenziali,disistima,persone inutili,poco coraggio di rincorrere i miei sogni,pigrizia,auto commiserazione.

Vorrei vivere in modo più “leggero”…ok,senza diventare una menefreghista,una sorta di “cicala” che spende e spande e stop 🙂 . Bisogna anche avere il carattere ,per vivere in modo più “leggero”… Ma vorrei poterlo fare. Vorrei arrivare alla sera e,analizzando la giornata,vedere che sono state di più le volte in cui ho riso e sorriso…rispetto a quelle in cui sono stata tesa,arrabbiata,ho usato la mia terminologia mooooolto colorita….

Vorrei…Forse sarà impossibile al 100%,però vorrei provare…. In questo 2016 che sta volgendo al termine.

Quante cose sono accadute in un anno…. A parte che mi sembra di aver vissuto più vite…

Un bacio. Emily Milly…

——————————–Uno speciale a te,nonna… Non mi sei più apparsa in sogno. Manchi tanto….

Chi è senza peccato…Scagli la prima pietra.

Facebook spesso aiuta le persone a sfogare i propri malumori ed infelicità.

Resto perplessa di fronte a frasi drastiche quali ….

  • TUTTI SONO STRO_ _ I
  • NON BISOGNA ASPETTARSI NULLA DA NESSUNO
  • LE PERSONE SI RICORDANO DI TE QUANDO HANNO BISOGNO,POI SI DIMENTICANO….

Ecco…Malinconica a metà e con neuroni veloci…Mi domando: PERCHE’???

Non dobbiamo dimenticare che non siamo soli…Nel Mondo siamo milioni e milioni….TUTTI cattivi??? Ma dai…NON ci credo…Per qualche altra persona noi siamo parte del suo “TUTTI”che include i cattivi,non dimentichiamolo !!!!

Aspettarsi qualcosa? Io ho imparato,con tempo ed esperienza,che occorre essere selettivi.

Occorre capire quali persone meritano affetto,stima e considerazione….A queste persone possiamo dedicare attenzioni, prestare attenzione a ciò che esse dicono. Poi il discorso di fare qualcosa ma non avere nulla in cambio non mi piace. Preferisco fare qualcosa perchè mi va di farlo, e per questo motivo non pretendo nulla in cambio. Il mio gesto è sincero e disinteressato,se pretendessi qualcosa in cambio sarei io la prima ad essere opportunista(ossia faccio qualcosa SOLO per avere altro in cambio).

Siamo così convinti di essere davvero dei Santi? Tutti così buoni? Chiunque ha degli scheletri nell’armadio,io stessa riconosco di aver fatto delle carognate…

E comunque,se ho votato al referendum e cosa NON lo dirò 😉

Baciotti. E.M.

rispetto ri·spèt·to/ sostantivo maschile

rispetto ri·spèt·to/ sostantivo maschile 1. Riconoscimento di una superiorità morale o sociale manifestato attraverso il proprio atteggiamento o comportamento: nutrire, provare r. per qualcuno; il r. verso i genitori; salutare con r.; r. per le istituzioni. In espressioni di cortesia, anche formale, saluto ossequioso. “gradisca i miei r.” Con allusione più esplicita ai pregi oggettivi, apprezzamento di stima, o buona considerazione. “professionista che merita r.” Di tutto rispetto, degno di riguardo: una persona di tutto r.; una somma di tutto r., di notevole entità. Nel linguaggio della mafia: uomo di rispetto, che ha raggiunto un alto grado nella gerarchia mafiosa. 2. Disposizione ad astenersi da atti offensivi o lesivi, implicita nel riconoscimento di un diritto. “il r. per i propri simili”.

Mi soffermo sulla seconda definizione. Rispetto…Disposizione ad astenersi da atti offensivi o lesivi, implicita nel riconoscimento di un diritto. “il r. per i propri simili”.

La parola “rispetto” è usata molto spesso, nel linguaggio sia verbale sia scritto.

Siamo tutti pronti a puntare il dito contro chiunque o qualunque cosa,quando crediamo di subire una mancanza di rispetto nei notri confronti. Ma io domando…E noi,quanto rispettiamo l’altro??? Parcheggiare in un posto auto per disabili (pur essendo non disabili…Ma era vicino al negozio), non rispettare la coda al supermercato,dare gli orari di lavoro allo staff con un ritardo pazzesco(vedi domenica alle19.00…Orario del giorno seguente e della settimana),fumare dove non è permesso…Non sono esempi di mancanza di rispetto??? Forse il rispetto è anche influenzato dalle normi morali e dalla cultura?

Io credo alla veridicità del DO UT DES ossia “io do affinchè tu dia“…Le relazioni con i nostri simili,per essere costruttive,implicano uno scambio. Io ti rispetto e non arreco danno alla tua persona, quindi vorrei che tu facessi lo stesso con me.

Ci sono persone che abusano della loro posizione, si sentono dei Boss e PRETENDONO rispetto,di avere sempre ragione e la nostra disponibilità assoluta. Dando in cambio…ben poco. E ciò è assolutamente errato. Un buon Boss è una persona appassionata del lavoro, che sa motivare e trasmettere il proprio entusiasmo allo staff; una persona che vuole avere rispetto ma lo da per primo….

Nell’attuale mondo del lavoro il rispetto è merce molto rara. Giocando il jolly della crisi i datori di lavoro costringono la maggior parte dei lavoratori dipendenti a subire in silenzio…Della serie <<Non ti va bene? Ciao… Chiudi la porta quando esci>>. I contratti a tempo determinato sono una sorta di spada di Damocle sopra la testa del lavoratore… il quale ha sempre il timore di un non rinnovo del contratto.

Penso ai tantissimi lavoratori che sono morti per fare si che si ottengano dei diritti… Se potessero vedere la situazione attuale si metterebbero a piangere, pensando che loro sono morti per nobili cause…ma queste cause stanno scomparendo. Saremo nel 2016,ma a livello lavorativo stiamo tornando indietro….

Da Wikipedia :La spada di Damocle

Secondo il racconto di Cicerone, Damocle è un membro della corte di Dionigi I, tiranno di Siracusa. Egli sostiene, in presenza del tiranno, che quest’ultimo sia una persona estremamente fortunata, potendo disporre di un grande potere e di una grande autorità: Dionigi gli propone allora di prendere il suo posto per un giorno, così da poter assaporare tale fortuna, e Damocle accetta. La sera si tiene un banchetto durante il quale Damocle inizia a tastare con mano i piaceri dell’essere un uomo potente; solamente al termine della cena egli nota, sopra la sua testa, la presenza di una spada sostenuta da un esile crine di cavallo. Dionigi l’aveva fatta sospendere sul suo capo perché capisse che la sua posizione di tiranno lo esponeva continuamente a grandi minacce per la sua incolumità. Immediatamente Damocle perde tutto il gusto per i cibi raffinati che sta assumendo, nonché per i bellissimi ragazzi che gli stanno intorno e chiede al tiranno di poter terminare lo scambio, non volendo più essere “così fortunato”[1].

Influenza culturale

Damocle prigioniero di Dionisio, in un dipinto di Thomas Couture

Il termine spada di Damocle è successivamente diventato una metafora rappresentante l’insicurezza e le responsabilità derivanti dall’assunzione di un grande potere. Da una parte c’è il timore che il ruolo di potere possa essere portato via all’improvviso da qualcun altro, dall’altra che la sorte avversa ne renda molto difficile il mantenimento. Viene usata anche per indicare un grave pericolo incombente[1].

Certe realtà lavorative poi…sono caratterizzate dal tentativo,da parte della dirigenza,di fare in modo che i colleghi non “facciano squadra”…creano di proposito screzi e tensioni. Perchè uno staff unito è potente,è forte…Forza ragazzi, facciamo squadra con i colleghi,alla faccia di chi non lo vuole….

 

Buon Natale…Oh,oh,oh

Non vorrei mettere ansia…Ma tra circa 22 giorni sarà NATALE

Situazione attuale:

  • albero: x
  • addobbi per la casa: x
  • decorazioni varie: x
  • regali: x

dove la x significa “non fatto”.

Il Natale… Ricordo con nostalgia l’attesa di Gesù Bambino (e che confusione quando a scuola hanno iniziato a nominare Babbo Natale :-O per me era Gesù Bambino a portare i doni)… La sera del 24 mia mamma doveva sudare le famose 7 camicie per farmi andare a dormire. Durante la notte,ogni tanto,mi alzavo ed andavo a sbirciare sotto all’Albero…E poi…MAGIAAAAAAAAA <3 .

Però poi cresci… e il Natale crea due categorie di persone:

  • gli adoratori del Natale,quelli che addobbano casa,albero,gatto,ufficio,indossano tutto a tema renna/BabboNatale/rosso&bianco
  • i sopportatori  passivi del Natale…che lo devono subire e ne farebbero a meno.

Io ho provato ad entrare un pochino nella prima categoria, ma i miei poco creativi genitori hanno sempre scoraggiato ogni addobbo o altro….”Tanto siamo solo noi ed i nonni a casa  per le feste”.

Sensa scivolare nelle americanate(oh quanto adoriamo le americanate nel nostro paese…Noi,la culla dell’Arte,prendiamo spunto dagli U.S.A. ….help)credo che sia sbagliato pensare”tanto siamo solo noi ed i nonni”…Perchè la Casa la si deve addobbare per piacere,per renderla più accogliente….Non per finire su una rivista di arredamento figa.

Forse quest’anno farò qualcosa di creativo…Anche se…Anni di lavoro nel commercio ti tolgono un pochino la fantasia e l’amore per questa festività che,ad essere onesti,è sempre più così tristemente commerciale 🙁 e appaiono pandoro&soci sempre più presto….

Comunque mancano 22 giorni e non ho ancora preso un regalo… Help (meno male che Natale viene una volta l’anno 😉 )