Quanto chiedi per la tua gallina?

 

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C’erano molte leggende ne racconto una. Si diceva, ad esempio, che ogni primo venerdì del mese si tenesse un mercato dell’anima nella foresta. Dovevi andare con una gallina nera e il diavolo sembrava travestito da gentiluomo.

-Quanto chiedi per la tua gallina? lei chiese.

Hanno litigato, hanno contrattato e alla fine hanno trovato un accordo. Il giorno dopo dovettero rientrare nella foresta dove una carrozza li attendeva per portarli al diabolico castello per firmare il patto ufficiale … Secondo indiscrezioni quei patti potevano contenere clausole abbastanza particolari … Il venditore continuò a camminare mentre ricordava tutte queste cose. Quando raggiunse l’incrocio , gli apparve un lupo mannaro al chiaro di luna, nero, deforme, orribile, con i suoi occhi luminosi e i suoi lunghi denti appuntiti. Michel si fermò all’istante. Si udì una voce cavernosa che diceva:

-Voglio la tua anima per il mio signore …

“Assolutamente no”, rispose il venditore.

-Stai attento!

La mano del galoppatore si contrasse, afferrando il coltello. Sapeva che i lupi mannari erano insensibili ai proiettili di un’arma da fuoco, così come ai morsi dei cani, ma, invece, se la lama di un coltello riusciva a bucare la loro pelle, diventavano subito un uomo o una donna. Il lupo mannaro ruggì selvaggiamente e balzò verso di lui, intento ad afferrarlo per il collo. Ma Michel fu più veloce: il suo braccio si protese e il suo coltello afferrò la bestia. Il ruggito finì in un lamento. Il lupo mannaro cadde a terra, assumendo immediatamente sembianze umane. Con grande sorpresa, il venditore riconobbe un vicino, il signor mugnaio, steso a terra, lamentoso e con una spalla insanguinata …

-L’hai fatto bene! gemette il mugnaio. Adesso sono in guai seri.

Il galoppo si strinse nelle spalle. L’altro raccontò la sua storia: nove anni fa, poiché i suoi affari andavano male, aveva stretto un patto . In cambio di una buona somma di denaro, aveva promesso di trovare anime per il diavolo. La cosa stava andando bene e non gli mancavano le occasioni:

-Ieri, ad esempio, sono riuscito a convincere un vicino..

-Allora! Ecco perché la poveretta è completamente sconvolta.

-Si abituerà; non preoccuparti per lei … Come dicevo, Michel, mi restava solo un anno per finire di adempiere al mio contratto ma tu hai rovinato tutto e domani sarò costretto a consegnare mia figlia al diavolo per rimediare stanotte il mio fallimento; così è scritto, l’ho firmato …

-Romina?

-Sì; però l’aveva promesso a Mauri, il fabbro, che è un bravo ragazzo.

“Aspetta, aspetta, mugnaio: proviamo a sistemare questo pasticcio.”

-Non sarà facile.

Il venditore aiutò il signor mugnaio ad alzarsi, lo trattenne, e insieme si avviarono verso il villaggio, non occupandosi più del medico, che Michel sperava di poter curare con altri mezzi.

Il giorno dopo ci fu un grande incontro in chiesa tra il prete, il suo sacrestano, il fabbro Mauri e, ovviamente, Michel e il mugnaio. Tutti gli accordi sono stati presi e tutte le preghiere sono state consegnate in anticipo. Quando calò la notte, il mugnaio uscì nella foresta, pallido, irrequieto, con una lanterna in mano, seguito dalla figlia Romina. Dietro di loro c’erano tutti gli altri, cioè il venditore, il fabbro e il sacrestano; i tre si nascondevano dietro cespugli e alberi… Così il gruppo è arrivato in quel posto. Il signor mugnaio alzò la lanterna e il venditore gli apparve in piedi sui suoi piedi spaccati in mezzo all’incrocio, vestito con i suoi abiti da gentiluomo e con un cipiglio sardonico sulle labbra.

-Eh eh! disse il diavolo. Va bene, mi porti tua figlia per riparare la tua goffaggine, come concordato. Non mi perdo nel cambiamento. Vieni, Romina.

Il diavolo si fece avanti, con il braccio teso, pronto ad afferrare la giovane donna e ad attirarla verso un profondo dirupo nelle vicinanze. Ma in quel momento, Michel e il fabbro, un uomo grosso e muscoloso dalle spalle larghe, saltarono sul demone, gli gettarono una corda molto resistente al collo mentre il sacrestano cominciò ad innaffiarlo con l’acqua santa, di cui aveva portato una grande quantità . Venditore urlò, si dimenò e cercò invano di togliersi la cravatta di canapa. I compagni non lo premettero ma con più forza, tanto che, in breve tempo, poi tacque, con la lingua che gli pendeva fino al ventre.

“Demone”, gridò il venditore, “devi annullare il patto che hai con mugnaio.”

– Suora … mai … mai. Ciò che è … scritto … è scritto.

– Tira duro, fabbro.

Obbedì e il diavolo emise un lungo gemito simile a un russare.

-Quindi, annulli, sì o no?

-A … annulla.

Il venditore non poteva fare nient’altro; il prete aveva debitamente preparato un documento, che il mugnaio si tolse di tasca. In virtù delle sue clausole, non solo il mugnaio era esonerato da tutti i suoi obblighi nei confronti del diavolo, ma quest’ultimo restituiva l’anima a tutte le sfortunate vittime del lupo mannaro, ovviamente. Il diavolo ha firmato e gli altri hanno allentato la corda. Mentre il sacrestano continuava ad irrorarlo con acqua santa, il demone fuggì ubriaco di rabbia. Poco dopo, nella città, si celebrarono le nozze di Romina e Mauri, con numerose salva sparate in aria mentre gli sposi lasciavano la chiesa; tutti hanno ballato allegramente  la danza tipica della regione.

Del grosso lupo infelice mannaro che veniva chiamato bubu,tutto il circondario non seppe più nulla.

Le galline continuarono a fare uova grosse come quelle di papera,e il Diavolo vecchio come la storia si mise in cerca di un altro bosco dove aspettare anime buone da ricattare.

Costruendo un enorme circo dove nascondersi assieme a tutti i suoi amanti raccattati nelle vie del mondo.

 

 

 

 

 

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