La tesi dei vaccini sperimentali

Coronavirus, Italia tra i Paesi che testeranno l'antivirale remdesivir

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tesi dei vaccini sperimentali è stata ripetutamente contestata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nei suoi rapporti mensili di farmacovigilanza sulle sospette reazioni avverse segnalate dopo le vaccinazioni ed è sancita in modo lapidario nelle FAQ del sito ufficiale in riferimento alla domanda “2. La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto questi vaccini?”.
Ecco quanto sottoscrive ufficialmente l’AIFA: «Gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini COVID-19 non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale, anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini. La rapida messa a punto e approvazione si deve alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi molto rapidi e a un nuovo processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie, che hanno valutato i risultati man mano che questi venivano ottenuti e non, come si faceva precedentemente, solo quando tutti gli studi erano completati».
Da mesi molti medici ed avvocati della schiera “NO CAVIA” – ovvero contrari solo ai vaccini antiCovid perché privi delle consolidate sperimentazioni cliniche rispetto a quelli storici contro tetano, polio, vaiolo ecc – fondano il loro legittimo rifiuto di aderire alla campagna vaccinale proprio sulla circostanza che i sieri adenovirali (AstraZeneca e Janssen di J&J) e le terapie geniche a base di RNA messaggero (Pfizer-Biontech e Moderna) sono da ritenere “sperimentali” in quanto l’uso è stato autorizzato in emergenza a causa della pandemia da Covid-19 dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che gode della sponsorizzazione principale da parte della Bill & Melinda Gates, fondazione che collabora, finanzia e specula con le Big Pharma dei vaccini.
a tesi dei vaccini sperimentali è stata ripetutamente contestata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nei suoi rapporti mensili di farmacovigilanza sulle sospette reazioni avverse segnalate dopo le vaccinazioni ed è sancita in modo lapidario nelle FAQ del sito ufficiale in riferimento alla domanda “2. La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto questi vaccini?”.
Ecco quanto sottoscrive ufficialmente l’AIFA: «Gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini COVID-19 non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale, anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini. La rapida messa a punto e approvazione si deve alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi molto rapidi e a un nuovo processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie, che hanno valutato i risultati man mano che questi venivano ottenuti e non, come si faceva precedentemente, solo quando tutti gli studi erano completati».
Ebbene questa affermazione è in aperto contrasto con quella pubblicata dall’European Medicines Agency (EMA), l’ente centrale regolatore dei farmaci per i 27 paesi dell’Unione Europea. L’EMA ha autorizzato l’uso dei 4 vaccini citati in precedenza (consentendo poi all’AIFA di recepire l’autorizzazione) attraverso una Conditional marketing authorisation, ovvero un’Autorizzazione Commerciale Condizionata.

«Durante la pandemia di COVID-19, la procedura di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata viene utilizzata per accelerare l’approvazione di trattamenti e vaccini COVID-19 sicuri ed efficaci nell’UE. Ciò è in linea con la legislazione dell’UE che prevede che l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata sia utilizzata come autorizzazione accelerata durante le emergenze di salute pubblica per accelerare l’approvazione e salvare vite umane» rammenta l’ente europeo regolatore dei medicinali. Quando viene rilasciata tale approvazione analoga al’UEA (Use Emergency Authorization) della Food and Drug Administration americana?
La Conditional marketing authorisation ha validità per un solo anno ed è «l’approvazione di un medicinale che risponde alle esigenze mediche insoddisfatte dei pazienti sulla base di dati meno completi di quelli normalmente richiesti. I dati disponibili devono indicare che i benefici del medicinale superano i suoi rischi e il richiedente deve essere in grado di fornire in futuro dati clinici completi. I medicinali per uso umano sono ammissibili se sono destinati a curare, prevenire o diagnosticare malattie gravemente debilitanti o potenzialmente letali. Il suo utilizzo è anche destinato a un’emergenza sanitaria pubblica (ad esempio una pandemia). Per questi medicinali possono essere accettati anche dati farmaceutici e non clinici meno completi» si legge sul sito EMA.
In poche parole i dati sono meno completi di quelli normalmente richiesti per un’autorizzazione commerciale definitiva. E’ di fatto una secca smentita di quanto sostiene l’AIFA che fa riferimento alle “miracolose” nuove tecnologie…
Questi nuovi dati sono stati integrati da Pfizer per l’autorizzazione definitiva del vaccino Comirnaty ottenuta nei giorni scorsi dalla FDA americana nonostante le vibranti polemiche sollevate dall’avvocato Robert F. Kennedy jr, paladino della difesa dei bambini attraverso l’associazione Children’s Health Defense e attivista in lotta per vaccini sicuri, per la mancata discussione pubblica proprio di tali dati, soprattutto in relazioni alle molteplici reazioni avverse anche letali denunciate dallo stesso Kennedy sul suo sito The Defender.

Fu infatti il primo a sollevare il caso delle miocarditi provocate dalle terapie geniche Comirnaty e Spikevax (Moderna),poi inserite nei foglietti illustrativi dalle aziende farmaceutiche su sollecitazione di FDA, CDC ed EMA.

La medesima censura alla Food and Drug Administration in relazione alla mancata convocazione del Comitato Consultivo interno alla FDA, composto da rappresentanti indipendenti dei consumatori, era stata fatta in precedenza anche dall’autorevole rivista specialistica British Medical Journal, raccogliendo le lamente di esperti americani nel campo dei vaccini.

Medici ed infermieri da mesi impegnati nella lotta contro il coronavirus:  “D'estate qualcuno badi ai nostri figli” - La Stampa

Fonte originale: articolo Gospa News

 

I bambini non devono fare da cavie.

chi fa il vaccino ad un bambino è complice.

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