Entro Marzo In Città 1.360 Nuovi Alberi

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MODENA-
Entro Marzo In Città 1.360 Nuovi Alberi
«Poi I Boschi Urbani»

L’impegno dell’assessore Filippi in risposta all’interrogazione M5S sulle nuove strategie per ridurre l’inquinamento e le temperature
Entro marzo in città 1.360 nuovi alberi «Poi i boschi urbani»

Saranno circa 1360 le
essenze tra alberi e arbusti che entro marzo saranno messe a dimora in aree della città che rientrano tra quelle individuate dal Pug in via di redazione e dal Piano del verde. Si sta poi pianificando la creazione di boschi urbani. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi giovedì in Consiglio rispondendo all’interrogazione del M5s, illustrata da Enrica Manenti, sulla sperimentazione del progetto City trees e sull’incremento di alberi in città. La consigliera ha chiesto quali sono gli esiti della sperimentazione e la motivazione della rimozione dei relativi pannelli, se ha comportato costi, se c’è l’intenzione di adottare dispositivi biotecnologici per ridurre l’inquinamento e le temperature in città, e «quale sia il piano di messa a dimora di nuove piante». Filippi ha spiegato che i risultati della sperimentazione del City tree in città indicano che l’assorbimento di inquinanti è lento e molto circoscritto e che pertanto «l’implementazione di singoli pannelli o anche di una semplice rete non impatta significativamente sulle emissioni a scala urbana. Occorre quindi continuare a percorrere la strada della riduzione delle emissioni e delle mitigazioni attraverso gli interventi più strutturali e diffusi programmati nei piani già approvati, come il Pums e il Paesc, e in quelli in approvazione, appunto il Puge il Piano del verde». Grazie alle elaborazioni degli organi tecnico-scientifici sono infatti stati valutati l’efficienza del City tree nelle sue varie modalità di funzionamento (attiva, attraverso filtrazione con ventilazione meccanica, e passiva tramite deposizione delle particelle) e l’effetto complessivo del biofiltro nella precisa area urbana in cui è stato posizionato. Le simulazioni modellistiche sviluppate dall’Enea hanno
mostrato che, nella modalità passiva, il City tree può produrre una riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico del canyon stradale urbano tra lo 0,3 e l’1% in un’area di circa 10 per 20 metri lineari intorno al dispositivo. Le velocità di deposizione per Pm10 e NOx osservate per i muschi del City tree rientrano nella gamma di quelle riportate in letteratura scientifica per altre tipologie di superfici verdi. Nella modalità attiva invece l’abbattimento delle concentrazioni è di circa il 13%, ma sempre molto in prossimità. Filippi ha ricordato che il City tree, filtro verde biotecnologico, è stato ideato dalla start up tedesca Green City Solutions e che «il Comune non ne ha mai acquistato uno, ma ha aderito, nel 2017, al progetto europeo “City tree Scaler (CTS)” mettendo a disposizione di Green City Solutions uno spazio pubblico in cui è stato installato, per circa un anno, un City tree, rimosso a maggio 2018».

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