The Cure. Pornography

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Pornography«Volevamo realizzare l’album più intenso, quello definitivo. Non ricordo esattamente perché, ma l’abbiamo fatto.»

Lol Tolhurst (batterista dei Cure all’epoca)

Ho sempre pensato che esista un tempo giusto per tutto, vale per gli incontri tra persone, vale con la musica, indipendentemente dal suo valore oggettivo. Quando ascoltai Pornography dei Cure la prima volta, non ero ancora in grado di accoglierlo, mi mancò il respiro, e lo riposi da parte.  Poi la vita gioca ‘scherzi’, arriva la pandemia, il lock-down, ed entro in smart-working. Lavorando da casa recupero tempo e spazio per le mie passioni, la lettura e la musica.  Faccio un balzo indietro di quasi 30 anni, e riprendo in mano i dischi dei Cure. Decido, di calarmi nuovamente in Pornography, e stavolta ne resto irretito, invischiato. Rivivo alcune ansie e nevrosi dell’adolescenza, quel senso di inadeguatezza, quella paura di non farcela. Scorgo anche un barlume luminescente nel fondo del pozzo, quella piccola eppure fervida luce che gli occhi dell’epoca non sapevano cogliere.

Pornography, pubblicato nel 1982, è ufficialmente il quarto album della band britannica The Cure. Rappresenta l’atto conclusivo di una trilogia di scavo esistenziale inaugurata con “Seventeen Seconds” (1980) e portata avanti con “Faith” (1981). Con questo disco si conclude la fase più dark del gruppo.

La genesi dell’album fu assai travagliata, caratterizzata dall’uso e abuso di droghe e continui conflitti tra i membri. Dopo l’uscita del disco, a seguito di alcuni episodi avvenuti in tournée il bassista Simon Gallup abbandonerà il gruppo, per farvi ritorno nel 1985. La depressione di Robert Smith sembra aver raggiunto un punto di non ritorno, e impronta i testi al nichilismo più esasperato, con continui riferimenti alla morte. Emblematico in tal senso il verso iniziale di One Hundred Years, brano di apertura di Pornography:

Iᴛ ᴅᴏᴇsɴ·ᴛ ᴍᴀᴛᴛᴇʀ ɪғ ᴡᴇ ᴀʟʟ ᴅɪᴇ
﹙Nᴏɴ ɪᴍᴘᴏʀᴛᴀ sᴇ ᴍᴏʀɪᴀᴍᴏ ᴛᴜᴛᴛɪ﹚

Sotto il profilo musicale, i ritmo ossessivi fanno da contrappunto alla ritmica scarna, con pulsazioni di batteria e basso, a corredo della voce di Smith, ne fanno un album sospeso tra l’ostinato e l’ipnotico, sicuramente ostico, a tratti claustrofobico. Nonostante questo, Pornography resta l’album di maggior successo de i Cure fino a quel momento, e diviene la pietra miliare della loro discografia, e di un certo genere rock Gothic & Dark.

Per quanto riguarda il titolo, la “pornografia” c’entra assai poco con il contenuto del disco, a meno che non si consideri pornografico  la scarnificazione  compulsiva del proprio mondo interiore. In realtà i membri del gruppo stavano avendo un confronto interno sulle diverse accezioni da dare al termine; dopo un dibattito in TV sull’argomento decisero di metterlo come titolo dell’album, inserendo perfino un estratto del dibattito,  opportunamente camuffato.

La critica dell’epoca accolse questo LP  in modo freddo, quando non apertamente ostile. In generale si rimproverava a ‘Smith e soci’ di restare ingabbiati nel malessere tardo-adolescenziale, senza riuscire ad evolvere, come contenuti e stile musicale. Nulla di nuovo sotto il sole. Spesso la critica a caldo, nell’assenza di una prospettiva storica, abbraccia e usa gli esempi deleteri delle mode del momento e si lascia influenzare nel giudizio.  Sarà il tempo infatti a tributare il giusto valore al disco, sicuramente arduo e cupo ma nel suo genere, di elevato spessore artistico.  Tra quelle tracce, c’era malessere autentico, vero. Una morte reale dell’anima, mentre il cuore continua a battere.

I Cure eseguiranno integralmente Pornography al Tempodrom di Berlino, all’interno del Trilogy live (2003), seguito dall’esecuzione integrale degli album Disintegration (1989)  e  Bloodflowers (2000). I tre album che, a detta di Robert Smith, costituiscono la trilogia dark dei Cure; in quanto tali  “sono collegati inestricabilmente in così tanti modi.” Il maquillage sonoro del live del 2003 sembra aver ammorbidito gli spigoli, restituendo una sorta di luminescenza al buio senza appigli di Pornography. 

Resta inteso che l’organo a pedali usato da Simon Gallup nel 1982 resta ad eterno monito, a ricordarci come occorra toccare il fondo per risalire pienamente alla luce.

CrossPurposes

Il tuo nome come il ghiaccio
Your name like ice
Nel mio cuore
Into my heart

 

The Cure. Pornographyultima modifica: 2021-11-30T17:22:20+01:00da CrossPurposes

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