PANDEMIA CHI CI GUADAGNA? ECCO IL PRIMO…

CORONAVIRUS: CHI CI SPECULA? IL FONDO AMERICANO CHE AVEVA PREVISTO TUTTO.

 

L’Hedge Fund Bridgewater aveva puntato 1,5 miliardi di dollari sul crollo delle Borse nel mese di Marzo. QuiFinanza 10 marzo 2020———————————————————————– In questi giorni di emergenza da Coronavirus non è mancato chi si è posto dubbi e questioni su eventuali speculazioni in ambito finanziario. Una nota della Consob di lunedì ha smentito l’ipotesi che la giornata nera in Borsa abbia avuto origine da manovre speculative. Eppure qualcuno aveva visto o previsto il tutto con parecchio anticipo, come risulta dalla lettura di alcuni giornali dello scorso dicembre.

Il Corriere della Sera del 6 dicembre, in un articolo a firma Giuseppe Sarcina, riportava l’allarme degli analisti di Wall Street a seguito della mossa dell’Hedge Fund Bridgewater. Il quale, in un momento in cui l’economia reale segnava dati positivi e confortanti, decise di scommettere sul crollo delle Borse nel mese di Marzo.Motivo per cui Ray Dalio, il fondatore di Bridgewater, aveva versato 1,5 miliardi di dollari per sottoscrivere contratti di assicurazione (‘put options’) con l’obiettivo di proteggere, in tutto o in parte, il portafoglio di gestione: circa 150 miliardi di dollari in azioni e investimenti finanziari.

Una scommessa sul ribasso dei listini. Le ‘put options’ consentono di vendere titoli a un prezzo prefissato ed entro una data certa. In sostanza se un gestore prevede l’arrivo di un ciclo negativo, può tutelarsi siglando accordi di vendita dei titoli prima che cadano le quotazioni. È esattamente quello che ha fatto Bridgewater, firmando ‘put options’ con Goldman Sachs e altri istituti.

lo stesso finanziere, il 5 dicembre, era uscito allo scoperto, spiegando che in realtà l’operazione non nasceva dalla sfiducia, ma era parte di una particolare strategia di gestione al servizio dei suoi clienti.————————————————————————————-

Larry Silverstein e le polizze del WTC—Poche settimane prima degli attentati che demolirono le famose torri gemelle, Larry Silverstein, concessionario per 99 anni delle aeree e degli immobili, stipulò una assicurazione contro il crollo per gli attentati terroristici; ma al di là delle vicende legali, che si conclusero con un rimborso di 3,55 miliardi di dollari che a mala pena coprivano i costi del contratto di concessione, oltre ai danni derivati dai mancati introiti commerciali che le torri avrebbero prodotto, rimane la “lungimiranza” di Larry Silverstein nel munirsi di una assicurazione specifica contro il crollo per attentati degli immobili a poche settimane dall’evento. Anche allora si trattò di “fiuto imprenditoriale tempestivo”…

ASINTOMATICI TEST MASCHERINE E METRI DI DISTANZA…IL CAOS PROTAGONISTA ASSOLUTO!

Chissà se un giorno ci si capirà qualcosa. Gli asintomatici sembravano gli “agenti segreti” del covid-19, che si infiltravano fra le linee nemiche per fare atti di sabottaggio…quindi i più pericolosi; poi secondo l’OMS non sarebbe necessario sottoporli a test, data la rara possibilità che possano contagiare gli altri. Tutto questo i medici-burocrati delle varie istituzioni sanitarie, lo avrebbero capito dalla mancanza di…starnuti negli asintomatici! Poi qualcun altro propone addirittura di rifare il test: la negatività ha bisogno di una conferma ravvicinata con un secondo test, oltre che cercare contemporaneamente infezioni influenzali, cosa che pare si sia omessa di fare, in quanto quelli del covid-19 sarebbero sintomi aspecifici….poi il virologo di fiducia delle reti televisive (Burioni se non erro) racconta che se dopo risulti positivo al covid-19 e sei deceduto per un incidente stradale… sei comunque morto per il coronavirus! “tutto fa numeri e tutti i numeri fanno spettacolo”. Tragediare la tragedia è la cosa che riesce meglio alle TV… Ed io che pensavo di proporre di inserire la caccia all’asintomatico fra gli sport olimpici… ————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————-

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Coronavirus: il tampone nei soggetti asintomatici? Per Oms non è necessario, rara la possibilità di contagio Una delle domande che la gente si pone sempre più spesso in questa epidemia riguarda la necessità di fare il tampone per la ricerca del coronavirus nei soggetti asintomatici. La polemica è in corso soprattutto dopo che in alcune zone dove il focolaio è stato individuato, sono stati fatti tamponi a tutti i cittadini residenti. Questa operazione, oltre che essere irrealizzabile perché non ci sono laboratori in grado di analizzare milioni di campioni, è ritenuta secondaria rispetto all’isolamento e all’autoisolamento delle persone venute a contatto con soggetti ospedalizzati o risultati positivi al test. Sulla base delle evidenze scientifiche finora disponibili, il Consiglio superiore della sanità non raccomanda l’esecuzione del tampone alle persone asintomatiche. Vale la pena precisare che, sulla base dei dati al momento disponibili, l’Oms ritiene che il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV sia il contatto con persone malate che hanno contratto l’infezione e hanno manifestato i sintomi della malattia.

L’Istituto superiore di sanità e anche l’Oms ammettono la possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche, ma sottolineano la rarità. Se una persona non ha sintomi vuol dire che non ha la febbre, non ha il raffreddore, non ha tosse e ha ben poche possibilità di trasmettere il virus. “In base a quanto già noto sui coronavirus – scrive l’Istituto superiore di sanità sappiamo che l’infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara. Sulla base di questi dati, l’Oms conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

—————————————————————————————————————————————-Redazione ANSA 27 febbraio 202022:53 CINQUE DOMANDE SUL CORONAVIRUS——–“il termometro e’ la prima linea, dal momento che la febbre e’ il sintomo piu’ comune dell’infezione. Puo’ essere anche lieve e non accompagnata dai sintomi tipici delle malattie respiratorie, come raffreddore e tosse.

Il tampone faringeo e’ la seconda tappa nell’eventuale diagnosi del coronavirus e consiste nel prelevare campioni di fluido dalla mucosa della faringe con l’aiuto di un bastoncino alla cui estremita’ di trova un tampone in cotone. L’obiettivo e’ verificare se nel muso sono presenti particelle del virus. “Il tampone e’ soltanto un metodo per prelevare il materiale biologico”, spiega Andrea Crisanti, ordinario di Malattie infettive dell’Universita’ di Padova.

Il muco prelevato per mezzo del tampone viene quindi analizzato per estrarre il materiale genetico del coronavirus. Se nessuna traccia del virus viene rilevata il test e’ negativo, ma va comunque ripetuto. “Una sola risposta negativa – rileva Crisanti – non e’ sufficiente”.

Nello stesso campione si cercano inoltre tracce di altri virus, come quelli responsabili dell’influenza stagionale. “Questo passaggio e’ necessario perché i sintomi dell’infezione da coronavirus sono aspecifici”: sono molto simili, per esempio, a quelli della comune influenza e i test devono poter scartare ogni ipotesi. E ADESSO DUE PAROLE SULLE MASCHERINE———————–

Roberto Burioni, Intervenendo sul tema su La Stampa scrive: «Prima si diceva che le mascherine non servivano e ora servono. I virus sono piccolissimi, sono un centesimo delle dimensioni di un globulo rosso e in un millimetro cubo ci sono 4-5 milioni di globuli rossi, quindi passano attraverso qualunque cosa. Questo virus si trasmette attraverso delle goccioline che però hanno un raggio d’azione di un metro per le persone che stanno bene non c’è bisogno di mettere la mascherina. La deve mettere chi sta male. Non forniscono alcuna protezione dal coronavirus. Servono a non far diffondere il virus da parte di chi lo ha già contratto». Ma se uno lo ha già contratto non dovrebbe essere in quarantena e quindi in isolamento? E se asintomatico…basta che non starnutisce! (deduzione aggiunta)———————– Ma anche Walter Ricciardi, membro dell’Oms e consigliere del governo, a Di Martedì è stato tranchant: «Le mascherina chirurgiche ai sani non servono a niente, il virus penetra attraverso la garza. Le mascherine di garza servono ad evitare ad esempio che cadano gocce di saliva del chirurgo. Non servono a proteggere i sani, ai sani non servono assolutamente a nulla. È solo una paranoia che la gente sana usa in maniera impropria.——————————————————————————–

E DUE PAROLE SUL METRO DI DISTANZA DA RISPETTARE…————————- LE MALATTIE VIAGGIANO CON IL MOCCIO. “La ricerca ha rivelato che quando si starnutisce le goccioline di saliva e moccio vengono espulse con forza dalla bocca e dal naso insieme a un gas che le trasporta fino a otto metri di distanza, (smentendo Burioni) in ogni direzione. Dato che è nel muco che si annidano gli eventuali virus presenti nell’organismo, uno starnuto può veicolare una malattia molto lontano e senza particolari sforzi, generando il rischio di epidemia. È compito degli scienziati individuare tutte le variabili di questo processo «a propulsione», come l’ha definito Lydia Bourouiba, direttrice del Fluid Dynamics of Disease Transmission Laboratory, così da poter costruire un modello epidemiologico in grado di prevedere le epidemie.

Nell’attesa, il modo più efficace per prevenire il fenomeno rimane anche il più antico: quando starnutisci, metti una mano davanti alla bocca”… e portati dietro un decametro per collocarti almeno a 8 metri e 10 centimetri…(consiglio anonimo aggiunto) –TRATTO DA FOCUS EDICOLA–Il muco degli starnuti arriva fino a otto metri di distanza…                

proibito pensare? chissà se il governo abbia previsto una sanzione anche per questo…

Un fiasco in divenire?” Inizia così l’articolo dell’epidemiologo John Ioannidis; pubblicato su questo blog integralmente un paio di giorni fa; a tre mesi dalla comparsa dell’epidemia, l’autore lamenta per la maggior parte dei Paesi, “la mancanza di dati affidabili sulla prevalenza del virus in un campione casuale rappresentativo della popolazione generale”.

Scrive: “Man mano che la pandemia di coronavirus prende piede, stiamo prendendo decisioni senza dati affidabili“. E ancora: “Un tasso di letalità nella popolazione dello 0,05% è inferiore a quello dell’influenza stagionale. Se questo è il vero tasso, bloccare il mondo con conseguenze sociali e finanziarie potenzialmente enormi può essere totalmente irrazionale”. ——————————————————————————————————-e da Stefano Petti, specialista in malattie infettive ed altro; professore alla Sapienza   Soltanto alla fine dell’anno sarà possibile confrontare i dati della mortalità del 2020 con le annate precedente. E, guardando ai morti in più, si potrà comprendere il fenomeno – spiega Stefano PettiAd esempio nell’inverno del 2015, da gennaio a marzo, si verificarono 217.000 morti premature in Europa tra gli ultra65enni e soltanto 9.000 distribuite nelle altre fasce di età, solo parzialmente attribuite all’influenza. L’Italia, quell’anno, pagò il prezzo più alto: 45.000 decessi in soli tre mesi (Michelozzi et al, 2016). Dove fra l’altro si legge che:

“Nei primi 8 mesi del 2015, l’Istat ha segnalato 45.000 decessi in più rispetto al 2014. nel Regno Unito e altri Paesi europei hanno notificato una mortalità elevata durante l’inverno 2014-2015 in concomitanza con i picchi dell’epidemia influenzale. Il SiSMG aveva segnalato in molte città italiane un significativo incremento della mortalità nel periodo dicembre 2014-marzo 2015 e nell’estate 2015.2 L’elevata mortalità nell’inverno 2014-2015, soprattutto a carico della popolazione anziana in concomitanza con i picchi di epidemia influenzale, è stato evidenziato anche nel Regno Unito, e dal network europeo di sorveglianza EuroMOMO per 13 Paesi europei (Belgio, Francia, Grecia, Ungheria, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Svezia, Inghilterra, Galles, Scozia…”(stralci)———————————————————————————————————————————————————————————————————————–E ancora: “Ogni anno, in Italia, dai 3,5 ai 6 milioni di persone si ammalano di influenza. Una vera epidemia, dunque, che associata al calo della copertura vaccinale registrato negli ultimi anni (e già denunciato da più parti), fa aumentare la percentuale di rischio. In particolare per i soggetti fragili, anziani e portatori di malattie croniche: per costoro l’influenza può non essere un fastidio temporaneo, ma la causa di complicanze molto gravi. «Ogni anno si verificano diverse centinaia di morti attribuite direttamente all’influenza, ma stimiamo anche che 7-8 mila persone muoiano per conseguenze e complicanze di questa infezione» spiega Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. La soluzione, per le categorie a rischio, è il vaccino. «Il problema è che nel nostro Paese sembra esserci ormai un’ondata di scetticismo e di paura nei confronti dei vaccini. Tanto che la copertura, in particolare degli anziani, è al di sotto del 50%: un livello veramente basso, raggiunto solo sul finire degli anni ‘90″ – (fonte corriere della sera)——————- ————————————————————————————————————–Alla luce di quanto sopra, qualche domanda è lecita farsela. Come mai governo ed informazione non hanno dato risalto a picchi epidemici (riferiti all’Italia) molto più “preoccupanti”, con numeri di decessi nettamente superiori, almeno sino ad oggi, riferiti alla stagione influenzale e sue complicazioni 2014/2015 Volendo tacere sulle 6-7 mila morti annuali per influenza e complicanze?  Un governo ridotto all’elemosina, che non riesce a disporre neanche di un po di amuchina e di mascherine sanitarie per gli italiani, e che continua a vessarli con minacce di sanzioni che prevedono anche l’arresto, per trasgressioni a provvedimenti insulsi e restrittivi della libertà degli individui e che hanno solo demolito ulteriormente l’economia del paese (Rileggere con attenzione lo stralcio iniziale di questo articolo)  la cui unica speranza è di “impietosire” l’Europa approfittando del covid-19, per far cassa, è peggio dell’epidemia stessa.… CORONAVIRUS: niente aiuti UE senza sacrifici. Olanda e Germania dicono no ad Italia e Spagna è notizia di ieri; ( la Francia sodale in un primo momento con le richieste italo-spagnole si è defilata). Guarda caso le tre nazioni che contano i decessi addebitandoli tutti al virus senza distinguere “con” “per” o semplicemente “positivi”…evidentemente conviene tener alto i numeri…. Altri stati, Germania in testa, in un modo senz’altro più corretto conteggiano solo le vittime per coronavirus…. E poi la cosiddetta “informazione”, soprattutto quella televisiva,  che sguazza ogni giorno nel dare i numeri…che non sono neanche utili per il lotto, dal momento che il gioco principe dello stato biscazziere è chiuso; perché non diffonde i dati sopraelencati ed accessibili, basta cercarli;  servirebbero anche a riportare il tutto in una dimensione più seria  E’ proibito, oltre che poco conveniente cercare di stemperare, dati alla mano il clima di terrore che invece continuano ad incentivare senza scrupoli?  Proviamo a dare i numeri anche noi. nel mondo i decessi al  momento sono 24.127 su circa 7 miliardi e mezzo di persone….dovrebbe essere lo 0,03% (perdonate  una matematica approssimativa) mentre i contagiati sono 537.808 in percentuale lo 0,768…Mi sembra che abbiamo avuto molto di peggio negli anni scorsi per epidemie influenzali e loro complicazioni. In Italia al momento circa 10.000 decessi, pari al 1, 66% su 60 milioni di persone mentre qui si contano i positivi invece dei contagiati…circa 87.000 positivi (chissà perché la nostra matematica non è uguale a quella degli altri) bene: non sarebbe benefico diffondere i dati in modo corretto o non conviene perché dimostrerebbero che non siamo poi in una situazione eccezionale e si perderebbe in scoop?—————————————————————————————————————————————————————————-

Poi e non oggi…oggi sarebbero solo ipotesi, ci si potrà anche occupare su come, ed a chi conviene che questa “pandemia globale”, sia stata posta in essere o solamente “cavalcata”… Una sorta di analisi su “costi e benefici” per dirla alla TONINELLI, il simpatico ex ministro grillino; suddividendoli fra tutti i paesi. Quando tutto questo finirà il mondo non sarà più lo stesso: il virus, o chi si nasconde dietro, sta ridisegnando la geografia politica del pianeta. Ma solo alla fine capiremo chi e perché; oltre a chi ci ha guadagnato e a chi ci ha perso…in ogni senso!

solo un post scriptum…la scienza ritiene molto probabile un ruolo decisivo del pipistrello nello sviluppo del covid-19; ora una scienza può dare solo probabilità? Un altra scienza, e cioè la matematica, ci dice che il certo debba collocarsi in una percentuale al 100% altrimenti gli scienziati fanno solo i “chiromanti”…personalissima opinione!


 

SE SONO LI E’ TUTTA COLPA NOSTRA!

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Covid-19: le ultime notizie diffuse sui tg, parlano di medici che stanno pagando un duro prezzo umano al virus; con un tributo di vite in continuo aumento. In alcune interviste i sanitari, accusano i responsabili governativi di averli mandati allo sbaraglio, senza le mascherine e senza ulteriori adeguate protezioni! Poi assistiamo al siparietto del parlamento riunitosi ieri a ranghi ridotti, esibirsi con le mascherine sul muso!   … E tacciamo di quel tizio che presiede la regione Lombardia; il quale di spot con la mascherina ne ha accumulato una certa esperienza.———————————————-Diamo ora alcuni dati riferite all’influenza…quella classica.

Ogni stagione invernale, InfluNet (il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza pubblica settimanalmente sul suo sito i risultati del monitoraggio a partire dalla settimana n. 42 di un anno (metà ottobre) alla settimana n. 17 dell’anno seguente (fine aprile). Al termine della stagione influenzale 2018-2019, i casi erano stati 8.104.000; tra il 2017 e il 2018 risultano 8.677.000; e tra il 2016 e il 2017 sono pari 5.441.000.. Ma quante sono le morti in Italia causate dall’influenza stagionale?

I numeri sui morti

“In Italia i virus influenzali causano direttamente all’incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria”, ha spiegato a Pagella Politica Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore all’Università degli Studi di Milano. “A seconda delle stime dei diversi studi, vanno poi aggiunti tra le 4 mila e le 10 mila morti “indirette”, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza”. ———————————————————————-Come si evince, i numeri dei decessi dovuti alla solo influenza sono quelli che alla fine salteranno fuori dall’esame delle cartelle da parte dell’istituto superiore della sanità; al momento di 3 decessi su 355 cartelle cliniche esaminate, con un dato in percentuale dell’1,2 % per le vittime di solo corona virus…Per il resto, e cioè per decessi per complicanze, i numeri sono nella media anche essi; la differenza è che l’influenza e sue complicanze fa vittime anche da 0 a 14 anni; il covid-19 no…o non ancora. Ed io continuo a chiedermi come mai al governo “conviene” l’aggiunta di quella parolina magica “deceduto con corona virus”, contrariamente al metodo di conteggio delle vittime adottato da altri paesi come Germania, Corea del sud ed altri, che sembra più tecnicamente adeguato. Al contrario, capisco che  alla maggioranza della “informazione” televisiva e stampata, ingrossare i numeri sta bene:: le morti in “quantità industriale” fanno audience…mi sovviene in mente che quando vi fu il terremoto in Irpinia e Basilicata, un giornalista collegato da studio annunciò un numero di oltre 70 morti dovuti al crollo di una chiesa a Balvano; poi, dopo un paio di ore, in un collegamento successivo, ricordo come se fosse ora proclamò: “i morti a Balvano sono <SOLO>…” come se provava dispiacere a dimezzare quasi il numero delle vittime! Ma poi, invece di fare da amplificatori del panico annunciando “picchi” in arrivo da un momento all’altro..(un mio amico mi ha chiesto “che cazzo è sto picco che dicono che deve arrivare…” testuali parole), non provano un po di esercizi matematici. Magari confrontare i decessi simili di questo primo trimestre  con quelli di altri trimestri può essere utile…a Milano per esempio; dove l’unico dato certo a me  accessibile (è bastato per farmi qualche domandina) sul tasso di mortalità, è onnicomprensivo e risale al 2017; che attesta la percentuale del 9,5% e cioè 128.250 decessi su una popolazione di 1.352.000 nell’anno di riferimento; una media di oltre 350 al giorno, che andrebbe comunque suddivisa correttamente sulle cause di morte…magari ci si capisce qualcosina in più e ci si spaventa qualcosina in meno!