LA CAMPAGNA TERRORISTICA DEI MEDIA NON HA VERGOGNE…

La campagna “terroristica” televisiva, scatenata sotto l’occhio benevole del governo, ha fatto si che anche in territori come il nostro, dove il “contagio” lo abbiamo vissuto per “sentito dire”,  la gente “vede” fuori dall’uscio di casa miliardi di virus appostati che stanno lì per aggredirlo; per entrare dentro il corpo da qualsiasi orifizio possibile!… Per fortuna qualche “buon tempone” non ne ha approfittato per pubblicizzare l’uso del burca per tutti…chiaramente all’ultima moda. Ho assistito due giorni fa ad un siparietto che la dice lunga sui danni che la campagna del terrore ha causato negli individui. In attesa di entrare in una tabaccheria, aspettando il mio turno, e dietro ad un personaggio bardato tipo sbarco sulla luna, quando toccava a lui entrare, e su mia sollecitazione a farlo, mi ha risposto che non entrava perché il titolare aveva spostato la sua mascherina per respirare un attimo…e mi cedeva “gentilmente” la precedenza! Questo mi convince sempre più che la vera pandemia sarà quella innescata nella  psiche umana… Di seguito un video che ci porta a conoscenza di una terapia posta in essere, a base del plasma dei guariti dal virus e che stà ottenendo ottimi risultati. Ma osteggiata dai soliti “specialisti” in busta paga delle big farma del vaccino che non permetteranno che il “business” possa rivelarsi un fiasco economico. il video è di poco più di 20 minuti…guardatelo…per favore.

VERGOGNA…CHISSA’ SE I GOVERNANTI SANNO IL SIGNIFICATO DI QUESTA PAROLA.

Oggi a Milano, come potete vedere dalle immagini, la polizia è intervenuta in modo “barbaro ed incivile”  inseguendo, trascinando e gettando per terra pochi ragazzi e ragazze che stavano commettendo un attentato “terroristico” semplicemente pedalando in bicicletta… E’ vergognoso! Vergognoso calpestare la costituzione ogni giorno nel nome di un emergenza sanitaria paventata solo nelle televisioni truccando i dati e, questo si, soprattutto causata proprio da chi ci stà amministrando. Negli articoli precedenti abbiamo sempre sottolineato con forza quali sono le pesanti responsabilità del governo e di alcuni presidenti di regione. Ma la massima carica dello stato, se ne stà a guardare, nonostante le illegittime usurpazioni di potere perpetrate dal signor Conte! Presidente Mattarella lei è il garante della costituzione, ma non muove un dito per difenderla!  Si ricordi: questa situazione sta degenerando verso qualcosa che sa tanto di dittatura; bene. La scena mostrata nel video presto si amplificherà a tutto il paese..faccia qualcosa presidente! Non è un emergenza sanitaria ma solo il risultato della colpevole cattiva gestione della politica amministrativa e di governo rimasta a guardare quando era il momento di agire tempestivamente.  E questa politica sta distruggendo un paese! Li fermi prima che accada l’irreparabile.

LA COMUNICAZIONE “TERRORISTICA” DELLE TV. RAI NEWS TITOLO IN EVIDENZA: IN AMERICA MORTI COME NEL VIETNAM!

La RAI continua imperterrita la “missione paura”;  Per tutta la notte e parte della mattinata di oggi ha tenuto in evidenza il seguente titolo: In america i deceduti  sono quasi come i caduti nella guerra del vietnam…equiparando la tipologia dei decessi covid-19, di cui ormai tutti sappiamo che la maggioranza è costituita da ultra settantenni, e con patologie conclamate;  con  ragazzi nel fiore della gioventù, mandati al massacro nella guerra più “sporca” che gli USA abbiano mai combattuta!  Solo una parola per i responsabili dell’informazione RAI: VERGOGNATEVI! SIETE BECERI AVVOLTOI!. Perché invece,  non ci dite  che negli USA i brogli sui decessi sono ancora peggiori di quelli nostrani, come ci racconta in questo video un medico, con l’ennesima testimonianza di cosa accade in quel paese?                                MONDO:  decessi in rapporto alla popolazione globale del pianeta: 28 per ogni milione di abitanti…ammesso che sia vero che sono dovuti al covid-19 meno di un influenza stagionale.  Chissà quando decideranno di raccontarci la verità.

https://youtu.be/T81opGaT-X8

COME TAROCCANO LE CIFRE DEI CONTAGI E DEI DECESSI. CON LA “BENEDIZIONE” DELL’OMS…CHE HA “SUGGERITO” DI FARE MENO TAMPONI…

 

La seconda parte del racconto di fantascienza, che segue il video di ieri. Prima di “parlare” dell’argomento di oggi, sento la necessità di spendere qualche parola, su un ultimissima notizia di ieri sera tardi.  Il comitato (l’ennesimo) nominato dal governo, e con a capo Vittorio Colao, “consiglia” a Conte di fare sempre più screening individuali e l’uso di applicazioni di tracciamento obbligatori per tutti.  Come volevasi dimostrare, la nomina dell’ex amministratore delegato di vodafone è stato di fatto, un ulteriore passo avanti nella limitazione della libertà individuale della persona. Il sospetto che tutto sia il preciso disegno, da sempre attribuito al gruppo Bilderberg, e di cui Colao è assiduo frequentatore, verso il mai sottaciuto, anche a livelli di vertici di stati e di governi, “NUOVO ORDINE MONDIALE” è ogni giorno più forte…ogni giorno più percepibile! La pandemia ed il “terrore” con essa seminata, è il training a cui ci stanno sottoponendo, per “educarci” ad essere docili e mansueti, a tutto quello che ci verrà imposto, in nome del “bene comune”;  e che sta già realizzando la “fase 2”, per dirla alla Conte…ma la fase 2 non è quella annunciata, o meglio è esattamente il prosieguo della abolizione progressiva della nostra COSTITUZIONE che viene continuamente messa sotto i piedi e calpestata ogni giorno che passa! Ma la dittatura “suadente” che viene posta in atto, e che passa anche attraverso le “delizie” promesse dall’adozione del 5G si palesa sempre più. Il popolo italiano, tre giorni fa ha celebrato il 25 aprile, la nostra festa della “liberazione” dal nazifascismo. E la riflessione che a fare la resistenza, a combattere per la libertà, siano stati i nostri padri ed i nostri nonni, mi fa reputare un fortunato…perché se fosse dipeso da noi, dall’attuale Italia realizzarla, non oso nemmeno immaginare in che stato saremmo oggi! Mi scuso per questa lunga prefazione e passo all’argomento che volevo commentare oggi, e che lascia intravvedere sottotraccia anche quanto sopraesposto.- QUI Di seguito due articoli che ci aiutano a capire;  perché In Italia si cerca di tenere alto il numero dei decessi,  facendo test per individuare la positività del deceduto, in modo tale da poter attribuire al covid-19  la dicitura “per”. Di contro si è sempre tenuto basso il numero dei tamponi fatti ai vivi, alla ricerca di soggetti positivi di qualsiasi specie: asintomatici, positivi e contagiati? Perché questo?  La prima cosa che appare lampante è  che se ho 25 mila deceduti su 200 mila contagiati, il tasso di letalità che viene fuori, è del 12.5%. Ma se rapportiamo gli stessi decessi al numero dei contagiati stimati dagli studi ed osservazioni fatte nei due articoli riportati, e cioè fra i 5 e i 6 milioni; ne va da se che avremmo una percentuale di letalità pari allo 0,25% calcolato su 5 milioni di positivi. Ma anche a voler parlare solo di due milioni di positivi, avremmo  1,25%. Percentuali in linea con gli altri paesi “colpiti” dalla pandemia, e con le classiche epidemie influenzali degli anni scorsi. La domanda da porsi allora è un altra: perché tutto questo e per fare cosa. Per fare del terrorismo mediatico sulla pelle della popolazione, intorbidendo le acque (non si sa mai…magari qualcuno se ne accorge); allo scopo di avere “masse docili ed obbedienti”, che accetteranno poi tutti i provvedimenti emanati e da emanare; e che fanno a pugni con la costituzione, in quanto rese tali dalla paura?…Forse; per aver voluto cercare di  convincere l’Unione Europea che la nostra situazione è drammatica, e che abbiamo bisogno di avere più soldi e fare più deficit?…Forse; per nascondere qualcosa di gigantescamente losco, magari a livello planetario?…Forse!  Ma una cosa resta chiara e certa: mi hanno  preso per i fondelli e continuano  a prendermi  per i fondelli! Non so se voi abbiate la stessa impressione…ma immagino sia “difficile”!      TRE STUDI di cui due italiani, convergono su questa cifra per stimare i cosiddetti sommersi: “Numeri alti per la diffusione del virus, troppo bassi per creare l’immunità di gregge”. Entro aprile un lavoro nazionale del Consiglio superiore di sanità. Il viceministro della Salute, Sileri: “Queste proiezioni valgono solo per la Lombardia e i territori più colpiti di CORRADO ZUNINO La Repubblica  ROMA – Il primo a far decollare il concetto di “contagiati sommersi”, intervistato da Repubblica, fu il riservato capo della Protezione civile,Angelo Borrelli: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”, disse riferendosi alle stime di chi sa. Oggi, con la sua Protezione civile che individua i positivi totali in 128.948, significherebbe un milione e 300 mila contagiati reali in Italia. Ma lavori medico-statistici aggiornati spingono in avanti la cifra: al 6 aprile, secondo le ricerche più aggiornate, gli affetti da coronavirus sono stimati tra cinque e sei milioni. Il professor Carlo La Vecchia, docente di Statistica epidemiologica dell’Università di Milano, ha coordinato un’indagine Doxa sul Covid-19 che ipotizza un 10 per cento di italiani contagiati: sono sei milioni, “di cui un milione nella sola Lombardia”. Bene, a questo lavoro, reso pubblico da La Stampa, ora si affianca un paper di dodici studiosi italiani, sottoposto in questi giorni a revisione internazionale, chiamato “The Covid-19, infection in Italy: a statistical study of an abnormally severe disease”. Una malattia grave in maniera anormala. Bene, al 25 marzo scorso, con 74.300 mila casi positivi, gli infettati reali erano in un range tra 600 mila e 3,3 milioni. Oggi, quindi, seguendo la curva della crescita, i positivi sarebbero 5,7 milioni. Lo studio “An abnormally severe disease”, coordinato dal professor Giuseppe De Natale, ribadisce le cifre – 5-6 milioni – dell’indagine Doxa del professor La Vecchia. “Sono numeri sufficientemente alti per mettere a rischio i sani, troppo bassi per garantire l’immunità di gregge”, ha spiegato lo statistico della Statale. L’immunità di gregge prevede il 60-70 per cento di colpiti e, quindi, immunizzati per consentire una tutela per tutti i residenti.                                      MORTI PER CORONAVIRUS CHE COSA SUCCEDE DAVVERO IN GERMANIA

di Michele Arnese e Giusy Caretto Start magazine 1 aprile c.a. alto numero di tamponi, la bassa età media dei morti per Coronavirus, la controversa (secondo il Sacco di Milano) classificazione dei deceduti in Germania e i pochi test post-mortem (come ha detto il direttore del Robert Koch Institut)  

Molti più test alla popolazione, ma anche poche indagini post mortem, in assenza di protocolli internazionali, e classificazione diversa dei decessi. È anche in questi fatto che va ricercato il perché della differenza del numero di morti per Coronavirus fra Italia e Germania.

Tutti i dettagli.

LETALITA’ CORONAVIRUS IN GERMANIA

Il tasso di mortalità da Coronavirus in Germania è attualmente dello 0,8%: su 66.885 casi di contagio, le vittime sono 645, secondo la John Hopkins University. Leggermente inferiori, invece, i dati del Robert Koch Institut: i positivi sono 61.913, con 583 sono i morti.

Numeri di gran lunga inferiori a quelli che vengono registrati in Italia, dove il tasso di mortalità è quasi del 10%: su 105.792 casi totali si sono verificati 12.428 decessi.

UN TASSO CHE DOVREBBE SALIRE A BREVE

In Germania –secondo il presidente del Robert Koch Institut tedesco, Lothar Wieler – il tasso di letalità “salirà” nei prossimi giorni. Sempre Wieler ieri ha anche spiegato che la percentuale così bassa di mortalità si deve al fatto che la Germania ha individuato la malattia in fase molto precoce ed ha effettuato numerosissimi test.

IN GERMANIA MOLTI PIU’ TEST

Quanti test? 500mila tamponi a settimana, secondo i numeri comunicati da Christian Drosten, direttore dell’Istituto di virologia della Charitè di Berlino e ripresi ieri da Tonia Mastrobuoni, corrispondente dalla Germania del quotidiano Repubblica. Se il numero fosse vero, questo significherebbe che i contagiati accertati in Germania sono vicini ai contagi reali.

“La ragione per cui la Germania ha così poche morti, paragonate al numero di infetti, può essere spiegato con il fatto che facciamo un numero estremamente alto di tamponi”, ha spiegato Drosten.

LA DIFFERENZA CON L’ITALIA

In Italia, invece, il numero dei casi accertati è di gran lunga inferiore ai dati reali. Se la platea dei contagiati aumentasse, la percentuale di letalità, rapportata a quel numero diminuirebbe.

Secondo Matteo Villa, analista Ispi, i contagiati reali in Italia sarebbero 530mila (ed il numero degli accertati è basso perché dal 28 febbraio, per adeguarci ai criteri dell’Oms, facciamo meno tamponi): se il numero ipotizzato fosse vero, il tasso di letalità scenderebbe, ha fatto notare Mastrobuoni, al 2%, in linea con molti altri Paesi.

IN GERMANIA HA COLPITO I GIOVANI

Altro aspetto che incide sulla mortalità è l’età dei contagiati. “In Germania l’epidemia ha cominciato a diffondersi tra i giovani, dove la letalità è più bassa, e in Italia tra gli anziani che hanno letalità più elevata”, ha affermato l’epidemologo Carlo Signorelli, ordinario di Igiene dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in una intervista a La Verità: “In Italia è arrivata circa 10 giorni prima e, cominciando negli anziani, ha fatto più morti. Quando, in Germania, dopo i primi focolai su persone più giovani, hanno applicato misure restrittive, si sono protetti anche gli anziani”.

DIVERSA CLASSIFICAZIONE

All’alto numero dei tamponi si aggiunge anche la questione della classificazione dei decessi. “Noi un ammalato che è morto per infarto se aveva il Coronavirus lo classifichiamo come morto per Coronavirus, come facciamo sempre anche quando la causa principale di morte è un’altra. I tedeschi questo non lo fanno”,ha detto Giuliano Rizzardini, direttore/responsabile Malattie Infettive 1 all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, intervistato dal Tg3 del 31 marzo.

MENO TEST POST MORTEM

E in Germania, rispetto all’Italia, si indaga meno anche post-mortem. “In assenza di protocolli internazionali vengono effettuati meno test post-mortem che altrove, anche questo abbassa il numero dei decessi legati al Coronavirus”, ha sottolineato il direttore del Robert Koch Institut, secondo quanto riportato dal corrispondente dalla Germania Rino Pellino al Tg3 del 31 marzo.