DA BASILICATA REGIONE: “QUANDO MULIERI FECE LA REPUBBLICA” di Franco Sernia.

560     Oggi voglio scrivere di un personaggio del quale non molti hanno sentito parlare, ed in pochi conservano traccia nella memoria. Michele Mulieri fu un uomo con cui la vita non ebbe molta “clemenza”; ma anche un uomo capace di ribellarsi alle avversità ed alle autorità.  La sua ribellione, lo portò a considerare lo stato un nemico, a tal punto da dichiararne la “secessione” da esso, fino a proclamarsi “capo supremo” di una repubblica da lui fondata nella sua proprietà. Su Michele hanno scritti in molti; in particolare ne parlò Rocco Scotellaro, sindaco e poeta di Tricarico, ricordato per le sue lotte contadine, e per le sue opere artistiche. Fra le più famose “l’uva puttanella-Contadini del sud”. che di Michele ci narra fra l’altro: “A Grassano è nato Michele Mulieri, la cui storia è semplicissima e complicata a un tempo come l’economia dell’ Alto Materano senza soluzione. Egli è oggi il presidente unico e assoluto della sua piccola repubblica assoluta, situata a un nodo di strade, sulla via Appia, tra Grassano e Tricarico. Qui egli è venuto a scegliere il suo domicilio come un «avventuriero…”seguito da ampi cenni biografici  dl Mulieri. Bene; di Michele Mulieri il mio pensiero ed il mio ricordo personale sono legati a due episodi. Il primo a quando lo conobbi, rimanendo affascinato dal “carisma” che emanava prepotentemente da un corpo fragile fuori, ma di una forza interiore, che nel corso della mia vita, ho riscontrato in pochi. Avevo 23 anni…è capii che “l’anarchia” e l’essere anarchici è un “distintivo” che ti assegna la vita e la tua forza di ribellarti a tutto quello che di “ingiusto” vi sia in essa. Il secondo episodio risale a circa un anno dopo, quando in questa città si stava disputando un accesa campagna elettorale per le elezioni amministrative, che in quei tempi erano contrassegnate dal potere della “democrazia cristiana”, un partito che si identificava nello stato, a tal punto da considerarsene il padrone assoluto. Michele Mulieri era sul palco con noi durante un comizio dell’allora nostro candidato sindaco. Vestiva da contadino, la camicia bianca della “festa”, con sopra il classico gilè nero;  al collo aveva un fazzoletto rosso; un fazzoletto che sembrava rendere la sua fragile persona …un gigante….Si! Questo è il ricordo che conservo di Michele: Un “piccolo fragile gigante della vita e del pensiero”! A seguire un articolo ispirato dal suo diario a cura di Franco Sernia.  Buona giornata.      

unnamed   Negli anni Cinquanta San Marino non era la sola repubblica indipendente, all’interno della Penisola Italiana. Ce n’era un’altra, tanto piccola da guiness dei primati. Con un territorio di quattromila metri quadrati, e una popolazione di venticinque anime. Ma senza una costituzione e un ordinamento giuridico scritto.

Un uomo accentrava tutti i poteri. Un uomo che oggi è un vecchio patriarca di 85 anni, dall’aspetto ieratico per quella lunga barba bianca che gli scende fino allo sterno: Michele Mulieri. La ” Repubblica dei Piani Sottani “-come fu denominata nel fervido decennio dopo la seconda guerra mondiale, quando l’Italia rotta dal conflitto si rattoppava e si ricostruiva – è al chilometro 16-300 della rotabile che conduce dalla statale Basentana a Grassano e Tricarico. Al bivio di Calle si intersecano cinque strade: i Piani sono lì, tra i calanchi argillosi, tipici del Materano:un distributore di benzina, un deposito di carburanti, un bar, una trattoria(“Ristorante dell’Anno Santo”), una tabaccheria, e il posto telefonico pubblico. Nella terra dei cosidetti”vinti” e della “pazienza contadina” Michele Mulieri è una realtà a parte. Un “vinto” riuscito a non farsi sconfiggere e a creare una “repubblica tutta sua, anzi un regno sul quale ha governato, contrastando da solo, con tutti i mezzi della non violenza, lo straripante potere del confinante da ogni altro Stato italiano. Al cronista racconta il passato con parole roboanti e ardente oratoria, in un italiano approssimativo ma efficace, provando ciò che dice con carte e fotografie, gelosamente custodite in un scrigno di legno chiuso a chiave.

Combattente in Africa e operaio a Roma, Michele Mulieri da Grassano, classe 1904, torna a casa quando nasce la Repubblica italiana, malconcio nel fisico avendo subito un grave infortunio sul lavoro che gli causa la perdita dell’uso delle gambe e lo costringe da allora a camminare con le stampelle. Chiede lavoro e gli offrono, a lui che a fatica si regge, un posto di guardia campestre. Rifiuta. Nel frattempo compra quattromila metri di terra di terra incolta per 80mila lire, sotto Grassano, il suo paese. Impianta una rudimentale pompa di benzina e chiede il permesso di aprire una trattoria. Permesso rifiutato e distributore chiuso. Angustiato dagli stenti in cui versa con la sua famiglia, Mulieri perde le staffe. Affronta il maresciallo dei Carabinieri nella piazza di Grassano e gli strappa i gradi, calpestandoli davanti a tutti. Torna al podere e rompe i contatti con l’Italia. Dichiara la zona “Repubblica Indipendente ” e affigge questo proclama: “Neghligenti, depravati e bastardi italiani, io in persona mi nego a tutte le chiamate e mi dichiaro Republica assoluto”. Testuale, errori compresi. La secessione con l’Italia e col suo popolo “balocco e scemo ” a questo punto per lui è cosa fatta. Rispedisce al mittente le cartelle delle tasse, non vuole essere considerato insieme alla sua famiglia nel censimento della popolazione, rifiuta di iscrivere l’ultimo nato, Guerriero Romano Antonio, all’anagrafe. Mulieri ribattezza gli alberi della borgata col nome dei politici, ad indicare la forca cui li avrebbe volentieri appesi, riservando il fico, l’albero di Giuda, alla Giustizia. Ed innalza la sua insegna protestataria: “Figlio del Tricolore ma/Pieno di dolori burocratici/Avventuriero grande invalido”. Firmato:Mulieri. Comincia cosi una serie di battaglie che il contadino poco paziente ingaggia col “fiore velenoso” della burocrazia che nega i permessi ad un uomo che non avendo il lavoro se l’inventa; poche pratiche, la cui semplicità viene complicata da questa burocrazia “come un gioco di pazzi”. Del personaggio straordinario e della grande carica dirompente che esprimeva se ne accorse per primo Rocco Scotellaro, che lo immortalò, dedicandogli una cinquantina di pagine nel suo “Contadini del Sud”. A Scotellaro si aggiunse Carlo Levi, l’editore Laterza,Rossi Doria,Pietro Nenni, ed altre personalità del tempo. E lo stesso Nenni, in un articolo su “Avanti” del 24 agosto 1954, scrisse: “Sulla Costituente il contadino Mulieri la sapeva più lunga di me, ministro della Costituente……”. Lo Stato gli fa concorrenza nella sua attività più remunerativa, la pompa di benzina, impiantando un distributore Agip a pochi metri dai Piani Sottani.Mulieri non esita: invia una lettera di fuoco a Enrico Mattei, sfidandolo a duello. Mattei non risponde, ma il distributore Agip chiude i battenti per fallimento. Soltanto alcuni anni fa le battaglie sono finite, dopo il passaggio ai suoi figli di tutto quanto Mulieri era riuscito a costruirsi. La storia di quest’uomo bizzarro, piccolo di statura, ma orgoglioso e indomabile, è stata raccontata in un autobiografia scritta a quattro mani con Franco Casalino e pubblicata da un editore del Cilento, Giuseppe Galzerano. Ai Piani Sottani le tasse ora si pagano regolarmente, e i nipoti del grande vecchio sono iscritti all’anagrafe. Lui, Mulieri, è rimasto un simbolo, magari da dimenticare anche per la sua gente, perfettamente inserita nell’ingranaggio. Ma di questo Michele non si preoccupa più di tanto. “ha raggiunto la sua calmezza ” afferma la moglie rimastagli sempre vicina e fissandolo col suo dolcissimo sguardo.”E’ vero” annuisce Mulieri: “Ho finalmente il tempo per raccontare”. E comincia a farlo.-

Scuola, novità nelle linee guida: distanza di un metro “da bocca a bocca” tra gli studenti

                                                                                                                                          

Le regole sul rientro a scuola a settembre 2020

Le linee guida sul rientro tra i banchi attese per l’inizio del nuovo anno scolastico, ovvero a settembre 2020, sono un argomento molto discusso in queste ore. Tuttavia una cosa sembra certa: a settembre tutti gli istituti scolastici riapriranno finalmente le loro porte per accogliere nuovamente tutti i loro alunni. Meno certo è invece la modalità in cui tutto ciò sarà possibile. Il come tornare a scuola, infatti, sarà sancito a breve tramite la pubblicazione di queste famosissime linee guide che il Ministero dell’Istruzione ha stilato in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico. Molte speculazioni sono trapelate nelle ultime ore, ma sembrerebbe che il documento sia cambiato ancora. Quindi scopriamo il contenuto dell’ultimissima bozza aggiornata.                                                                                             

Le nuove linee guida per tornare in classe

Una delle prime novità è riferita alla discussa modalità della didattica a distanza, che sembrerebbe, a iniziare dall’anno scolastico 2020/2021 non potrà sostituire totalmente l’esperienza in classe, ma potrà essere usata solamente “in via complementare”. Un’altra novità, riportata da Orizzontescuola è quella sull’istituzione di un “cruscotto informativo che sarà reso disponibile alla consultazione” in grado anche di segnalare, rispetto all’edilizia scolastica, le criticità ossia “i casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in metri quadrati non siano sufficienti ad accogliere tutti gli studenti iscritti”. Inoltre sembrerebbe che il Ministero dell’Istruzione voglia stabile un organismo operativo con il compito di coordinare le azioni avviate su tutto il territorio nazionale in merito alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Novità anche in merito al distanziamento sociale: i ragazzi dovranno stare distanti un metro l’uno dall’altro, ma sembrerebbe che il metro si debba calcolare da bocca a bocca, mentre la distanza da tenere con l’insegnante salirebbe a due metri. Un’altra aggiunta riguarda la possibilità di organizzare assemblee scolastiche, ma mantenendo sempre le distanze di sicurezza. Infine, come nella vecchia bozza, è a discrezione dei presidi disporre ulteriori misure di sicurezza. (26 giugno 2020 Lucilla Tomassi per skuola net20anni blog)—Con ulteriori cazzate varie espresse dal “famigerato” comitato tecnico scientifico che di fatto governa l’Italia senza assumersi le responsabilità; anche di rilevanza penale. Quelle le lasciano ai nostri eroi…in particolare Conte, Speranza  e l’Azzolina nel caso di specie. L’ultimo parto di quelle menti “contorte” è che la distanza fra gli alunni la si debba calcolare da bocca a bocca! Con tutti i casini da risolvere per far ripartire la scuola, questa gente si arrovella sulla “distanza fra bocche”?…E poi i TSO li dispongono per chi si ribella alle castronerie; mentre a questi individui, che danno chiari segnali di “demenza” .non gli rifilano neanche una massiccia dose di farmaci antidepressivi, che almeno limitino le loro fobie! Di questo passo dobbiamo aspettarci di tutto; che so…tipo la circolazione a sessi alterni;  un po come si fa con le targhe: i giorni dispari circolano i maschietti ed i giorni pari le femminucce; prevedendo anche la possibilità per chi, per tendenze sessuali convive col corpo sbagliato, di aggregarsi al sesso di riferimento percepito…chiaramente con autocertificazione al seguito! E per oggi basta così. Buon fine settimana a tutti.

CHE SPERANZA ABBIAMO DI LIBERARCI DI…SPERANZA & CO.?

Covid, mascherine e distanziamento: un esperto va controcorrente

Secondo l’epidemiologo Donato Greco, in certe zone dell’Italia “ha poco senso indossare mascherine, guanti e tenerci distanziati”

L’epidemiologo Donato Greco, tra i firmatari del documento degli scienziati sulla minore carica virale del coronavirus in Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’uso delle mascherine (e non solo), che vanno controcorrente rispetto a quanto dichiarato dal ministro della Salute Roberto Speranza al ‘Corriere della Sera’ poche ore fa e cioè che “abbiamo la necessità di usare con grande abnegazione le mascherine, il distanziamento e il rispetto di tutte le regole che abbiamo imparato, a partire dalla più efficace, il lavaggio delle mani, fino a quando non avremo un vaccino”.

In un’intervista concessa proprio al ‘Corriere della Sera’ e intitolata “Coronavirus, l’epidemiologo Donato Greco ha detto: “Gli interventi di contenimento dell’epidemia vanno modulati. Le regole attuali non sono proporzionate al rischio reale. Risalgono a marzo, andrebbero aggiornate. Vale la pena di mantenere restrizioni tanto dannose per l’economia se il rischio è diventato basso, direi molto basso?”.

Ancora Greco: “Oggi ha poco senso indossare mascherina, guanti e tenerci distanziati in certe zone del Paese. Bisognerebbe procedere a quello che noi chiamiamo risk assessment, analisi del rischio”.

L’epidemiologo ha aggiunto: “Bisogna avere il senso della geografia. Non è più tempo di generalizzare le misure di contrasto all’epidemia. L’Italia non è Codogno”.

Sul discusso tema della minore aggressività del coronavirus, Greco ha ribadito: “C’è un’evidenza crescente e palese anche in Italia che il virus abbia perso forza, come accade nella storia delle epidemie. Non è mutato eppure la sua carica infettiva è diminuita“.

E poi: “In Italia l’osservazione dei casi dice che è meno aggressivo. Il virus ha un ciclo naturale e a un certo punto si attenua dopo aver colpito il territorio in cui agisce. Ciò non esclude che possa essere contemporaneamente micidiale altrove. Dipende dall’area geografica”.

VIRGILIO NOTIZIE | 25-06-2020 07:13

CHE SPERANZA ABBIAMO DI LIBERARCI DI SPERANZA? Capisco che il giovanotto si è talmente affezionato alla poltrona, che pur di non mollarla, si avventura in dichiarazioni apocalittiche quasi fosse il nuovo profeta di una nuova religione denominata “covid-19”;  ed i cui adepti devono indossare le mascherine, pena la dannazione perpetua; arrivando anche alla mancata somministrazione del vaccino che verrà per il reo! Poveraccio! E’ ancora abbarbicato, con tutte le sue forze,  ad un comitato di burocrati del ministero, che sono anche i responsabili della caterva di “cazzate” poste in essere dal governo. Ma se si vuole rimanere al potere anche un virus va sfruttato. Grazie al virus questo governo non è ancora fallito…e poco se ne è fregato se a fallire sono state migliaia di imprese e famiglie! Prima o poi la gente sarà stanca di essere continuamente vittima del terrore che hanno cura di diffondere ad arte attraverso mass media collusi e servili,  per i loro scopi di mera sopravvivenza al potere, ed aprirà gli occhi;  prima o poi saranno chiamati a rendere conto di tutto quello che hanno causato all’Italia…sono stati più deleteri del virus stesso! E la smettessero di attaccare la Svezia come paragone per il lockdown non realizzato, che avrebbe causato disastri in quel paese; incoraggiando la diffusione di notizie false! Due dati freschi di giornata: Svezia senza il lockdown, 516 decessi attribuiti al virus per ogni milione di abitanti; in Italia 573 le vittime attribuiti al covid-19 per milione di abitanti. Il tanto decantato lockdown non si è rivelato poi molto azzeccato, dal momento che da noi circa 60 sono i decessi in più per milione di abitanti. Fonte https://www.worldometers.info/coronavirus/ E la smettessero anche di raccontare che le vittime sono quasi scomparse, in virtù della loro azione; il covid-19 sta semplicemente scomparendo per il clima più caldo. Esattamente come previsto dagli scienziati che non fanno parte della “narrazione ufficiale”!  A seguire, non perdetevi il video del prof. Palù; un altro dei dieci firmatari del documento . Buona giornata.

LA SCIENZA CHE NON PIACE AL GOVERNO…

In dieci scienziati che operano sul campo e non nei salotti TV Hanno espresso un opinione congiunta, in seguito alle risultanze evidenziatesi che il covid-19 si è indebolito e non è lo spauracchio rappresentato dagli “scienziati salottieri”. In seguito a questo documento, medici di indubbia fama sono stati comunque attaccati dai “filovirus catastrofico” che tanto piacciono al governo. Nel video il prof. Palù, uno dei firmatari spiega con grande professionalità quello che è accaduto e sta accadendo…