Hōrai, genere Alternative rock/progressive, Folk.
Scrittura contaminata da espressioni di idee politiche in libertà, critiche sociali con racconti di storie prese in prestito da mondi vicini e lontani, da storie zen a racconti di stati di introspezione. “Il fascino di un Ideale, il richiamo di una speranza antica, speranza che ha trovato in parte esaudimento in molti cuori, nella bellezza semplice di vite disinteressate”.
Hōrai è un termine giapponese che Lafcadio Hearn definisce visione dell’intangibile, spesso invisibile ai più e tende a riapparire nei dipinti, nei sogni, nella poesia, nella musica.
Rage and Fences, uscito a Settembre con l’etichetta T-recs.
Il nome del disco, tratto dal testo di “Bliss”, canzone d’apertura della live session dello Studio Miriam, è una richiesta a lasciar decadere le forme di rabbia e limitazioni personali che si ergono a difesa di un mondo ostile, lo stesso che suscita meraviglia e delusione, speranza e rassegnazione. Le ambientazioni musicali subiscono contaminazioni etniche di ispirazioni mediorientali; pur restando legati alla forma canzone non mancano libertà improvvisative strumentali a struttura aperta. Testi evocativi di storie lontane prese in prestito, denunce di un mondo continuamente intrattenuto e per questo abituato a distaccarsi rapidamente.
Tra l’alternative rock e il progressive, gli Hōrai sperimentano nel loro primo album un lavoro di scrittura condivisa tra i vari componenti del gruppo guidati dalla produzione musicale di Margherita Flore.

