Nihil ulterius

Nell’epoca ipertecnologica l’Altro sparisce.

Il mondo ipermoderno ha sostituito l’Altro, come fonte di godimento, con la Cosa.

L’uomo è incompatibile rispetto ai suoi simili.

“Io non sono quello che faccio” è fondamentale per l’equilibrio psichico dell’individuo,l’annientamento tra essere e sembiante è l’anticamera della psicosi,dunque mai identificarsi con quello che si fa ,ma rimanere ancorati a quello che si è.

La rimozione costituisce l’incoscio.La Civiltà nasce dall’imbrigliamento delle pulsioni:l’uomo può convivere con i suoi simili solo se castra le sue pulsioni,per questo la nevrosi è costituiva dell’essere umano.

Dire grandi cose con piccole parole è piccole cose con grandi parole.

La piena felicità sta in un oggetto infinito ,quindi la felicità è irraggiungibile.

L’uomo disprezza la vita così come gli è permessa dalla Natura perchè la Natura prevede per l’uomo il suo soffrire.

La Natura contraddice la vita perchè  per essa (vita) prepara la morte.

Il desiderio è impossibile da misurare perchè è infinito.

Non abbiamo un corpo ma siamo un corpo.

Stoa

Se avessimo potuto scegliere se nascere o meno, che scelta avremmo fatto?

Inizio con l’amare la tua presenza,finisco per amare la tua assenza.

Io non sono solo quello che penso di essere,esiste un inconscio che non governo.

Ti illumino con la mia ombra.

Sono le leggi di Natura che spingono l’uomo alla vita che nella sua essenza è morte.