Lavoro, l’Inps boccia il Jobs Act: crollo degli assunti a tempo indeterminato

Il Governo e il suo Jobs Act incassano un duro colpo dai dati pubblicati dal Inps riguardo al mercato del lavoro. La rilevazione dell’istituto pensionistico mostra infatti un calo delle assunzioni a tempo indeterminato. Contemporaneamente aumentano i licenziamenti “per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo”. Questi ultimi sono passati da 35 a 46 mila in 24 mesi, con un’impennata negli ultimi 12. Il quadro complessivo continua quindi a essere cupo (come accade per il PIL).

Non decolla il mercato del lavoro

lavoroIl Jobs Act avrebbe dovuto dare una spinta al mercato del lavoro e una maggiore flessibilità, ma in realtà quest’ultima è stata “sfruttata” dai datori di lavoro per dare un benservito più agevole ai dipendenti. Intanto il dato sui senza lavoro rimane fermo all’11,4%.

Durante i primi 8 mesi dell’anno, le assunzioni sono calate dell’8,5% (3,782 milioni) ma il dato peggiore riguarda i contratti a tempo indeterminato, che sono stati “solo” 800mila. Lo scorso anno furono 1,2 milioni, quindi il 30% in più.

L’Inps giustifica questi dati osservando che nel 2015 c’era il beneficio dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, che ha funto da spinta alle assunzioni. Finite quelle, il meccanismo si è nuovamente inceppato.

Stesso discorso per le trasformazioni da determinato a tempo indeterminato (-35,4%), che sono calate perché non ci sono più gli sconti fiscali di 24mila euro in tre anni per ogni neoassunto. Dal 2016 infatti lo sconto è sceso a 3.250 euro l’anno. E questo ha reso meno appetibile la trasformazione.

La cura del governo per l’occupazione italiana comincia quindi a scricchiolare, tenuto conto che il tasso di disoccupazione resta stabile all’11,4%.

Lavoro, l’Inps boccia il Jobs Act: crollo degli assunti a tempo indeterminatoultima modifica: 2016-10-18T13:20:40+02:00da nonsparei

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Una risposta

  1. praga67 scrive:

    non ci voleva un nobel x l’economia x capire che finita la decontribuzione fiscale le aziende ritornano ad assumere come facevano prima, lavoro interinale,tempo determinato e voucher,il prblema e’ che con questa riforma del lavoro si sono ridotti drasticamente i diritti x i lavoratori,agevolati i licenziamenti ,ridotti i salari,le persone saranno costrette ad accettare condizioni di lavoro sempre piu’ al ribasso.
    complimenti a questo governo .

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