BCE: la crescita dell’Eurozona continua ma più lentamente del previsto

La crescita economica della Eurozona continua, ma più lentamente di quanto ci si aspettasse. A evidenziarlo è l’ultimo Bollettino economico della Banca Centrale Europea (BCE).

Secondo l’istituto centrale, in base alle informazioni successive all’ultima riunione di politica monetaria di settembre, l’evoluzione dell’economia rimane coerente con il proseguimento di un’espansione generalizzata dell’economia dell’area dell’euro e con un graduale incremento delle pressioni inflazionistiche. Tuttavia, l’espansione è più debole rispetto alle attese. Per questo il Consiglio direttivo ha concluso che è ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario.

La BCE e l’inflazione

bce eurozonaIl punto cruciale è l’inflazione. Sui dodici mesi si è portata al 2,1% a settembre, dal 2% di agosto, soprattutto di riflesso all’andamento più vigoroso della componente dell’energia e dei beni alimentari. La BCE ritiene che essa continuerà a convergere verso il target del 2%, anche dopo la graduale fine del percorso di Quantitative Easing (che finirà il 31 dicembre). In prospettiva l’inflazione di fondo ci si aspetta che cresca ulteriormente nel medio periodo, sostenuta dalle misure di politica monetaria della BCE, dall’espansione economica in corso e dalla più vigorosa dinamica salariale. Tuttavia – sottolinea l’Eurotower – è ancora necessario uno stimolo significativo da parte della politica monetaria per sostenere l’ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi e la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Ad ogni modo la BCE conferma di essere pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti, se sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi al target.

Per quanto riguarda i rischi economici, la BCE ritiene che siano ancora bilanciati. Tuttavia rimarca che ci sono pericoli connessi al protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari.

Tenuto conto degli esiti dell’analisi economica, delle indicazioni derivanti dall’analisi monetaria e delle prospettive sull’inflazione, la BCE ha concluso che per lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE e continua ad attendersi che essi si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine.

BCE: la crescita dell’Eurozona continua ma più lentamente del previstoultima modifica: 2018-11-09T10:40:37+01:00da nonsparei

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