Manovra economica, l’Italia manda una “nuova” versione alla UE

Dopo la bocciatura della prima versione della manovra economica, ieri è scaduto il giorno dell’ultimatum UE all’Italia è scaduto. Ieri il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria – nei termini previsti – ha inviato alla Commissione europea la versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2019. Assieme ad esso anche una lettera di accompagnamento che illustra strategia e contenuti di questo provvedimento, nonché un rapporto che spiega i fattori rilevanti sull’andamento del debito pubblico.

La nuova manovra economica

Secondo l’Esecutivo l’impostazione della manovra economica è frutto di ragioni che mantengano tutta la loro validità, “anche dopo aver attentamente valutato i rilievi della UE”.

manovra economicaIn questo nuovo round il Governo ribadisce il suo impegno a mantenere i saldi di finanza pubblica entro la misura indicata nel documento di programmazione, facendo riferimento in special modo al livello del deficit al 2,4% del Pil per il 2019 (“verrà considerato un limite invalicabile”), contro il 2,9% previsto invece da Bruxelles. Il governo resta fiducioso sulla possibilità di conseguire gli obiettivi di crescita; nella nuova versione la stima di crescita del Pil 2019 è mantenuta a 1,5%, mentre per il 2020 il target è indicato a 1,6%. L’espansione fiscale prevista dalla manovra economica, verrà contenuta alla misura strettamente necessaria a contrastare il rallentamento del ciclo economico.

Grazie all’espansione fiscale, alle riforme introdotte, al rilancio degli investimenti, e alla riduzione del carico fiscale che strangola le piccole imprese la manovra consentirà di conseguire un tasso di crescita superiore a quello tendenziale e di recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei.

Riguardo all’indebitamento, per favorire la riduzione del rapporto debito/pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha inserito proventi attesi pari a 1% del Pil legati a privatizzazioni. La discesa del debito-pil sarà pari a 0,3 punti quest’anno, 1,7 nel 2019, 1,9 nel 2020, 1,4 nel 2021 portando il rapporto dal 131,2% del 2017 al 126,0 del 2021. Ad ogni modo l‘indebitamento netto sarà sempre monitorato con attenzione, con l’impegno ad assumere tempestivamente, in caso di deviazione, le conseguenti iniziative correttive nel rispetto dei principi costituzionali.

Manovra economica, l’Italia manda una “nuova” versione alla UEultima modifica: 2018-11-14T10:00:32+01:00da nonsparei

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