Spread Btp-Bund oltre 300 punti, le aziende sono le più danneggiate

Quando tira aria di tempesta sui mercati, il primo incubo diventa lo spread tra Btp e Bund. Questo differenziale da un bel po’ di tempo gravita attorno od oltre quota 300 punti. Un valore sicuramente altissimo, che tutti sanno quanto sia dannoso. Ma molti non sanno perché. A questo ha cercato di porre rimedio la CGIA Mestre, che ha analizzato gli effetti di uno spread così alto.

Quanto conta lo spread

spread-btp-bundIl danno evidente riguarda soprattutto le aziende italiane, ma anche i cittadini comuni. Uno spread stabilmente sopra i 300 punti impatta in modo negativo sulla liquidità delle aziende, ma anche sul peso dei titoli di Stato detenuti dalle famiglie e sui mutui per l’acquisto della casa. Circa 2,5 milioni di imprese italiane (circa la metà del totale) a giugno scorso aveva all’attivo 680 miliardi di euro di prestiti bancari. Un milione e mezzo di famiglie ha invece nel portafoglio titoli di Stato. Circa 2,4 milioni di famiglie (il 9,3%) sta invece pagando un mutuo sulla prima casa. Questi dati fanno capire quanti soggetti sono interessati dall’andamento dello spread.

Imprese danneggiate

Secondo la CGIA, i più esposti sono gli imprenditori che sono colpiti sotto due punti di vista. Per loro uno spread elevato significa che pagheranno molto di più il denaro già ricevuto in prestito dalle banche. Inoltre in futuro avranno meno credito a disposizione, dal momento che per gli istituti di credito sarà più difficile erogarlo. Se consideriamo il periodo che va dal 2011 a giugno 2018, il credito alle imprese ha avuto una contrazione di quasi 249 miliardi, che è stato causato soprattutto dall’applicazione delle nuove regole imposte dalla Bce. Questo scenario è critico soprattutto per un paese – come l’Italia – che per il 98% è fatto da microimprese (meno di 20 addetti) che vivono sul filo del rasoio a causa della basse liquidità. Se il credito non dà loro ossigeno, rischiano di sparire sempre da un momento all’altro.

E poi c’è un altro aspetto allarmante, stavolta non legato allo spread. Le nostre banche anziché ampliare i servizi e diversificare le fonti di ricavo, hanno puntato in larga parte sull’aumento delle commissioni nette (costi per tenuta conto corrente, i servizi bancomat/carte di credito, i servizi di incasso/pagamento, ecc ecc). In pratica avere a che fare con una banca è diventato assai più costoso, e solo per attività di puro servizio.

Spread Btp-Bund oltre 300 punti, le aziende sono le più danneggiateultima modifica: 2018-11-18T12:10:43+01:00da nonsparei

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