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Commodities, buone notizie per l'argento: domanda globale in crescita nel 2021


Tra le varie commodities presenti sul mercato, di recente è finito sotto i riflettori soprattutto l'argento. Un improvviso strappo dei prezzi (che erroneamente si riteneva fosse simile a quanto successo a GameStop), ha infatti drizzato le antenne degli investitori.

L'andamento di questa commodities

Al di là di questo evento temporaneo (chi sa slippage trading cos'è in pratica ne ha vissuto uno), ci sono dati che devono far riflettere. A novembre scorso la quotazione del silver metal era sui 22,6 dollari l'oncia. Adesso siamo sui 27 dollari. Un bel rialzo, accompagnato anche da un incremento medio dei volumi di scambio, soprattutto nell'ultimo periodo.

Analisi fondamentale

Ciò che è molto interessante è osservare la situazione dei fondamentali. In base alle stime del Silver Institute, i prossimi mesi vivranno una forte crescita della domanda di questa commodities. Si parla addirittura di un incremento dell’11%. Il motivo è semplice: l'argento non è solo un safe haven, ma anche un importante metallo industriale. Con la ripresa economica che si sta per concretizzare, la domanda aumenterà notevolmente. Anche la domanda per la gioielleria dovrebbe irrobustirsi parecchio, sempre che le campagne vaccinali procedano e che si riesca a combattere efficacemente la diffusone delle varianti del coronavirus.. Le prospettive sembrano quindi essere incoraggianti, tanto che la domanda di questa commodities potrebbe toccare il massimo di 8 anni nel 2021, arrivando a 1,025 miliardi di once. Nota operativa: il mondo delle commodities si presta benissimo all'adozione di una Parabolic sar strategia.

La politica monetaria

Un aspetto importante riguarda poi la politica monetaria, che dovrebbe fungere da ulteriore stimolo per le quotazioni dell'argento. Se dovesse rimanere accomodante, con una maggiore offerta di moneta, i beni rifugio come oro o argento dovrebbero trarne grosso beneficio. Tenuto conto che la ripresa non è così vigorosa come si sperava qualche mese fa, difficilmente la FED e le altre grandi banche centrali inaspriranno la loro politica monetaria.