Industria Europea è in crisi a causa di una strategia energetica sbagliata
Negli ultimi trimestri l’Europa è rimasta impantanata in una crisi profonda che coinvolge soprattutto la sua industria. Questa situazione di difficoltà ed incertezza dura da così tanto tempo da far temere che possano essere del tutto reversibile.
La crisi europea dell’industria
Mentre gran parte del mondo ha lentamente lasciandosi alle spalle gli strascichi legati alla pandemia da Covid, l’Europa continua a sembrare molto fragile. La produzione industriale Europea fa molta fatica a riprendersi, e i piccoli passi avanti sono stati bruscamente interrotti anche da una serie di shock esogeni. Ma questi ultimi sono stati pesanti anche e soprattutto per una scelta strategica sbagliata riguardo all’energia, che denota mancanza di lungimiranza da parte di chi governa l’Europa.
Il caso della Germania
L’andamento dell’industria europea è chiaramente in grave difficoltà. I livelli produttivi non riescono a ritornare a quelli che c’erano prima dello shock pandemico. Questa situazione è particolarmente evidente soprattutto in Germania, da sempre considerata la locomotiva economica dell’Europa.
La produzione industriale del paese teutonico ha evidenziato una volatilità preoccupante, che trasmette bene il senso di vulnerabilità strutturale della sua industria. Ma proprio per il ruolo chiave che la Germania riveste in ambito europeo, la sua crisi ha contagiato il resto dell’economia del vecchio continente.
Strategia energetica pessima
Dietro la debolezza dell’industria Europea ci sono soprattutto degli errori strategici in materia di politica energetica. Anche se i prezzi dell’energia non sono ai livelli assurdi raggiunti durante la crisi del 2021, ossia dopo l’invasione della Russia in Ucraina, comunque i prezzi sono pressoché doppi rispetto all’era pre-Covid. Ne hanno fatto le spese soprattutto alcuni tipi di industria, come quella chimica e metalmeccanica (la crisi dell’auto è drammatica).
La transizione energetica e le ideologie ambientaliste
Se la transizione energetica verso fonti rinnovabili è un obiettivo condiviso, il modo in cui è stata imposta questa transizione è stato miope, affrettato e fin troppo orientato da visioni ideologiche. Basta pensare ai danni che ha provocato la chiusura degli impianti nucleari in Germania, dove si è creato un muro di offerta di energia che ha finito soltanto per alimentare la dipendenza dalle offerte energetica di gas russo, esponendo così l’intera Europa ad un rischio geopolitico enorme. Fattore che si è rivelato in tutta la sua drammaticità con la guerra in Ucraina.
La BCE ed inflazione
Questo scenario già difficile è ulteriormente complicato da anni necessari a lotta all’inflazione da parte della BCE. Alzando i tassi di interesse a livelli molto elevati, la Eurotower ha finito per deprimere ancora di più l’economia, alimentando così la sofferenza dell’Industria continentale.