Commercio al dettaglio, continua il processo di desertificazione urbana
Le dinamiche del tessuto imprenditoriale del commercio al dettaglio rischiano di consegnarci delle città fantasma in futuro. Sono infatti centinaia di migliaia le attività commerciali che hanno chiuso negli ultimi anni. E altrettante sono a rischio chiusura nel prossimo futuro.
Numeri da brivido per il commercio al dettaglio
Questo è l’allarme che arriva da Confcommercio. Sono sempre di meno i negozi nei nostri quartieri, che corrono il pericolo di trasformarsi in deserti urbani, dove trovare beni e servizi di prossimità, come alimentari o ferramenta, sarà sempre più complicato.
Da oltre un decennio, infatti, il numero di imprese del commercio al dettaglio è in costante riduzione e non si intravedono segnali di inversione di tendenza.
Numero choc di negozi sfitti
Sono già oltre 100.000 i negozi sfitti nei nostri comuni e, denuncia Confcommercio, in meno di 12 anni si sono perse oltre 140.000 attività al dettaglio. Si tratta di una tendenza destinata ad accentuarsi nei prossimi 9 anni, quando si perderanno altre 114.000 attività commerciali di prossimità, che chiuderanno a favore di altri ristoranti, bar e strutture ricettive.
Così, mentre fioriscono le attività on-line in tutte le loro forme, sarà più difficile invece trovare un alimentari ma anche una libreria o un cinema. È ormai chiaro che, in assenza di politiche mirate, questa contrazione è destinata a proseguire nei prossimi anni. E’ lo stesso fenomeno che sta interessando, ad esempio, gli istituti di credito. Da tempo infatti le banche stanno vivendo una desertificazione delle filiali lungo tutto il Paese.
Il Centro-Nord colpito più di tutti
A soffrire questa tendenza sono soprattutto i comuni medio-grandi del Centro-Nord, ma è una situazione destinata a peggiorare se non si interverrà con misure di rigenerazione urbana in grado di contrastarla. Da qui al 2035 città come Ancona, Trieste e Ravenna rischiano di perdere oltre un terzo delle attività economiche.
Interventi necessari
Rischiamo quindi di avere vere e proprie città fantasma, bisogna favorire il riutilizzo degli oltre 10mila negozi sfitti e riqualificare gli spazi e valorizzare il commercio di prossimità, che resta insostituibile per sicurezza qualità e attrattività delle nostre città.
Il fenomeno della desertificazione commerciale non solo indebolisce la vitalità economica degli spazi urbani, ma compromette anche la qualità complessiva della vita cittadina, riducendo l’accesso dei residenti a beni e servizi essenziali.