Imprese al femminile, l’Italia brilla (…e soprattutto il Sud)
Nei giorni scorsi l’ufficio studi della CGIA di Mestre ha pubblicato un report riguardo alle imprese al femminile in Italia. E’ emerso che il numero di aziende guidate da donne è il più elevato di tutta la UE. E soprattutto, brilla il Sud del Paese.
I numeri italiani sulle imprese al femminile
Secondo l’analisi condotta dalla CGIA, nel 2024 le imprese che facevano capo alle donne nel nostro paese superavano quota 1.620.000. Ciò significa che il 16% del totale delle donne occupate in Italia è imprenditrice. Questo dato colloca il nostro paese in cima alla classifica europea. Facciamo meglio della Francia, dove le donne imprenditrici sono poco più di un milione e mezzo e rappresentano il 10,8% del totale delle donne occupate, e molto meglio rispetto alla Germania, che si ferma poco oltre il milione e duecentomila.
Una rosa con delle spine
Va detto che questo dato molto lusinghiero non deve entusiasmarci troppo dal momento che il nostro paese vanta anche il record negativo del tasso di occupazione femminile. Nonostante i passi in avanti che sono stati fatti negli ultimi anni, nel binomio donne-lavoro rimaniamo ancora il fanalino di coda di tutta la UE.
Brilla il Sud
C’è un altro aspetto che però merita di essere messo in evidenza. Le imprese guidate da donne si concentrano soprattutto nel Meridione d’Italia. Alla fine del mese di settembre scorso, il numero di imprese al femminile superava quota 415mila, nettamente di più rispetto al Nord-ovest con 280 mila, al Centro con 245 mila e al nord-est con 209.000. Non solo, al Meridione c’è anche l’incidenza maggiore delle imprese femminili sul totale, visto che arriva al 24,3%.
Perché il basso tasso di occupazione femminile?
Il maggiore ostacolo all’incremento dell’occupazione al femminile nel nostro paese deriva essenzialmente dall’elevato carico domestico che continua a gravare sulle donne. Questo aspetto rende estremamente difficile conciliare le esigenze lavorative e quelle di vita familiare. A ciò si aggiunge anche un problema strutturale grave, tipico del nostro paese, ossia l’aver investito poco nei servizi sociali e per la prima infanzia. In generale esiste una disparità uomo-donna nel lavoro che è difficile da estirpare.