Lavoro, una persona su due vorrebbe cambiare ma trova difficile farlo
Una recente analisi condotta dal social network LinkedIn, che ha intervistato lavoratori di diverse generazioni, fa emergere che circa una persona su due vorrebbe cambiare lavoro. Tuttavia questa aspirazione viene percepita come molto complicata da realizzare.
La voglia di cambiare lavoro
Anche se il desiderio di cambiare è forte, riuscire concretamente a realizzare questa aspirazione è sempre più difficile. Tre fattori ostacolano il cambiamento. Gli intervistati indicano soprattutto l’elevata competizione, l’incertezza rispetto alla propria adeguatezza al ruolo che viene richiesto, il divario tra competenze cercate e quelle possedute.
La situazione in Italia
In merito alla situazione italiana, il desiderio di cambiare lavoro nel 2026 riguarda il 44% dei professionisti. In pratica sono poco più di due su cinque. Da noi il mercato del lavoro rimane molto dinamico, anche se viene percepito sempre più complesso dal momento che si incrociano sul posto di lavoro diverse generazioni.
Da una parte ci sono i giovani che cercano sempre delle opportunità migliori per crescere e migliorare (anche perché negli anni sono cambiate le loro priorità riguardo l’occupazione). Dall’altra ci sono i professionisti che vivono questa coesistenza come un fattore che può ostacolare la loro aspirazione di cambiare carriera.
Anche per questo oltre sei professionisti su dieci ritengono che sia più difficile cercare un nuovo lavoro rispetto al passato.
La prospettiva di andare all’estero
Dall’analisi emerge inoltre che la sensibilità e l’approccio al mercato del lavoro sono differenti a seconda dell’età. Quelle appartenenti alla Generazione Z sono disponibili anche a spostarsi all’estero per trovare un nuovo lavoro. La stessa cosa la dice il 67% dei Millennials. In generale la disponibilità a spostarsi all’estero cala al crescere dell’età, ma ci sono anche molti professionisti maturi che considerano questa ipotesi.
Gli ostacoli nella ricerca
Per quanto riguarda la ricerca di un nuovo lavoro, uno degli ostacoli che viene percepito come arduo è il lungo iter di selezione. La metà degli intervistati ritiene che sia un processo che si articola in troppe fasi. La metà inoltre si fida poco degli annunci di lavoro, temendo possibili truffe. Una percentuale analoga invece giudica il processo decisionale di selezione troppo impersonale e freddo. Altri fattori che non piacciono a chi cerca un nuovo lavoro sono i tempi di risposta molto lunghi. E infine c’è il cosiddetto job ghosting, ossia l’assenza di feedback sull’esito del processo.