IO DANZO SELVAGGIO Un limite che frena il corpo ma non l’immaginazione.

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OperaDomus_MARCODELLEFOGLIE

 

MDF

 

Le sue origini materne sono indios ed affondano le radici in terre brasiliane, andaluçe, portoghesi e partenopee. Vive nel centro storico di Napoli, ngopp e quartier, indo o bosc. Le radici paterne si diramano in Puglia e Sud Africa, il popolo dei Tuaregh.

Spiega la coreografa Daniela Capacci con la quale abbiamo avviato l’iniziativa IodanzocolmioID – ho pensato alla situazione contingente che stiamo vivendo e all’impossibilità che ha il danzatore di esprimersi attraverso la danza, in uno spazio limitato, come può essere lo spazio in cui vive. Un limite quindi, che in qualche modo, frena il corpo ma non l’immaginazione, rivelando come l’esigenza d’esprimersi di ogni artista, va al di là d’ogni limite, anzi, è proprio dal limite stesso, che la creatività è stimolata a cercare, l’invenzione, per esprimere sé stessa. Ho pensato a Marco, danzatore nonchè Pedagogo di Acrobatica naturale, Arti aeree e Trapezio, chiedendo per #iodanzocolmioID una sua riflessione su questo momento.

“Ho aperto un sentiero a colpi di machete e amore in boschi interiori ed esteriori infestati dai rifiuti, e altri mi hanno seguito spontaneamente e così si stanno recuperando pezzi di Natura – commenta Marco”. Dove il limite? “Il limite è la costrizione mentale il cui riflesso è questa condizione di costrizione contingente che viviamo e la cui esperienza rivela il vero e reale problema esistenziale: l’uomo fallisce questa sua esistenza sulla terra se non è ri-connesso beneficamente col creato e tutte le sue creature. La vera rivoluzione è rendere la nostra vita, in ogni istante, un’opera d’arte e un atto d’amore”.

A presto

Marco

Marco delle Foglie



Marco delle Foglie, tra le diverse esperienze artistiche, frequenta il percorso didattico pedagogico in Arti e Scienze Artistiche presso il Centro Teatro Atteneo con la direzione artistico didattica di Ferruccio Marotti nella facoltà di Scienze umanistiche presso La Sapienzadi Roma, laurendosi con 110/110 e lode, con una tesi sulla “Relazione tra l’impulso e le azioni fisiche nei maestri del ‘900 da Stanislavskij a Peter Brook passando da Rudolf Laban, Pina Baush, Mejerchol’d, Antonin  Artoud, Grotowski, Eugenio Barba”.

Nelle Arti Tersicoree e Coreutiche studia, ricerca e lavora in sinergia con Daniela Capacci, Tersicorea, coreografa, fondatrice della Compagnia coreutica di Sperimentazione Danza Ricerca di Roma con Marcello Guasco. Pedagoga coreutico performativa presso Università e Accademie di Arte drammatica, e docente di Danza contemporanea presso L’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Con Capacci interpreta e danza “Il tutto è falso, Corrente, Ritmo Unico, Cambio Pelle”.  Frequenta L’Accademia di Danza di Roma; partecipa nel Cinema ad “Appunti per un film su zio Vanja”nel film di Marco Bellocchio, nel ruolo del professore. Oltre che in diversi corti, lungometraggi in ruoli diversi, diretti, coodiretti a livello nazionale ed internazionale.

In Teatro realizza diverse performance in  “Le sedie” di Eugene Ionesco” con Adriana Asti; .”Le Roi Bombance” di Filippo Tommaso Marinetti con la regia di Marcello Cava e Gabriele Parrillo;
“Amleto” a cura di Bruce Mayers allievo di Peter Brook ; Don Juan Carlos a cura del regista Jose Luis Sanchez

Partecipa diversi lavori coordinati da Ferruccio Marotti, presso il Teatro Ateneo di Roma con il Teatro della Spontaneità e la danza degli orixas Candomblé. Il Living Theatre, Dario FO e Franca Rame, Carmelo Bene, In “Don Tonino bello”. Alla  Biennale di Venezia collabora nel ruolo di coreografo e tersicoreo a St Paul Do Brasil col direttore della Biennale di Venezia settore danza, Ismael Ivo prendendo parte allo spettacolo d’inaugurazione della Biennale di Venezia Danza  “ILLUMINATA” oltre che in diversi ulteriori progetti prendendo parte attiva nella didattica all’evento internazionale “IMPULSTANZ” in Austria.

 

 

 

IO DANZO SELVAGGIO Un limite che frena il corpo ma non l’immaginazione.ultima modifica: 2020-04-03T17:17:36+02:00da Dizzly

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2 Risposte

  1. Luisa scrive:

    Straordinaria performances di artista versatile che esprime attraverso gestualità corporea un ricco e poliedrico mondo sensibile animato da una geniale attitudine creativa nutrita da una infinità gamma di sentimenti. Sa comunicare e trasmettere nel modo più sublime gli impulsi forti in grado di arricchire e migliorare la realtà.

  2. Grazie Luisa per il tuo intervento per il danzatore, da leggere tutto di un fiato come quello che si riunisce per un grande slancio da terra. Si percepisce che senti profondamente questa arte e sai come parlarne.

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