Critical review: Impulsi sinestetici liberi ROME OTHERWISE

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Paolo RomaniOpera Domus

Di Barbara Augenti Impulsi sinestetici liberi  Rome Otherwise di Paolo Romani  in Sala 7  “Giacomo, l’Albero e le Ali” di Paolo Romani

Rome OtherwiseE’ necessario avere un caos interiore per poter partorire stelle danzanti. O così, almeno, sosteneva Nietzsche. Ma con la sua composizione fotografica Rome Otherwise, Paolo Romani ha fatto danzare le statue con il cielo che le ospita. E ci è riuscito, come un mago, attraverso l’incantesimo metafisico della luce. In particolare, qui, con quella nouminosa di nuvole catartiche, come un’inflorescenza di manna, scesa nell’oscurità di un cielo in bianco e nero, ad illuminare l’atmosfera spirituale delle tappe ancora da affrontare e già affrontate da tutto il genere umano (e non solo dal popolo d’Israele nel deserto). La scelta della cornice architettonica ci fa vacillare ogni ipotetico punto di riferimento del nostro campo visivo perché riporta l’occhio di chiunque l’osserva ad una prospettiva profondamente – in tutti i sensi – ed impensabilmente nuova e solennemente eterna. Le nuvole, dapprima come crateri che s’infrangono e poi, o forse allo stesso tempo, come spuma in attesa di lambire tutte le crepe d’argilla e dell’anima nell’uomo, ci riconducono all’antica storia della Tarot e di quella Lama della Torre che altro non è se non la porta del cielo. Sembrano raccontare la storia di una fragilità umana che, svestita di tracotanza, crolla sotto le proprie macerie innalzate d’impotenza; ma che può salvarsi da se stessa, vestendosi del più salutare riserbo e raggiungendo la luce attraversandone l’assenza.  In questo scatto, inquadrata di spalle, la statua è come l’uomo, una divinità impaurita. E nella sua solennità, conquistata dalla storia del Tempo – aristotelico motore immobile, impassibile ed eterna – è, però, ad un tratto, anche umile, di una vergogna umana che si chiama timore, con il capo che apparentemente appare chino, abbassato sotto il respiro troppo ampio della volta celeste. Ed allora non si capisce più se questa figura fotografata dallo sguardo rarefatto di Romani sia una divinità composta in un cielo naturale o se le nubi di quel cielo siano l’espressione della divinità sopra una statua umana.

Barbara Augenti

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Critical review: Impulsi sinestetici liberi ROME OTHERWISEultima modifica: 2020-05-02T14:11:50+02:00da Dizzly

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2 Risposte

  1. Paolo Romani scrive:

    Cara Barbara,
    ti ringrazio di cuore per aver dedicato il tuo tempo nel formulare riflessioni profonde riguardanti l’ impatto ,analitico e sensoriale , che il mio lavoro ha avuto sulla tua Persona.
    Quando si legge un testo critico ben strutturato anche l’ artista conosce meglio se stesso.
    Un abbraccio virtuale
    Paolo

  2. BarbaraAugenti scrive:

    Grazie a lei/a te, per avermi dato la possibilità di farlo. Le dimensioni che riesci ad offrirci nei tuoi scatti sono di una bellezza sconvolgente.

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