Cosa cerchiamo in un paesaggio|Osvaldo Licini

Angelo ribelle su sfondo giallo, O. Licini (Milano - Museo del 900) - Foto di Galleria d'Arte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno - Tripadvisor

Come tutte le cose della natura, enigmatica, menzognera, bella, ma con frode. L’importante è che la menzogna sia geniale.

La regione delle Madri. I paesaggi di Osvaldo Licini.

Osvaldo Licini, la Levità. I paesaggi del periodo figurativo al figurativismo fantastico in mostra alla Casa Museo e Centro Studio Osvaldo Licini. 25 luglio  8 dicembre 2020. È difficile non pensare al paesaggio nella totalità delle opere liciniane, non solo in quelle più espressamente titolate e costantemente ispirate dalla suggestione del paesaggio natio.

Di Licini “il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, l’interiorizzazione del dato naturale còlto durante le sedute en plein air, la sua trasfigurazione astratta a partire dagli anni trenta fino alle proiezioni cosmiche degli ultimi anni si sostanzia della suggestione continua del suo paesaggio” (Daniela Simoni, da tredici anni alla guida del Centro Studi Licini).

errante erotico eretico…

Dal Paesaggio marchigiano (il trogolo), 1928 al Paesaggio fantastico (il capro) del 1927, al “Ritmo” ( ai Notturni e ai Naufragi), Licini matura la sua poetica delle geometrie astratte, nate dal sentimento, come nella lirica compagine de “Il bilico” e nell’adozione dei segni.  L “Angelo illuminato”, poco più che una stringa, un aquilone saettante, coda e linea di messaggio e quando L’Angelo ribelle su fondo giallo, appare a pieno spirito e corpo e vola su apparizioni di volumi collinari o scavalca il mare , l’Amalassunta su fondo blu  s’impossesssa del cielo, della linea dell’orizzonte con le sue forme. Angeli tra lo sconfinato e il soprannaturale. Quando nel limitare del “Crepuscolo” cifre e sagome di velieri equestri e geometrici vagano come la trasfigurazione del reale nel desiderio d’immaginario, di percezione dell’invisibile trama di linee di cui può essere composto il mondo: le “Croci viventi” s’impiantano su un Golgota che è principio di isola e spirale,  di osservazione macroscopica, satellitare e dramma che si scompone e si reimprime in chiave più che universale.  I volumi infine del “fiore fantastico” nell’habitat di una botanica parallela (Leo Lionni), nell’antro scuro di  un luogo misterioso tra cosmo e terra, o della notte. Tutta la visionarietà di Licini si focalizza in altre architetture mentre le forme reali si dissolvono e vengono sostituite dalla sua poetica dei luoghi e della presenza (D.Z)

OSVALDO LICINIPaesaggio Fantastico (Il Capro), 1927 - ArtsLife Angelo illuminato - Osvaldo Licini Amalassunta su fondo blu - Osvaldo Licini Osvaldo licini, writing & painting | THE SIDE OF THE WORDS

La mostra, che annovera alcune opere mai esposte e altre raramente presenti nelle rassegne degli ultimi anni, è suddivisa in nove sezioni tematiche atte a cogliere i topoi liciniani e le permanenze nella sintassi compositiva. La prima è ospitata presso le sale del Centro Studi Licini e accoglie i paesaggi del periodo figurativo, con un’ampia panoramica che consente di seguirne l’evoluzione stilistica anche per gruppi e serie tipologiche. Le altre sezioni sono allestite nella Casa Museo: a eccezione delle ultime due – l’una dedicata ai microcosmi di Licini, l’altra al disegno – esse si aprono sempre con un dipinto figurativo a sottolineare la continuità della riflessione sul paesaggio nelle diverse fasi della pittura liciniana.
Tanti capolavori ma anche dipinti poco conosciuti tornano dunque nel luogo della creazione, dove l’artista li ha immaginati, sognati, realizzati, rivisitati. Come Giverny per Monet, Aix-en-Provence per Cézanne, o ancora Arles per Van Gogh.

Angelo ribelle su fondo giallo - Osvaldo Licini Crepuscolo della sera - Osvaldo Licini Fiore fantastico - Osvaldo Licini Ritmo - Osvaldo Licini
Cosa cerchiamo in un paesaggio|Osvaldo Liciniultima modifica: 2020-08-08T12:47:10+02:00da Artisti_in_Transito
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