Al Met in maggio un cappotto giardino

Avena, segale, erba di grano: un orto in miniatura sta germinando in questi giorni in un cappotto di Jonathan Anderson che sara’ esposto a maggio in Sleeping Beauties, la prossima mostra del Costume Institute Metropolitan Museum di New York. “Crescera’ e morira’ nel corso dell’esposizione”, spiega il Met presentando nuovi dettagli della rassegna in cui la natura “servira’ da metafora per esplorare la transitorieta’ della moda”.
    Aperta al pubblico dal 10 maggio, la nuova mostra sarà forse la più ambiziosa tra quelle curate per il Met da Andrew Bolton, il britannico che ha trasformato l’istituto fondato da Diana Vreeland nel piu’ importante centro per lo studio della moda nel mondo. 250 capi saranno ‘resuscitati’ tra i 33mila ‘in sonno’ nel vasto archivio del museo, alcuni dei quali – un corsetto di eta’ elisabettiana, un abito da ballo “Farfalla” del couturier Charles James – talmente fragili che non possono piu’ essere appesi o montati su un manichino. Bolton li ha sdraiati in bare di vetro: come altrettanto Belle Addormentate, in attesa di un principe che, con l’aiuto delle nuove tecnologie, riesca a svegliarle dal loro sonno.
    Preceduta il 6 maggio dal tradizionale gala per vip – il tema e’ The Garden of Time, dal titolo di un racconto dark di JG Ballard; padrini e madrine Zendaya, Bad Bunny, Chris Hemsworth, JLo, il Ceo di TikTok Shou Chew e Anderson, lo stilista di Lowe, che e’ l’altro grande sponsor – la mostra di maggio e’ un appuntamento di rito e una fonte di finanziamento per le casse del museo. “Quando gli abiti entrano al Met il loro status cambia per sempre”, spiega Bolton: “Non possono piu’ essere indossati, e dunque non se ne vede piu’ il movimento, l’odore.
    Non ne puoi ascoltare il suono, ne’ toccarli”. Sleeping Beauties: Reawakening Fashion provera’ a risvegliarli grazie a tecnologie antiche come il ‘Pepper’s Ghost’ (usato nell’Ottocento per far apparire fantasmi su un palcoscenico) e nuovissime, dalla video animation agli effetti sonori, Cgi e intelligenza artificiale.
    Microscopi saranno installati sulle teche delle Belle Addormentate per verificarne il deterioramento, mentre fiori e insetti dei ricami elisabettiani appariranno sulle pareti di una sala, i pavimenti di un’altra si animeranno con serpenti ispirati dallo scollo di un abito di paillettes del primo Novecento, e corvi alla Hitchcock volteggeranno su un soffitto sovrastante un capo da sera di tulle nero disegnato da Madeleine Vionnett poco prima della seconda guerra mondiale.
    La norvegese Sissel Tolaas, nota per aver lavorato con Demna a Balenciaga, sta elaborando gli effetti olfattivi mentre l’aspetto auditivo sara’ esemplificato da un Marni di metallo della collezione primavera-estate 2024 e un Alexander McQueen del 2001 con le conchiglie raccolte dallo stilista su una spiaggia di Norfolk: il Met ne ha isolato e registrato i suoni in una camera anecoica per “catturare le minuzie del movimento”.
   
   

Al Met in maggio un cappotto giardinoultima modifica: 2024-04-16T18:39:30+02:00da newsconulana

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