14 mete tutte da scoprire nell’Atlante di Bellezza che racconta i luoghi lontani dal turismo di massa

Dal complesso minerario dell’Argentiera in Sardegna fino alla Capitolare di Verona, la più antica biblioteca al mondo ancora in attività: vivere un’esperienza unica esplorando località insolite e suggestive

 

Museo Antonie De Saint Exupéry, Alghero

Chi è ancora indeciso su quale tragitto scegliere per raggiungere la destinazione estiva, può prendere spunto dall’Atlante della Fondazione Italia Patria della Bellezza che, per questa estate o per un viaggio fuoristagione, propone 14 mete fuori dai circuiti turistici più noti – selezionate tra oltre 500 realtà mappate nella raccolta presente sul sito della Fondazione ideali per trascorrere qualche ora al riparo dalla massa vacanziera. Ogni sito rappresenta un esempio significativo di come la bellezza e l’uso sostenibile del territorio possano coesistere.

“L’Atlante nasce – come spiega Giovanni Lanzone segretario generale della Fondazione – per catalogare le meraviglie del nostro paese e per vivere la bellezza e usarla come un modello di sviluppo. Nello scegliere le mete abbiamo seguito una linea mediana, realtà culturali né troppo grandi, né troppo piccole, però significative per il loro senso e il loro uso, e soprattutto che hanno sempre dietro di loro una comunità d’opera”.

Nord Italia

  1. Biblioteca Capitolare di Verona: Sorge nella Cattedrale di Verona ed è considerata la più antica biblioteca al mondo ancora in attività. La Biblioteca Capitolare di Verona custodisce una straordinaria collezione di oltre 1200 manoscritti che abbracciano diverse discipline, mostrando l’intreccio tra conoscenza sacra e profana che ha plasmato la cultura occidentale. Tra i suoi tesori più preziosi spicca la copia più antica al mondo del “De Civitate Dei” di Sant’Agostino, risalente al V secolo. Di pari importanza sono le “Istituzioni di Gaio”, un testo unico di giurisprudenza romana classica del V secolo, sopravvissuto intatto alle revisioni successive. L’VIII secolo ha regalato l'”Indovinello Veronese”, considerato il primo scritto in proto-italiano.
  2. Horti dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia: inaugurato nel settembre 2022, questo parco di 35.000 mq all’interno del complesso del collegio Borromeo offre un intreccio di habitat naturali, arte contemporanea, riflessione culturale e inclusione sociale al quale la Fondazione Arnaldo Pomodoro ha contribuito con il comodato gratuito di sei sculture monumentali. Il parco include anche un’area archeologica e una mostra permanente di sculture e pitture murali. (chiusura dal 29 luglio al 6 settembre)
  3. Sacra di San Michele, Sant’Ambrogio di Torino: Questa abbazia, costruita tra il 983 e il 987 d.C., domina l’ingresso della Valle di Susa con maestosa presenza. Un tempo rifugio benedettino, ora custodita dai Rosminiani, la Sacra fonde storia, spiritualità e paesaggio mozzafiato. Ha ispirato “Il nome della Rosa” di Umberto Eco e continua ad attirare visitatori da tutta Europa, incantati dal suo mistero millenario e dalla sua bellezza senza tempo.
  4. Poggiolo Rifugio Re-Esistente a Marzabotto, Emilia Romagna: Il Poggiolo è un punto di ristoro e socialità nel Parco Storico e Naturale di Monte Sole, sull’Appennino bolognese. Il luogo ha un grande valore storico, essendo stato teatro della strage di Marzabotto del 1944, mentre dal 2020, Ozono Factory sta rigenerando lo spazio, mirando a stimolare lo sviluppo turistico, economico e sociale del territorio. Il rifugio valorizza la bellezza dell’Appennino, organizza eventi culturali gratuiti, sostiene la sperimentazione artistica e difende i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Centro Italia

  1. Borghi Sibillini, Ascoli Piceno: Un tesoro nascosto nel cuore d’Italia, un luogo dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso: questo ambizioso progetto abbraccia 10 comuni tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, promettendo di svelare le meraviglie di questo angolo incantato delle Marche. Antichi borghi, ricchi di storia e fascino, punteggiano il paesaggio come preziose gemme. I Borghi Sibillini offrono un’esperienza che va oltre il semplice turismo ma sono un invito a immergersi in un mondo dove ogni angolo racconta una storia e ogni sapore evoca un ricordo.
  2. Istituto Centrale per la Grafica, Roma: Nel cuore di Roma, l’Istituto Centrale per la Grafica si fonde armoniosamente con uno dei simboli più iconici della città eterna: la Fontana di Trevi. Meno noto dei grandi musei romani, è un prezioso archivio ospitato nel Palazzo della Calcografie e Palazzo Poli: vanta collezioni di 25.000 disegni, oltre 100.000 stampe e 17.000 fotografie, oltre a una stamperia, biblioteca tecnica e laboratori di restauro. Per ampliare il suo pubblico, soprattutto tra i giovani, l’Istituto ha avviato nuove iniziative: un concorso “Video-Art” per opere da proiettare sui palazzi, premi di laurea, video promozionali e una pubblicazione sulla sua collezione di grafica e arte contemporanea. Questi progetti mirano a valorizzare il patrimonio dell’Istituto e attirare l’interesse di un pubblico più vasto.
  3. Orto Botanico Corsini, Monte Argentario: Aperto per la prima volta al pubblico, questo giardino nel cuore di Porto Ercole, pittoresca frazione di Monte Argentario, è un gioiello botanico di inestimabile valore e rappresenta uno dei più significativi esempi di giardini di acclimatazione creati in Italia nella seconda metà dell’Ottocento. Si estende su oltre 7 ettari di terreno, offrendo ai visitatori un’oasi di tranquillità e bellezza naturalistica. Oggi, grazie al meticoloso lavoro dell’Associazione Orto Botanico Corsini, il parco ospita una straordinaria collezione di oltre 1300 alberi e arbusti, appartenenti a circa 150 specie diverse.

Sud Italia

  1. La Rivoluzione delle Seppie: La rinascita di un paese, Belmonte Calabro: Nel cuore della Calabria, a Belmonte Calabro, la Rivoluzione delle Seppie è un “ipercollettivo”, un network internazionale, nomade e digitale che riunisce professionisti creativi. Questo progetto si propone di rivitalizzare il territorio attraverso un approccio che fonde la realtà locale con una rete internazionale di professionisti. Nato dalla collaborazione tra la London Metropolitan University, il Comune di Belmonte Calabro e l’associazione culturale locale Ex Convento, il progetto ha trasformato la percezione di questo borgo calabrese in quel che viene definito “BelMondo”: un luogo dove vivere, lavorare e studiare si fondono in un’esperienza basata sul concetto di “learning by doing” (imparare facendo).
  2. Il Golfo dei Delfini, Taranto: Jonian Dolphin Conservation (JDC) è un’organizzazione pionieristica dedicata allo studio e alla protezione dei cetacei nel Golfo di Taranto, nel Mar Ionio Settentrionale. Questa associazione rappresenta un faro di speranza per la vita marina in una regione ricca di biodiversità ma spesso trascurata. Tra le iniziative più innovative spicca il programma “Ricercatori per un giorno”: durante le escursioni con la Jonian Dolphin Conservation i partecipanti collaborano con i ricercatori in diverse attività tra cui la foto-identificazione degli esemplari, la registrazione delle vocalizzazioni dei cetacei, la raccolta di dati ambientali sulle acque del Mar Ionio e la compilazione di schede di avvistamento.
  3. Fondazione Isaia, Casalnuovo di Napoli: Isaia, marchio napoletano di abbigliamento maschile di lusso, ha saputo evolversi da impresa familiare a modello internazionale: fondata negli anni Venti da Enrico Isaia, è nata come emporio di tessuti pregiati e laboratorio artigianale. La Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo di Napoli, costituita nel 2018, è una scuola d’alta sartoria che ha l’intento di preservare il patrimonio di conoscenze e saper fare legate alla tradizione sartoriale e ha anche uno stabilimento e alcuni negozi. L’ente, qualificato come onlus, si dedica a progetti formativi per giovani provenienti da contesti socio-economici svantaggiati, offrendo loro un percorso di crescita umana e professionale.
  4. Salgemma Lungro Festival: Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, fino al 30 agosto 2024 va in scena la seconda edizione della kermesse dedicata alla valorizzazione della storica miniera di Salgemma, grande attrattore culturale, sito archeologico di rilevanza e di interesse nazionale: il Festival è un’occasione importante per ricordare la storia identitaria della comunità di Lungro, paese dove si parla l’arbëreshë circondato dalle splendide montagne del Parco Nazionale del Pollino.

Isole

  1. MAR Miniera Argentiera, Sassari: Argentiera, una delle baie più suggestive della Sardegna per la varietà dei suoi paesaggi, è caratterizzata da colline e scisti argentiferi. Questa località, abitata da generazioni di minatori e pastori, fa parte del Parco Geominerario Storico e Ambientale dell’isola e nasce come borgo di minatori prendendo il nome dal materiale estratto dai giacimenti di piombo e zinco argentifero. La miniera, utilizzata in epoca romana e medievale, riprese l’attività di estrazione nel 1867, rimanendo in funzione sino al 1963. In seguito alla chiusura, la borgata è rimasta in una condizione di sospensione per anni, fortemente provata dallo spopolamento (oggi conta 54 abitanti) e dalla crisi economica. MAR-Miniera Argentiera è un progetto partecipato che mira alla tutela e valorizzazione del complesso minerario rigenerando l’ex borgo attraverso la realizzazione di progetti e iniziative “dal basso”. Vuole porre al centro le comunità locali coinvolgendole in progetti di autorganizzazione e trasformando la borgata in un centro di sperimentazione e produzione artistica di eccellenza internazionale.
  2. Museo Antoine De Saint-Exupéry, Alghero: Da maggio a luglio del 1944, Antoine de Saint-Exupéry visse ad Alghero e durante questo periodo scrisse gran parte del suo romanzo “La Cittadella” e il suo ultimo testo “Lettera a un americano”. Il MASE onora la vita e le opere di questo scrittore-aviatore dedicandogli un museo nei luoghi a lui tanto cari esplorando i momenti più affascinanti della sua biografia, rivelando curiosità e dettagli inediti del suo legame con Alghero. Le sale ospitano installazioni tematiche, documenti storici, opere d’arte e fotografie scattate nel 1944 da John Phillips, il celebre fotoreporter della rivista americana Life, che documentò gli ultimi momenti della vita di Saint-Exupéry.
  3. Giardini Naxos, (Messina) Situata sul promontorio di Capo Schisò, è una città ricca di storia e bellezza naturale e incarna il concetto di “futuro con un cuore antico”, combinando la sua eredità storica con lo sviluppo moderno. Negli ultimi decenni è diventata parte del triangolo turistico siciliano insieme a Taormina e Cefalù, focalizzandosi sul turismo balneare: questo sviluppo ha portato a una parziale perdita d’identità, ma recentemente la città sta cercando di riconnettersi con le sue radici culturali. Il Parco archeologico Naxos-Taormina è diventato un importante punto di incontro tra passato e presente ed eventi culturali come il Festival del Film per ragazzi e il festival letterario Naxoslegge stanno contribuendo a rivitalizzare l’identità culturale della città.
  4. Oleoteca Boniviri, Catania Nella “città etnea” esiste una start-up che produce olio extravergine d’olivacarbon free”, promuovendo pratiche sostenibili e creando valore sociale e ambientale. Fondata nel 2020 da Corrado, Sergio e Alessandra, Boniviri si impegna ad acquistare prodotti di alta qualità e salutari da coltivatori eccellenti: l’organizzazione crea un ecosistema sostenibile tra produttori e consumatori, supportando le piccole imprese agricole partner con prezzi equi. Il progetto portato avanti da questa oleoteca chiamato “Fuori Campo. Segni e sogni dei coltivatori della terra” ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze e il saper fare dei piccoli produttori italiani.

Le destinazioni suggerite dall’Atlante della Bellezza ci permettono di scoprire realtà del patrimonio culturale italiano che rappresentano una parte autentica e affascinante del Paese immergendosi in atmosfere uniche e lontane dalla routine.

Gruppo Buoninfante: apertura nuova sede e showroom a Hong Kong

Gruppo Industriale Buoninfante, azienda leader nel settore della produzione di materassi nata nel 1975 a Battipaglia, celebra un ulteriore successo ottenuto con l’apertura della nuova sede showroom in Asia, a Hong Kong, nella location dell’International Enterprise Centre I in Tsuen Wan.

Uno spazio dedicato per accogliere partner e nuovi clienti e presentare la linea di materassi X-BIO ad alta tecnologia e sostenibilità realizzata con plastica raccolta in mare, olii esausti da cucina, rame e silicio.

L’apertura ad Hong Kong segna l’inizio ufficiale della nuova avventura asiatica dell’azienda che punta, nei prossimi anni, anche a nuovi mercati come Dubai e Arabia Saudita.

Un’azienda in crescita nel mondo

Il Gruppo Industriale Buoninfante, con un fatturato di 26 milioni di euro e 150 dipendenti è presente in oltre 15 mercati e in più di 200 negozi online e fisici nel mondo. Oltre al quartier generale italiano, dal 2013 Buoninfante è attivo in Nord America con la consociata Gruppo Buoninfante USA con sede a New York e uno showroom permanente al World Market Center di Las Vegas, e dal 2019 nel mercato asiatico con Buoninfante Asia Pacific con sede ad Hong Kong.

 

Hong Kong punto di partenza per lo sviluppo nell’area asiatica

 

L’apertura del nuovo showroom di Hong Kong è di primaria importanza per la visibilità dell’azienda che accelera su mercati extra europei e prevede un incremento di fatturato nel prossimo futuro. L’azienda ha inoltre siglato un accordo con Morris, distributore locale attivo da anni sul territorio, per esporre la linea X-BIO al pubblico e raggiungere anche i consumatori finali.

La nuova sede di Hong Kong ospiterà sia gli uffici sia lo showroom per il mercato B2B dedicato a X-BIO, il brand hi-tech dell’azienda di materassi brevettati e progettati per un riposo di qualità.

L’apertura di una sede Buoninfante a Hong Kong è centrale per il nostro piano di sviluppo internazionale. Hong Kong è oggi l’hub più importante per l’aria asiatica e apre la possibilità di espandersi in tutti i mercati dell’Asia Pacifica. L’obiettivo nel prossimo futuro è creare nuovi punti vendita e nuovi accordi commerciali nella regione, un’area in forte e rapida crescita – dichiara Vincenzo Buoninfante, CEO di Gruppo Buoninfante – X-BIO è una linea di materassi brevettata che aiuta le persone a riposare e a vivere meglio. È un progetto su cui abbiamo investito molto negli anni, sviluppando la tecnologia e il design. – conclude Vincenzo BuoninfanteX-BIO è un materasso unico sul mercato che offre ai clienti un nuovo concetto di benessere. Quindi, per il nostro arrivo in un mercato avanzato come quello di Hong Kong, X-BIO è stata una scelta naturale”.

X-BIO by Buoninfante punta a portare a Hong Kong tutta la qualità dei suoi prodotti Made in Italy e l’eccellenza del suo servizio. Un fondamentale passo verso l’espansione in tutta l’area asiatica.

Dall’Anello dei Poeti del Cinghio ai “Salti del Diavolo”, fino al Prosciutto di Parma DOP: alla scoperta di Felino e dei colli parmensi tra natura ed eccellenze gastronomiche

Dalla collaborazione tra Citterio, storica azienda di salumi, e Terre Emerse, gruppo di guide ambientali escursionistiche locali, un focus sul territorio parmense

• Gli itinerari di Felino: Il percorso del Castello, del Gallo e della Costa
• L’Anello dei Poeti del Cinghio
• La Via degli Scalpellini e i cosiddetti “Salti del Diavolo”

Valorizzare il territorio emiliano alla scoperta di natura incontaminata, paesaggi inaspettati, storia millenaria e buon cibo. Da Felino ai colli parmensi, in estate, durante il weekend ma non solo, sono numerose le esperienze da provare, luoghi in cui Citterio, storica azienda di salumi, produce nei suoi due stabilimenti di Poggio Sant’Ilario, frazione di Felino, e Lesignano de Bagni una delle più famose eccellenze della gastronomia italiana, il Prosciutto di Parma DOP.

Per scoprire e vivere in prima persona le bellezze del parmense, di Felino e non solo, Citterio ha scelto di interpellare Roberto Piancastelli, storico fondatore di Terre Emerse, un gruppo di guide ambientali escursionistiche di Parma che opera da 20 anni sul territorio emiliano, e non solo, per approfondire e vedere da vicino quelle che sono le perle di questi luoghi.

“La zona dei colli parmensi è per noi un territorio ricco di spazi da esplorare, ma non solo dal punto di vista escursionistico – spiega Piancastelli -. Nei nostri percorsi ovviamente parliamo di natura ma anche di Storia, di leggende popolari e senza dubbio di enogastronomia, tutte caratteristiche imprescindibili delle nostre aree che meritano di essere valorizzate tutti i mesi dell’anno”.

Sono numerosi i percorsi che si possono realizzare per visitare da vicino le bellezze naturali e storiche che circondano questi luoghi. A partire da Felino, borgo ricco di storia sorto prima dell’anno mille, che con il suo castello offre ai turisti la sua accezione più medievale. Qui è possibile sfruttare la conformazione dolce e ondulata del territorio per intraprendere tre percorsi:
• Il Percorso del Castello, un anello di 6km che parte dal centro di Felino e attraversa l’area di maggiore interesse storico di tutto il Comune.
• Il Percorso Il Gallo, un anello di 11km che prende il via dal centro di Felino e prosegue verso sud fino a Barbiano con un percorso suggestivo che si snoda tra boschi e prati.
• Il Percorso La Costa, un anello panoramico di 8km da San Michele Tiorre a Barbiano lungo le strade di crinale sulle prime colline di Felino.

Gli itinerari che la guida escursionistica ambientale propone non si limitano al comune di Felino, ma coprono una vasta area. In primis vi è l’Anello dei Poeti del Cinghio, ovvero un percorso che si snoda tra colline, boschi e borghi incrociando la via Longobarda e deve il suo nome ai versi dedicati al torrente Cinghio da diversi poeti nati a inizio del secolo scorso tra cui Attilio Bertolucci.

Ad affascinare maggiormente i turisti potrebbero anche essere la Via degli Scalpellini che porta ai cosiddetti “Salti del Diavolo”. Si tratta di un itinerario che si snoda tra i paesi di Chiastre e di Cassio attraversando il Torrente Baganza grazie alla presenza di un moderno ponte tibetano. Era il percorso che gli scalpellini seguivano tra le due sponde della valle per raggiungere le zone di estrazione della pietra. Il sentiero porta proprio ai “Salti del Diavolo”, una formazione sedimentaria dell’età cretacica (80 milioni di anni), generata da una frana sottomarina di ciottoli e sabbia. Secondo un’antica leggenda medievale queste pietre sarebbero le orme del diavolo messo in fuga da un’eremita che viveva a Cassio.

“La funzione della guida ambientale escursionistica è quella di essere un vero e proprio traduttore simultaneo di quello che è il linguaggio della natura – spiega Piancastelli di Terre Emerse -. Alle persone che accompagniamo, cerchiamo di mostrare i piccoli particolari che normalmente non sono visibili, come la traccia di un animale, oppure un fiore o una pianta cercando sempre di contestualizzarne la presenza proprio in quel luogo, fino a descrivere l’importanza del territorio parmense ed emiliano nel passato e nel presente”.

Natura, storia, leggende, ma anche ottimo cibo da abbinare lungo i vari percorsi perché Parma e i colli parmensi sono da sempre sinonimo di cultura enogastronomica di qualità data non solo dalla presenza di una enorme varietà di prodotti tipici, ma anche grazie alle numerose persone che dedicano tempo e lavoro per la valorizzazione di tutto ciò che nasce da questo territorio.

Citterio si inserisce in modo strategico in questa dinamica, infatti proprio in questi territori realizza il suo Prosciutto di Parma DOP, solamente con l’utilizzo di coscia suina 100% italiana e sale marino, senza nessun conservante. In questi luoghi, la vicinanza dei torrenti e il territorio collinare regalano sempre un flusso d’aria particolare, di aria salmastra che affina il prodotto donandogli un gusto e profumo unico nel suo genere. Citterio produce il Prosciutto di Parma, come da tradizione, una storia che si tramanda da generazione in generazione, scegliendo solo le migliori cosce e lavorandole con cura e passione. Gli stabilimenti sono moderni e all’avanguardia, anche avanzati tecnologicamente e qui si produce il Parma con osso, disossato e anche affettato in vaschetta in diverse linee e grammature.

“Inizialmente il prosciutto deve assorbire il sale e distribuirlo al suo interno – afferma il responsabile dello stabilimento Citterio di Poggio Sant’Ilario, Felino -. Poi si passa alla dissalatura e alla fase di asciugatura, mentre dopo 14 giorni avviene la toilettatura del prosciutto che permette il mantenimento di una buona asciugatura senza infiltrazioni. Successivamente al 90esimo giorno il prodotto viene trasferito in un ambiente più caldo con una temperatura dai 14 ai 16 gradi con finestre aperte regolarmente che favoriscono l’ingresso del microclima che permette di conferire un particolare gusto al prodotto. Dopodichè viene fatta la cosiddetta sugnatura, con un grasso particolare del suino che protegge la parte magra del prosciutto, un’operazione fatta ancora con la mano dell’uomo come 50-60 anni fa. Infine i prosciutti entrano nella fase “estate” con temperature più alte, per terminare la stagionatura, una fase in cui il prodotto raggiunge dai 12 ai 30/36 mesi. L’uomo è ancora parte integrante della creazione – prosegue – perché oltre a passare nelle stagionature, nelle stanze e nelle celle tutti i giorni, deve controllare da vicino l’asciugatura del prosciutto”.

“All’interno delle nostre escursioni la parte enogastronomica è essenziale perché Parma e tutta la provincia non si può conoscere fino in fondo senza assaggiare i prodotti tipici locali e il Prosciutto di Parma DOP è senza dubbio uno di questi – afferma Piancastelli -. Chi normalmente sceglie di utilizzare una guida è perché vuole avere una conoscenza del territorio che va oltre la semplice camminata. Vi è infatti una vera e propria narrazione che riguarda tanti aspetti dell’intero territorio e quindi anche il tema enogastronomico. E’ questo il modo per incuriosire le persone, per rendere la loro passeggiata un cammino esperienziale e far sì che si possano affezionare ai nostri luoghi.”

Sodexo Italia ottiene la Certificazione per la Parità di Genere. I ruoli manageriali femminili sono passati dal 36% al 43% sul totale in quattro anni

Sodexo Italia ha ottenuto la Certificazione UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, rilasciata da DNV, uno dei principali enti di terza parte, a livello globale, nella certificazione di sistemi di gestione accreditati, di servizi di formazione, assurance, verifica e gestione del rischio accreditati per la verifica delle linee guida per il sistema di gestione per la parità di genere.

Questo riconoscimento testimonia il percorso attuato dall’intera organizzazione e intrapreso da molto tempo, scaturito dal confronto con team eterogenei, una molteplicità di business, di mestieri e ruoli, di persone di culture e origini diverse, che ha creato un ambiente inclusivo e una cultura del lavoro funzionale alla valorizzazione delle diversità e all’accoglienza.

“Crediamo nella concretezza – dice Nadia Bertaggia Direttrice Risorse Umane Sodexo Italia – la cultura è stata coltivata negli anni con l’esempio, la formazione e lo scambio di buone pratiche. Si tratta innanzitutto di far evolvere la cultura, questo richiede tempo e il coinvolgimento di tutti, dal management ai collaboratori dell’organizzazione”.

Il percorso in Sodexo Italia è iniziato da più di dieci anni e permette oggi di sviluppare iniziative di formazione e di coinvolgimento sempre nuove – dal mentoring, agli appuntamenti ricorrenti in cui tutta l’azienda si ferma per fare formazione insieme – fino a decidere, quest’anno, di formalizzare le evoluzioni raggiunte attraverso le verifiche dei certificatori dell’ente DNV e il riconoscimento della stessa certificazione per la parità di genere.

“La cultura della diversità, equità ed inclusione fa parte della storia di Sodexo ed è insita nei nostri valori aziendali. Siamo contenti che la diversità e l’inclusione siano diventati anche un requisito che il business, finalmente, richiede – conclude Nadia Bertaggia.”

“La diversità e l’inclusione non sono solo parole, ma azioni concrete. Misurare i progressi, fissare obiettivi chiari e adottare standard riconosciuti, come la UNI/PdR 125, sono passi fondamentali per costruire un modello organizzativo che valorizzi ogni individuo” aggiunge Salvatore Pizzo, F&B Sales Manager Italy & Croazia per Business Assurance in DNV. “Le aziende, in quanto parti integranti anche della società, hanno la responsabilità di guidare questo cambiamento culturale, creando un impatto che si estenda ben oltre i propri confini e Sodexo è un esempio virtuoso.”

I numeri testimoniano come l’impegno di Sodexo sia molto importante verso questo tema: la percentuale femminile sul totale dei manager è passata dal 36 al 43 in quattro anni dal 2020 al 2023. Un altro dato importante è la percentuale di donne che fanno parte del comitato direttivo italiano, sempre dal 2020 al 2023 è passata dal 20% al 40%. L’accoglienza e il rispetto per la diversità sono testimoniati anche dal fatto che in Sodexo Italia i collaboratori appartengono a 86 nazionalità differenti, collaborando nel pieno rispetto reciproco e i lavoratori non cittadini italiani dal 2020 al 2023 sono aumentati del 48%.

Cinque sono le direzioni di azione – Genere, Generazioni, Disabilità, Orientamento sessuale, Culture e origini – che Sodexo ha individuato come aree su cui progredire costantemente per migliorare gli impatti sulle persone e sulle performance, favorendo ambienti sicuri ed inclusivi. Alcuni delle iniziative, svolte o in essere, realizzate in ciascuno di questi ambiti sono descritte di seguito:

Rispetto delle culture
Sodexo da tempo è attiva con l’inserimento lavorativo di rifugiati politici. Nel 2024 è stata premiata, per la quarta volta, dall’UNHCR con il premio “Welcome – Working for Refugee Integration” per l’impegno a favore dell’integrazione lavorativa dei rifugiati e richiedenti asilo. Molti di questi percorsi hanno portato alla stabilizzazione dei rifugiati e richiedenti asilo politico così da permettere la piena integrazione sul territorio nazionale. I Corsi aziendali di lingua italiana, in presenza, per stranieri, sono attivi dal 2009 e sono stati introdotti dall’azienda proprio per favorire l’integrazione.

Disabilità
Sodexo ha attivato da oltre 20 anni collaborazioni con scuole professionali a Milano e Monza ai fini dell’inserimento di tirocinanti con disabilità psichiche (30 inserimenti nel biennio 2023-24). L’azienda ha inoltre partecipato al progetto JOB Stations in collaborazione con Fondazione Accenture per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità psichica.

Genere
Sodexo Italia nel 2024 è stata certificata da DNV per la Parità di Genere secondo la norma UNI/PdR 125:2022. Sodexo ha firmato la Carta dei sette principi per l’equilibrio di genere dell’ONU e l’adesione al WEP’s (Women’s Empowerment Principles), oltre ad aderire al primo Network di aziende in Italia unite contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere creato da Fondazione Libellula e attiva annualmente webinar e formazione per collaboratori.

Generazioni
In tema di Generazioni e Genere, Sodexo promuove annualmente il progetto «SHEWORKS – SODEXO AMBASSADOR” per creare contatti e supporto tra donne collaboratrici di Sodexo in azienda da molti anni, con le giovani all’inizio della loro carriera, aiutandole a proiettarsi nel futuro e a conoscere meglio l’azienda. L’azienda ha sostenuto l’evento a Milano di hackher, la più importante rassegna italiana sul gender gap tecnologico, nata con l’obiettivo di avvicinare quante più ragazze al mondo STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), attraverso una giornata all’insegna della tecnologia al femminile.

Orientamento sessuale
Sodexo sostiene il Pride, simbolo della libertà di orientamento sessuale

Bridge, il Blue team italiano primo agli Europei nella graduatoria delle nazioni

La Federazione Italiana Gioco Bridge sta già pensando ai World Games (le “Olimpiadi” del Bridge) di autunno grazie al Blue team che agli Europei in Danimarca, appena conclusi, è risultato primo nella graduatoria delle nazioni. Un risultato seguito a una lunga maratona di bridge, durata undici giorni con 29 confronti contro altrettante nazioni europee.

Questo successo porta gli azzurri primi con 22 punti davanti alla Francia che ne ha 21.

L’Italia si è distinta nelle quattro discipline rappresentate:

  • Open
  • Ladies
  • Mista
  • Senior

E si è aggiudicata il terzo posto e 2 medaglie di bronzo per le Nazionali Open e Mista con Andrea Manno e Massimiliano Di Franco mentre le Nazionali Femminile e Senior si sono classificate al quarto posto.

E poiché le prime otto squadre classificate di ciascuna specialità acquisiscono il diritto di partecipare ai Mondiali, che andranno in scena nell’autunno 2025, il team italiano sarà presente con tutte e quattro le categorie.

Le parole del Presidente della Federazione Italiana Gioco Bridge.

Il risultato ottenuto in Danimarca si inserisce nella lunga tradizione del bridge italiano, che ha visto la dominazione del cosiddetto “Blue Team” per circa un ventennio dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’70 e del “nuovo Blue Team” tra il 1995 e il 2013 – spiega Francesco Ferlazzo attuale Presidente della Federazione – “In quei periodi la nazionale italiana vinse 15 titoli mondiali, 6 olimpici e 20 europei, solo per citare il settore Open. I recenti successi in Danimarca testimoniano così ancora una volta la vitalità del movimento bridgistico italiano e la continuità con una tradizione gloriosa che ha reso il nostro Paese una delle potenze mondiali di questo affascinante sport della mente”.

Nella graduatoria “Butler”, che misura il rendimento delle singole coppie nella specialità Mista, la coppia formata da Gabriella Manara e Dario Attanasio si è aggiudicata il primo posto replicando l’eccellente prestazione dei mondiali di Marrakech dell’anno scorso, dove arrivarono secondi.

Sono arrivati quarti nella categoria Senior over 65 Antonio Vivaldi in coppia con Ezio Fornaciari.

Condizionatori: accesi 17,5 milioni in tutta Italia con l’arrivo del caldo

Con l’arrivo del caldo in tutta Italia sono pronti ad accendersi oltre 17 milioni di condizionatori con pompa di calore integrata, il loro utilizzo è ormai irrinunciabile nel periodo estivo. Tuttavia ancora pochissimi italiani fanno ricorso ai condizionatori in inverno, abitudine che (rispetto a una caldaia tradizionale) permetterebbe da subito di ridurre le emissioni di CO2 dal 70% a quasi l’80% e di dimezzare le bollette energetiche per il riscaldamento, come dimostrato da un recente studio ENEA.

Tuttavia gli italiani non sanno o non ricordano di avere già una “pompa di calore” in casa o, se lo sanno, non hanno consapevolezza dei bassi consumi che questa garantisce o, pur conoscendo questo dato, non ritengono sia una vera alternativa al riscaldamento tradizionale. Secondo i dati di settore, infatti, solo meno del 20% degli attuali possessori di un climatizzatore lo usa in modalità estiva e invernale.

 

  1. L’iniziativa di Daikin

 

Per riallineare la percezione sui climatizzatori all’effettiva realtà dei fatti, Daikin, leader mondiale nei sistemi di climatizzazione e riscaldamento, ha lanciato una campagna che incentiva l’utilizzo dei climatizzatori sia in raffrescamento che in riscaldamento «Abbiamo voluto promuovere un’iniziativa speciale: acquistando un climatizzatore entro il 31 luglio 2024, il cliente potrà ottenere fino a 400€ di rimborso in base ai consumi energetici effettuati in raffrescamento e riscaldamento, rilevati con l’App Onecta. Questa app monitora e tiene traccia dei consumi effettivamente sostenuti rendendo così i nostri clienti pienamente consapevoli di quanta poca energia i loro apparecchi impieghino. L’Italia ha una posizione invidiabile nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e più in generale di risparmio delle risorse energetiche: abbiamo milioni di pompe di calore nelle nostre case che ci aiuterebbero da subito e Daikin da sempre rappresenta l’avanguardia tecnologica in questo settore: si tratta “semplicemente” di dare una nuova prospettiva agli utenti. Spegnendo la caldaia e accendendo un climatizzatore salvaguardiamo l’ambiente e le famiglie risparmiano molto denaro» spiega Andrea Grassi, Marketing Director di Daikin Italia.

 

Di seguito il link con tutti i dettagli dell’iniziativa: https://www.daikin.it/it_it/privati/campagne/cashback-2024.html#regolamento-completo-dell-iniziativa-item-f8f9b1df53

 

  1. Il climatizzatore in inverno
  • Efficienza e Affidabilità: Le pompe di calore rappresentano una soluzione già a disposizione per contribuire significativamente alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2, e di NOx (ossido di azoto). Rispetto alle tradizionali caldaie a condensazione, le pompe di calore offrono maggiore efficienza e minor impatto ambientale utilizzano l’energia dispersa nell’aria. Questa caratteristica le rende una scelta ecologica per il riscaldamento domestico.
  • Risparmio Economico: Nonostante l’investimento iniziale, le pompe di calore offrono un notevole risparmio sui costi energetici a lungo termine grazie alla loro elevata efficienza: utilizzare durante i mesi più freddi i climatizzatori al posto delle caldaie a gas permette di dimezzare i costi energetici in bolletta, come certifica il Rapporto Annuale di Enea del 2023 (dati ARERA).
  • Perché non ci si è ancora abituati ad usare i climatizzatori in inverno? La ricerca condotta da Ipsos (società multinazionale di ricerche di mercato e consulenza) ha rivelato un utilizzo ancora limitato dei climatizzatori per il riscaldamento, dovuto principalmente alle preoccupazioni sui consumi energetici e sui costi. Tra le principali barriere all’adozione delle pompe di calore ci sono alcuni preconcetti e falsi miti da sfatare: innanzitutto la maggior parte degli acquirenti di un condizionatore non sa di avere a disposizione anche una pompa di calore, e chi ne è a conoscenza spesso crede che sia meno conveniente usarla rispetto a un tradizionale calorifero. Inoltre, permane la convinzione che i climatizzatori siano rumorosi e causino la secchezza dell’aria a causa del gap termico tra esterno e interno: tutte informazioni errate che vanno corrette informando gli utenti finali per un uso appropriato del condizionatore.

 

  1. I 3 consigli utili per sfruttare al meglio il climatizzatore d’estate
    • Impostare la temperatura tra i 24°C e i 26°C è un ottimo compromesso per garantire il comfort senza sperperare energia.
    • Utilizzare l’App per controllare le unità di raffrescamento e riscaldamento e programmarne il funzionamento monitorandone i consumi.
    • Utilizzare la Modalità “Risparmio Energetico” per ridurre il consumo di energia.

 

  1. I 3 consigli utili per sfruttare al meglio le pompe di calore in inverno
    • Impostare la temperatura non oltre i 23°C lasciando il flusso d’aria alla potenza minima.
    • Utilizzare la funzione notturna per un comfort ottimale.
    • Impostare correttamente la ventilazione Posizionare le bocchette con movimenti alto/basso e destra/sinistra per consentire una distribuzione uniforme dell’aria calda.

 

  1. Versatilità: Le pompe di calore, dunque, possono essere utilizzate sia per il riscaldamento che per il raffrescamento, rendendole una soluzione versatile per tutto l’anno. In estate, i climatizzatori sono ampiamente utilizzati per il raffrescamento; la sfida è far comprendere ai consumatori i benefici del loro utilizzo anche per il riscaldamento invernale.

 

Bonus condizionatori

  • Anche per il 2024 è possibile portare in detrazione le spese per l’acquisto di un climatizzatore o la sostituzione del proprio con uno a pompa di calore a risparmio energetico. L’agevolazione, che consiste in una detrazione fiscale dal 50% al 65%, è legata ad alcuni interventi realizzati nella propria abitazione e al rispetto delle regole richieste per ciascuno di essi.

Tonitto 1939, packaging ancora più sostenibile. Tutti i gelati speciali e i sorbetti diventano in Cartoncino 100% fibra vergine

Per le sette linee di prodotto (esclusa la linea Coppa Famiglia) opta per il nuovo pack. Per la linea di gelati creata insieme a Bauli, invece, l’azienda utilizza un Cartoncino Certificato FSC (Forest Stewardship Council)

 

Una trasformazione importante quella messa in atto nel 2024 da Tonitto 1939, azienda leader in Italia per il sorbetto e per il gelato senza zuccheri aggiunti. La realtà ligure, infatti, ha portato a termine quello che è un vero e proprio cambiamento del packaging utilizzato per la conservazione dei suoi gelati e sorbetti.

 

 

La novità di pack per i gelati e sorbetti a brand Tonitto 1939

 

Da quest’anno tutti i gelati speciali delle linee Gaia, High Protein, Linea, High Protein Senza Zuccheri aggiunti, YoYo e tutti i sorbetti sono realizzati in Cartoncino 100% fibra vergine abbandonando così la plastica R-PET; l’unica linea che ancora oggi viene realizzata in plastica è quella della Coppa Famiglia. I nuovi gelati realizzati con Bauli (gelato al panettone, gelato al pandoro e gelato al croissant all’albicocca), invece, sono realizzati con un Cartoncino Certificato FSC (Forest Stewardship Council) originario da foreste gestite nel rispetto di precisi standard sociali, ambientali ed economici e creati in maniera responsabile verso l’ambiente.

 

 

Anche il Private Label sposa il pack green

 

Oltre alle linee di gelati e sorbetti a marchio Tonitto 1939, anche nel mondo Private Label la strada sembra tracciata, con la grande distribuzione che sempre più è alla ricerca di confezioni sostenibili che possano mantenere intatta la qualità del prodotto, ma allo stesso tempo forniscano garanzie su un deciso impegno green. Anche in questo caso, nel giro di qualche anno i gelati e sorbetti Private Label realizzati da Tonitto 1939 sono diventati per il 60% in Cartoncino, mentre il 40% restano ancora in plastica.

 

 

La trasformazione conquista l’estero

 

Anche sui mercati esteri la nuova politica della realtà ligure, sempre più rivolta a un packaging green e sostenibile come quello in Cartoncino 100% fibra vergine e in grado di coprire segmenti dinamici come quello naturale, healthy e vegano, sta riscuotendo notevole apprezzamento dai diversi partner commerciali specialmente della GDO, in particolare in Nord Europa.

 

 

Un percorso virtuoso

 

Un percorso costante e virtuoso, quello di ricerca di un packaging che fosse sempre più sostenibile, iniziato tempo fa dalla storica azienda di Genova, che da sempre punta alla riduzione del carbon footprint: nel 2019 con la prima trasformazione di alcuni prodotti in cartone riciclato e R-PET, nel 2020 con la conversione dell’intera gamma del sorbetto da PET tradizionale a R-PET, nel 2022 con l’avvio del passaggio da R-PET a Cartoncino, nel 2024 con il cambio totale del pack di gelati speciali e sorbetti nella versione in Cartoncino 100% fibra vergine.

 

“La nostra azienda ha intrapreso da tempo una strada verso un tipo di packaging sempre più sostenibile che potesse soddisfare anche le richieste sempre più esigenti del mercato di riferimento e dei consumatori – afferma Elisa Menini, Head of QA & HSE -. Sempre più nostri clienti stanno apprezzando i cambiamenti che stiamo proponendo sui nostri prodotti proprio a livello di pack e siamo contenti di vedere un mercato italiano, ma anche estero, volto sempre più a optare per scelte maggiormente ecosostenibili.”