Acer EMEA presenta “Sofia” alla Lugano AI Week 2025: il nuovo assistente virtuale per le imprese

Dal 1° al 5 dicembre 2025 l’Asilo Ciani ospiterà la seconda edizione della Lugano AI Week, l’evento gratuito promosso da Lugano Living Lab dedicato all’esplorazione delle tecnologie emergenti e del loro impatto sulla società. Oltre 50 speaker tra esperti, imprenditori, ricercatori e innovatori si alterneranno sul palco per affrontare temi cruciali come creatività, salute, geopolitica, educazione e nuovi modelli di business basati sull’intelligenza artificiale.

Giovedì 4 dicembre, in occasione della giornata dedicata a “AI nel business”, ci sarà l’intervento di Emanuele Meazzo, Data Science Analyst di Acer EMEA, che salirà sul palco per presentare Sofia, il nuovo assistente virtuale AI sviluppato internamente dalla multinazionale taiwanese.

Sofia è una delle innovazioni più significative del portafoglio tecnologico Acer dedicato alle imprese. Si tratta di un’assistente virtuale intelligente completamente personalizzabile, progettato per modellarsi sulle esigenze operative della singola azienda e supportarla nei processi quotidiani.

La configurazione di Sofia avviene attraverso una prima sessione gratuita di valutazione ed esaminazione. Questo processo permette di definire con precisione obiettivi, criticità e livelli di integrazione richiesti. L’analisi viene svolta sia dal team interno Acer sia dalla rete di partner certificati, punto di forza dell’ecosistema tecnologico dell’azienda nel mercato EMEA.

Grazie a questa impostazione “su misura”, Sofia si integra facilmente nei flussi di lavoro già esistenti, automatizza attività ripetitive, individua inefficienze interne, suggerisce miglioramenti operativi, ed infine supporta i processi produttivi con un apprendimento continuo e contestuale. Per questo rappresenta uno strumento particolarmente adatto alle PMI, spesso alla ricerca di soluzioni AI accessibili, scalabili e ad alto impatto.

A differenza delle soluzioni di IA commerciali, Sofia viene distribuita direttamente nel tenant, garantendo un controllo totale sull’ambiente operativo. I dati non lasciano mai l’infrastruttura, preservando la riservatezza delle informazioni sensibili e assicurando la piena aderenza ai requisiti di sicurezza e compliance.

Con la presentazione di Sofia alla Lugano AI Week, Acer ribadisce il suo impegno nel rendere l’intelligenza artificiale una tecnologia realmente utile, responsabile e accessibile per imprese di ogni dimensione.

 Lo stesso Sindaco di Lugano Michele Foletti ha sottolineato il valore dell’evento come spazio di apprendimento e partecipazione attiva. “L’obiettivo è rendere Lugano una città pioniera nell’uso consapevole delle tecnologie emergenti”, afferma lo stesso, “ed ogni giornata sarà dedicata a un tema specifico, con attività gratuite e workshop a numero limitato.

La Lugano AI Week vuole offrire spunti utili e applicabili nella vita di tutti i giorni, a scuola, in azienda, in famiglia, stimolando curiosità, confronto e nuove prospettive,” aggiunge Jan Trautmann, Responsabile Innovazione e Comunicazione della Città di Lugano.

Natale 2025 secondo Wyylde: dai calendari hot ai sex toys tech

Dai calendari dell’avvento hot, ai sex toys tech e di design,
fino all’abbonamento al social network per adulti

A Natale sempre più persone scelgono di regalare il piacere sessuale. Dai calendari dell’Avvento hot ai sex toys tech e di design, fino all’abbonamento al social network per adulti: il piacere sessuale diventa un must-have da mettere sotto l’albero.
Wyylde, la community più autorevole dedicata alla libertà sessuale, che condivide esperienze e contenuti nel pieno rispetto della privacy, presenta i trend che stanno ridefinendo i regali di Natale e propone una guida pratica per vivere il piacere in modo consapevole, da soli o in coppia. La wishlist di Wyylde riflette una tendenza chiara e confermata dalle ricerche di Idealo e LELO: gli italiani scelgono sempre più spesso prodotti e rituali legati all’intimità. Secondo una recente survey condotta da idealo su un campione di utenti attivi sul web, le ricerche online di calendari dell’Avvento a ottobre 2025 sono cresciute del +347% rispetto al 2024, anno in cui l’interesse verso i calendari sexy per adulti è cresciuto del 12%.

Sex toys: design, funzionalità e un fenomeno in piena crescita

Il piacere è ormai parte della quotidianità e il mercato dei sex toys lo conferma, evolvendo verso prodotti sempre più di design e tecnologici. Il “LELO Future of Sex and Love Report 2024” evidenzia che il 78% delle persone nel mondo possiede almeno un toy – quasi il doppio rispetto al periodo pre-pandemico – con una diffusione femminile dell’84%. Gli europei risultano tra i più attivi negli acquisti e chi utilizza questi dispositivi ha il 45% di probabilità in più di dichiararsi soddisfatto della propria vita sessuale. Accanto ai dati cresce anche l’attenzione verso estetica e usabilità: molti sex toys sono oggi oggetti di design, discreti e integrabili nell’arredamento domestico. Le innovazioni più richieste includono vibrazioni personalizzabili, stimolazione mirata (clitoride, punto G o prostata), controllo tramite app per coppie a distanza, sincronizzazione con musica e motori multipli con funzione calore. Realizzati con materiali sicuri, impermeabili e silenziosi, i modelli di ultima generazione combinano eleganza e performance, diventando strumenti di auto-cura e di maggiore consapevolezza del proprio corpo, pur in un contesto in cui la masturbazione resta ancora un tabù per molte persone.

Come usare al meglio i sex toys: i consigli di Wyylde

Per vivere un’esperienza appagante e sicura, Wyylde suggerisce:

  • Scegliere materiali certificati (silicone medicale, ABS, vetro borosilicato).
  • Usare il lubrificante corretto: a base d’acqua con toy in silicone.
  • Pulire prima e dopo l’uso con acqua tiepida e sapone neutro o detergenti specifici.
  • Ascoltare il proprio ritmo, iniziando con calma e regolando intensità e vibrazioni.
  • Conservare correttamente in astucci o sacchetti dedicati.
  • Giocare da soli o in coppia, comunicando sempre desideri e limiti.

Altre idee da mettere sotto l’albero di Wyylde

Se i sex toys sono ormai entrati con naturalezza tra le idee regalo più apprezzate, per questo Natale nella wish list di Wyylde si aggiungono proposte erotiche che puntano su complicità e cura di sé, ideali per chi vuole offrire un’esperienza, più che un oggetto. Quest’anno, a dominare la scena sono le candele da massaggio, must-have del benessere sensuale: una volta accese si trasformano in caldi oli profumati, perfetti per massaggi che uniscono relax e desiderio. Accanto a queste, gli oli corpo naturali e bio, grazie a profumazioni avvolgenti e formulazioni delicate che abbracciano l’idea di una sensualità consapevole e sostenibile. Molto apprezzati anche i giochi di conversazione erotica: mazzi di carte, domande intime e piccoli rituali guidati pensati per riaccendere la comunicazione, esplorare fantasie e trasformare la serata in un momento divertente. Grande attenzione anche agli accessori che creano atmosfera: mascherine in seta, tessuti morbidi, luci soffuse e profumi sensoriali che rendono l’ambiente più suggestivo e favoriscono un clima di connessione. Per chi invece vuole regalare un’esperienza, non mancano gift card per massaggi da condividere, rituali spa o workshop dedicati alla relazione e al benessere erotico. Si conferma tra le proposte più originali dell’anno anche l’intimo commestibile, un articolo giocoso che strizza l’occhio alle tendenze più eccentriche. Infine, per esploratori e curiosi, anche l’abbonamento alla piattaforma Wyylde per giocare e divertirsi insieme ad altri utenti.

 

La Fondazione Levi e le sfide dell’AI nella gestione del patrimonio culturale

Fondazione Levi e Made in Heritage organizzano una giornata di studio sui modelli di intelligenza artificiale applicati alla gestione del patrimonio culturale

Venezia, 25 novembre 2025 – Fondazione Ugo e Olga Levi

Come possono le reti neurali e gli algoritmi contribuire a promuovere il patrimonio culturale, rendendolo più accessibile e attivando in modo originale il suo potenziale generativo? Questa è una delle domande che guideranno la giornata di studio L’intelligenza artificiale applicata alla gestione del patrimonio culturale, organizzata dalla Fondazione Ugo e Olga Levi in collaborazione con Made In Heritage, in programma martedì 25 novembre 2025 a Venezia.

L’incontro riunirà ricercatori, archivisti, bibliotecari, conservatori, professionisti degli archivi e sviluppatori di tecnologie digitali basate sull’intelligenza artificiale per un confronto sulle nuove pratiche di valorizzazione, conservazione e diffusione dei patrimoni culturali. La giornata potrà essere seguita anche in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione.

«Dal 2022 la Fondazione Ugo e Olga Levi ha avviato un percorso di trasformazione digitale del proprio patrimonio, sviluppando competenze e tecnologie per la digitalizzazione e la valorizzazione dei dati» dichiara Giulia Clera, archivista e responsabile del LeviDigiLab «L’esperimento con l’Intelligenza Artificiale nella catalogazione degli spartiti del Fondo Levi ha mostrato il potenziale dell’AI nel rendere più efficienti e accessibili le attività di catalogazione. La Fondazione intende ora approfondire le applicazioni dell’AI nel patrimonio culturale (come nei progetti AudioNavigator e ArchiBot) e promuovere un dibattito sulla formazione di nuove professionalità capaci di integrare tecnologia e competenze umanistiche, preservando il valore critico degli archivi».

«L’intelligenza artificiale può diventare un alleato concreto per chi lavora alla conservazione e valorizzazione della memoria — che si tratti di archivi pubblici, di collezioni culturali o di patrimoni storici d’impresa», afferma Andrea Barbon, fondatore di mind@ware, azienda partner di Made In Heritage e promotore di numerose iniziative nel campo della valorizzazione digitale dell’Heritage e del Corporate Heritage. «Il nostro obiettivo è affiancare i professionisti della cultura e dell’impresa con strumenti specifici che amplino le possibilità di analisi, di interpretazione e di racconto. Sperimentare soluzioni di AI dedicate al patrimonio significa garantire continuità e accessibilità alla memoria collettiva, mantenendo intatti rigore scientifico e precisione nello studio».

Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Giulia Clera, la sessione mattutina sarà dedicata alla presentazione di alcuni progetti di Made In Heritage che sperimentano in modo concreto l’applicazione dell’intelligenza artificiale al patrimonio culturale e documentale.

In questo contesto Remko Bigai, illustrerà AudioNavigator, una piattaforma alla trascrizione automatica e la consultazione multilingue di documenti sonori, già adottata nel laboratorio LeviDigiLab 2.0 della Fondazione Levi. Andrea Barbon e Dario Peluso presenteranno ArchiBot, assistente digitale progettato per la navigazione semantica dei fondi archivistici e dei cataloghi OPAC, che introduce una nuova modalità di esplorazione dei contenuti basata sul linguaggio naturale. Infine, Francesco Beninatto e Selena Marino, presenteranno MetaAssistant, interfaccia collaborativa che impiega l’intelligenza artificiale per la descrizione e catalogazione di immagini storiche, al centro di una sperimentazione con l’Archivio Luce Cinecittà.

Interverrà inoltre Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, per illustrare un progetto di colorizzazione artificiale delle immagini digitalizzate dei microfilm del Centro Nazionale per lo Studio del Manoscritto, finalizzato a restituire leggibilità e coerenza cromatica a materiali d’archivio di difficile consultazione.

Nel pomeriggio il focus si sposterà sulle trasformazioni professionali in corso. Giorgia Di Marcantonio (Università L’Orientale di Napoli) proporrà una riflessione sul rapporto tra AI e formazione archivistica; Pasquale Orsini (Istituto Centrale per gli Archivi) illustrerà i servizi avanzati di AI per il sistema “Archivi Nazionali”; Antonella De Robbio (AIB Veneto) discuterà il ruolo delle biblioteche nella gestione del patrimonio digitale ai tempi dell’AI; Chiara Cabbia (ANAI Veneto) analizzerà le competenze richieste all’archivista contemporaneo alle prese con le innovazioni della digitalizzazione.

Seguirà un confronto moderato da Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Levi, che coinvolgerà il pubblico e i rappresentanti delle istituzioni culturali e d’impresa in un dialogo aperto sulle prospettive della memoria nell’era della trasformazione digitale.

L’incontro veneziano si inserisce in un percorso più ampio volto a esplorare il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto innovativo alla promozione culturale, capace di rendere più fruibili e interconnessi gli archivi del passato rispettando la loro complessità e valore critico.

Programma dettagliato dell’evento

L’Intelligenza Artificiale applicata alla gestione del patrimonio culturale

Fondazione Ugo e Olga Levi, 25 novembre 2025, ore 9.30 – 18:00

Saluti Istituzionali, Davide Croff, Presidente Fondazione Ugo e Olga Levi

Introduzione, Giulia Clera, Fondazione Ugo e Olga Levi

mattina, 10:00

Presentazione dei progetti:

Remko Bigai (MIH)

Dalla testimonianza al testo: AudioNavigator. Strumenti web per trascrizioni e consultazioni multilingue

Andrea Barbon e Dario Peluso (MIH)

OPAC e navigazione AI: ArchiBot, l’assistente digitale per il patrimonio archivistico

Stefano Campagnolo (Direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma)

Un progetto di Conservazione e restauro innovativo: la colorizzazione artificiale delle immagini digitalizzate dei microfilm del Centro nazionale per lo studio del manoscritto

Francesco Beninatto e Selena Marino (MIH)

MetaAssistant. L’interfaccia AI collaborativa per descrivere e catalogare immagini storiche (Archivio Luce Cinecittà)

 pomeriggio 14:30

Brevi interventi sull’uso della AI per la gestione del patrimonio archivistico e librario, con particolare focus alle nuove competenze richieste

Giorgia di Marcantonio (Università degli Studi di Napoli, L’Orientale)

Intelligenza artificiale e archivistica: una riflessione critica tra pratica applicata e formazione universitaria

Pasquale Orsini (Vice Direttore dell’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR))

Servizi avanzati di IA per il sistema “Archivi Nazionali”

Antonella De Robbio (AIB Sezione Veneto)

Dispercezione e Intelligenza Artificiale: il ruolo delle biblioteche nella gestione del patrimonio culturale

Chiara Cabbia (Presidente ANAI Sezione Veneto)

L’archivista moderno: un camaleonte nella giungla del digitale

 Segue incontro aperto, moderato da Giorgio Busetto (Direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi), tra pubblico, addetti ai lavori, tecnici informatici e Istituzioni dedicato agli sviluppi della figura professionale dell’archivista in merito alle nuove tecnologie

 

A Torino il Forum della Bellezza: istituzioni e cultura insieme per valorizzare il Paese

Alla presenza della vicesindaca di Torino Michela Favaro e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia

 Durante l’incontro è stato presentato il progetto di ricerca sul valore della “Grande Bellezza dell’Italia” dell’Alta Scuola Politecnica, programma congiunto dei Politecnici di Milano e Torino

Si è svolto a Torino, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, alla presenza della vicesindaca Michela Favaro e dell’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia, la quarta edizione del Forum della Bellezza, organizzato dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza che, negli ultimi cinque anni ha erogato un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro, cifra che include anche oltre 90 prestazioni pro bono. Questo risultato è stato possibile grazie al modello di adozione del bene culturale.

Un appuntamento annuale, quello del Forum, in cui musei, borghi e realtà culturali, da nord a sud, si riuniscono per scambiarsi buone pratiche, idee e strategie e condividere i progetti realizzati con 30 agenzie di comunicazione che li hanno “adottati”.

 Siamo felici di aver accolto a Torino il Forum della Bellezza, che valorizza le istituzioni culturali del nostro Paese e promuove un dialogo virtuoso tra cultura, impresa e comunità. Il sostegno della Fondazione alle realtà culturali, anche attraverso la collaborazione con le agenzie di comunicazione, che mettono a disposizione di queste realtà le loro competenze creative, rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra il mondo della cultura e quello professionale. Come Città siamo impegnati a valorizzare il nostro patrimonio immobiliare anche come risorsa culturale e sociale: molti dei nostri spazi pubblici diventano luoghi di creatività, lavoro e inclusione, contribuendo alla rigenerazione dei quartieri e alla creazione di nuove opportunità occupazionali. La bellezza è un motore di sviluppo e un fattore di coesione — un tema che sarà approfondito anche nella presentazione della ricerca condotta dai Politecnici di Torino e Milano. Torino vuole continuare a essere un laboratorio di innovazione culturale e sociale, in cui cultura, lavoro e patrimonio dialogano per costruire una città sempre più viva e accoglienteha dichiarato la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro.

È stato un onore per Torino ospitare il Forum della Bellezza al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, luogo simbolo della nostra storia e della nostra identità nazionale. Il Museo è uno degli esempi più significativi dell’eccellenza e della vitalità del nostro sistema culturale, che la Fondazione Italia Patria della Bellezza ha voluto valorizzare in questa edizione. Tra i vincitori del bando 2025 figurano altre importanti istituzioni piemontesi e torinesi: la Fondazione Cesare Pavese, il MAO – Museo d’Arte Orientale, museo civico della Città di Torino, e la Fondazione per la Cultura Torino, ente partecipato del Comune che promuove molte delle manifestazioni culturali più rilevanti della città. Questi riconoscimenti confermano la qualità e la coesione del nostro ecosistema culturale, capace di fare rete tra istituzioni, fondazioni e professionisti per valorizzare la nostra identità e renderla accessibile a tutti. Il Forum della Bellezza è stato anche un momento di riflessione e confronto nazionale su come la cultura possa essere motore di innovazione e coesione sociale. Torino, con la sua storia e la sua capacità di guardare al futuro, ne è una testimonianza concreta: una città che continua a investire nella bellezza come risorsa per la crescita e il benessere della comunità” ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia.

La novità di quest’anno è che la Fondazione ha presentato l’innovativo progetto di ricerca dell’Alta Scuola Politecnica, un programma internazionale multidisciplinare creato dal Politecnico di Milano e dal Politecnico di Torino, sulla valutazione dell’impatto sociale ed emotivo della bellezza come motore capace di trasformare comunità e territori.

Per valutare l’impatto sono stati considerati modelli che analizzano il valore trasformativo della bellezza in termini di sostenibilità, benessere, coesione sociale e sviluppo culturale e saranno coinvolti comunità locali e cittadini, per comprendere la percezione della bellezza e il senso di identità territoriale.

I dati finali sono attesi per settembre 2026.

«La bellezza non è solo estetica: è cultura, dedizione, visione. È il talento più grande del nostro Paese. Il Forum rappresenta un luogo dove riflettere su come comunicare la bellezza, per farla diventare risorsa concreta nei territori», ha affermato Maurizio di Robilant, Presidente della Fondazione. L’illustrazione della metodologia dei due Politecnici è inserita nel programma della quinta edizione del Forum che prevede incontri, panel e case study dedicati al tema della bellezza italiana, della cultura, della scienza, dell’innovazione e della legalità.

«Il Forum è stato anche l’occasione per rinnovare l’impegno condiviso verso la cultura come infrastruttura civile, un’opportunità per rafforzare la nostra rete e un momento di riflessione e visione», ha dichiarato Alessia del Corona Borgia, Direttrice della Fondazione.

 Dopo gli interventi istituzionali delle autorità della Città di Torino, la giornata si è aperta con la presentazione della ricerca a cura di docenti e ricercatori del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano.

  • Si è svolto un panel dedicato alle strategie di comunicazione e di branding territoriale, in cui Comuni e territori hanno raccontato come la bellezza possa diventare una leva di identità e sviluppo locale.
  • L’intervento di Amalia ed Elvina Finzi, dal titolo “La bellezza distorta” ha affrontato il tema della bellezza come valore culturale e sociale, analizzando come spesso venga contrapposta all’intelligenza e usata come etichetta di genere. Attraverso esempi tratti dalla natura, dalla tecnologia e dalla matematica, le relatrici hanno mostrato che la bellezza permea anche la scienza e l’innovazione, ma i bias culturali continuano a limitarne la percezione. Citando dati del Global Gender Gap Report 2023, hanno evidenziato come la maggioranza consideri scienza e carriera prerogative maschili. La riflessione si traduce in un invito a superare stereotipi che riducono la donna alla sola apparenza e a valorizzare pensiero, talento e intuizione, restituendo alla bellezza il suo ruolo autentico, libero da distorsioni e capace di generare conoscenza e progresso.
  • Nel pomeriggio focus sui temi della legalità, della memoria attiva e dell’impegno civile, e sul ruolo dei musei e degli archivi come centri vivi di conservazione e ricerca.
  • La giornata si è arricchita di case study di comunicazione, un momento musicale a cura della Fondazione Accademia Internazionale di Imola, e si è conclusa con le visite guidate al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

 Il Bando 2026, sesta edizione

Anche in questa edizione, l’evento è stato l’occasione per presentare il nuovo bando per l’anno 2026, a cui potranno partecipare le realtà culturali che richiedono supporto per farsi conoscere. Il bando completo con il regolamento e tutti i dettagli sarà disponibile sul sito della Fondazione, a partire dal 10 dicembre, nella sezione “Bandi”: www.italiapatriadellabellezza.it

Dal 2021, la Fondazione Italia Patria della Bellezza promuove un bando nazionale volto a sostenere realtà culturali impegnate nella valorizzazione del territorio. Decine di progetti sono già stati finanziati, grazie anche all’adozione da parte di agenzie di comunicazione e imprese partner, la Fondazione ha sviluppato un modello virtuoso che unisce cultura e comunicazione: supportare gratuitamente realtà meritevoli attraverso l’“adozione” da parte di agenzie partner. Un’iniziativa concreta che ha incrementato la visibilità di musei, festival, archivi, piccoli borghi e progetti sociali operanti in territori meno noti del Paese.

Il Natale 2025 si rinnova con le Tagliette di Guanciale: due ricette tra innovazione e memoria

Una ricetta originale, mix di tradizione e modernità, realizzata con Tagliette di guanciale e ideata dalla storica realtà di salumi insieme alla foodstylist Chiara Pallotti

 L’azienda presenta anche un Raviolo di Natale a forma d’albero: un primo piatto scenografico e gustoso con Tagliette di guanciale Citterio, da condividere

 Per il Natale 2025 Citterio, storica azienda di salumi, in collaborazione con la foodstylist Chiara Pallotti, presenta due ricette che guardano alla convivialità e alla voglia di sperimentare in cucina, mantenendo saldo il legame con la tradizione italiana: il torrone salato con Tagliette di guanciale, ideale per un antipasto creativo e innovativo e un raviolo di Natale a forma di albero, primo piatto scenografico e ricco di sapore.

Il torrone salato nasce come reinterpretazione di uno dei dolci più iconici delle festività natalizie, trasformandolo in un antipasto elegante e sorprendente. La sua struttura prende forma grazie a un impasto ricco e vellutato a base di fontina valdostana, a cui viene aggiunta panna fresca, incorporata con delicatezza per ottenere una consistenza morbida e compatta, capace di ricordare quella del torrone tradizionale.

La parte “croccante” del torrone, che nella versione dolce è affidata a mandorle o nocciole, viene reinterpretata attraverso un accostamento inedito ma bilanciato: le Tagliette di Guanciale. Dorate in padella fino a raggiungere una croccantezza intensa e uniforme, diventano un elemento aromatico prezioso, capace di portare sapidità e profumo in contrasto con la morbidezza della crema di formaggi. Accanto al guanciale, pistacchi, pera fresca e fichi secchi aggiungono una nota fruttata e leggermente dolce, richiamo sottile all’immaginario del torrone classico ma con una freschezza completamente nuova. Il pepe rosa completa l’insieme con una punta speziata e floreale.

Oltre al valore gastronomico, questo torrone salato racconta la volontà di innovare senza tradire la memoria del Natale. È un piatto che nell’aspetto ricorda il torrone di pasticceria, ma al taglio rivela strati morbidi e ingredienti inattesi, in un gioco di connessioni tra la fontina e la panna e tra la frutta e il guanciale. La sua natura conviviale lo rende perfetto per essere servito freddo, a fette spesse, come entrée, oppure trasformato in un raffinato finger food, ideale per aprire un pranzo o una cena delle feste, anche accompagnato da fette di pane ai cereali o pane alle noci.

Accanto a questa proposta, il raviolo di Natale a forma di albero rappresenta un omaggio alla creatività in cucina e alla bellezza della tavola delle feste. Si tratta di una pasta fresca modellata nella forma di un piccolo albero di Natale e ripiena di patate, ricotta e pecorino, che viene condita con burro, salvia e guarnita con Tagliette di guanciale croccanti. Il piatto gioca sul contrasto tra la morbidezza della sfoglia e del ripieno e la sapidità del guanciale, che aggiunge profumo e consistenza. L’impiattamento, curato nei dettagli, trasforma il raviolo in una vera e propria decorazione, perfetta per sorprendere gli ospiti con un tocco scenografico e festoso.

“Ho voluto creare due piatti che rappresentassero il Natale in tutte le sue sfumature: convivialità, calore e gusto autentico – spiega Chiara Pallotti -. Il guanciale Citterio è l’ingrediente perfetto per dare carattere e croccantezza, mantenendo però equilibrio e armonia nei sapori. Il Torrone Salato e il Raviolone Albero di Natale sono due modi diversi per reinterpretare la tradizione con creatività e leggerezza, portando in tavola qualcosa di nuovo ma familiare.”

Le Tagliette di guanciale Citterio, realizzate con carni 100% italiane, sono pensate per chi ama sperimentare in cucina senza rinunciare alla qualità. Il taglio più spesso e la lavorazione al coltello esaltano il gusto autentico e la versatilità del prodotto, disponibile nel pratico formato da 90 grammi, ideali per ricette casalinghe o preparazioni per occasioni speciali.

Da oltre 150 anni, Citterio rappresenta una delle eccellenze della salumeria italiana, sinonimo di passione, ricerca e rispetto per la tradizione. Con queste nuove proposte culinarie, l’azienda rinnova il proprio impegno nel valorizzare i sapori del territorio attraverso la creatività gastronomica, offrendo idee creative per rendere le feste del 2025 un momento di gusto e condivisione.

LE RICETTE

TORRONE SALATO CON TAGLIETTE DI GUANCIALE CITTERIO

 INGREDIENTI PER 6 PERSONE

400 gr di fontina valdostana

300 gr di panna fresca

un tuorlo d’uovo

10 gr di colla di pesce

70 gr di pistacchi

una pera

5 fichi secchi

due confezioni di Tagliette di Guanciale Citterio 90g

pepe rosa a piacere

Difficoltà: media

Tempo
: 2 ore + 12 ore di riposo

Procedimento: Tagliare a dadini piccoli la fontina privata della crosta e metterla in una ciotola per 4 ore a bagno nella panna fresca. Trascorso il tempo indicato porre sul fuoco a bagnomaria il composto e fare sciogliere perfettamente. Ammollare la colla di pesce in acqua fredda quindi unirla ben scolata al composto di formaggi e farla sciogliere completamente. Unire anche il tuorlo d’uovo e lasciare intiepidire mezz’ora. Spadellare senza grassi aggiunti le Tagliette di Guanciale Citterio fino a quando perfettamente croccanti e tamponarle con scottex. Lavare la pera, privarla del torsolo e tagliarla a dadini piccoli insieme anche ai fichi secchi. Unire al composto di formaggi metà delle Tagliette di Guanciale spadellato, i pistacchi tritati, i cubetti di pera, i dadini di fichi e a piacere qualche grano di pepe rosa macinato a profumare. Versare il composto in uno stampo da plum-cake ben rivestito di carta forno o pellicola alimentare e tenere in frigo per almeno 12 ore prima di servire, decorarlo con le Tagliette avanzate e un rametto di rosmarino. Servire freddo accompagnato da fette di pane ai cereali o pane alle noci.

RAVIOLO “ALBERO DI NATALE” CON TAGLIETTE DI GUANCIALE CITTERIO

 INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per la pasta:

300 gr di farina 0

2 uova

60 gr di purea di spinaci

un cucchiaio di olio

Per la farcia:

250 gr di ricotta di pecora

30 gr di pecorino

una patata piccola

sale q.b.

pepe q.b.

noce moscata q.b.

due confezioni di Tagliette di Guanciale Citterio

60 gr di burro

qualche foglia di salvia

parmigiano reggiano q.b.

 Difficoltà: media

Tempo: 2 ore

Preparazione: Per la crema di spinaci: frullare 40 gr di spinaci bolliti con un cucchiaio di acqua fino ad ottenere una crema verde brillante omogenea e senza pezzi. Su una spianatoia versare la farina a fontana, praticare un foro al centro, versarvi le uova, un cucchiaio scarso di olio e la crema di spinaci e con una forchetta lavorare le uova e la crema amalgamando alla farina sempre più fino a formare un impasto denso da lavorare con le mani.  Impastare il composto sulla spianatoia per 10 minuti, se necessario aggiungendo un goccio di acqua tiepida se troppo denso. Ottenuto un impasto liscio, lasciarlo riposare mezz’ora avvolto da un canovaccio pulito o pellicola alimentare. Preparare la farcia: mescolare la ricotta con la patata bollita, fatta raffreddare e schiacciata e aggiungere il pecorino, il sale, il pepe e la noce moscata. A piacere aggiungere anche della scorza di limone grattugiata. Riprendere l’impasto, prelevare un pezzo e passarlo nella macchina della pasta, dapprima nei rulli con la ghiera nella posizione più larga e via via stringere i rulli ottenendo una sfoglia sempre più sottile, arrivando allo spessore desiderato (non deve essere troppo sottile altrimenti potreste perdere la forma in cottura). Ricavare un lungo rettangolo di circa 8×30 cm. Mettere la farcia in una sac à poche e adagiarla a metà della sfoglia per tutta la lunghezza. Ripiegare la sfoglia su se stessa ottenendo un filoncino lungo 30 cm, fare aderire bene la sfoglia sulla farcia e sigillare con cura i lembi ritagliando con un coltello o una rotella tagliapasta gli eccessi di sfoglia. Piegare ora il cordoncino ottenuto avendo cura di lasciare la parte sigillata verso l’alto dando così una forma di alberello: lasciarlo riposare spolverizzato con farina o semola per un’oretta. Cuocere gli alberelli in abbondante acqua salata in ebollizione in una pentola bassa e larga in modo da poterli posizionare uno accanto all’altro e mantenere così la forma anche in cottura. Spadellare le Tagliette di Guanciale Citterio in una padella senza grassi aggiunti fino a farle diventare dorate e croccanti. Tenere da parte. Fare fondere il burro aromatizzandolo con la salvia e servire gli alberelli condendo con generoso burro fuso, le Tagliette di Guanciale Citterio e una spolverata di pepe nero e parmigiano reggiano. Servire subito ben caldo.

Daikin incentiva il riscaldamento ad aria: fino a 400€ di rimborso sulle bollette invernali

Per sostenere l’uso dei condizionatori anche in inverno, Daikin propone un’iniziativa che permetterà di avere un rimborso delle bollette in base ai consumi effettuati

In Italia, sono 4,2 milioni le pompe di calore elettriche che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento in edifici, abitazioni, uffici e attività commerciali. Secondo i dati dell’European Heat Pump Market Report 2025, rappresentano il 19% del totale dei dispositivi installati (oltre 23 milioni in totale), confermando l’Italia come secondo mercato europeo dopo la Francia.

Un dato positivo per la transizione energetica, ma ancora molti italiani non sanno di possedere già una pompa di calore o non la considerano una reale alternativa alla caldaia. Meno del 20% di chi possiede un climatizzatore infatti lo utilizza anche per il riscaldamento.

Le indagini di Adiconsum e Altroconsumo mostrano però un’alta soddisfazione tra gli utenti: il 79% si dichiara soddisfatto e quasi l’88% sceglierebbe ancora una pompa di calore per i bassi consumi. Tra i non possessori, il 40% prevede di installarne una entro tre anni, spinto da motivazioni come efficienza energetica (75%), funzionalità doppia caldo/freddo (45%), minore impatto ambientale (42%) e incentivi (41%).

Per promuovere un uso più consapevole del riscaldamento ad aria, Daikin ha lanciato una campagna che incentiva l’impiego dei climatizzatori con tecnologia in pompa di calore. Chi acquista un climatizzatore entro il 31 dicembre 2025 può ottenere fino a 400 € di rimborso in base ai consumi effettuati in riscaldamento fino al 31 marzo 2026.

Il cashback si ottiene collegando il climatizzatore all’app Onecta (l’App che permette di gestire il climatizzatore Daikin a distanza e tenere sotto controllo i consumi), registrandolo poi sul portale Stand By Me e richiedendo il rimborso, che verrà calcolato sui consumi effettivi quantificati in 0.30€ per ogni kwh speso in modalità riscaldamento con il nuovo climatizzatore.

 Le pompe di calore Daikin assicurano un riscaldamento efficiente e confortevole, riducendo fino al 50% i consumi rispetto a una caldaia a gas. Con Onecta è possibile controllare temperatura e accensione da remoto, ottimizzando l’energia e programmandone l’accensione, ad esempio, prima di rincasare dal lavoro. Grazie alla tecnologia dei climatizzatori Daikin – inoltre – l’aria calda viene distribuita in modo uniforme e silenzioso in ogni angolo della stanza, mantenendo un comfort ottimale ed evitando i getti d’aria diretti.

“Molti utenti non sanno che nei loro impianti è già presente una pompa di calore – spiega Andrea Grassi, Marketing Director di Daikin Italia. A volte semplicemente se ne dimenticano, o hanno provato a riscaldarsi utilizzandola nel modo sbagliato, con impostazioni non ottimali o senza conoscere le funzionalità più efficienti del sistema. È un segnale chiaro di quanto sia ancora necessario fare informazione: i climatizzatori moderni sono veri e propri sistemi a pompa di calore, in grado di garantire comfort e risparmio anche in inverno. Con questa iniziativa vogliamo superare i preconcetti legati all’alto consumo dei climatizzatori, spesso percepiti come poco adatti al riscaldamento, e promuovere una maggiore consapevolezza sull’efficienza, la praticità e la convenienza del riscaldamento ad aria. Le nostre pompe di calore, gestibili facilmente tramite l’app Daikin Onecta, consentono di monitorare i consumi in tempo reale, regolare la temperatura con precisione e ottimizzare l’uso dell’energia, garantendo comfort costante e un impatto ambientale ridotto. Solo attraverso una corretta informazione e un utilizzo consapevole potremo favorire una vera transizione verso tecnologie più sostenibili, capaci di ridurre i costi in bolletta e contribuire in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.”

Di seguito il link con tutti i dettagli dell’iniziativa:

https://www.daikin.it/it_it/privati/campagne/cashback-inverno2025.html

 

Il 36% dei PC venduti in Italia è AI Ready: Acer spiega perché è solo l’inizio.

Acer all’evento “Intelligenza artificiale – Economia reale” che si è svolto a Roma nella Sala Isma presso il Senato della Repubblica

 Nel contesto dell’evoluzione tecnologica e del ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi e formativi, Acer ribadisce la centralità della propria missione “Breaking barriers between people and technology”, che guida lo sviluppo di iniziative rivolte alle Piccole e Medie Imprese e al settore educativo.

L’evento “Intelligenza artificiale – Economia reale”, tenutosi il 12 novembre nella Sala Isma presso il Senato della Repubblica, è stato l’occasione ideale per approfondire questi temi su iniziativa del Senatore Massimo Garavaglia.

Nel corso dell’iniziativa è intervenuta Cristina Pez, Commercial Director B2B and Education di Acer EMEA, che ha portato il punto di vista dell’azienda sul contributo dell’AI nei confronti dell’economia reale. In apertura, Pez ha affermato che “La trasformazione digitale è in atto: secondo il monitoraggio sull’Information Technology di CONTEXT, in Europa il 44% dei pc venduti oggi è strutturato con un “chip set” AI Ready di nuova generazione progettato per interagire con l’Intelligenza digitale, mentre in Italia il rapporto è superiore ad un pc su tre rispetto al 25% dell’anno scorso. Ma l’innovazione non può essere efficace senza prossimità: la tecnologia diventa davvero utile quando nasce dal contatto con chi ogni giorno vive i processi produttivi e formativi”.

Infatti, l’ecosistema dei partner garantisce ad Acer una conoscenza diretta delle esigenze del territorio e rappresenta un elemento chiave per trasformare l’intelligenza artificiale da concetto astratto a strumento concreto, capace di aumentare produttività, sicurezza e collaborazione.

Fondamentale per Acer è anche la collaborazione con i partner nella realizzazione di progetti pilota, considerati strumenti decisivi per rendere l’AI un vero acceleratore dell’innovazione. “La formazione continua e le sperimentazioni sul campo sono ciò che permette all’intelligenza artificiale di diventare un strumento determinante in ogni ambito aziendale”, ha dichiarato Pez. Tra gli esempi significativi figura Cieffe Milano, azienda artigianale specializzata nella confezione di abiti prêt-à-porter di alta gamma che ha integrato questi strumenti senza snaturare la propria identità.

Parallelamente, l’applicazione dell’AI nel mondo educativo risponde alle trasformazioni richieste dal mercato del lavoro. Come osservato da PezSecondo il World Economic Forum, il 60 % dei bambini, che oggi frequentano le scuole primarie, in futuro faranno lavori che oggi nemmeno esistono e proprio per questo la scuola deve essere in grado di fornire un’alfabetizzazione digitale adeguata. L’intelligenza artificiale offre nuove opportunità di apprendimento, rendendo i percorsi più personalizzati e inclusivi, ma deve essere sempre accompagnata da sicurezza, ascolto e formazione perché, come evidenzia anche il report del World Economic Forum, solo uno sviluppo coerente delle “21st century skills” come analisi dei dati, pensiero critico e collaborazione digitale consentirà agli studenti di rispondere ai bisogni dell’era digitale”.

In questo contesto, l’ascolto delle esigenze delle scuole riveste un ruolo essenziale: molti prodotti Acer nascono da confronti diretti con docenti e istituzioni, come i dispositivi convertibili progettati per più modalità d’uso al servizio della didattica.

La tecnologia diventa così uno strumento per migliorare la produttività degli insegnanti e monitorare i progressi degli studenti. “Gli strumenti tecnologici non sostituiscono il docente; lo liberano, gli restituiscono tempo e gli permettono di avere una visione più precisa dei progressi degli alunni”, ha precisato Pez.

L’intervento si è concluso richiamando i tre pilastri che guidano Acer nello sviluppo di tecnologie per imprese e scuole, ovvero prossimità, ascolto e formazione che rendono sostenibile e realmente utile ogni percorso di innovazione, tanto nelle imprese quanto nella scuola.

CNA Milano e le imprese artigiane, motori del lavoro che cambia

In un contesto economico e sociale in costante cambiamento, CNA Milano rinnova il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese del territorio, promuovendo un momento di confronto e ispirazione dedicato alla trasformazione del lavoro e dell’impresaMartedì 18 novembrealle 18:30, presso l’Ambrosianeum – Via delle Ore, 3, 20122 Milano (MI), si terrà l’incontro “Artigiani di futuro a Milano. Come cambia il lavoro, come si trasforma l’impresa”, promosso da CNA Milano.

L’appuntamento nasce dalla consapevolezza che il mercato del lavoro sta vivendo una fase di forte evoluzione: da un lato, in Italia gli occupati hanno raggiunto 24,3 milioni, con un aumento del 10,9% in dieci anni, grazie alla crescita di settori come turismo, edilizia, logistica e ICT, sostenuti dal PNRR e dai vari incentivi. Dall’altro, permangono bassa produttività, alta inattività e nuove criticità come il lavoro povero e il mismatch tra domanda e offerta. In più le imprese faticano a trovare competenze adeguate alle nuove sfide tecnologiche e produttive; mentre i lavoratori cercano contesti più umani, flessibili e sostenibili.

Dopo la pandemia, la cosiddetta “shortage economy” ha colpito non solo beni e materie prime ma anche la forza lavoro, aggravando squilibri già esistenti. Le cause principali sono declino demograficoinvecchiamento dei lavoratoricarenza di competenze e costo elevato degli alloggi nei territori più dinamici. Inoltre ogni anno si registrano 500.000 nuovi pensionati contro appena 370.000 nascite, con effetti diretti su sanità e previdenza. Le imprese artigiane risentono in pieno di questo disallineamento, aggravato dal calo d’interesse dei giovani e dalle difficoltà di ricambio generazionale. L’incontro “Artigiani di futuro a MIlano” vuole offrire una visione condivisa su come costruire fiduciacompetenze e opportunità in questa nuova stagione del lavoro, valorizzando il ruolo dell’artigianato come motore di innovazione e coesione sociale.

“Il futuro dell’impresa non si costruisce da soli, ma attraverso una rete di relazioni, formazione e fiducia reciproca – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano –. Le nostre imprese artigiane stanno dimostrando ogni giorno che innovazione e valorizzazione delle persone devono convivere, e che il cambiamento si affronta con coraggio, visione e collaborazione. Oggi serve un’azione condivisa che parta da alcuni obiettivi chiari: rafforzare la formazione continua (tecnica e non solo), costruendo mappe territoriali dei fabbisogni professionali; facilitare l’accesso alla casa per studenti e lavoratori fuori sede attraverso il social housing; e promuovere politiche di integrazione efficaci per i lavoratori stranieri, superando stereotipi e rigidità burocratiche. Allo stesso tempo – prosegue – è fondamentale rivalutare il lavoro artigiano e manifatturiero, che non è un residuo del passato ma una scuola di autoimprenditorialità e talento, dove si uniscono creatività, competenze e responsabilità. Per questo CNA Milano vuole essere un valido supporto per chi guarda avanti e investe nelle competenze, nella qualità del lavoro e nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile per tutti”.

Durante l’incontro si alterneranno testimonianze, riflessioni e dialoghi tra espertiimprese e mondo accademico per analizzare dati, capire tendenze ed esplorare soluzioni per il lavoro che cambia. CNA Milano conferma così la propria vocazione a essere non solo rappresentanza di categoria, ma anche laboratorio di idee e buone pratiche per l’economia del futuro.

L’evento è gratuito e aperto a tutti, previa iscrizione obbligatoria al seguente link:
Iscriviti su Eventbrite

Di seguito il programma:

Modera Fabio Pizzul, Presidente della Fondazione Culturale Ambrosianeum

  • Saluti istituzionali, Matteo Reale, Presidente CNA Milano
  • “Impresa e lavoro: le cause e i rischi di un disallineamento”, Marco Baldi, Responsabile CNA Area Studi e Ricerche

Confronto tra imprese:

  • Massimo Folador, Docente di Business Ethics – Università LIUC e AD di Askesis
  • Società Benefit
  • Nicoletta Fasani, Nicoletta Fasani
  • Luigi Torriani, Datasys Network S.r.l
  • Luna Rotella, Misalu

Conclusioni, Rosangela Lodigiani, docente di Sociologia del Lavoro – Università

Cattolica del Sacro Cuore

Erotismo e gusto: il potere afrodisiaco del cibo secondo Wyylde

La community per adulti, invita tutti a riscoprire il potere erotico della tavola:  frutti di mare cioccolato e frutta secca, ogni boccone può trasformarsi in un gioco di seduzione, complicità e piacere condiviso

 Mantenere viva la dimensione erotica nelle relazioni richiede più della sola chimica: anche la tavola può giocare un ruolo significativo. Wyylde, il social network dedicato all’esplorazione della propria libertà sessuale, indica i cinque alimenti che, grazie alle loro proprietà nutrizionali, favoriscono e stimolano i processi fisici ed emotivi alla base dell’erotismo. Anche la scienza si espone sul tema, grazie ad alcune ricerche che confermano come alcuni cibi possano avere un impatto positivo sul desiderio sessuale. L’obiettivo: offrire a tutti gli strumenti concreti per integrare, nella routine quotidiana, gesti alimentari che alimentino desiderio, energia e connessione.

La scienza del desiderio: studi e ricerche sul cibo che accende la passione

Secondo l’indagine “Can food influence female sexual functions? Views of a sample of married Egyptian women” condotta su donne adulte e pubblicata su Human Andrology (EKB Journals, 2021), ha rilevato che il 66,3 % del campione riteneva che alcuni tipi di alimenti potessero influenzare la funzione sessuale; i tre alimenti più citati sono stati: frutti di mare (59,2 %), cioccolato (40,4 %) e frutta secca (28,2 %).

Frutta secca e semi (es. noci, mandorle, semi di zucca)

I consigli di Wyylde:

uno spuntino condiviso serale con una manciata di mandorle o noci, magari accanto a un bicchiere d’acqua o una tisana rilassante.

Ostriche e frutti di mare ricchi di zinco

I consigli di Wyylde:

prevedere un momento speciale “a due” con ostriche o frutti di mare come starter, in un’atmosfera curata: luci basse, buona musica, conversazione leggera.

In base alla meta-analisi pubblicata nel 2025 su Nutrients da un gruppo di ricercatori cinesi guidati da Dong Xing ha esaminato oltre 30 studi internazionali sulle abitudini alimentari e la funzione sessuale. Il risultato è chiaro: chi segue una dieta equilibrata e ricca di vegetali, pesce, frutta secca e olio d’oliva, come quella mediterranea, mostra un rischio inferiore del 30% di disfunzione sessuale e, in molti casi, un incremento del desiderio e della soddisfazione. Gli autori spiegano che i benefici derivano da un miglior funzionamento vascolare, minori infiammazioni e maggiore benessere psicologico.

Pesce grasso (es. salmone, tonno, sardine)

I consigli di Wyylde:

prevedere un pasto “in coppia” a base di pesce grasso almeno una volta alla settimana, preparando insieme un contorno leggero e curato.

Avocado

I consigli di Wyylde:

preparare insieme un’insalata con avocado, rucola, un filo d’olio extravergine d’oliva e una spruzzata di limone — un momento gastronomico che può diventare anche un rito per due.

Infine, diverse ricerche condotte negli Stati Uniti e in Europa hanno approfondito il ruolo della L-citrullina, un amminoacido presente nell’anguria, che aiuta a dilatare i vasi sanguigni e migliorare il flusso verso gli organi sessuali. Analisi recenti (2022–2023) mostrano che il consumo regolare di anguria o integratori di citrullina può favorire la vasodilatazione, con potenziali effetti positivi su eccitazione e desiderio, soprattutto negli uomini.

Anguria (Watermelon)

I consigli di Wyylde:

Consumare una porzione di anguria fresca, magari al termine di una cena leggera, e sfruttare il momento come preludio di intimità: condividere l’alimento, l’ambiente rilassato, le chiacchiere intime.

 Cibo e intimità: ogni morso un gesto di erotismo

Secondo Wyylde, condividere il cibo in modo fantasioso, può aiutare e stimolare l’eccitazione. Giocare con il cibo può diventare un vero strumento di seduzione: la chiave è coinvolgere più sensi possibili. Giocare con consistenze e temperature: morbido cioccolato fuso, panna o mousse, frutti freschi come fragole e cubetti di anguria, oppure spezie calde come cannella e zenzero stimolano tatto, gusto e olfatto, aumentando l’eccitazione. Mangiare piccoli bocconi l’uno dall’altro crea intimità e vicinanza, mentre spalmare delicatamente ingredienti commestibili sul corpo, come cioccolato o miele, può creare un’esperienza erotica giocosa. Diversi alimenti contengono nutrienti che supportano energia, circolazione e libido, ma il vero effetto erotico nasce dal gioco e dall’attenzione reciproca: cene al buio, degustazioni a occhi chiusi o semplici rituali come offrire un frutto e assaggiarlo insieme trasformano ogni boccone in un piccolo gesto di piacere condiviso, rendendo il cibo un alleato naturale nella complicità di relazione.

A Seoul e Milano due mostre in contemporanea del progetto “Designer’s Table”: protagonisti sei giovani designer coreani e sei italiani

Il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea (MCST) ha organizzato una cerimonia di lancio in diretta streaming per “Designer’s Table”, un programma di collaborazione tra giovani designer ospitato dalla Korean Foundation for International Cultural Exchange (KOFICE, presidente Kim Chul-min), per celebrare l’Anno dello Scambio Culturale Corea-Italia 2024-2025.

Gli allestimenti della mostra di Seoul sono curati da Yeo Miyoung, CEO di Studio D3, insieme all’organizzatore principale del progetto Design House Co. Ltd. (fondata nel 1976, Design House è una pioniera del giornalismo di design in Corea), mentre gli allestimenti e l’organizzazione del progetto di Milano sono stati entrambi curati dall’Architetto e consulente Jihye Choi (direttrice di Magma Project).

L’obiettivo di “Designer’s Table” è promuovere uno scambio culturale tra 12 giovani designer selezionati da Corea e Italia, chiamati a esplorare ed esprimersi sulle culture gastronomiche dei due Paesi attraverso il linguaggio del design, con attività di mentoring e workshop della durata di circa cinque mesi.

La cerimonia di lancio si terrà in diretta streaming presso il Dongdaemun Design Plaza (DDP) di Seoul, alla presenza dei 12 designer partecipanti e di quattro mentor, in rappresentanza dei due Paesi e del settore del design.

I mentor italiani del progetto sono l’architetto Ico Migliore, fondatore dello studio di progettazione internazionale Migliore+Servetto e professore al Politecnico di Milano, e Mario Trimarchi, architetto e product designer di fama internazionale, entrambi con sede a Milano. I mentor coreani sono Yeo Miyoung, CEO di Studio D3 e profondo conoscitore del design e della cultura italiana, e Park Sungjae, CEO della filiale coreana del marchio italiano di illuminazione Flos.

Particolare menzione per Ico Migliore, architetto tre volte Compasso d’Oro e vincitore di 13 Red Dot Design Award, nominato due volte ambasciatore del design italiano in Corea in occasione dell’Italian Design Day (2020 e 2023). Si muove tra architettura, grafica e design con una particolare attenzione al valore dell’identità dei luoghi e nel 2020 ha firmato il progetto di Migliore+Servetto per il design urbano del Blue Line Park di Busan (Corea del Sud). Mario Trimarchi, designer e architetto, crede nel progetto come strumento per diffondere la poesia nel mondo delle cose. Nel 2016 ha vinto il Compasso d’Oro con la caffettiera Ossidiana per Alessi. Progetta prodotti, allestimenti e collezioni di artwork. Disegna giorno e notte.

Il 3 maggio 2024, il Ministro della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea Yoo In-chon e il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale per l’Italia Maria Tripodi hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa per l’Anno dello Scambio Culturale Reciproco Corea-Italia 2024-2025, segnando l’inizio ufficiale delle attività di cooperazione.

A tal proposito, “Designer’s Table” è uno degli eventi che si inseriscono all’interno delle iniziative dell’Anno dello Scambio Culturale Reciproco, dopo cinque mesi di collaborazione e tutoraggio.

I designer italiani vincitori

  1. Guglielmo Brambilla (Bergamo&Seoul) _Designer di oggetti attivo tra Bergamo e Seoul. Affascinato dalla cultura materiale, dal potere narrativo degli oggetti e dai rituali a essi legati, crede nell’importanza delle tradizioni così come nella necessità di ricontestualizzarle attraverso l’introduzione di nuovi artefatti e abitudini.
  2. Marlisa Marasco (CGimigliano&Pavia) _È una designer e architetta calabrese. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra memoria, materia e narrazione: attraverso oggetti e spazi, reinterpreta il suo patrimonio culturale in chiave contemporanea, trasformando la tradizione in un linguaggio intimo e poetico. 
  3. Mara Bragagnolo (Genova) _È un Interior Designer dedicata alla creazione di spazi e progetti con un focus sul design inclusivo e accessibile. Originaria di Genova, ha completato la sua formazione laureandosi in Interior Design presso la Glasgow School of Art. Successivamente, si è anche specializzata in Olfactive Spatial Design e Architettura Inclusiva.
  4. Giulia Vecchiato, SURI studio (Venezia) _SURI Studio è un progetto indipendente legato al gioiello contemporaneo e alla scultura. Venezia è la sua città, la presenza costante dell’acqua è un fattore determinante che scandisce il ritmo della vita. È un’acqua lenta, costante, in leggero movimento, che gioca con la luce in un modo indescrivibile. Condiziona tutto.
  5. Gianluca Sestini (Firenze)_ Designer toscano, attivo sul territorio fiorentino. La mia ricerca si concentra sullo spazio urbano e sugli oggetti che lo abitano, indagandone il valore d’uso e la dimensione relazionale. Al centro del mio lavoro c’è la relazione tra persona e oggetto, intesa non solo in termini di consumo, ma di fruizione attiva e consapevole.
  6. Giulia De Franco (Milano) _Product Designer milanese con una profonda passione per l’innovazione e la sostenibilità. Crea soluzioni che uniscono estetica e funzionalità, con un particolare interesse per la Biomimetica e lo sviluppo di Bio-Materiali. Esplora nuove idee ed affronta sfide creative, aspirando ad un miglioramento continuo attraverso lo studio e la ricerca.

I vincitori di Seoul

  1. Euna Lee (Seoul &Sydney) _Designer e narratrice che vive tra Seul e Sydney. Con un background in architettura del paesaggio e illustrazione, esplora il modo in cui narrazioni visive e oggetti plasmano gli ambienti quotidiani. La sua attività spazia dalla creazione di libri illustrati all’insegnamento della programmazione, dalla creazione di prodotti alla vendita di strumenti software creativi.
  2. Heeueon Rha _Heeyeon Rha è una designer con sede a Seul che crea esperienze giocose che incoraggiano il pubblico a vedere concetti familiari da nuove prospettive. Appassionata di esplorazione della materialità, esplora costantemente nuovi media, spaziando da mobili e oggetti all’intelligenza artificiale, al web e alle esposizioni.
  3. Jisu Jeong _Progetta oggetti che si possono toccare con mano, infondendo in essi esperienza, materialità e memoria sensoriale. Convinta che gli oggetti possiedano una silenziosa vitalità, esplora il sottile movimento strutturale nelle sue opere. Attraverso il design, immagina delicate connessioni tra persone e oggetti: un futuro intimo di presenza condivisa.
  4. Junghyun Kim _ Perseguo un design d’impatto, come una storia che chiunque possa sentire e comprendere. Ogni prodotto è realizzato per suscitare curiosità, coinvolgere e lasciare un’impressione duratura. Progetto non solo per l’uso, ma per l’emozione, il ricordo e il significato.
  5. Jungyeon Shin _ Radicata nella progettazione spaziale, la sua pratica esplora una creazione senza confini tra discipline diverse. Affronta temi iperspecifici come tradizione, materialità, località e cultura del consumo, riformulandoli attraverso approcci sperimentali.
  6. Subin Seol (Seoul & London) _Crede che il design non sia solo una questione di estetica e funzionalità, ma anche un potente mezzo narrativo. La filosofia progettuale di Seol si concentra sulla trasmissione di esperienze e messaggi più profondi attraverso la fusione di artigianalità e narrazione.

Un vernissage tra Seoul e Milano

I vincitori saranno tra i protagonisti di due mostre che si svolgeranno a novembre e dicembre 2025, rispettivamente in Corea (Seoul): Dal 12 novembre al 31 dicembre al Seoul Design Festival, Seochon Lounge e in Italia (Milano): Dal 20 al 30 novembre presso l’iconico concept store 10 Corso Como.

Un funzionario del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea ha dichiarato: “Questo progetto non sarà una semplice mostra, ma si affermerà come un nuovo modello per la diplomazia culturale basata sul design e la diffusione dell’onda coreana”, aggiungendo: “Ci aspettiamo che sia un luogo che dimostri il potenziale e la sostenibilità della collaborazione creativa negli scambi culturali tra i Paesi”.