Comelit espande il proprio footprint europeo con l’acquisizione di Ritto

Bergamo, 30 gennaio – Comelit Group annuncia la sottoscrizione di un accordo per l’acquisizione del 100% di Ritto attraverso un’operazione di M&A, storico marchio tedesco specializzato in sistemi di videocitofonia per l’edilizia residenziale, terziaria e commerciale.

L’accordo per l’acquisizione del marchio Ritto da Schneider Electric è stato appena firmato, mentre il closing dell’operazione è previsto entro luglio 2026 e rimane soggetto alle consuete condizioni di chiusura. L’acquisizione è stata realizzata interamente in autofinanziamento, a conferma della solidità finanziaria di Comelit Group e della sostenibilità del suo percorso di crescita.

Un’operazione strategica dell’azienda bergamasca che punta ad un duplice obiettivo: il rafforzamento del core business del Gruppo Comelit nella videocitofonia e un incremento significativo della quota del mercato tedesco, dove il Gruppo è presente da anni con una propria Business Unit.

Fondato in Germania nel 1976, il brand Ritto si distingue per una forte identità di marca riconosciuta ed apprezzata dai professionisti del canale elettrico tedesco. Con un fatturato di oltre 13 milioni di euro è oggi uno dei principali player nel mercato tedesco della videocitofonia e il secondo marchio più riconosciuto. La qualità e l’affidabilità che da sempre contraddistinguono le soluzioni Ritto hanno consentito nel corso della propria storia di diffondersi su tutto il territorio nazionale tedesco.

Ritto conta oltre 5 milioni di installazioni in unità abitative e un patrimonio consolidato di competenze, relazioni e know-how tecnologico e Comelit intende preservare e valorizzare queste peculiarità investendo nel rinnovamento della gamma prodotti e nell’eccellenza del servizio e facendo leva su oltre 70 anni di esperienza del Gruppo nei settori della videocitofonia e della sicurezza.

«Questa acquisizione rappresenta per Comelit un passaggio strategico di grande rilievo», commenta Edoardo Barzasi, CEO di Comelit Group. «Rafforza la nostra presenza in Germania nel segmento della videocitofonia, che è il nostro core business, e si inserisce in una strategia di crescita per linee esterne coerente con la visione industriale e di lungo periodo del Gruppo. È stato un percorso lungo e sfidante, che ci consente oggi di guardare con fiducia anche a future opportunità di sviluppo».

A seguito del perfezionamento dell’operazione, Comelit assumerà la proprietà del business Ritto, accompagnandone lo sviluppo futuro e mantenendo sia la produzione sia il marchio, nel segno della continuità.

Siamo lieti di accogliere questo importante brand nel nostro portfolio, convinti che creerà forti sinergie e opportunità di crescita per la nostra attività in Germania, un mercato che è sempre stato tra le priorità di Comelit”, conclude Francesco Franchini, Deputy General Manager Sales & Marketing di Comelit Group.

“Vissi d’arte”: un nuovo modo di raccontare la lirica Un podcast per scoprire tutto quello che c’è da sapere prima di andare a teatro

Il podcasting si conferma uno dei linguaggi più efficaci per raggiungere le nuove generazioni. In Italia quasi un cittadino su tre ascolta podcast regolarmente e il 39% ne ha fruito nell’ultimo mese, pari a circa 12 milioni di persone. Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza, attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica, offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come distante.

 

In questo scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione musicale del nostro Paese.

 

Negli ultimi anni, in Italia, si registra un rinnovato interesse dei giovani verso la musica classica e l’opera lirica. I dati parlano chiaro: nel sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) gli iscritti sono cresciuti del 69% in dieci anni, superando quota 80.000 studenti, di cui oltre 24.000 nei Conservatori. Alcuni territori raccontano una crescita ancora più significativa: a Parma le domande di ammissione al Conservatorio sono aumentate del 32% in soli due anni, mentre a Cosenza e Fermo le iscrizioni sono addirittura raddoppiate. Anche i teatri lirici intercettano questo cambiamento: all’Arena di Verona, nel solo 2024, la presenza di spettatori under 30 è cresciuta del 3%.

Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza, attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica, offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come distante.

In questo scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione musicale del nostro Paese.

Ogni episodio è un viaggio unico, che unisce racconto e ascolto, attraversando momenti di gioia, difficoltà e ispirazione. Dai palcoscenici più celebri alle pieghe intime della vita degli artisti, per portare l’ascoltatore dentro il cuore pulsante della creatività operistica.

 

Le sette puntate, di cui si compone Vissi d’arte, sono state scritte da un gruppo di giovani musicologi che collaborano da anni con la Fondazione Levi: Giovanni Meriani, Alessandro Avallone, Daniele Palma, Alexandre Piret, Antonella Manca, Paola Budano e Chiara Girlando. Ancora una volta, la Fondazione conferma il proprio impegno nel sostenere e valorizzare le nuove generazioni della musicologia italiana.

 

La voce narrante è affidata a Alessandro Avallone, mentre la cura del progetto è di Paola Cossu, che da tempo coordina attività di ricerca e valorizzazione presso la Fondazione. La produzione è firmata da Studio Pase, garanzia di qualità e attenzione al suono, con al pianoforte Silvio Bortolozzo.

 

Il tema musicale che accompagna la voce del narratore, è un brano tratto dal Quartetto Cetra, ambientato idealmente in un vecchio palco della Scala: una musica ironica e raffinata che parla di opera dal punto di vista di chi la vive quotidianamente, tra palcoscenico e retroscena.

 

Il podcast ha debuttato su Spotify lunedì 19 gennaio 2026, e nei 6 lunedì successivi sarà completato l’interi ciclo dei 7 episodio. Attraverso carte d’archivio, voci di esperti e testimonianze di chi ancora oggi “vive d’opera”, Vissi d’arte costruisce una galleria di ritratti vivaci e talvolta irriverenti. Ogni episodio è dedicato a uno dei protagonisti fondamentali del mondo operistico — compositore, librettista, cantante, impresario, editore, pubblico e maestranze — svelandone fragilità, passioni e ingegno.

 

A dare vita ai documenti storici, quattro cantautori italiani hanno prestato la propria voce alle letture: Pierpaolo Capovilla, Andrea Laszlo De Simone, Marco Scaramuzza e Alessandro Ragazzo.

Ogni episodio vede inoltre la partecipazione di uno specialista: Lorenzo Ferrero, Vincenzina Ottomano (Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Ledda (Archivio Ricordi), Eugenio Refini (New York University), Attilio Cantore (MusicPaper).

 

L’ultima puntata offre uno sguardo prezioso e autentico su chi, lontano dai riflettori, costruisce quotidianamente la magia del teatro. Protagoniste le voci di alcune tra le più importanti maestranze dell’opera: Margherita Palli (scenografa), Claudio Coloretti (light designer), Gabriele Mayer (costumista), Ursula Patzak (costumista).

 

L’identità grafica nasce da un percorso di Formazione Scuola-Lavoro realizzato con il Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, un progetto che ha valorizzato la creatività e le competenze degli studenti coinvolti e che ha visto il lavoro di Filippo Paneghel distinguersi e ottenere il riconoscimento finale.

 

 

Gli episodi

 

Il viaggio di Vissi d’arte prende avvio da Giuseppe Verdi e dal tema dell’autorialità. Nel primo episodio, Compositore ritardatario, una celebre lettera del 1871 diventa lo spunto per interrogarsi sul ruolo del compositore: genio solitario o parte di un laboratorio collettivo? Attraverso la genesi di Luisa Miller emerge la natura corale del melodramma, frutto del lavoro condiviso di librettisti, editori e impresari accanto al compositore.

 

Nel secondo episodio, Un librettista sboccato, l’attenzione si sposta proprio sui librettisti, veri artigiani della parola spesso dimenticati. Figure come Rinuccini, Metastasio, Cammarano e Piave hanno scritto versi capaci di guidare la musica, costruire personaggi memorabili e resistere alla censura, pur restando nell’ombra dei grandi compositori.

 

Un cantante capriccioso porta al centro i cantanti e le loro voci, trasformate in oggetti di culto. Dalle leggende su Francesco Tamagno alle mitologie che circondano Maria Callas, emerge la potenza quasi sacra del canto lirico, capace di commuovere e di generare un vero e proprio feticismo sonoro, dove vita privata e scena si confondono nello sguardo del pubblico.

L’attenzione passa poi a Un impresario audace, figura fondamentale ma spesso invisibile. Abili uomini d’affari come Domenico Barbaja o Bartolomeo Merelli seppero coniugare intuito artistico e rischio economico, costruendo stagioni memorabili ma sempre in bilico tra gloria e bancarotta. Senza di loro, l’opera semplicemente non sarebbe stata possibile.

 

Un editore accorto è una puntata dedicata a Casa Ricordi, con un focus sull’editoria musicale. Dalla fondazione nel 1808 alle intuizioni di Giulio Ricordi, la casa editrice si afferma non solo come protettrice dei compositori e delle loro opere, ma anche come promotrice di nuovi talenti e custode di un patrimonio straordinario. L’Archivio Storico Ricordi conserva ancora oggi due secoli di memoria musicale.

 

Con Un pubblico fetente, il viaggio si conclude in platea, raccontando gli spettatori dell’opera tra Sette e Ottocento: rumorosi, faziosi e passionali, capaci di trasformare ogni spettacolo in un’arena sociale e politica. Un pubblico che decretava successi o fallimenti tra applausi, fischi e persino risse e che, oggi più composto, continua comunque a dimostrare come l’opera resti un’arte viva, capace di accendere dibattiti e passioni.

 

Dietro le quinte è una puntata a sé che raccoglie le testimonianze di chi opera dietro le quinte dei teatri, e che, ogni giorno, contribuisce a creare la magia dell’opera e a coinvolgere il pubblico, dal loggione alla platea.

 

Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali

 

Il 6 febbraio a Milano, RSE organizza un convegno per analizzare la decarbonizzazione dal punto di vista dell’utente finale, unendo ricerca internazionale e politiche locali

È partito ufficialmente il conto alla rovescia per il convegno “Le strategie energetiche di decarbonizzazione e la sostenibilità per gli utenti finali”, l’evento organizzato da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) che si terrà il prossimo 6 febbraio a Milano, presso l’Aula Morandi del centro congressi FAST.

L’incontro nasce dalla necessità di tradurre le grandi sfide macroeconomiche in soluzioni concrete per la quotidianità. Al centro del dibattito ci saranno le evidenze del report Earth4All del Club di Roma, analizzate attraverso la lente del contesto europeo e nazionale per comprendere come la transizione energetica impatti direttamente sul consumatore finale.

Il cuore della discussione riguarderà il superamento del semplice calcolo delle emissioni basato sulla produzione. La nuova strategia di decarbonizzazione proposta punta su una prospettiva basata sulla domanda finale, riconoscendo il ruolo attivo di cittadini e imprese. L’obiettivo è garantire che il cambiamento sia socialmente ed economicamente sostenibile, rispondendo alle crescenti preoccupazioni sugli effetti economici delle nuove politiche green.

Un ponte tra ricerca internazionale e policy locali

Il convegno fungerà da raccordo tra le raccomandazioni globali e l’elaborazione di politiche locali condivise. Esperti del Club di Roma, ricercatori RSE, accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities si confronteranno su temi critici quali:

  • Il costo sociale della decarbonizzazione;
  • L’impatto economico sui consumatori;
  • I fabbisogni di ricerca per mettere territori e imprese al centro del cambiamento.

Verso una transizione equa

Un confronto aperto tra esperti, politici e stakeholder sulle strategie europee e sui fabbisogni di ricerca necessari per mettere cittadini, imprese e territori al centro del cambiamento, affrontando nodi critici come il costo sociale della decarbonizzazione e l’impatto economico sui consumatori finali. Attraverso il dialogo tra esperti del Club di Roma, ricercatori di RSE, rappresentanti accademici e decisori politici di Regione Lombardia e del network C40 Cities, la conferenza mira a definire politiche pubbliche capaci di coniugare la tutela del clima con la sostenibilità economica. L’obiettivo è costruire un ponte operativo tra la ricerca d’avanguardia e le necessità quotidiane dei territori, garantendo che la transizione energetica diventi un’opportunità di benessere condiviso e fornisca un’importante occasione di approfondimento e dibattito per contribuire alla definizione di politiche energetiche coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e giustizia sociale.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link

Il programma completo è consultabile qui

Link: https://www.rinnovabili.it/energia/le-strategie-energetiche-di-decarbonizzazione-e-la-sostenibilita-per-gli-utenti-finali/

Libertà sessuale: Francia e Italia a confronto

Non più confinato a club chiusi o a una dimensione segreta, la volontà di vivere “libertini” si inserisce sempre più nella quotidianità delle relazioni.  Un trend contemporaneo che si sviluppa a seconda della cultura all’affettività di ogni paese. In Francia a guidare il cambiamento sono le donne: lo dimostrano i dati su Wyylde, la community più autorevole dedicata alla libertà sessuale, dove nel 2025 le iscrizioni femminili sono aumentate del +227%, segnando un cambiamento profondo: sono sempre più le donne a prendere l’iniziativa, a proporre e a definire i confini dell’esperienza in ambito sessuale.

Anche in Italia il trend è positivo: la piattaforma, approdata in Italia più di recente, registra ad oggi 25mila iscritti, con una crescita complessiva di circa il 25%. Del totale iscritti il 40% sono coppie.

“Quello che Wyylde”, aggiunge Quaranta, “ci descrive altro non è che una crescente Sexual agency, ovvero la capacità di agire in ambito sessuale in base ai propri desideri senza la paura e il filtro della vergogna. Alla luce di ciò è interessante leggere i dati crescenti relativi alle iscrizioni di donne e di giovani coppie. Emerge il desiderio di viversi in maniera più libera la propria sessualità, di conoscersi e mettersi in gioco in ogni modo. La coppia in Italia funge ancora da “base sicura” entro la quale sperimentare e sentirsi più protetti (soprattutto per le donne), ma diventa occasione di gioco e di passione, non più relegata al bisogno di evasione o per riaccendere una passione spenta dalla noia e dall’abitudine. Ciò peraltro ci porta al superamento del concetto di scambismo (carico di stereotipi negativi) per approdare a quello di non monogamia etica, cioè condivisa seppur normata e regolata. In quest’ottica ovviamente, il rispetto tra partners è fondamentale e può paradossalmente fornire l’occasione per creare una maggior fiducia in sé stessi e complicità di coppia”.

Con 7 milioni di iscritti, 700.000 visite al giorno e 25 milioni di messaggi scambiati in Francia, Wyylde testimonia una pratica visibile, discussa e vissuta apertamente. Una realtà fatta di dialogo, esplorazione graduale e desiderio di vivere l’intimità in modo diverso, in due, attraverso nuovi modi di scoprirsi, o in più, senza imposizioni né modelli rigidi. Il concetto di libertà sessuale all’interno della community Wyylde coinvolge soprattutto le coppie: il 62% si iscrive insieme, e nel 30% dei casi è la donna a suggerire l’idea, dimostrando che l’apertura non nasce da una crisi, ma spesso da una volontà comune di creatività e rinnovamento. Questa evoluzione attraversa le generazioni. Se la fascia 36–55 anni resta la più rappresentata, quella tra i 26 e i 35 anni è la più in crescita, segno che il desiderio di esplorare nuove forme di intimità riguarda sempre più giovani adulti. Il libertinaggio si conferma così una pratica trasversale, lontana da etichette anagrafiche o sociali, accessibile a chiunque desideri dare più spazio al dialogo e al piacere condiviso.

Tra i motivi che possono spiegare questo fenomeno c’è, infatti, una scelta socio-culturale ben precisa: contrariamente al nostro paese, in Francia l’educazione sessuale, secondo la legge del 4 luglio 2001, è diventata obbligatoria in tutte le scuole pubbliche e private dalla materna alle superiori, mirando a trattare temi come il consenso, la diversità (LGBTQ+), e a decostruire gli stereotipi di genere, suscitando dibattito e critiche da parte di chi la ritiene troppo precoce o ideologica. Il programma è dettagliato per età, partendo dai nomi scientifici dei corpi e dal consenso a 4 anni, per arrivare a discussioni su genere e orientamento sessuale a 13 anni, e stereotipi di genere a 16 anni, con l’obiettivo di educare alla vita affettiva, relazionale e sessuale in modo completo.

Sebbene nel nostro paese non esistano ancora indagini statistiche nazionali specifiche sul libertinaggio, la letteratura scientifica contemporanea sulle relazioni consensuali non monogame che comprendono pratiche di libertà erotica condivisa come quelle raccontate da Wyylde sta crescendo.

Studi accademici pubblicati come quello su Italian Sociological Review (giugno 2024), analizzano come l’intimità, la passione e l’impegno si articolano in relazioni multiple consensuali, evidenziando tendenze di cambiamento nelle relazioni moderne.

“I dati condivisi da Wyylde, dichiara Giorgio Quaranta Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico, ci offrono lo spunto per una profonda riflessione sulla salute della sessualità nel nostro Paese. Mentre nel resto dell’Europa si va sempre più verso un’educazione aperta e sincera sul tema, noi rischiamo di ridurla ai tecnicismi e renderla più rigida. Tutto ciò comporta molteplici conseguenze, su diversi piani e lo vediamo molto bene nella differenza nei numeri tra Italia e Francia. Per fortuna, tuttavia, anche dalle nostre parti stiamo assistendo ad una piccola e silente rivoluzione. Sono sempre più diffusi sex parties, pagine di divulgazione a tema sui social, stiamo sdoganando il mondo dei toys e della vita sotto le lenzuola di cui si parla sempre più e come maggior libertà. Si può confessare di usare app di dating senza paura del giudizio altrui”.
Consenso, equilibrio e libertà: il libertinaggio di coppia secondo Wyylde

Il consenso resta il principio cardine, così come l’equilibrio all’interno della coppia o tra i partner coinvolti. Le testimonianze parlano di armonia, curiosità reciproca e rispetto dei limiti, elementi che rendono il libertinaggio un’esperienza scelta e condivisa, non subita. Il libertinaggio di coppia si manifesta in forme diverse, spesso lontane dagli stereotipi più diffusi. Per alcune coppie coincide con lo scambio consensuale con altri partner, vissuto all’interno di contesti strutturati come club privati o incontri organizzati, dove le regole condivise e il rispetto reciproco rappresentano elementi centrali dell’esperienza. In questi casi il coinvolgimento fisico non viene percepito come minaccia al legame affettivo, ma come un gioco erotico che rafforza la complicità e la comunicazione, separando la sfera del desiderio da quella dell’esclusività emotiva. Altre coppie scelgono invece forme di libertinaggio più “soft”, come il voyeurismo o l’esibizionismo, in cui l’eccitazione nasce dallo sguardo e dalla condivisione dell’intimità in presenza di terzi, senza necessariamente arrivare a un contatto fisico. In questi percorsi il confine assume un ruolo fondamentale: il libertinaggio diventa terreno di esplorazione graduale, in cui ogni passo è negoziato e rinegoziato.

Esistono poi coppie che inseriscono il libertinaggio all’interno di una relazione aperta più ampia, tra esperienze vissute insieme e incontri individuali. In questo caso non è da considerarsi un evento occasionale, ma una scelta identitaria che si colloca nel quadro della non-monogamia etica. Non mancano infine coppie che si avvicinano a queste pratiche in una fase di trasformazione del rapporto, dopo anni di relazione, come tentativo di riattivare il desiderio o ridefinire l’intimità. In questo contesto, il libertinaggio non appare più come provocazione o territorio marginale, bensì una delle espressioni contemporanee della libertà relazionale. Wyylde, osservatorio privilegiato di questo fenomeno in forte crescita, mostra come il piacere condiviso possa essere vissuto in modo consapevole, inclusivo e profondamente umano.

wyylde.com

PGS Group rafforza la sua presenza in Italia con Beretta Pallets

Il Gruppo PGS, leader europeo nella produzione di pallet in legno nuovi e ricondizionati, annuncia il suo ingresso in Italia attraverso l’acquisizione di Beretta Pallets, storica azienda familiare situata a Mapello, in provincia di Bergamo.

 

Questa operazione rappresenta una nuova tappa fondamentale nello sviluppo internazionale di PGS Group, che nel 2025 ha raggiunto i 400 milioni di euro di fatturato, e conferma la sua ambizione di rafforzare la presenza nei principali distretti industriali europei.

 

Un secolo di know-how industriale che diventa parte integrante del Gruppo PGS

Fondata nel 1920 a Bergamo da Luigi Beretta, Beretta Pallets si è affermata come un attore riconosciuto dell’industria italiana del legno. Negli anni ’60 l’azienda è stata pioniera nella produzione di pallet, ponendo le basi della sua attività attuale. Dal 2011 la società ha sede a Mapello, in posizione strategica tra Milano e Brescia, su un’area di 23.500 m², di cui 6.000 m² coperti da edifici industriali.

Importanti investimenti per triplicare la produzione

Con questa acquisizione, PGS Group integra un’unità che combina la produzione di pallet nuovi e il ricondizionamento di pallet usati, con un’offerta standard e su misura.

Il Gruppo PGS ha già avviato importanti progetti industriali e proseguirà con l’ottimizzazione del sito produttivo investendo 5 milioni di euro: due nuove linee di produzione, forni di essiccazione e una cabina di verniciatura saranno già operativi da marzo 2026, aumentando significativamente le capacità del sito, che verranno triplicate fino a raggiungere una produzione annua di 1,5 milioni di pallet.

Il sito di Mapello dispone inoltre di riserve di terreno per futuri sviluppi. Valerio Ruspino, direttore di Beretta Pallets, sarà responsabile dello sviluppo del gruppo sul mercato italiano, mentre l’attuale team di 15 collaboratori è destinato a raddoppiare nel medio termine.

Un insediamento strategico in un mercato ad alto potenziale

“L’Italia era una tappa logica e strategica per PGS Group. La Lombardia è uno dei cuori industriali d’Europa e molti dei nostri clienti internazionali sono già presenti in questa regione», sottolinea Luc Grauwet, CEO del Gruppo PGS. “Beretta Pallets si distingue per la sua competenza, la fedeltà dei clienti e il suo DNA familiare, valori perfettamente in linea con quelli di PGS.”

17 giorni di aperitivi coreani al Mercato Centrale di Milano

17 giorni di aperitivi coreani gratuiti e menù dedicati al Mercato Centrale durante il periodo delle Olimpiadi invernali. Un’iniziativa di aT Center Paris, agenzia governativa del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica di Corea che ha scelto Bistrot Pedol per fondere la mixology italiana con prodotti alcolici coreani da abbinare a snack e a menù di pesce.

Con ingresso da via G.B. Sammartini 2 (oppure dall’entrata della galleria della Stazione Centrale) dal 6 al 22 febbraio, dalle 19 alle 20.30, sarà possibile partecipare a una degustazione gratuita di cocktail coreani preparati dal mixologist Diego Ferrari, che utilizzerà spirits tradizionali come soju, makgeolli e altri distillati coreani per reinterpretare ricette classiche, creando drink fusion dal gusto unico e accessibile.

A supporto dell’iniziativa è stata attivata una campagna di comunicazione urbana: un tram interamente brandizzato per le strade di Milano nei mesi di gennaio e febbraio, diventando un vero e proprio veicolo narrativo dell’evento e contribuendo a diffondere il progetto in tutta la città.

Siamo entusiasti di lanciare questa iniziativa innovativa in collaborazione con il bartender Diego Ferrari e Bistrot Pedol al Mercato Centrale Milano, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Questa fusione creativa tra spirits coreani come soju e makgeolli e cocktail italiani classici rappresenta un ponte perfetto tra le nostre culture gastronomiche, promuovendo il K-Food in Italia. Invitiamo tutti a partecipare.” dichiara Min Hyoung CHUN Direttrice di aT Center Paris”.

Per chi lo desidera, sarà anche possibile acquistare piatti che abbinano ai drink le proposte di pesce al gusto coreano presenti nei menu del Bistro Pedol, pensati per permettere al pubblico di esplorare

 

inedite contaminazioni culinarie come l’ostrica al kimchi, il tonno scottato con crema di doenjang, la tartàre di tonno e kimchi e le capesante scottate con salsa chogochujang.

Le ricette sono state realizzate a quattro mani dall’executive chef del Bistrot Pedol, Franck Busisnelli, e dalla chef coreana Sun Young Koo, che danno vita a un abbinamento armonioso tra tradizione italiana e ingredienti della cucina coreana.

Il Bistrot Pedol situato nel cuore pulsante del Mercato Centrale Milano, celebre per la sua offerta di piatti italiani autentici e per l’utilizzo di ingredienti di pesce fresco, è l’emanazione della pescheria Pedol, bottega storica di Milano dal 1929.

La collaborazione con aT Center Paris rafforza l’offerta del Mercato Centrale Milano, trasformando il Bistrot Pedol in un punto di riferimento per la mixology e la cucina italo-coreana, dove sapori, culture e creatività si incontrano.

“Siamo particolarmente onorati di accogliere all’interno di uno dei nostri locali questa iniziativa, ideata per coniugare la nostra identità, fondata sulla semplicità e l’eccellenza della tradizione ittica italiana, con un’apertura verso nuovi sapori e abbinamenti che possano sorprendere e creare aggregazione di cultura ed esperienze gastronomiche innovative. Da sempre all’interno del Bistrot Pedol di Mercato Centrale accogliamo tanti clienti provenienti da ogni parte del mondo e ci rende particolarmente orgogliosi poter rappresentare un hub per i nostri amici Coreani in occasione di un evento importante come la Milano-Cortina” dichiara Ugo Cosentino, CEO del gruppo Pedol.

 

I Cocktail:

Diego Ferrari mixologist di fama internazionale, autore e precursore del movimento Low Alcool ha coniugato ingredienti alcolici coreani – facilmente reperibili nelle città italiane o online su https://www.pacmall.it/ – per reinterpretare aperitivi iconici come Negroni, Spritz e Martini. Questa iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo di promozione del K-Food e delle bevande coreane in Italia, valorizzando ingredienti coreani in ricette adattate al palato italiano.

 

  • Fresh Negroni: Variante fresca del classico, con soju Jinro Chamisul Fresh per un twist delicato e bilanciato.
  • Korean Paloma: reinterpretazione del famoso cocktail messicano Paloma con elementi coreani, fresco e agrumato.
  • Korean Appletini: Apple Martini in stile coreano, equilibrato, fruttato e innovativo dove la mela fa da padrona.
  • Golden (Analcolico): Opzione non alcolica dorata e fruttata, perfetta per un pubblico che non gradisce bere alcolico.

 

  • Korean Spritz: Spritz rivisitato con makgeolli, bollicine italiane e vino di lamponi coreano
  • Soju Martini: un Martini elegante e meno alcolico con soju al posto del gin, mediamente secco e sofisticato.

“Adoro la cultura food and drink Coreana ed è stato un onore reinterpretare icone della mixology internazionale e italiana come Negroni, Spritz e Martini con ingredienti coreani di alta qualità, creando cocktail fusion come il Fresh Negroni al soju o il Korean Spritz al makgeolli, perfetti da abbinare ai piatti di Bistrot Pedol. Questa partnership rende gli spirits coreani accessibili per un pubblico ampio” commenta Diego Ferrari.

Parte il Daikin Tour 2026: 41 tappe in tutta Italia per formare progettisti e installatori sulle novità di settore e presentare la gamma residenziale e commerciale Daikin

Il tour itinerante partirà il 27 gennaio da Prato e si concluderà il 28 maggio
a Pescara, con un calendario che toccherà l’intero territorio nazionale

Il 27 gennaio prende ufficialmente il via il Daikin Tour 2026, l’evento itinerante dedicato a progettisti e installatori promosso da Daikin, multinazionale giapponese leader mondiale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria, che vanta il più ampio portafoglio di prodotti per applicazioni residenziali e commerciali. Questa nuova edizione del Daikin Tour conferma l’impegno dell’azienda nel presentare le ultime novità di prodotto e nel supportare i professionisti del settore HVAC attraverso formazione, aggiornamento tecnico e confronto diretto.

 

Il Tour sarà articolato in 41 tappe distribuite su tutta Italia, con partenza da Prato e arrivo a Pescara il 28 maggio. Un percorso di circa cinque mesi che attraverserà le principali città italiane, prevedendo in ogni tappa un evento formativo rivolto ai progettistiingegneri, architetti, geometri e periti industriali – valido come aggiornamento professionale con il riconoscimento di crediti formativi, affiancato da un momento di incontro e approfondimento dedicato agli installatori.

 

Il tema centrale dell’edizione 2026 sarà l’analisi delle principali misure di incentivazione per l’efficienza energetica, con un focus specifico su Conto Termico 3.0 ed Ecobonus, un mix di incentivi e soluzioni impiantistiche per una progettazione sostenibile. Si parlerà inoltre delle principali soluzioni tecnologiche Daikin: come Hybrizone, il sistema che integra climatizzatori Daikin e radiatori ottimizzando consumi ed emissioni; o il nuovo multisplit che combina climatizzazione aria-aria e riscaldamento idronico oltre alla produzione di acqua calda sanitaria; anche la gamma commerciale sarà protagonista, con Daikin VRV CO2, o la gamma Small Inverter Chiller caratterizzata dall’impiego di diversi refrigeranti. Ma le novità non si limiteranno ai prodotti, verranno illustrate anche le numerose iniziative Daikin, e molto altro.

 

“Organizzeremo circa 40 eventi in tutta Italia per un momento di incontro con tecnici e installatori, sarà l’occasione per presentare le novità Daikin, ma anche per condividere idee e aggiornamenti sulle più recenti tecnologie e novità normative di settore – commenta Hiroshi Shimada, CEO e Presidente di Daikin -. Il ritmo del cambiamento è sempre più rapido e la comunicazione diretta assume un ruolo fondamentale. Lo scorso anno abbiamo coinvolto circa 10.000 persone, tra installatori e progettisti, confermando il forte bisogno di aggiornamento e l’apporto valoriale di questi incontri. Il nostro obiettivo è continuare a crescere anche nel 2026 e a rafforzare questo dialogo, portando la nostra visione del futuro del settore direttamente sul territorio.”

 

La partecipazione al Daikin Tour 2026 è gratuita e rappresenta un’opportunità di aggiornamento tecnico, confronto professionale e approfondimento sulle soluzioni più avanzate per la transizione energetica degli edifici.

 

Per maggiori informazioni e per accreditarsi agli eventi sarà possibile consultare i canali ufficiali Daikin dedicati al Tour 2026.

Acer a BETT: soluzioni educative per una scuola più sostenibile e sana

Londra, 19 gennaio 2026 – Per l’edizione del BETT 2026,  Acer for Education rinnova il proprio impegno per migliorare il benessere degli studenti, incentivare la didattica interattiva e offrire prodotti modulari facilmente riparabili, con risparmio di costi e sprechi.

Da queat’anno, per tutti i prodotti dedicati alla scuola senza esclusioni, Acer for Education garantisce la certificazione TÜV Low Blue Light per ridurre l’emissione di luce blu e contribuire a limitare l’affaticamento visivo. La tecnologia dedicata Acer User Sensing presenta le funzioni come Break Reminder, Screen Distance Reminder e Auto-lock intelligente, pensate per favorire pause regolari, una corretta distanza dallo schermo e un uso più consapevole del dispositivo, sia per studenti sia per insegnanti.

A queste novità legate al digital wellbeing si aggiungono quelle sui dispositivi destinati agli alunni delle scuole primarie per migliorare l’interattività come la seconda fotocamera integrata sulla tastiera. Una soluzione che consente di scattare foto e registrare video direttamente dal dispositivo, senza ricorrere allo smartphone, facilitando la documentazione di progetti, esperimenti e attività laboratoriali.

Per quanto riguarda la sostenibilità, Acer si è orientata verso un design sempre più modulare, al fine di ridurre tempi e costi di riparazione, rendendo i dispositivi più longevi e riducendo notevolmente l’impatto ambientale. L’obiettivo è quello di offrire un prodotto che sia il più completo e versatile possibile, per questo l’azienda ha scelto di estendere al settore education la Serviceable IO Ports, che consente di sostituire più facilmente le porte USB posizionate sul lato dei Chromebook senza dover cambiare l’intera scheda madre.

Queste novità — spiega Roberto Rosaschino Sr Business Manager Education and Sustainability Acer EMEAvengono condivise nel percorso Education di Acer, sviluppato anche in collaborazione con European Schoolnet, che permette di ampliare il concetto di “digital wellbeing” per abbracciare una visione più ampia che combina all’uso responsabile della tecnologia le esperienze sociali e l’attenzione alla salute degli studenti. La tecnologia così diventa ancora di più uno strumento user-centric, adattabile e al servizio delle persone”.

Con questa nuova generazione di dispositivi education, Acer for Education si pone l’obiettivo di offrire tutti gli strumenti e le soluzioni affinché le scuole possano usare la tecnologia in modo consapevole, equilibrato e coerente con il proprio progetto educativo.

CNA Lombardia: PIL in lieve aumento nel 2026, ma pesano inflazione e credito

Le previsioni del 2026 per l’economia lombarda raccontano di una regione che continua il proprio percorso di crescita, debole e con poco ritmo. Le tensioni internazionali e l’incertezza geopolitica continuano a pesare inevitabilmente sullo scenario economico nazionale e regionale, tanto che per il 2026 le proiezioni indicano un PIL in timido aumento dello 0,7%. Anche le previsioni di crescita degli Investimenti restano tiepide e si assestano nel nuovo anno a +0,7%; stesso discorso per le proiezioni relative ai Consumi che restano ferme a un +0,7%. Sono questi alcuni dei numeri forniti da CNA Lombardia nel Primo Focus 2026 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

 

PIL, investimenti e consumi

 

Nel 2025 il PIL regionale ha fatto registrare un +0,6%, mentre come da proiezione il PIL nel 2026 dovrebbe assestarsi attorno a un +0,7%. Bisogna segnalare che dal 2023 in poi la Lombardia non ha più registrato tassi di crescita superiori all’1%. Mentre nel periodo 2021-2025, il PIL lombardo dovrebbe crescere complessivamente del 6,6%, restando al di sotto della crescita cumulativa stimata per l’intero Paese (+7,1%).

 

Dal punto di vista degli Investimenti nel 2025 sono cresciuti del 2,4%, mentre nel 2026 si prevede una flessione importante con una crescita che cala fino allo 0,7%. Dopo lo stallo del 2024, il 2025 vede una ripresa degli investimenti (+2,4%) favorita dal completamento delle opere previste dal PNRR. Tra il 2021 e il 2025 la crescita degli investimenti in Lombardia ha superato i 27 punti percentuali confermando una dinamica più accelerata che nel complesso del Paese.

 

Sul fronte Consumi il 2025 si attesta su un ritmo moderato di crescita (+0,6%) pari a quello stimato a livello nazionale e connesso ad un incremento delle retribuzioni e dell’occupazione. Per il 2026 le previsioni indicano un sostanziale mantenimento dei ritmi di crescita dei consumi dell’ultimo biennio, +0,7%. Nel quadriennio 2021-2025, invece, la crescita dei consumi delle famiglie lombarde (+8,4%) risulta solo lievemente più consistente di quella nazionale (+8,2%).

 

“Le stime parlano per la Lombardia di una crescita moderata del PIL, specialmente se guardiamo all’arco temporale 2021-2025 – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia. I consumi delle famiglie restano timidamente in ripresa, rispecchiando il trend del periodo. Sicuramente avremmo bisogno di consolidare libertà di impresa e stimoli fiscali. I numeri degli investimenti invece sono chiari: molta dell’accelerazione nella fase di uscita dalla pandemia è merito dei bonus fiscali per l’edilizia e dal completamento delle opere PNRR. Si è registrato uno stallo nel 2024, ma il 2025 ha finalmente segnato una piccola dinamica di ripresa.”

 

Occupazione ed Export

 

In Lombardia, nel 2025, il numero degli occupati si conferma in crescita dello 0,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, con +34.363 occupati. Nel confronto con il terzo trimestre 2021, la crescita occupazionale fa segnare 256 mila occupati in più, pari ad un aumento del 6%. il comparto più dinamico risulta essere quello del commercio e dei servizi ristorativi e alberghieri.

 

Per quanto concerne invece l’export della Lombardia per il 2025 è sostanzialmente stabile (+0,4%) malgrado le tensioni commerciali internazionali. L’export regionale dei primi nove mesi del 2025 supera i 123 miliardi di euro e mostra un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2021. più consistente la crescita nel comparto gioielli-occhiali-medicale (+51%) e nell’agroalimentare (+49%).

 

A livello territoriale, Cna Lombardia analizza il trend 2021-2025: da questa indagine si può notare come l’export sia cresciuto a Lodi (+72,1%), a Pavia (+46,6%), a Monza e Brianza (+45,9%), a Sondrio (+43,5%), a Lecco (+29,2%), a Varese (+28%), a Milano (+23%), a Bergamo (+21,1%), a Cremona (+13,5%), a Como (+10,2%), a Brescia (+9,7%) e a Mantova (+5,2%).

 

“L’occupazione in crescita è evidente dal 2021, ma dobbiamo molto focalizzare i settori in cui è cresciuta: commercio, servizi ricettivi e alberghieri, ma anche digitale e servizi alle imprese – sottolinea Bozzini -. Abbiamo bisogno di valorizzare questi risultati senza perdere di vista il tema di un “valore aggiunto” di tali nuovi posti di lavoro. L’export non ha apparentemente subito gravi scossoni nel 2025. I numeri tengono. Forse la grande crescita del primo semestre è dovuta anche al fatto che si temevano le politiche protezionistiche dell’amministrazione USA.”

 

Imprese attive e imprese artigiane

 

A settembre 2025 le imprese attive in Lombardia superano le 815.000 unità. Negli ultimi quattro anni si sono perse quasi 8 mila imprese facendo registrare una flessione dell’1% da settembre 2021 a settembre 2025. Ma la contrazione del tessuto imprenditoriale è stata, in Lombardia, più contenuta che a livello nazionale (-2,5%). I servizi alle imprese avanzano, mentre il commercio continua a registrare una significativa flessione. Dal punto di visto provinciale e per quanto riguarda il trend 2021-2025 le imprese attive fanno registrare solo a Milano un segno positivo (+2,3%). Nelle altre province si segnala un calo a partire da Mantova (-6,8%), Lecco (-5%), Lodi (-4,4%), Sondrio (-4,4%), Cremona (-4,2%), Varese (-4,2%), Pavia (-3,3%), Como (-3,1%), Bergamo (-2,3%), Monza e Brianza (-1,2%) e Brescia (-1,2%).

 

La crisi dell’artigianato prosegue invece inesorabile. A settembre 2025 le imprese artigiane attive sono 229.753, in calo di 2.358 unità (-1%) rispetto a settembre 2024. Anche nell’ultimo trimestre, il saldo è negativo (-894 imprese rispetto al 30 giugno 2025) e determinato quasi esclusivamente da costruzioni (-0,6%) e produzione (-0,7%).

 

Per quanto riguarda i territori, la ricerca ha analizzato il trend 2021-2025 ed è emerso che tutte le province hanno fatto registrare un calo importante dell’artigianato: fanalini di coda Mantova (-8,7%), Como (-8,2%) e Lecco (-7,9%). Seguono Pavia (-6,8%), Cremona (-6,7%), Brescia (-6,1%), Bergamo (-5,6%), Lodi (-5,2%), Sondrio (-4,1%), Monza e Brianza (-3,9%), Varese (-3,7%), mentre chiude Milano (-2,6%).

 

Prestiti alle imprese e Inflazione

 

Dal 2021 a oggi i prestiti alle aziende lombarde si sono ridotti del 3,5% con minori erogazioni nette per 7 miliardi di euro. A soffrire sono soprattutto le piccole imprese (-23,8%) che sono destinatarie solo del 9% dei presiti netti totali. Tra i settori, le costruzioni registrano il calo più marcato (-24,2%) mentre i servizi sono l’unico comparto che vede crescere l’importo erogato (+3,3%).

 

A livello locale, prendendo come riferimento sempre il trend 2021-2025, sono nette le differenze tra provincia e provincia: le sole con un segno positivo sono Milano (+5,2%) e Mantova (+0,8%). Tutte le altre sono in pesante flessione a partire da Pavia (-23,7%), Varese (-22,5%), Como (-19,1%), Sondrio (-18,5%), Lecco (-16%), Brescia (-15,4%), Monza e Brianza (-10,5%), Cremona (-10,5%), Bergamo (-9,2%) e Lodi (-0,8%).

 

A pesare non poco sui consumi è sicuramente l’inflazione, con shock globali che hanno alimentato una forte pressione: nei primi dieci mesi del 2025 i prezzi in Lombardia sono aumentati del +1,4%; mentre rispetto allo stesso periodo del 2021, la variazione complessiva è pari al 16,7%. Le voci più colpite: abitazione, acqua e energia (+38,6%), servizi ricettivi e ristorazione (+23,4%) e alimentari e bevande (+22,2%).

 

 “Dobbiamo tuttavia lanciare due segnali di allarme veri – evidenzia il Presidente di CNA Lombardia – il primo riguarda il costo della vita e del fare impresa: +22% per il segmento alimenti e bevande, +38% per il segmento casa, energia, acqua. Famiglie ed imprese così faticano eccessivamente. Il secondo segnale di allarme concerne i prestiti alle imprese. La contrazione rispetto al 2021 è paurosa e riguarda soprattutto le micro e piccole imprese. Nel 2025 le piccole imprese hanno ricevuto 18 miliardi, le medio-grandi 174 miliardi di euro. E il nostro è un tessuto fatto di micro e piccole imprese per oltre il 90%.”

Fondazione Italia Patria della Bellezza, Sesto Bando 2026: scadenza candidature il 30 gennaio per valorizzare musei, teatri, borghi e realtà culturali italiane

L’iniziativa è rivolta a musei, teatri, borghi e altre realtà territoriali, con l’obiettivo di accrescere la loro visibilità e accessibilità presso il grande pubblico. Con questo progetto, la Fondazione ha come obiettivo supportare e valorizzare le realtà impegnate sul territorio attraverso iniziative di tutela e promozione del patrimonio culturale.

 

Date principali:

  • Presentazione candidature entro il 30 gennaio 2026
  • Proclamazione vincitori il 5 maggio 2026

 

Una rete di agenzie di comunicazione adotterà i progetti selezionati, potenziandone l’identità e la presenza mediatica. In aggiunta, è previsto un contributo economico complessivo di 60.000 euro.

 

Cosa prevede il bando:

 

  1. l’assegnazione di tre contributi economici per un valore totale di 60mila euro
  2. l’attivazione di un sistema di adozioni di questi enti e realtà da parte di agenzie di comunicazione che lavoreranno per loro gratuitamente.

 

Ad oggi hanno partecipato 650 realtà culturali di cui 66 hanno vinto premi economici o sono state adottate da una rete di circa 30 agenzie, ottenendo attività e servizi come:

 

  • la costruzione di strategie di comunicazione
  • il branding e l’identità
  • l’ufficio stampa
  • la creazione e gestione dei social network
  • la segnaletica
  • ulteriori attività realizzate per intercettare e attrarre sempre nuovo pubblico

 

 

Potranno iscriversi al bando tutti gli enti museali, i borghi storici, gli archivi, i teatri, parchi archeologici, associazioni e i centri culturali.