Milano Art Week 2026: “Periferia”, mostra collettiva tra spazio e cultura

Dal 14 aprile al 15 maggio 2026, in occasione di miart 2026, Bienno Borgo Artisti 2.0 presenta la mostra collettiva “Periferia”, ospitata negli spazi di Artra Gallery in via Leopoldo Gasparotto 4 a Milano. L’esposizione riunisce nove artisti che negli ultimi anni hanno partecipato alle residenze artistiche nel borgo storico di Bienno, traducendo quell’esperienza in una serie di opere e ricerche capaci di interrogare il concetto di periferia come chiave interpretativa del presente.

“Periferia” non è infatti solo uno spazio geografico, ma una condizione culturale: è un punto di osservazione, un modo di guardare al mondo da luoghi laterali ma densamente significativi, dove la distanza dal centro diventa occasione per ridefinire linguaggi, ritmi e immaginari. La mostra intende offrire al pubblico un’immersione in questo sguardo decentrato, che trasforma il margine in un terreno di sperimentazione culturale e simbolica.

“Periferia” esplora il margine come spazio fertile di incontro, trasformazione e ricerca. Le opere in mostra mostrano come il vivere e il creare in un contesto non metropolitano possa generare prospettive nuove e inaspettate, capaci di parlare con forza al panorama artistico contemporaneo. Gli artisti coinvolti – Camillo Bojaca, Renato Calaj, Pietro Gardoni, Haniel Fonseca, Salvatore Insana, Pierpaolo Grandinetti, Maria Elena Pombo con il progetto Fragmentario e Tao Han – presentano linguaggi che spaziano dalla pittura all’installazione fino alla ricerca visiva sperimentale, componendo un mosaico di sensibilità diverse sul tema della periferia intesa come condizione culturale.

L’inaugurazione si terrà il 14 aprile alle ore 18 negli spazi di Artra Gallery e sarà accompagnata da una performance di Alexander Diego Gil Valle, che introdurrà il pubblico all’atmosfera della mostra attraverso un intervento performativo pensato appositamente per l’occasione.

La mostra affonda le proprie radici nel lavoro di Bienno Borgo Artisti 2.0, realtà attiva nel borgo medievale di Bienno in Val Camonica. Il progetto, fondato come programma di residenza per artisti italiani e internazionali, promuove da anni la ricerca contemporanea favorendo un dialogo diretto tra arte, territorio, memoria e comunità locali. Le residenze hanno trasformato Bienno in un laboratorio di produzione culturale, dove artisti e cittadinanza condividono esperienze, processi e visioni, generando un ecosistema creativo fertile e dinamico.

In questo contesto, “Periferia” rappresenta un momento di restituzione pubblica: un ponte tra il lavoro svolto nel borgo e la scena urbana milanese, attraverso opere che, nate in un luogo periferico, affrontano questioni estetiche e sociali attuali e universali.

“Con Periferia desideriamo portare a Milano non solo le opere degli artisti, ma anche l’energia, le visioni e la complessità dei luoghi in cui queste ricerche sono nate – afferma Cinzia Bontempi curatrice della mostra -. Lavorare in un contesto decentrato come Bienno permette agli artisti di confrontarsi con tempi diversi, con un rapporto più diretto con il territorio e con una dimensione di ascolto che nei grandi centri culturali spesso si perde. È in questi spazi laterali che si sviluppano dialoghi profondi con la comunità, con la memoria e con la storia dei luoghi, generando processi creativi che non potrebbero nascere altrove. La mostra vuole restituire proprio questa ricchezza: mostrare come la periferia, lungi dall’essere un limite, possa trasformarsi in un motore di innovazione artistica e culturale. Periferia è quindi un invito a guardare al margine come a un luogo generativo, capace di produrre immaginari nuovi e di dialogare in modo consapevole e incisivo con il panorama contemporaneo.”

Tonitto 1939 presenta il Sorbetto DUO

Tonitto 1939 accelera sul fronte dell’innovazione di prodotto e presenta per il 2026 la nuova linea del Sorbetto DUO, che nasce dall’evoluzione della sua eccellenza storica. L’azienda ligure, leader in Italia per il sorbetto, per il gelato senza zuccheri aggiunti e per i gelati speciali come Vegan e High Protein, introduce infatti una soluzione che si inserisce nel percorso di sviluppo della linea Il Sorbetto e ne rappresenta una naturale estensione.

Il concept del Sorbetto DUO si basa sull’integrazione di due componenti distinte, sorbetto e gelato, all’interno della stessa referenza, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di consumo più articolata rispetto alle proposte tradizionali. Il risultato è un prodotto che alterna freschezza e cremosità, valorizzando il know-how dell’azienda nel mondo del sorbetto e affiancandolo alla componente più indulgente del gelato.

La gamma è proposta in due varianti: Ananas & Cocco, caratterizzata da un profilo fresco e tropicale, e Mirtillo & Cioccolato Bianco, che combina note fruttate e dolci. La linea è in fase di sviluppo non solo per il mercato a marchio Tonitto, ma anche in ottica internazionale, con applicazioni in private label per alcuni partner esteri.

Accanto alla novità, Tonitto 1939 prosegue nel consolidamento di un portafoglio ampio e diversificato, costruito per intercettare differenti momenti di consumo e target. All’interno del segmento Natural Happiness, il Sorbetto continua a rappresentare il pilastro dell’offerta, grazie a ricette basate su ingredienti selezionati, senza latte, conservanti o OGM. A questo si affianca lo Stecco Sorbetto, che trasferisce le stesse caratteristiche qualitative in un formato più pratico e immediato.

Sul fronte del benessere, il segmento Healthy Happiness include il gelato Linea senza zuccheri aggiunti, sviluppato per rispondere a esigenze nutrizionali specifiche, insieme alla gamma High Protein, disponibile anche nella versione senza zuccheri aggiunti, e alla linea Gaia, proposta 100% plant-based a base avena.

Nel segmento Individual Happiness si inserisce la linea Yo-Yo, dedicata al frozen yogurt, mentre per il consumo domestico l’azienda continua a presidiare il mercato con la Coppa Famiglia, declinata nei formati da 500 g, Mini Coppa Famiglia da 200 g e Gran Coppa Famiglia da 1 kg, pensati per diverse occasioni di condivisione.

Completano il portafoglio le referenze più indulgenti, come la linea Creamy, che punta su texture ricche e variegature ispirate al mondo delle creme spalmabili.

Novità anche a livello locale, con l’introduzione nelle principali catene della GDO della Liguria dei gelati Coppa Famiglia dedicati a Genoa e Sampdoria disponibili nei gusti crema, che si affiancano ai sorbetti già presenti a scaffale ispirati alle due squadre, rafforzando il legame con il territorio.

Accanto alle referenze a marchio Tonitto 1939, l’azienda continua inoltre a sviluppare progetti in collaborazione con importanti brand del panorama dolciario italiano. Tra questi, le linee realizzate con Bauli, che includono specialità ispirate a prodotti iconici come Pandoro, Panettone, Croissant e Buondì, e con Sperlari, con la gamma Galatine in diverse varianti di gusto. Completano l’offerta le collaborazioni con Elah e Grisbì, che portano nel mondo del gelato sapori iconici reinterpretati in chiave contemporanea.

“Il Sorbetto DUO nasce da un percorso di innovazione che parte dalla nostra competenza distintiva nel sorbetto e si sviluppa con l’obiettivo di ampliare le possibilità di consumo all’interno della categoria – afferma Massimiliano Dovo, co-owner di Tonitto 1939 -. L’integrazione con il gelato consente di proporre una soluzione più completa, capace di offrire varietà sensoriale e di intercettare un pubblico più ampio, contribuendo allo stesso tempo a portare dinamismo a scaffale. Questa novità si inserisce in una strategia che guarda alla costruzione di un’offerta sempre più articolata, in grado di rispondere a bisogni diversi: dal benessere alle scelte alimentari specifiche, fino alla ricerca di prodotti più indulgenti. In questo contesto, continua a essere centrale lo sviluppo delle linee senza zuccheri aggiunti e delle proposte che uniscono qualità, naturalità e innovazione. L’attenzione – conclude – rimane focalizzata sull’evoluzione dei consumi e sulla capacità di anticipare le tendenze, sia sul mercato italiano sia sui mercati internazionali, mantenendo come riferimento il valore della tradizione gelatiera italiana reinterpretata in chiave contemporanea”.

Giornata transgender: Karin Ann a sostegno della comunità LGBTQ+

In occasione della Giornata internazionale della visibilità transgender che ricorre il 31 marzo, l’artista slovacca Karin Ann si conferma non solo come una delle voci emergenti più interessanti della scena musicale internazionale, ma anche come una figura apertamente impegnata nel sostegno e nella rappresentazione della comunità LGBTQ+.

Il successo di “I was never yours” nelle classifiche USA

Reduce da un importante traguardo internazionale – l’ingresso nella classifica americana Alternative Airplay con il singolo “I was never yours”, che ha raggiunto la Top 40 – Karin Ann incarna una nuova generazione di artisti indipendenti che coniugano autenticità artistica e impegno sociale. A soli 23 anni, e dichiaratamente queer, l’artista ha costruito il proprio percorso senza compromessi, portando al centro della sua musica temi come identità, salute mentale, uguaglianza di genere e relazioni tossiche.

Originaria di Žilina, in Slovacchia, Karin Ann ha saputo affermarsi a livello globale grazie a un linguaggio musicale intimo e riconoscibile, che fonde elementi folk e indie con una forte carica emotiva. Il suo album di debutto Through the telescope (2024) ha segnato un punto di svolta, affrontando con coraggio e trasparenza questioni spesso ancora marginalizzate nel panorama pop internazionale.

Il successo del singolo “I was never yours”, scritto insieme a nomi di rilievo della scena musicale contemporanea, rappresenta oggi un ulteriore passo nella sua crescita artistica e nella diffusione di una narrazione inclusiva e rappresentativa. La sua presenza nelle classifiche statunitensi accanto ad artisti affermati dimostra come autenticità e qualità possano trovare spazio anche nei circuiti mainstream.

Visibilità, inclusione e diritti: la voce di Karin Ann

In occasione della Giornata internazionale della visibilità transgender del 31 marzo, Karin Ann ribadisce il proprio sostegno alla comunità LGBTQ+, utilizzando la propria piattaforma artistica per promuovere visibilità, inclusione e diritti. La sua musica e il suo percorso rappresentano un punto di riferimento per una nuova generazione che cerca storie vere, libere da stereotipi e convenzioni.

Con una fanbase in continua crescita e un tour internazionale in espansione, Karin Ann si conferma come una delle artiste più promettenti del panorama indie globale e una voce significativa nel dibattito culturale contemporaneo sui diritti e sull’identità.

Energia, impatto guerra Iran: Lombardia paga 5 miliardi in più

La nuova escalation della crisi in Medio Oriente e nel Golfo accende nuovamente i riflettori sui costi energetici delle imprese lombarde. Secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia, si stima che il costo energetico complessivo (energia elettrica e gas) della Lombardia passi da 23,6 miliardi di euro a oltre 28,8 miliardi di euro tra l’anno 2025 e il 2026 con un incremento del 22%. Tra le due commodity, è il gas a far segnare il maggiore aumento (+28%), mentre l’elettricità, pur confermandosi voce dominante nella spesa energetica regionale, si ferma vicino al +19%. Tutto ciò è coerente con la natura della crisi in atto: è una crisi di fornitura di gas e questa si scarica sull’elettricità solo parzialmente perché il mix italiano gode di una quota di rinnovabili che non risentono direttamente del prezzo del gas.

“Ce lo aspettavamo, la guerra la pagano non solo le sue vittime, fatto già umanamente gravissimo, ma anche famiglie, imprese, persone europee, e lombarde, che stanno già sopportando un’impennata di costi delle materie prime e dell’energia – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia. Quante crisi dovremo ancora sopportare. L’impresa lombarda resiste, si adatta, si innova, ma è molto molto difficile andare avanti così. Credito, gas, energia elettrica, pezzi di filiere produttive vanno in crisi: il manifatturiero va supportato perché produce coesione sociale e ricchezza da distribuire”.

Costi Gas

Il settore domestico mostra la spesa più elevata per il gas in Lombardia, quasi alla pari con l’industria: circa il 29% ciascuno. Anche la spesa del condominio uso domestico risulta più elevata che in altre regioni per la presenza di un tessuto edilizio fortemente condominiale in questa regione: si calcola che l’incremento di spesa nel 2026 sia per questi due comparti di circa 850 milioni di euro ossia oltre un terzo dell’aumento di 2,3 miliardi di euro calcolato per l’intera regione rispetto al 2025. La generazione elettrica contribuisce alla spesa regionale per il gas con una quota superiore al 15%, più elevata che in altre regioni in quanto la Lombardia ospita una quota rilevante del parco termoelettrico nazionale. Questo settore è particolarmente sensibile alla crisi di Hormuz perché il gas risulta essere il combustibile primario e non vi sono alternative nel breve periodo.

Costi Energia Elettrica

Tra i comparti, per quel che concerne i costi per l’energia elettrica, domina ampiamente il manifatturiero con il 47% della spesa totale della Lombardia. Solo in questo settore si stima che l’aumento dei costi per

l’anno 2026 assommi a 1,3 miliardi di euro più del 2025. Nei servizi l’aumento previsto è di oltre 830 milioni di euro. il commercio potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una spesa per l’energia elettrica maggiorata di circa 190 milioni di euro e oltre i 100 milioni di euro si colloca anche l’aumento per le attività professionali. Per il domestico, si stima che l’aumento superi il mezzo miliardo di euro.

La distribuzione provinciale della spesa in energia elettrica esprime la polarizzazione geoeconomica del territorio lombardo. In termini di incremento stimato per i costi dell’energia elettrica nell’anno 2026, i rincari più pesanti sono ovviamente da attribuirsi alla provincia di Milano per la forte concentrazione in questo territorio di industria, servizi, trasporti e popolazione. In questo caso la spesa potrebbe aumentare per più di 735 milioni di euro sui 2,9 miliardi attribuibili all’intera regione. Brescia è la seconda provincia per aumento della spesa in energia elettrica con oltre mezzo miliardo di euro in più (559) rispetto al 2025. Seguono Bergamo con +368 milioni di euro, Cremona con +213, Varese con +212, Monza e Brianza con +194, Pavia e Mantova con +160, Como con +119, Lecco +95, Lodi +53 e Sondrio +46.

“L’Europa si trova ad un bivio strategico tra autonomia o subalternità – spiega Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Questo riguarda anche la sua manifattura, che oggi appare violentemente scossa dalla guerra degli altri e da logiche che, a Est e a Ovest, non hanno molto a che vedere con i reali interessi delle nostre comunità. Le imprese lo vedono e lo sentono ogni giorno”.

Retail, il negozio torna protagonista e supera l’online in alcune categorie

In un contesto di graduale miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie italiane, il retail si trova ad affrontare una trasformazione profonda: non è più soltanto il prezzo a guidare la scelta dei consumatori, ma sempre più la capacità delle insegne di costruire relazioni significative con i propri clienti.

È quanto emerge dalla ricerca “Migliore Insegna 2026”, realizzata da Ipsos Doxa e presentata in occasione del convegno Pianeta Distribuzione, evento organizzato da Largo Consumo. Lo studio è basato su un ampio campione di 8.000 interviste, realizzate tra clienti di negozi fisici e online e condotte attraverso il metodo CAWI da cui emergono oltre 34.000 valutazioni di reali esperienze d’acquisto in 118 insegne nazionali appartenenti a 27 categorie merceologiche.

Secondo i risultati dello studio, il negozio fisico torna a essere un protagonista dell’esperienza di acquisto, grazie alla sua evoluzione da semplice luogo di vendita a spazio di relazione, consulenza e servizio. L’integrazione con i canali digitali resta importante, ma il punto vendita si conferma sempre più come l’hub centrale dell’esperienza retail, capace di creare un contatto diretto con il cliente e di rafforzare la relazione con l’insegna. In questo scenario la convenienza rimane un fattore fondamentale nella percezione dell’offerta, ma non è sufficiente a garantire la fedeltà dei clienti. Solo una minoranza dei consumatori dichiara infatti di rivolgersi sempre alla stessa insegna, mentre la maggior parte confronta più alternative prima di acquistare.

“Il retail italiano è alle prese con una trasformazione profonda che non riguarda solo i prezzi o l’assortimento: la vera sfida è riconquistare un legame autentico con i clienti, che oggi si sentono sempre meno al centro – spiegano da Ipsos Doxa. I programmi fedeltà tradizionali non bastano più, servono relazioni umane significative e un’identità di insegna chiara e riconoscibile. Il negozio fisico rimane il punto di ancoraggio naturale, ma solo se diventa un ecosistema integrato, capace di semplificare davvero la vita del consumatore”.

 

Il negozio fisico: protagonista con aspettative evolute

Il negozio fisico sta riconquistando centralità nell’esperienza di acquisto. Dopo anni di crescita del digitale, i dati mostrano un netto miglioramento della soddisfazione e della raccomandazione in store: dal 2023 al 2026 l’NPS migliora di 10 punti, mentre l’online ha perso 10 punti negli ultimi 5 anni. La “rivincita del fisico” è evidente in categorie dove il contatto diretto con il prodotto fa la differenza, come erboristerie, arredo, bricolage, drugstore e oggettistica e cartoleria. Il punto vendita si conferma così non solo luogo di acquisto, ma spazio di relazione ed esperienza, con un vantaggio competitivo in molte categorie.

 

Omnicanalità: semplificare prima di tutto

L’omnicanalità resta un’area di sviluppo per il retail: solo il 15% dei clienti che acquista in negozio compra anche online dalla stessa insegna, segno che l’integrazione tra canali non è ancora consolidata. Alcuni settori sono più avanzati, come hi-tech e cultura (33%) e cura della persona (28%), mentre tra la Gen Z la propensione sale al 20%. La scelta dell’insegna resta guidata da prezzi convenienti (28%), promozioni (24%), qualità (23%) e vicinanza del punto vendita (21%), mentre il digitale viene privilegiato per comodità (21%) e risparmio di tempo (25%). L’integrazione tra fisico e online deve quindi semplificare e rendere fluida l’esperienza del cliente.

 

Assortimento, personale e tecnologia: l’equilibrio vincente in store

L’esperienza in negozio dipende da assortimento, servizio e tecnologia. Il principale problema dell’offerta non è la varietà, ma la disponibilità: il 34% dei clienti non è pienamente soddisfatto, con il 29% che non trova i prodotti desiderati e il 27% che li trova esauriti. Il personale resta centrale: la presenza degli addetti mantiene buoni livelli di soddisfazione (3,77 su 5), ma competenza e consulenza mostrano un leggero calo, con differenze generazionali tra Boomers e Gen Z. Anche la tecnologia gioca un ruolo chiave: molte casse restano tradizionali (70%) e i sistemi self-service o self scanning sono limitati. I clienti chiedono un equilibrio tra velocità digitale e assistenza personalizzata (55%), mentre solo il 10% desidera un’esperienza completamente autonoma. Il successo del punto vendita passa quindi dall’integrazione tra disponibilità dei prodotti, competenza del personale e strumenti digitali che semplificano l’esperienza senza sacrificare il rapporto umano.

 

Convenienza e qualità: i due aspetti del retail

La percezione di convenienza nel retail migliora senza sacrificare la qualità. Nel 2026 la valutazione media dei prezzi raggiunge 3,80 su 5, mentre quella della qualità sale a 3,91, entrambe in aumento rispetto agli anni precedenti. Le insegne riescono così a combinare prezzi competitivi, promozioni e un’offerta di valore, rafforzando la soddisfazione complessiva dei clienti in un contesto di graduale crescita del potere d’acquisto delle famiglie.

 

Fedeltà autentica come nuovo terreno di sfida

La fedeltà dei clienti è sempre più preziosa ma fragile: solo il 17% dei consumatori si rivolge direttamente alla propria insegna preferita senza considerare alternative. I tradizionali programmi fedeltà perdono appeal, con una soddisfazione media di 3,55 su 5. I clienti cercano vantaggi concreti e immediati — facilità di accumulo punti, varietà di premi e benefici utili – più che meccaniche complesse o promozionali. Le insegne devono ripensare le strategie di loyalty, trasformando i programmi in strumenti capaci di creare valore reale e rafforzare la relazione con i clienti.

 

Comunicare valori oltre il prezzo

La comunicazione delle insegne resta fortemente orientata agli aspetti funzionali: i clienti percepiscono soprattutto convenienza dei prezzi (30%), qualità dei prodotti (23%) e ampiezza dell’assortimento (18%). I valori relazionali e identitari sono poco valorizzati: solo il 9% nota messaggi su vicinanza e fiducia, e appena il 7% rileva iniziative legate alla sostenibilità. Molte insegne non sfruttano ancora pienamente il potenziale dei valori per costruire relazioni più profonde e distintive con i clienti.

 

Second hand: risparmio e sostenibilità guidano il trend

Il mercato second hand cresce rapidamente: il 47% dei consumatori acquista prodotti usati o ricondizionati, con punte del 70% tra la Gen Z. Le principali motivazioni sono risparmio economico (46%) e attenzione alla sostenibilità. Il 46% dei clienti migliorerebbe la propria opinione su una catena retail se offrisse prodotti second hand, rendendo questo segmento non solo un trend, ma una leva strategica per intercettare nuove sensibilità e rafforzare la relazione con i clienti.

 

“La ricerca Migliore Insegna 2026, presentata alla seconda edizione di Pianeta Distribuzione, evento promosso da Largo Consumo per sviluppare una riflessione sull’esperienza d’acquisto nelle migliori insegne retail, mette in luce alcune delle evidenze più interessanti attraverso dati concreti – afferma Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo –. Si è chiuso il cerchio di un ventennio di trasformazione digitale: il retail fisico ha saputo utilizzare questi anni per ripensare l’esperienza in negozio, che resta il touchpoint più significativo. Ciò che emerge oggi è un migliore equilibrio all’interno del punto vendita tra il tempo del cliente, le persone a sua disposizione, la tecnologia e l’assortimento giusto, al momento giusto e per il cliente giusto – un equilibrio che si traduce in un miglioramento del giudizio complessivo. Sul fronte dei valori d’insegna – sostenibilità, personalizzazione dell’esperienza e cittadinanza d’impresa – i dati segnalano però una sostanziale stagnazione: un’area in cui le imprese sono chiamate a una nuova e continua capacità di innovazione. Per Largo Consumo è motivo di orgoglio stimolare questo dibattito e, al tempo stesso, uno stimolo a continuare a studiare i temi del futuro”

Premio Cambiamenti 2026: le migliori startup lombarde premiate da CNA

Si è svolta al Campo Teatrale di Milano, la finale regionale lombarda del Premio Cambiamenti 2026, il contest promosso da CNA che ogni anno valorizza le migliori startup italiane nate negli ultimi cinque anni e capaci di distinguersi per innovazione, creatività e potenziale di crescita.

L’iniziativa, giunta alla sua IX edizione, rappresenta uno dei principali appuntamenti dedicati all’imprenditoria emergente e all’innovazione. Anche per il 2026 la partecipazione è stata ampia, con circa 150 startup lombarde candidate, tra le quali 21 hanno conquistato l’accesso alla finale regionale.

Nel corso dell’evento organizzato da CNA Lombardia, le startup finaliste hanno presentato i propri progetti davanti alla giuria, illustrando modelli di business, tecnologie e soluzioni innovative applicate a diversi ambiti produttivi. Le proposte emerse hanno confermato la vivacità dell’ecosistema imprenditoriale lombardo e la capacità delle nuove imprese di proporre idee ad alto contenuto innovativo.

Al termine della finale regionale sono state premiate le startup che si sono distinte per qualità del progetto, originalità dell’idea imprenditoriale e prospettive di sviluppo.

I vincitori del Premio Cambiamenti Lombardia 2026

1° Posto: GenoGra

GenoGra è una startup milanese che sviluppa soluzioni software innovative per l’analisi del genoma umano e non umano, destinate sia alla ricerca che alle applicazioni cliniche. I loro prodotti utilizzano algoritmi e metodi proprietari per analizzare i grafi pangenomici.

2° Posto: Involve Space

Involve Space è una startup comasca che sviluppa piattaforme stratosferiche ad alta quota per osservazione della Terra, telecomunicazioni, testing, difesa e ricerca scientifica. Le sue soluzioni integrano hardware proprietario, software e intelligenza artificiale.

3° Posto: Rose Bio

RoseBio è una biotech bresciana spin-off del CNR che sviluppa test di diagnostica molecolare rapidi, scalabili e a basso costo, integrando kit di laboratorio e software basato su AI per ampliare l’accesso alle terapie personalizzate

Sono state inoltre assegnate alcune menzioni speciali a startup che si sono distinte in specifici ambiti di innovazione:

Menzione “Top Innovation Company”: Rilemo

Rilemo è una startup lecchese che sviluppa dispositivi di imaging medico portatili per supportare la diagnosi e il monitoraggio del paziente ovunque si trovi. La tecnologia è pensata per contesti di emergenza e assistenza acuta, avvicinando l’imaging al punto di bisogno.

Menzione “Impatto Sociale”: INDX-C.IO SB

INDX-C.IO SB è una Società Benefit bresciana che utilizza una infrastruttura Blockchain/IA per valorizzare e tutelare la proprietà intellettuale nell’economia creativa. La sua missione è fornire supporto ai nuovi artisti digitali dotati di diverse abilità.

Menzione “Top Digital Company”: Sovranity

Sovranity è una startup mantovana che democratizza la sicurezza informatica per le PMI: protegge il tessuto imprenditoriale e la sovranità digitale europea, semplificando la gestione del rischio e trasformando la resilienza digitale in un valore distintivo sul mercato.

A valutare i progetti è stata una giuria composta da rappresentanti dei partner e realtà interessate alle startup in gara, chiamata a selezionare le startup vincitrici e ad assegnare alcune menzioni speciali dedicate a specifici ambiti di innovazione. I partner dell’iniziativa cureranno i premi, fornendo crediti in servizi pensati ad hoc per le startup della semifinale lombarda del Premio Cambiamenti 2026.

I giurati:

  1. Luca Iaia – Responsabile Nazionale CNA Marketing
  2. Angelo Bongio – consulente per la sostenibilità CNA Lombardia
  3. Federico Mazzotta – Incubation Manager di Startup Builder per Startup GEEKS
  4. Rossella Fasola – direttrice degli Affari pubblici di Randstad Italia
  5. Fabrizio Ventrice – Direttore Operativo di Unioncamere Lombardia
  6. Federico Morosi – CEO e Co-Founder di Why Only White – startup vincitrice della semifinale lombarda dell’VII edizione del Premio Cambiamenti.
  7. Enzo Russo – Forfirm
  8. Cristina Pez – Director Commercial Marketing and Go-to-Market Acer EMEA
  9. Fabio Pizzul – Radio Marconi

Il Premio Cambiamenti 2026 è realizzato con il sostegno di Unioncamere, che convintamente sostiene il ruolo strategico delle startup nello sviluppo economico e tecnologico del Paese e l’importanza di sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Le startup vincitrici della finale lombarda accederanno alla finale nazionale del Premio Cambiamenti, in programma a Roma il 23 aprile, dove si confronteranno con le migliori realtà provenienti da tutte le regioni italiane.

Durante l’evento finale sarà assegnato il premio nazionale del valore di 20.000 euro, oltre a percorsi di accompagnamento e consulenze specializzate messe a disposizione dagli esperti di CNA. 5000 euro, invece, andranno invece al secondo e terzo classificato, mentre per le finaliste ci saranno momenti di incontro con investitori e partner del Premio per un vero boost all’impresa.

Il Premio Cambiamenti continua così a rappresentare un’importante opportunità per le giovani imprese innovative, offrendo visibilità, occasioni di networking e strumenti utili per sostenere lo sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali.

“Il Premio Cambiamenti rappresenta da anni un importante punto di osservazione sull’evoluzione dell’imprenditoria innovativa nel nostro Paese – ha dichiarato Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Le startup che partecipano a questa iniziativa testimoniano la capacità di tanti giovani imprenditori di trasformare intuizioni, competenze e creatività in progetti imprenditoriali concreti e sostenibili. La Lombardia continua a dimostrare una grande vitalità in questo ambito, grazie a un ecosistema che favorisce la nascita di nuove imprese e la contaminazione tra competenze diverse. Iniziative come il Premio Cambiamenti hanno proprio l’obiettivo di dare visibilità a queste realtà e accompagnarle nel loro percorso di crescita, mettendo in rete idee, talenti e opportunità. Sostenere le startup significa investire nel futuro del sistema produttivo, valorizzando innovazione, sostenibilità e capacità di affrontare le trasformazioni economiche e tecnologiche in atto.”

La fermentazione protagonista: dal Friuli la prima festa italiana dedicata alla cultura dei cibi fermentati

La fermentazione è una delle tecniche più antiche della storia dell’alimentazione e, allo stesso tempo, uno dei temi più innovativi della gastronomia contemporanea, dalle cucine dei ristoranti stellati alla ricerca scientifica sul microbioma alimentare. Tra riscoperta delle tradizioni, sostenibilità alimentare e nuove frontiere della cucina, i cibi fermentati stanno vivendo una nuova stagione di interesse da parte di chef, ricercatori e appassionati.

È proprio a questa cultura del cibo trasformato dal tempo e dai microrganismi che è dedicata la 3° Festa del Pestith e dei Fermentati, in programma sabato 11 e domenica 12 aprile sul Lago di Barcis, in Valcellina (Pordenone). L’evento rappresenta oggi l’unica manifestazione in Italia interamente dedicata alla cultura della fermentazione, capace di mettere in dialogo tradizioni locali e pratiche gastronomiche provenienti da tutto il mondo.

Al centro della manifestazione organizzata da Slow Food Pordenone c’è il Pestith, antica preparazione contadina ottenuta dalla fermentazione della rapa tonda dal colletto viola, oggi Presidio Slow Food e simbolo di un sapere alimentare radicato nelle valli del Cellina e del Vajont. Nato come tecnica di conservazione delle verdure nei mesi invernali, il Pestith racconta una storia di ingegno rurale, biodiversità e cultura gastronomica che oggi trova nuova attenzione anche nella cucina contemporanea.

Partendo da questa tradizione locale, la Festa del Pestith e dei Fermentati si è rapidamente trasformata in un appuntamento dedicato all’intero universo dei fermentati: dalle verdure ai latticini, dal pane alle bevande, fino alle pratiche di fermentazione diffuse nelle cucine del mondo.

Durante le due giornate il pubblico potrà partecipare a degustazioni guidate, laboratori pratici, incontri con esperti, showcooking e momenti di divulgazione dedicati al ruolo dei microrganismi nella trasformazione degli alimenti e alla loro importanza nella storia dell’alimentazione umana.

Il cuore della manifestazione sarà il mercato dei produttori, dove sarà possibile conoscere e assaggiare fermentati provenienti da diverse tradizioni gastronomiche, accanto a un ricco programma di attività formative e culturali dedicate sia agli appassionati sia ai professionisti del settore.

Oltre all’aspetto gastronomico, la manifestazione si propone come progetto culturale di valorizzazione dei saperi alimentari, capace di collegare le pratiche contadine delle montagne friulane alle riflessioni più attuali sul futuro del cibo: dalla biodiversità alla sostenibilità, fino alla riscoperta dei processi naturali di trasformazione degli alimenti.

L’ingresso alla manifestazione è libero. Laboratori, corsi e alcune attività speciali saranno invece a pagamento e accessibili su prenotazione.

La Festa del Pestith e dei Fermentati è molto più di un evento gastronomico: è un luogo di incontro tra tradizioni alimentari e ricerca contemporanea sul cibo – spiegano gli organizzatori –. Il Pestith rappresenta il punto di partenza di un racconto più ampio che riguarda la cultura della fermentazione, una pratica presente in tutte le cucine del mondo e oggi sempre più centrale nel dibattito gastronomico internazionale. Il nostro obiettivo è far dialogare saperi contadini, innovazione culinaria e divulgazione culturale, offrendo al pubblico un’occasione per scoprire il valore profondo di questi alimenti.”

 

INFORMAZIONI

Il Gruppo Sebino acquisisce AVE Antincendi e punta a consolidare la presenza al Centro Sud

Il Gruppo Sebino rafforza la propria presenza sul territorio nazionale con l’acquisizione di AVE Antincendi, storica azienda con sede a Jesi (AN) attiva da oltre cinquant’anni nel settore della sicurezza antincendio con 12 dipendenti.

L’operazione è stata realizzata attraverso Sebino Service Srl, la società del gruppo specializzata nella manutenzione e nella gestione evolutiva degli impianti antincendio, e rappresenta un ulteriore passo nella strategia di crescita e consolidamento territoriale del gruppo.

Grazie all’ingresso di AVE Antincendi, Sebino rafforza il proprio presidio al centro-sud e in particolare nelle Marche, territorio caratterizzato da un tessuto industriale dinamico e da numerose realtà produttive e infrastrutturali che richiedono sistemi avanzati di protezione antincendio. Prosegue così la strategia di crescita dell’azienda, basata sull’acquisizione di numerose piccole imprese locali, con l’obiettivo di integrare manodopera qualificata e una profonda conoscenza del territorio. Questo modello consente a Sebino di garantire ai propri clienti un servizio di prossimità sempre più capillare e permette al gruppo di rafforzare la propria presenza sul territorio nazionale, arrivando a contare 11 sedi in Italia (Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Sardegna).

Fondata oltre cinquant’anni fa, AVE Antincendi si è affermata come punto di riferimento locale per la progettazione, installazione e manutenzione di sistemi antincendio, sviluppando nel tempo competenze tecniche consolidate e relazioni di lungo periodo con il tessuto imprenditoriale del territorio.

L’amministratore e attuale titolare proseguirà a guidare la società, garantendo continuità operativa e contribuendo allo sviluppo commerciale e tecnico dell’attività nel territorio marchigiano e nell’area del Medio-Basso Adriatico.

“Questa operazione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Sebino Service”, commenta Walter Vignandel, CEO di Sebino Service. “AVE Antincendi è una realtà storica con competenze tecniche solide e un forte radicamento territoriale. L’ingresso nel Gruppo Sebino ci consente di rafforzare il presidio nelle Marche e di integrare esperienze e professionalità con l’obiettivo di offrire ai clienti servizi sempre più evoluti lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi antincendio e di sicurezza integrata”.

 Soddisfazione anche da parte della proprietà di AVE Antincendi, che vede nell’ingresso nel Gruppo Sebino un’opportunità di sviluppo mantenendo al contempo la propria identità territoriale.

“Entrare a far parte del Gruppo Sebino rappresenta per noi una evoluzione naturale”, dichiara Alioscia Brugiati, titolare di AVE Antincendi “Negli anni abbiamo costruito relazioni solide con clienti e partner del territorio. L’ingresso in un gruppo strutturato come Sebino ci permetterà di rafforzare ulteriormente le nostre competenze e di offrire servizi ancora più completi, mantenendo la vicinanza e l’attenzione che da sempre caratterizzano la nostra attività”.

L’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo del gruppo bergamasco, orientata a rafforzare la presenza sul territorio nazionale e a consolidare competenze specialistiche nella protezione antincendio e sicurezza integrata per infrastrutture industriali e contesti produttivi complessi.

Fondazione Ugo e Olga Levi: il IV Convegno annuale Alumni LEVI

Il 20 e 21 marzo 2026 la Fondazione Ugo e Olga Levi di Venezia ospita il IV Convegno Annuale Alumni LEVI, dal titolo Popolare di suoni. Pratiche, culture e diffusioni della popolarità in musica, promosso dalla comunità degli Alumni LEVIcampus.

L’edizione 2026 è dedicata al tema del “popolare” nelle sue molteplici articolazioni storiche, estetiche e mediali, con l’obiettivo di interrogare criticamente categorie quali folklore, musica popolare/folk, popular e pop. Il convegno si propone di indagare processi di popolarizzazione, meccanismi di successo e costruzione del pubblico, fenomeni di divismo e fandom, nonché le relazioni tra musica d’arte e culture musicali di ampia diffusione, in una prospettiva che abbraccia epoche e contesti geografici differenti.

Il programma si articola in tre sessioni distribuite nelle due giornate, con interventi di studiose e studiosi provenienti da diverse università e centri di ricerca italiani. Tra i momenti di rilievo, la lecture del Prof. Jacopo Tomatis, dedicata a un’archeologia del “popolare” musicale in Italia da Antonio Gramsci alla contemporaneità, l’introduzione del Prof. Sandro Cappelletto e la conclusione del prof. Maurizio Agamennone.

Particolare attenzione sarà dedicata alle intersezioni tra produzione musicale, media e industrie culturali, nonché ai processi di democratizzazione e digitalizzazione che ridefiniscono oggi le modalità di accesso, consumo e diffusione della musica.

Gli Alumni LEVI, nati nel 2020 all’interno delle attività del LEVIcampus, seminari interdisciplinari per dottorati con discipline musicologiche organizzati dalla Fondazione Levi, rappresentano una comunità di giovani ricercatrici e ricercatori in ambito musicologico impegnati nella promozione del dialogo scientifico e nella valorizzazione della ricerca contemporanea. Attraverso convegni annuali, pubblicazioni e progetti divulgativi, il gruppo contribuisce attivamente al dibattito nazionale sulle trasformazioni della musicologia e sulle nuove prospettive di studio delle pratiche musicali.

«Il gruppo AlumniLevi è una delle realtà della Fondazione Levi di maggior interesse.» afferma Roberto Calabretto, presidente del Comitato scientifico «Il tradizionale convegno raccoglie i risultati di ricerca di giovani studiosi che poi si confrontano e si si scambiano punti di vista. Una preziosa opportunità che raramente si può trovare in altri contesti».

Il IV Convegno Annuale AlumniLevi si conferma così come un appuntamento di rilievo nel panorama della ricerca musicologica italiana, offrendo uno spazio di confronto autorevole ai giovani ricercatori sui temi della popolarità e della circolazione musicale nella società contemporanea.

50 anni di Acer interpretati da studenti di arte e design

Milano, 10 marzo 2026 – Sono i nativi digitali a interpretare e raccontare le tecnologie del passato con l’occhio della loro generazione, la Gen Z . Oggi Acer EMEA celebra 50 anni di innovazione con una mostra speciale che intreccia tecnologia, arte e progettazione contemporanea, presentata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, e poi esposta nella sede centrale europea svizzera di Bioggio.

 

Intitolata “The Arc of Innovation – From Microprocessor to Mind-partners (1976–2026)”, l’esposizione ripercorre mezzo secolo di evoluzione tecnologica e culturale attraverso sei prodotti iconici dell’azienda, messi in dialogo con sei installazioni originali realizzate da studenti provenienti da ambiti diversi – fashion design, scultura, interior design, scenografia, pittura e new media.
I quindici studenti protagonisti delle opere provengono da tre università milanesi – Accademia di Brera, Raffles e Politecnico di Milano – sono i futuri leader di domani. Il e il loro sguardo sul passato, sul presente e sul futuro della tecnologia diventa così uno strumento per immaginare quali potranno essere le priorità delle imprese nei prossimi anni.

 

La selezione dei sei prodotti non è casuale: ognuno rappresenta un momento chiave della storia dell’innovazione di Acer. Nel corso dei suoi primi cinquant’anni, l’azienda ha spesso anticipato il mercato, sviluppando tecnologie pionieristiche quando l’ecosistema non era ancora pronto ad accoglierle. Molte di queste innovazioni hanno trovato piena maturità solo anni dopo, dimostrando la capacità di Acer di interpretare in anticipo le traiettorie della trasformazione digitale.

 

La mostra non è una retrospettiva celebrativa, ma un dialogo tra generazioni. In 50 anni, Acer EMEA ha contribuito a democratizzare l’accesso al digitale, a rendere la mobilità uno standard, a sperimentare nuove interfacce e, oggi, a ridefinire il ruolo del computer come partner intelligente.

 

Cinquant’anni fa Acer è stata forndata su un’idea semplice ma ambiziosa: abbattere le barriere tra le persone e la tecnologia – ha sottolineato Cristina Pez, Director Commercial Marketing and Go-to-Market at Acer EMEA – Questa visione è rimasta invariata nel tempo ed è il filo conduttore che lega il Micro-Professor di ieri ai PC AI-Native di oggi. La nostra forza è sempre stata la coerenza: nelle scelte strategiche, nel modello di business, nella fiducia costruita insieme al nostro ecosistema di partner. Allo stesso tempo, abbiamo mantenuto un approccio profondamente umano, ascoltando il mercato, investendo nel servizio e mettendo la sostenibilità al centro delle nostre decisioni. In un mondo che evolve rapidamente, continuiamo a guardare avanti con la stessa determinazione delle origini, creando tecnologie che non siano solo strumenti, ma veri partner intelligenti al servizio delle persone e della società.”

 

“Arc of Innovation” diventa così non solo la celebrazione di un anniversario, ma la dimostrazione concreta di come innovazione, visione e capacità di anticipare il cambiamento siano stati – e continuino a essere – i pilastri di un percorso che, dal microprocessore all’AI-Native PC, guarda con determinazione ai prossimi 50 anni.

 

La mostra

Micro-Professor MPF-I [1981]

Acer Micro-Professor rappresenta uno dei primi segnali della rivoluzione informatica resa possibile dal microprocessore, che negli anni Settanta iniziò a portare l’elettronica e nuove forme di intrattenimento nelle case. Questa trasformazione tecnologica si riflette anche nella dimensione quotidiana evocata dall’opera “Jell’O Clock”, dove una gelatina trasparente racchiude oggetti simbolo dell’epoca – la cassetta audio, la Polaroid e il telefono a filo. Se il Micro-Professor indica l’avvio di una nuova era tecnologica, l’opera ne conserva invece la memoria materiale, trasformando questi dispositivi in frammenti di una rivoluzione culturale sospesa tra innovazione e nostalgia.

Acer 500+ PC [1987]

Negli anni del Acer 500+, la tecnologia accessibile e potente per tutti ridefiniva lavoro, apprendimento e comunicazione, incarnando il principio di democratizzazione del «Performance for the People». Studenti, piccole imprese e uffici domestici potevano accedere a strumenti prima riservati alle grandi corporation, con dispositivi compatti, veloci e intuitivi. Il Turbo Mode del 500+ offriva prestazioni potenziate istantaneamente, simbolo di innovazione sottile ma efficace. Parallelamente, l’opera “Citofona che scendo” esplora la connessione umana, dove il citofono funge da soglia tra voci e corpi e la maglieria si costruisce lentamente, punto dopo punto. In entrambe le realtà – tecnologica e artistica – emerge il filo comune della trasformazione del quotidiano: il PC di Acer velocizza e democratizza la comunicazione, mentre il citofono e la maglieria ricordano che la connessione autentica richiede lentezza, cura e presenza.

TravelMate C100 [2002]

Tra il 1990 e il 2010 la tecnologia mobile ha trasformato la vita quotidiana e la percezione del sé. Il telefono cellulare, da lusso a oggetto di massa, ha introdotto la connettività costante e ridefinito comunicazione e accesso all’informazione. Dispositivi come l’Acer TravelMate C100, primo Tablet PC convertibile, univano la potenza di un laptop alla flessibilità di un taccuino digitale, anticipando i dispositivi 2-in-1 e il concetto di “sé connesso”. In parallelo, l’opera “404 – Satisfaction not found” evidenzia l’aspetto culturale della rivoluzione: i telefoni diventano simboli di status e desiderio, mentre le mani intrecciate rappresentano la folla ossessiva che rincorre l’ultimo modello, mostrando l’ambivalenza tra entusiasmo tecnologico e consumismo. Tecnologia e arte riflettono così due facce dello stesso fenomeno: la mobilità digitale democratizza informazioni e lavoro, ma trasforma anche dispositivi iconici in finestre su identità, cultura e dilemmi esistenziali.

Acer Iconia Dual Screen [2011]

Il passaggio dai pulsanti e dalle tastiere fisiche allo smartphone ha trasformato radicalmente l’interazione tra persone e tecnologia. Con servizi cloud, streaming media e intelligenza artificiale integrata, i contenuti non si possiedono più, ma si accedono e si personalizzano. L’Acer Iconia Dual Screen sperimenta nuove interfacce, sostituendo tastiera e trackpad con un secondo display touch, anticipando i dispositivi 2-in-1 e l’evoluzione della Human-Computer Interaction. Parallelamente, l’opera “Il trionfo del gesto” evidenzia il passaggio dalla resistenza meccanica al gesto diretto, con pannelli anamorfici che rivelano l’impronta digitale come testimonianza del nuovo rapporto fisico tra corpo e tecnologia. Insieme, Iconia e l’opera mostrano come la tecnologia diventi estensione del gesto umano, con la superficie touch come nuovo spazio di espressione e consumo, dove il virtuale e il reale si ridefiniscono attraverso movimento, intuito e contatto diretto.

Vero notebook [2022]

As the environmental crisis became a global priority, Acer realised that innovation could no longer be about speed alone; it had to be about sustainability. La decade 2016-2026 vede la nascita della linea Vero, realizzata con materiali riciclati e progettata per riparazione e riciclo, a dimostrazione che alte prestazioni e sostenibilità possono coesistere. Ma anche una risposta concreta all’imperativo della salvaguardia del pianeta. Con l’opera “Maneggiare con indifferenza” il nostro ambiente più familiare perde la sua vitalità, mentre lo schermo del PC continua a proiettare uno sfondo neutro, rassicurante e artificiale, mostrando come il nostro sguardo possa essere anestetizzato: vediamo tutto e allo stesso tempo non vediamo nulla. L’assenza del tasto ESC elimina la possibilità di interrompere, di uscire, di prendere distanza. È la metafora di un tempo senza pausa, in cui si resta connessi anche quando sarebbe necessario fermarsi. In questo decennio, l’idea di “disconnessione” diventa sempre più teorica, mentre la realtà continua a premere senza offrire vie di fuga.

TravelMate P6 Copilot+ PC [2026]

Il nostro presente è caratterizzato dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale Generativa e dall’integrazione tra mondi fisico e digitale, resa possibile da reti ad alta velocità, dispositivi wearable e sistemi intelligenti. Il TravelMate P6 Copilot+ rappresenta l’apice del PC AI-Native, con unità neurali dedicate e funzioni proattive come gestione dei flussi di lavoro, traduzione in tempo reale e ottimizzazione autonoma delle risorse. L’opera “Under the Fog riflette le dinamiche della nuova era: la scelta di cosa osservare o trascurare modella la realtà, e cambiare prospettiva rivela spazi di possibilità e desiderio. Tecnologia e arte mostrano insieme come potenza digitale e gestione consapevole dell’attenzione determinino significato e impatto sulle azioni nel mondo.