Milano, 10 marzo 2026 – Sono i nativi digitali a interpretare e raccontare le tecnologie del passato con l’occhio della loro generazione, la Gen Z . Oggi Acer EMEA celebra 50 anni di innovazione con una mostra speciale che intreccia tecnologia, arte e progettazione contemporanea, presentata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, e poi esposta nella sede centrale europea svizzera di Bioggio.
Intitolata “The Arc of Innovation – From Microprocessor to Mind-partners (1976–2026)”, l’esposizione ripercorre mezzo secolo di evoluzione tecnologica e culturale attraverso sei prodotti iconici dell’azienda, messi in dialogo con sei installazioni originali realizzate da studenti provenienti da ambiti diversi – fashion design, scultura, interior design, scenografia, pittura e new media.
I quindici studenti protagonisti delle opere provengono da tre università milanesi – Accademia di Brera, Raffles e Politecnico di Milano – sono i futuri leader di domani. Il e il loro sguardo sul passato, sul presente e sul futuro della tecnologia diventa così uno strumento per immaginare quali potranno essere le priorità delle imprese nei prossimi anni.
La selezione dei sei prodotti non è casuale: ognuno rappresenta un momento chiave della storia dell’innovazione di Acer. Nel corso dei suoi primi cinquant’anni, l’azienda ha spesso anticipato il mercato, sviluppando tecnologie pionieristiche quando l’ecosistema non era ancora pronto ad accoglierle. Molte di queste innovazioni hanno trovato piena maturità solo anni dopo, dimostrando la capacità di Acer di interpretare in anticipo le traiettorie della trasformazione digitale.
La mostra non è una retrospettiva celebrativa, ma un dialogo tra generazioni. In 50 anni, Acer EMEA ha contribuito a democratizzare l’accesso al digitale, a rendere la mobilità uno standard, a sperimentare nuove interfacce e, oggi, a ridefinire il ruolo del computer come partner intelligente.
“Cinquant’anni fa Acer è stata forndata su un’idea semplice ma ambiziosa: abbattere le barriere tra le persone e la tecnologia – ha sottolineato Cristina Pez, Director Commercial Marketing and Go-to-Market at Acer EMEA – Questa visione è rimasta invariata nel tempo ed è il filo conduttore che lega il Micro-Professor di ieri ai PC AI-Native di oggi. La nostra forza è sempre stata la coerenza: nelle scelte strategiche, nel modello di business, nella fiducia costruita insieme al nostro ecosistema di partner. Allo stesso tempo, abbiamo mantenuto un approccio profondamente umano, ascoltando il mercato, investendo nel servizio e mettendo la sostenibilità al centro delle nostre decisioni. In un mondo che evolve rapidamente, continuiamo a guardare avanti con la stessa determinazione delle origini, creando tecnologie che non siano solo strumenti, ma veri partner intelligenti al servizio delle persone e della società.”
“Arc of Innovation” diventa così non solo la celebrazione di un anniversario, ma la dimostrazione concreta di come innovazione, visione e capacità di anticipare il cambiamento siano stati – e continuino a essere – i pilastri di un percorso che, dal microprocessore all’AI-Native PC, guarda con determinazione ai prossimi 50 anni.
La mostra
Micro-Professor MPF-I [1981]
Acer Micro-Professor rappresenta uno dei primi segnali della rivoluzione informatica resa possibile dal microprocessore, che negli anni Settanta iniziò a portare l’elettronica e nuove forme di intrattenimento nelle case. Questa trasformazione tecnologica si riflette anche nella dimensione quotidiana evocata dall’opera “Jell’O Clock”, dove una gelatina trasparente racchiude oggetti simbolo dell’epoca – la cassetta audio, la Polaroid e il telefono a filo. Se il Micro-Professor indica l’avvio di una nuova era tecnologica, l’opera ne conserva invece la memoria materiale, trasformando questi dispositivi in frammenti di una rivoluzione culturale sospesa tra innovazione e nostalgia.
Acer 500+ PC [1987]
Negli anni del Acer 500+, la tecnologia accessibile e potente per tutti ridefiniva lavoro, apprendimento e comunicazione, incarnando il principio di democratizzazione del «Performance for the People». Studenti, piccole imprese e uffici domestici potevano accedere a strumenti prima riservati alle grandi corporation, con dispositivi compatti, veloci e intuitivi. Il Turbo Mode del 500+ offriva prestazioni potenziate istantaneamente, simbolo di innovazione sottile ma efficace. Parallelamente, l’opera “Citofona che scendo” esplora la connessione umana, dove il citofono funge da soglia tra voci e corpi e la maglieria si costruisce lentamente, punto dopo punto. In entrambe le realtà – tecnologica e artistica – emerge il filo comune della trasformazione del quotidiano: il PC di Acer velocizza e democratizza la comunicazione, mentre il citofono e la maglieria ricordano che la connessione autentica richiede lentezza, cura e presenza.
TravelMate C100 [2002]
Tra il 1990 e il 2010 la tecnologia mobile ha trasformato la vita quotidiana e la percezione del sé. Il telefono cellulare, da lusso a oggetto di massa, ha introdotto la connettività costante e ridefinito comunicazione e accesso all’informazione. Dispositivi come l’Acer TravelMate C100, primo Tablet PC convertibile, univano la potenza di un laptop alla flessibilità di un taccuino digitale, anticipando i dispositivi 2-in-1 e il concetto di “sé connesso”. In parallelo, l’opera “404 – Satisfaction not found” evidenzia l’aspetto culturale della rivoluzione: i telefoni diventano simboli di status e desiderio, mentre le mani intrecciate rappresentano la folla ossessiva che rincorre l’ultimo modello, mostrando l’ambivalenza tra entusiasmo tecnologico e consumismo. Tecnologia e arte riflettono così due facce dello stesso fenomeno: la mobilità digitale democratizza informazioni e lavoro, ma trasforma anche dispositivi iconici in finestre su identità, cultura e dilemmi esistenziali.
Acer Iconia Dual Screen [2011]
Il passaggio dai pulsanti e dalle tastiere fisiche allo smartphone ha trasformato radicalmente l’interazione tra persone e tecnologia. Con servizi cloud, streaming media e intelligenza artificiale integrata, i contenuti non si possiedono più, ma si accedono e si personalizzano. L’Acer Iconia Dual Screen sperimenta nuove interfacce, sostituendo tastiera e trackpad con un secondo display touch, anticipando i dispositivi 2-in-1 e l’evoluzione della Human-Computer Interaction. Parallelamente, l’opera “Il trionfo del gesto” evidenzia il passaggio dalla resistenza meccanica al gesto diretto, con pannelli anamorfici che rivelano l’impronta digitale come testimonianza del nuovo rapporto fisico tra corpo e tecnologia. Insieme, Iconia e l’opera mostrano come la tecnologia diventi estensione del gesto umano, con la superficie touch come nuovo spazio di espressione e consumo, dove il virtuale e il reale si ridefiniscono attraverso movimento, intuito e contatto diretto.
Vero notebook [2022]
As the environmental crisis became a global priority, Acer realised that innovation could no longer be about speed alone; it had to be about sustainability. La decade 2016-2026 vede la nascita della linea Vero, realizzata con materiali riciclati e progettata per riparazione e riciclo, a dimostrazione che alte prestazioni e sostenibilità possono coesistere. Ma anche una risposta concreta all’imperativo della salvaguardia del pianeta. Con l’opera “Maneggiare con indifferenza” il nostro ambiente più familiare perde la sua vitalità, mentre lo schermo del PC continua a proiettare uno sfondo neutro, rassicurante e artificiale, mostrando come il nostro sguardo possa essere anestetizzato: vediamo tutto e allo stesso tempo non vediamo nulla. L’assenza del tasto ESC elimina la possibilità di interrompere, di uscire, di prendere distanza. È la metafora di un tempo senza pausa, in cui si resta connessi anche quando sarebbe necessario fermarsi. In questo decennio, l’idea di “disconnessione” diventa sempre più teorica, mentre la realtà continua a premere senza offrire vie di fuga.
TravelMate P6 Copilot+ PC [2026]
Il nostro presente è caratterizzato dalla diffusione dell’Intelligenza Artificiale Generativa e dall’integrazione tra mondi fisico e digitale, resa possibile da reti ad alta velocità, dispositivi wearable e sistemi intelligenti. Il TravelMate P6 Copilot+ rappresenta l’apice del PC AI-Native, con unità neurali dedicate e funzioni proattive come gestione dei flussi di lavoro, traduzione in tempo reale e ottimizzazione autonoma delle risorse. L’opera “Under the Fog riflette le dinamiche della nuova era: la scelta di cosa osservare o trascurare modella la realtà, e cambiare prospettiva rivela spazi di possibilità e desiderio. Tecnologia e arte mostrano insieme come potenza digitale e gestione consapevole dell’attenzione determinino significato e impatto sulle azioni nel mondo.