Passaggio generazionale, CNA Milano lancia l’allarme: 125mila imprese coinvolte nei prossimi 10 anni

Il nodo del passaggio generazionale entra con forza nell’agenda economica di Milano e della sua provincia. Come evidenziato da CNA Milano, sul territorio sono infatti circa 35.000 le imprese guidate da imprenditori over 70 che si trovano già nella fase più delicata della successione, mentre 135.000 aziende condotte da imprenditori over 60 si avvicinano al ricambio. Inoltre nei prossimi dieci anni il fenomeno potrà interessare oltre 125.000 attività produttive, con effetti diretti sulla continuità aziendale, sull’occupazione e sulla tutela delle competenze maturate nel tempo.

In un territorio che concentra una parte rilevante della ricchezza prodotta a livello nazionale, il ricambio generazionale assume un valore strategico. La sfida coinvolge soprattutto artigiani, micro e piccole imprese, pilastro del tessuto economico milanese, chiamate oggi a gestire una transizione decisiva per garantire continuità, occupazione e competitività.

“I dieci anni indicati come orizzonte temporale possono sembrare lontani, ma il fatto che oltre centomila imprese del nostro territorio siano chiamate ad affrontare il passaggio generazionale impone di intervenire subito – sottolinea Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. CNA sta ponendo grande attenzione su questo tema perché riguarda la tenuta economica di Milano e della sua provincia. Per la prima volta nella storia del lavoro convivono quattro generazioni diverse e già oggi si registrano passaggi che guardano direttamente ai nipoti, saltando la generazione intermedia: un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni”.

Il quadro locale si inserisce in una dinamica nazionale sempre più evidente. La trasmissione d’impresa si conferma infatti una delle sfide decisive per il futuro del sistema produttivo italiano: nei prossimi anni oltre un milione di imprese dovrà confrontarsi con le criticità del passaggio generazionale. È quanto emerge dall’indagine realizzata da CNA, che ha coinvolto oltre 2mila imprenditori su tutto il territorio nazionale.

I numeri dell’indagine parlano chiaro: in Italia oltre l’80% degli imprenditori over 40 ha già affrontato il tema della trasmissione della propria attività. Tuttavia, più della metà non ha ancora avviato azioni concrete per pianificare il passaggio di testimone. Un ritardo che rischia di trasformarsi in un freno per la competitività delle imprese.

“Così come è delicato formare e inserire nuovi collaboratori, altrettanto complesso è individuare nuovi imprenditori pronti a subentrare nella guida dell’azienda, soprattutto al di fuori della famiglia – afferma Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Sono due sfide che viaggiano su binari paralleli e che richiedono formazione, innovazione e una stretta collaborazione con le istituzioni e con CNA per orientarsi nei mercati del futuro. Servono inoltre maggiori risorse economiche e un forte investimento nel mentoring: l’accompagnamento che l’imprenditore a fine carriera può offrire a chi subentra, mettendo a disposizione esperienza, competenze e visione. Non è solo una questione tecnica, ma anche di sensibilità ed empatia”.

La trasmissione si conferma più efficace in ambito familiare, dove il passaggio generazionale va a buon fine nel 63,7% dei casi. Al contrario, emergono forti criticità nelle cessioni a dipendenti o a terzi: mancano acquirenti, risorse finanziarie e spesso anche condizioni di accordo soddisfacenti. Tra chi prova a vendere sul mercato, quasi nessuno riesce a concludere l’operazione e quasi il 30% delle piccole imprese affronta forti difficoltà nel percorso di trasmissione. Un dato che segnala una criticità strutturale e che rischia di compromettere la continuità di una parte rilevante del tessuto produttivo nazionale.

A pesare sul processo intervengono anche fattori esterni: burocrazia eccessiva, pressione fiscale elevata, costo del lavoro e carenza di personale qualificato rappresentano barriere che rallentano non solo la nascita di nuove imprese, ma anche la continuità di quelle esistenti. Il tema si intreccia inoltre con quello della trasmissione delle competenze. In particolare nell’artigianato, dove impresa e “saper fare” coincidono, il rischio non è soltanto la chiusura dell’attività, ma la perdita di conoscenze che costituiscono un patrimonio unico del Paese.

Il quadro si complica ulteriormente alla luce delle trasformazioni demografiche. I giovani imprenditori under 40 rappresentano appena l’11,3% del campione, mentre cresce il peso delle classi più anziane. Una dinamica che incide non solo sulla trasmissione delle imprese, ma anche su quella delle competenze, elemento distintivo dell’artigianato e della qualità italiana. Proprio l’artigianato, tuttavia, mostra segnali di resilienza: il 68,1% dei giovani imprenditori opera in questo ambito, confermandone l’attrattività e il ruolo strategico per il futuro del Paese.

L’indagine evidenzia anche gli ostacoli strutturali al fare impresa: burocrazia eccessiva (46,2%), pressione fiscale (44%), costo del lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato. A questi si aggiunge un nodo sempre più critico: l’accesso al credito. Negli ultimi anni si registra una riduzione significativa del supporto bancario, soprattutto per micro e piccole imprese, penalizzando in particolare chi intende acquistare un’attività esistente.

Nonostante le difficoltà, resta elevata la soddisfazione per la scelta imprenditoriale: oltre l’83% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto. Un segnale importante, che testimonia la resilienza e la determinazione del tessuto imprenditoriale italiano.

RC auto: stop della Cassazione alle penali per chi sceglie il proprio carrozziere

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 10797 del 23 aprile 2026) riaccende il dibattito sulle clausole assicurative che impongono costi maggiorati a chi, in caso di sinistro, decide di non rivolgersi a una carrozzeria convenzionata con la propria compagnia.

 

La Suprema Corte ha infatti rimesso in discussione la legittimità di tali pratiche, sollevando seri dubbi sulla validità delle clausole che prevedono penali, franchigie o scoperti per gli automobilisti che scelgono liberamente a quale autoriparatore affidare il proprio veicolo.

 

Secondo i giudici, tali clausole potrebbero risultare illegittime, di natura vessatoria e quindi nulle, qualora limitino concretamente la libertà di scelta del consumatore creando un “significativo squilibrio” a suo danno.

La vicenda giudiziaria nasce da una controversia in cui una compagnia applicava una franchigia del 20% agli assicurati che optavano per una carrozzeria indipendente. Dopo sentenze contrastanti tra primo grado e appello, la Cassazione ha annullato la decisione favorevole all’assicurazione, imponendo un nuovo esame che valuti l’effettiva compressione del diritto di scelta e l’accesso al mercato. L’ordinanza è stata accolta con grande favore dal mondo dell’artigianato.

 

Questa ordinanza della Cassazione è un passo fondamentale per ripristinare la legalità e la correttezza nel mercato dell’autoriparazione – afferma Andrea Lopane, Presidente di CNA Carrozzieri Lombardia -. Da anni come CNA denunciamo che le clausole di risarcimento in forma specifica, accompagnate da franchigie punitive anche del 20%, non sono un servizio per l’assicurato, ma uno strumento di coercizione economica. Il cittadino viene spinto forzatamente verso le reti fiduciarie delle compagnie, svuotando di significato il diritto alla libera scelta sancito dal Codice delle Assicurazioni. Una clausola che ti punisce economicamente se vai dal tuo carrozziere di fiducia è una clausola vessatoria, e i giudici stanno finalmente iniziando a riconoscerlo in modo netto; come CNA Lombardia continueremo a difendere le nostre imprese da queste logiche di canalizzazione forzata che alterano la concorrenza e calpestano il lavoro degli artigiani indipendenti, che fondano la loro attività sulla qualità della riparazione e sulla fiducia del cliente, non su accordi al ribasso imposti dalle compagnie”.

 

Per CNA Carrozzieri Lombardia non si può pagare diversamente lo stesso danno solo perché l’assicurato sceglie un operatore indipendente invece di uno convenzionato. Questo meccanismo altera il mercato, colpisce l’artigianato e comprime la libertà contrattuale. Tuttavia, il rischio ora è che le compagnie provino a riformulare le clausole, cambiandone la veste ma non la sostanza.  Per questo Lopane auspica un intervento del legislatore, anche nell’ambito delle prossime misure in materia di RC Auto e concorrenza, per ribadire in modo chiaro che ogni clausola diretta a penalizzare la libera scelta del riparatore deve essere considerata nulla, abusiva e contraria ai principi del Codice del Consumo. Il libero accesso al mercato non può essere sacrificato alle speculazioni delle imprese assicurative.

ABB RobotStudio Cup 2026: la robotica come ponte tra formazione e industria

Incentivare lo sviluppo delle competenze tecniche tra i giovani e favorire percorsi concreti di innovazione all’insegna della collaborazione tra industria e mondo della scuola: sono questi gli obiettivi che stanno alla base di ABB RobotStudio Cup 2026, il progetto educativo promosso e realizzato da ABB Robotics, leader internazionale nell’ambito della robotica.

Riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in ambito scientifico-tecnologico nel “Programma per la valorizzazione delle eccellenze”, la competizione ha una formula di successo, che ogni anno cresce, coinvolgendo un numero sempre maggiore di giovani talenti e di realtà formative italiane e internazionali: complessivamente sono 70 gli istituti che partecipano a questa ottava edizione, di cui ben 56 scuole superiori italiane, 13 tra università e ITS del nostro Paese e 3 istituti esteri (provenienti da Repubblica Ceca, Cina e Spagna). I giovani che hanno preso parte al progetto sono stati complessivamente circa 900 e, tra questi, circa 300 parteciperanno alle giornate della fase finale della competizione.

 

“ABB RobotStudio Cup 2026 rappresenta l’evoluzione della ABB RoboCup, già riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, divenuta in questi anni un punto di riferimento a livello nazionale nella progettualità di iniziative volte a creare un ponte tra industria e mondo della scuola. L’iniziativa si rivolge ai giovani studenti accomunati dalla passione per la robotica ed è finalizzata allo sviluppo di competenze specifiche, stimolando una competizione virtuosa finalizzata a far emergere i giovani talenti e a sviluppare le competenze dei professionisti del futuro – spiega Leonardo Leani, Presidente di ABB Robotics Italy -. In particolare, con questa edizione, abbiamo voluto valorizzare RobotStudio, la nostra piattaforma software per la simulazione e la programmazione offline dei robot industriali, essenziale per le innovazioni in ambito Physical AI”.

 

Dopo la fase preliminare, che ha preso il via a inizio di questo anno scolastico, è in pieno svolgimento attualmente la fase della competizione durante la quale le scuole affrontano prove utili ad accumulare punti in vista della finale. E la finale avrà, anche quest’anno, quale suo palcoscenico Bergamo, che la ospiterà il 12 e 13 maggio. La cerimonia conclusiva si terrà il 13 maggio alle ore 16 presso il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo.

 

“In considerazione del gran numero di scuole partecipanti e con l’obiettivo di dare più spazio ai finalisti, – spiega Maurizio Lepori, Educational Manager di ABB Robotics Italyquest’anno abbiamo deciso di sviluppare questa fase su due giornate. In particolare, mentre le prove per le scuole superiori si terranno presso la sede di Confindustria Bergamo e al Kilometro Rosso, quelle per università e ITS si svolgeranno presso la sede di Fondazione Dalmine. Si tratta di eccellenze riconosciute a livello nazionale per il loro impegno nell’innovazione e nella formazione dei giovani”.

 

In occasione dell’evento, che vede il coinvolgimento dell’intero team ABB Robotics Italy, verrà riproposta per il secondo anno consecutivo anche la RobotStudio Cup Junior, che coinvolge le scuole secondarie di primo grado: anche le scuole medie parteciperanno alla cerimonia di premiazione, contribuendo a rendere il momento conclusivo ancora più inclusivo e rappresentativo del percorso educativo.

 

Durante la premiazione sarà inoltre assegnato il Premio Buffoli, riconoscimento offerto dall‘azienda a uno degli istituti che eccellerà tra gli altri. Tra i riconoscimenti, il più importante sarà il titolo Global, assegnato alle migliori realtà in gara a livello internazionale, per il quale concorrerà anche il miglior istituto italiano.

 

“Bergamo rappresenta una delle più importanti piattaforme manifatturiere del Paese, oltre che un territorio aperto all’innovazione tecnologica e all’automazione più avanzata – conclude Leonardo Leani -. La sede ideale per una manifestazione di valore riconosciuto come ABB RobotStudio Cup 2026”.

 

L’iniziativa si svolge con il patrocinio e la collaborazione di: BAIT, BergamoScienza, Brembo, Buffoli, Confindustria Bergamo, Istituto Ettore Majorana, Exsensia, Fondazione Dalmine, Fondazione UCIMU, IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, Consorzio Intellimech, JOiiNT LAB, Kilometro Rosso, Solema, SIRI – Associazione Italiana di Robotica e Automazione, Università degli Studi di Bergamo; e con il supporto di numerosi ABB Authorized Value Provider, come: ADS Automation, Alfa Robotica, Automazioni Industriali, Buffoli, Elettrocablaggi, Neocodex, SIR.

 

HIP Horeca Professional Expo debutta a BolognaFiere: innovazione, formazione e networking al centro dell’hospitality 4.0

Bologna, 27 aprile 2026 – Contenuti formativi, aree espositive e occasioni di networking, il futuro dell’ospitalità arriva a BolognaFiere dal 19 al 21 ottobre 2026.
HIP – Horeca Professional Expo porta per la prima volta in Italia uno dei più rilevanti format europei dedicati all’innovazione 4.0 del mondo Ho.Re.Ca. Si tratta infatti dell’unica piattaforma di business professionale del settore, che genera un ecosistema di innovazione per imprenditori e decision-makers.

Il focus della manifestazione sarà il Congresso Hospitality 4.0, che riunirà oltre 400 relatori provenienti da diversi Paesi e proporrà un programma articolato in più di 20 summit verticali, dedicati ai diversi segmenti dell’ospitalità. I contenuti verteranno su come le aziende del settore possano diventare più competitive attraverso la gestione e la differenziazione. A tal fine, saranno affrontate questioni come la scalabilità e la sostenibilità delle imprese, l’innovazione tecnologica e la carenza di talenti, tra le altre.

HIP, evento multispecialistico che coinvolge l’intero ecosistema dell’ospitalità, prevede un’area espositiva con la partecipazione di oltre 300 aziende, che presenteranno prodotti e servizi per il mondo Horeca. I principali settori protagonisti della manifestazione saranno: Digital World, Smart Kitchens & Equipment, Foodservice Solutions, Design & Experience, Automated Foodservice, Coffee, Bakery & Gelato, Steakhouse, Selected Brands, Wine & Spirits, Health & Safety, New Concepts & Franchises, Delivery & Food As A Service.

L’arrivo di HIP in Italia rappresenta un’estensione di una fiera sviluppata in Spagna, che ha appena concluso la sua decima edizione a Madrid. In essa si è registrata la partecipazione di oltre 60.000 professionisti, più di 1.000 aziende espositrici e oltre 700 relatori internazionali coinvolti nel Congresso Hospitality 4.0, che è diventato il più grande forum mondiale dedicato alle tendenze Ho.Re.Ca. Tutto ciò ha generato un impatto economico di oltre 102 milioni di euro.

Manuel Bueno, direttore di HIP Italia, sottolinea che “con l’evento vogliamo consolidare un punto d’incontro creato da e per il settore dell’ospitalità, in cui i professionisti siano posti al centro per aiutarli a far evolvere le proprie attività verso modelli più competitivi. Per questo motivo, contiamo sulle voci più rilevanti del momento e sugli ultimi sviluppi del mercato, che accelereranno questa trasformazione al fine di ottenere un settore più redditizio, efficiente, sostenibile e resiliente.”

L’appuntamento italiano del prossimo autunno si inserisce in una fase di trasformazione per l’industria dell’ospitalità, interessata da cambiamenti nei modelli di consumo, dall’introduzione di nuove tecnologie e da una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e dell’efficienza operativa. In questo contesto, HIP si propone come occasione di aggiornamento e confronto per operatori e aziende della filiera.

Nel corso delle tre giornate sono attesi oltre 10.000 professionisti, tra imprenditori, manager e operatori del settore, con l’obiettivo di favorire il confronto diretto tra domanda e offerta e l’aggiornamento sulle principali innovazioni disponibili sul mercato. Il programma sarà completato da una serie di attività di networking dedicati alla costruzione di relazioni professionali e di opportunità di collaborazione. Tra queste vi saranno gli Horeca New Business Models Awards, i premi più prestigiosi del settore che riconosceranno le aziende che stanno guidando l’innovazione nell’ospitalità.

Il modello su cui si basa HIP integra infatti momenti di aggiornamento professionale e attività orientate allo sviluppo del business, con l’obiettivo di offrire strumenti utili alle imprese in un contesto competitivo in evoluzione. L’edizione italiana si inserisce in questo percorso, con l’intento di replicare anche nel mercato nazionale un format già testato a livello internazionale.

“L’arrivo di HIP – Horeca Professional Expo a BolognaFiere rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento del nostro posizionamento come piattaforma internazionale per i settori ad alta specializzazione”, dichiara Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere. “Portare in Italia un format di successo europeo significa offrire alle imprese dell’ospitalità uno strumento concreto per affrontare le grandi trasformazioni in atto – dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, fino all’evoluzione dei modelli di consumo. Il nostro obiettivo è creare un ecosistema in cui contenuti, business e networking si integrino, generando opportunità reali per gli operatori e contribuendo alla crescita competitiva dell’intera filiera Ho.Re.Ca., in un contesto sempre più globale e dinamico.”

Milano Design Week: GAPE introduce il design trasformabile delle sorelle Pelucchi

Nata a Bassano Bresciano dall’iniziativa di due giovani imprenditrici, Giulia e Anna Pelucchi, GAPE debutta ufficialmente sulla scena internazionale in occasione della Milano Design Week, portando con sé un progetto che affonda le radici nell’azienda di famiglia.

La nuova startup italiana di arredo contemporaneo ha scelto la prestigiosa cornice di Palazzo Litta, in Corso Magenta nel cuore di Milano, per presentare in anteprima assoluta le sue prime collezioni di imbottiti multifunzionali in poliuretano espanso flessibile.

GAPE nasce da una visione imprenditoriale tutta al femminile, maturata a partire da una profonda conoscenza del materiale e da un legame diretto con il tessuto produttivo locale. Un progetto che interpreta una nuova idea di comfort: evoluto, dinamico e pensato per adattarsi ai ritmi dell’abitare contemporaneo.

Non semplici arredi, ma soluzioni intelligenti progettate per ambienti in continua trasformazione: abitazioni ibride, spazi di lavoro flessibili e contesti pubblici sempre più versatili. I prodotti GAPE si configurano come “oggetti mutevoli”, capaci di cambiare funzione attraverso gesti semplici e intuitivi.

Alla base di ogni prodotto c’è una ricerca approfondita sui materiali e sull’esperienza d’uso. Il poliuretano espanso flessibile, prodotto e lavorato in Italia, garantisce elevati standard di comfort, traspirabilità e durata nel tempo.

I rivestimenti, sempre made in Italy, combinano morbidezza, resistenza e qualità tattile, contribuendo a rendere ogni prodotto adatto a un utilizzo quotidiano intenso, senza rinunciare all’estetica.

“GAPE è l’evoluzione creativa della nostra storia familiare. Una sfida imprenditoriale al femminile dove la tecnica incontra la creatività pura. Siamo partite dalla conoscenza profonda del poliuretano espanso, appresa sul campo sin da piccole, per trasformarlo in un linguaggio progettuale d’avanguardia – dichiarano le sorelle fondatrici Giulia e Anna Pelucchireinterpretando un materiale che fa parte del nostro DNA attraverso un codice estetico inedito e contemporaneo.”

Il progetto si è sviluppato anche grazie alla collaborazione con il designer Riccardo Giovanetti, che ha concepito le collezioni come sistemi aperti e riconfigurabili, in cui gli spazi si adattano alle persone e non viceversa.

Tra gli elementi distintivi del brand, la possibilità di spedire i prodotti sottovuoto: una soluzione che riduce i volumi, ottimizza la logistica e contribuisce alla diminuzione delle emissioni di CO₂.

Alla Milano Design Week, negli spazi di Palazzo Litta, fino a domenica 26 aprile GAPE presenta: la poltrona Hemera con pouf integrato che può essere utilizzato come seduta supplementare o come poggiapiedi. La poltrona NYX con pouf utilizzabile separatamente ma che offre la possibilità di essere trasformata in un comodo letto. Theia, pouf disponibili in due diversi formati che, grazie alla loro particolare dimensione, si possono utilizzare singolarmente, come sedute, poggiapiedi, tavolini oppure sovrapposti uno all’altro.

“Seoul Lifestyle” porta a Milano il Soban tra innovazione tecnologica e cultura tradizionale

Il Soban coreano tradizionale (piccolo tavolo da portata) è presentato sotto una nuova luce alla Milano Design Week.  Mescolando la cultura abitativa tradizionale di Seoul con il nuovo design contemporaneo, questo “Tavolo di Seoul Riconcepito” è pronto a conquistare il palcoscenico globale del design. La Seoul Design Foundation, guidata dal Presidente e CEO Cha Kang-heui, presenta l’esposizione internazionale SEOUL LIFE 2026 MILAN: Heritage Reimagined, Soban all’ADI Design Museum fino al 10 maggio 2026. Presentata dal Governo Metropolitano di Seoul e dalla Seoul Design Foundation in collaborazione con il Museo ADI Design, l’esposizione introduce lo stile di vita e l’identità di design di Seoul a un pubblico globale reinterpretando il soban – simbolo della cultura abitativa tradizionale di Seoul – attraverso il design contemporaneo. Le opere esposte saranno incluse nella collezione al Dongdaemun Design Plaza iconica struttura neofuturistica progettata da Zaha Hadid nel quartiere Dongdaemun di Seoul.

Significato del Soban

Il cuore dell’esposizione è il soban, un oggetto domestico coreano tradizionale che riflette la cultura coreana di sedersi a terra insieme all’usanza della cena individuale (doksang). La sua struttura bassa e portatile, le proporzioni equilibrate e le gambe curve rivelano le caratteristiche che definiscono il design dei mobili coreani plasmate da questo stile di vita. A seconda della regione e dell’artigiano, il soban incarna anche le raffinate tecniche e l’estetica dell’artigianato coreano, con dettagli come giunzioni intricate del legno, finitura laccata e intarsi di madreperla. Con lo sguardo rivolto a questa eredità, l’esposizione reinterpreta il soban come un nuovo oggetto di design combinando tecniche artigianali coreane tradizionali con tecnologie culturali contemporanee, inclusa la stampa 3D e il design basato su AI.

Designer e Team

L’esposizione riunisce 17 designer internazionali, ognuno che presenta opere interpretando lo stile di vita e le tradizioni di Seoul attraverso prospettive distintive.

I designer sono:

  • Jinsik Kim (designer coreano, Studio JINSIK KIM), attivo internazionalmente con opere che enfatizzano forme minimaliste e qualità dei materiali;
  • Donghoon Sohn (designer coreano, Atelier SOHN), il cui lavoro si centra sulla combinazione di forma e funzione attraverso esperimenti con materiali e strutture;
  • Andy&Jong (duo coreano-francese), noto per il lavoro in mobili e design spaziale.

Tra le figure internazionalmente rinomate:

  • Stefano Giovannoni (designer italiano, Giovannoni Design Studio), noto per le sue opere iconiche per Alessi;
  • Anna Gili (designer italiana, Anna Gili Design Studio), acclamata per collaborazioni con Cassina e Alessi;
  • Odile Decq (designer francese, Studio Odile Decq), vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia.

Le Opere:

  • Jinsik Kim presenta “Taking My Snail for a Walk”, ispirato alle linee della pittura orientale, sfumature di inchiostro lavato e motivi “intrecciati” di Mukpododo (Uva d’Inchiostro) della dinastia Joseon, con gambe organiche a forma di vite stampate in 3D che traducono sensibilità tattili tradizionali.
  • Il “Swell series Soban” di Donghoon Sohn reinterpreta la tradizione con forme moderne che riflettono la dinamicità di Seoul e l’architettura DDP, con volumi gonfi e laccatura ottchil lucida (tecnica tradizionale di laccatura coreana, una verniciatura naturale derivata dalla resina dell’albero di lacca) per flusso di luce e ritmo visivo.
  • Andy & Jong (Andy Migevant e Jongwan Kim) hanno progettato “Floating Heritage”, piano laccato ottchil (tecnica tradizionale di laccatura coreana, una verniciatura naturale derivata dalla resina dell’albero di lacca) blu con gambe trasparenti, ricontestualizzando il peso dell’eredità in un oggetto contemporaneo leggero.
  • Il soban “Orion” di Stefano Giovannoni simboleggia i rapporti individuo-comunità attraverso la struttura di un fiore, esprimendo armonia di ordine, crescita e identità uniche.
  • Anna Gili concepisce il soban tradizionale come un oggetto lifestyle amichevole attraverso “MIAWO”, con una struttura che ricorda le gambe di un animale domestico; l’opera unisce il simbolismo della cultura coreana tradizionale a una sensibilità pop-art, catturando i rituali quotidiani di Est e Ovest attraverso il mezzo del tè.
  • Odile Decq presenta “Fluid Maze”, un soban ispirato all’immagine di un labirinto che si sposta fluidamente tra due e tre dimensioni; invece di suggerire un centro unico o una risposta fissa, l’opera enfatizza il processo di movimento ed esplorazione, trasmettendo un messaggio scultoreo radicato in riflessione e scoperta.

La Seoul Design Foundation da tempo supporta l’espansione dei designer coreani sui mercati internazionali, principalmente attraverso Maison&Objet a Parigi; quest’anno ha ampliato la sua piattaforma alla Milan Design Week, epicentro globale dell’industria del design. Le opere presentate saranno incorporate nella collezione DDP, con un’esposizione di follow-up programmata a Seoul nel corso dell’anno. La Fondazione continuerà a sviluppare “Seoul Life” come progetto espositivo globale di punta, rappresentando l’identità di design e lo stile di vita unico di Seoul.

“Questa esposizione illustra come la vita quotidiana e la cultura di Seoul possano essere espresse attraverso il soban coreano tradizionale, rivelando i modi in cui tradizione e design contemporaneo possono unirsi”, ha dichiarato Cha Kang-heui, Presidente e CEO della Seoul Design Foundation. “Continueremo con progetti di design che condividono l’identità di design e lo stile di vita di Seoul con il mondo.”

Karin Ann protagonista all’Urban Jungle durante la Milano Design Week

Nel cuore pulsante della Milano Design Week prende vita Urban Jungle, il progetto immersivo nato all’interno del Green Master Lab dalla collaborazione tra DGreen Design ed European School of Economics. Questa iniziativa trasforma la progettualità artistica in uno strumento educativo potente, avvicinando un pubblico trasversale ai temi della creatività sostenibile.

A potenziare il messaggio multidimensionale di sostenibilità dell’evento, Urban Jungle ospiterà la musica di Karin Ann, attivista LGBTQA+ e icona della Generazione Z con una playlist, selezionata personalmente dall’artista, dalla postazione di DeeJayFox Radio. I suoi testi su uguaglianza di genere, salute mentale e diritti queer – supportati da Spotify EQUAL e acclamati internazionalmente – simboleggiano la sostenibilità sociale, intrecciandola con quella ambientale per un dialogo inclusivo e contemporaneo trasmesso dalla postazione radiofonica dedicata.

Urban Jungle invita tutti a immergersi in un futuro verde e inclusivo durante la Milano Design Week. Urban Jungle rappresenta un’occasione unica per sperimentare come creatività, natura e impegno sociale possano convergere per ispirare un futuro più verde e inclusivo. L’evento è aperto al pubblico fino al 26 aprile in via Tortona 35 dalle 10.00 alle 21.00.

CNA, Premio Cambiamenti 2026: vince la startup lombarda Involve Space

Innovazione, talento e visione del futuro: è la lombarda Involve Space la vincitrice del Premio Cambiamenti 2026, il contest promosso da CNA con la partecipazione di Unioncamere, giunto quest’anno alla nona edizione. Selezionata tra oltre mille startup provenienti da tutta Italia, Involve Space ha conquistato la giuria di esperti distinguendosi per l’idea innovativa. A premiare i vincitori sono stati il Presidente Nazionale CNA Dario Costantini, il segretario generale Otello Gregorini e il presidente di giuria.

Con sede a Como, Involve Space sviluppa piattaforme stratosferiche riutilizzabili a basso impatto ambientale per osservazione della Terra, test tecnologici e ricerca scientifica. Le soluzioni operano come pseudo-satelliti ad alta quota, combinando sostenibilità, dati in tempo reale e innovazione aerospaziale.

“Siamo orgogliosi della vittoria di una start up lombarda, in particolare comasca, al nostro grande contest nazionale – commenta Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Insieme alla vincitrice dell’edizione lombarda di Cambiamenti, l’impresa milanese GenoGra, questa realtà testimonia che la voglia di innovazione sui nostri territori vince nonostante le gravi incertezze del momento. Questi giovani hanno una grande voglia di futuro e sono la nostra speranza.”

A completare il podio sono Kymia e Pestop. Kymia Srl, con sede a Catania, trasforma scarti agricoli, in particolare il mallo del pistacchio di Bronte, in ingredienti bioattivi ad alto valore per cosmetica, nutraceutica e food. Pestop Srl, con sede a Genova, sviluppa una tecnologia automatizzata per la produzione di pesto tradizionale, replicando processi artigianali attraverso un macchinario innovativo brevettato.

Un’edizione che conferma, ancora una volta, il ruolo centrale di artigiani e microimprese come motore di innovazione diffusa: dalla sostenibilità ambientale alla qualità della vita, fino alle tecnologie più avanzate, il cambiamento prende forma nella quotidianità del fare impresa.

Daikin protagonista alla Design Week di Milano con un’esperienza interattiva

In occasione della Milano Design WeekDaikin porta a Solferino 28 la “Città delle Idee”, progettata dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects, un concorso interattivo pensato per coinvolgere il pubblico in modo diretto e stimolante.

Cuore dell’attivazione è un format dinamico con un breve momento di interazione, dove due hostess Daikin pongono alcune domande legate alle abitudini quotidiane di utilizzo dei sistemi di climatizzazione domestica, alla conoscenza delle pompe di calore, alle potenzialità di risparmio energetico e alle soluzioni più efficaci per il massimo comfort in casa. L’esperienza tocca inoltre il tema dell’integrazione tra climatizzatori e sistemi di riscaldamento esistenti, aprendo una riflessione sulle tecnologie più evolute per ridurre consumi e costi.

Il concorso rappresenta un’attività immediata e accessibile che trasforma il dialogo con il pubblico in un’occasione di sensibilizzazione sui temi dell’efficienza energetica e della qualità dell’aria indoor. A rendere l’iniziativa più attrattiva è il sistema di premi: in palio, infatti, un viaggio in Giappone per due persone, alla scoperta della casa madre Daikin, oltre a 10 voucher del valore di 250€ ciascuno per l’acquisto di prodotti Daikin.

L’attivazione si inserisce all’interno dell’allestimento di Solferino 28, dove un ledwall immersivo racconta i valori fondanti del brand, dal benessere abitativo alla responsabilità energetica, ma è proprio il concorso a rappresentare il punto di contatto più diretto con i visitatori, rendendoli protagonisti dell’esperienza.

Con questa iniziativa, Daikin conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura della climatizzazione più consapevole, attraverso un linguaggio coinvolgente e accessibile, capace di unire intrattenimento e informazione in un contesto internazionale come la Milano Design Week.

CNA accelera sulla formazione: pompe di calore, Italia sotto la media europea

L’Europa accelera sull’adozione delle pompe di calore, mentre l’Italia continua a muoversi a un passo molto più lento. Nei 16 principali Paesi europei, il parco installato è passato da 26,1 milioni di unità nel 2024 a 28,2 milioni nel 2025, con una crescita di circa l’8% in un solo anno: un’espansione che conferma come la pompa di calore stia diventando una tecnologia strutturale nel mix energetico europeo. Secondo un’indagine di EHPA (European Heat Pump Association), Il divario tra i Paesi del Nord e il resto d’Europa resta però marcato: la Norvegia guida con 662 pompe di calore ogni 1.000 abitazioni, seguita da Finlandia (548), Svezia (509) e Danimarca (229). L’Italia si ferma a 184 unità, superando di poco la Svizzera (179) ma restando molto distante dalla Germania (63) e soprattutto dal Regno Unito (24). Eppure, anche nei Paesi più freddi, la tecnologia si dimostra pienamente operativa: a Oslo, nel 2025, si sono registrate temperature minime di –14,2 °C e –13,1 °C, mentre nello stesso periodo Milano ha toccato valori non inferiori a –7 °C.
La distanza si conferma anche sul fronte delle vendite annuali per 1.000 abitazioni: Norvegia 43,8, Finlandia 36,2, Svezia 33,5. L’Italia, con 16,3, si mantiene in linea con Francia (16,4) e Paesi Bassi (16,6), ma ancora lontana dai livelli dei Paesi che stanno guidando la transizione. La competitività economica della pompa di calore, inoltre, resta fortemente legata al rapporto tra prezzo dell’elettricità e del gas: la tecnologia risulta particolarmente conveniente quando il costo dell’elettricità è inferiore a 1,5 volte quello del gas, mentre oltre 3,5 volte il vantaggio economico si riduce sensibilmente.
È in questo scenario che CNA Milano con la condivisione e il supporto di CNA Nazionale rilancia il proprio programma nazionale dedicato alla formazione degli installatori e all’accompagnamento delle imprese, confermando che la chiave non è solo la tecnologia, ma la qualità della progettazione, dell’installazione e della gestione degli impianti. Dopo la forte partecipazione registrata nel 2024, quest’anno il progetto grazie anche al coinvolgimento del livello nazionale cresce e si estende a livello nazionale, coinvolgendo tre poli formativi: l’Accademia degli Impiantisti di Busto Arsizio, l’Accademia di Forlì e quella di Roma.
La nuova edizione prevede tre eventi e webinar tecnici gratuiti, il primo già realizzato a MCE, e un percorso pratico in presenza che permetterà ad altri 60 installatori di accedere a corsi fisici avanzati. Una risposta concreta alla necessità crescente di professionalizzare la filiera, in un contesto in cui le pompe di calore richiedono competenze tecniche molto più sofisticate rispetto alla caldaia tradizionale.
Abbiamo voluto portare a MCE un confronto vero, basato su casi concreti e non su approcci teorici: le pompe di calore funzionano se progettate, installate e gestite correttamente, soprattutto in condizioni estreme – dichiara Diego Prati, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti -. È lì che si misura la qualità del lavoro delle imprese. Per questo continuiamo a investire sulla formazione e sulle competenze, evitando però di introdurre nuovi obblighi certificativi che non migliorano la qualità ma rischiano solo di complicare il lavoro.”
Parallelamente riparte anche la linea dedicata alle imprese e all’elettrificazione del calore. Grazie al progetto dello scorso anno, è emersa con chiarezza una forte richiesta di informazioni, accompagnamento tecnico e chiarezza normativa. Per questo, nel 2026 CNA organizzerà tre eventi territoriali, il primo dei quali si è già svolto durante MECSPE a Bologna, coinvolgendo imprese, esperti e istituzioni.
La transizione energetica e il risparmio energetico non si fanno con gli slogan, ma con le competenze. CNA vuole accompagnare installatori e imprese in un percorso concreto, fatto di formazione, casi reali e soluzioni applicabili – afferma Matteo Maria Reale, Presidente CNA Milano -. Le pompe di calore sono una tecnologia matura, ma richiedono professionalità e progettazione: senza qualità non c’è vero cambiamento. Per questo nel 2026 abbiamo scelto di ampliare il progetto a livello nazionale, perché il futuro passa dalla preparazione dei tecnici e dall’informazione alle imprese.
Le analisi tecniche più recenti evidenziano un punto cruciale: la pompa di calore è una tecnologia altamente efficiente, ma non tollera errori di progettazione, installazione o utilizzo. La potenza diminuisce con il calo delle temperature esterne, l’efficienza peggiora se la temperatura di mandata è troppo elevata, e molti utenti non sono abituati a gestire un impianto che funziona in modo diverso dalla caldaia, specie nei giorni più freddi.
Gli ultimi decenni hanno abituato installatori, manutentori e progettisti a una “termotecnica facile”, in cui la caldaia compensava gran parte degli errori. La pompa di calore, invece, richiede competenze, precisione e una corretta informazione del committente. È fondamentale installarla solo dove ci sono le condizioni adatte, evitando interventi forzati che rischiano di generare delusioni nei consumi o nel comfort e di diffondere percezioni negative sulla tecnologia.
Le recenti tensioni geopolitiche stanno mostrando quanto la dipendenza dalle fonti fossili esponga le imprese a rischi e volatilità – evidenzia Valentina Di Berardino, Responsabile Nazionale CNA Produzione -. L’elettrificazione dei processi produttivi rappresenta per la meccanica italiana una leva strategica per rafforzare autonomia, stabilità e competitività. E’ questo il messaggio che abbiamo lanciato in Fiera a Mecspe. Le testimonianze di nostre imprese che hanno già investito sull’elettrificazione dei processi produttivi e degli impianti di climatizzazione, insieme al focus curato da ECCO, hanno evidenziato come l’elettrificazione migliori la sicurezza energetica e sia in grado di emancipare l’industria dalla volatilità dei prezzi e dagli shock legati alla fornitura di gas.”
I webinar in programma nelle prossime settimane:
29 aprile, ore 18:30 – Utilizzo di sistemi a CO2 in PdC per la produzione di acqua calda sanitaria negli edifici residenziali. Un approfondimento tecnico sull’utilizzo delle pompe di calore con refrigerante R744 (CO₂) per la produzione di acqua calda sanitaria ad alta temperatura.
14 maggio, ore 18:30 – Pompa di Calore: come trasformare un prodotto tecnico in una vendita di valore. Come comunicare efficacemente con il cliente, superare le obiezioni e valorizzare i benefici economici e ambientali.
Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione ai webinar, è possibile consultare il sito https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pompe-di-calore-tecnologia-e-valore-per-il-cliente-finale-1987885017600?aff=oddtdtcreator.