Il concerto della Fondazione Ugo e Olga Levi per il Mercoledì delle Ceneri a Venezia

Mercoledì 18 febbraio alle ore 20.30, presso la chiesa di Santa Maria del Carmelo di Venezia, si terrà il concerto per il Mercoledì delle Ceneri. L’evento, a ingresso libero fino a esaurimento posti, è organizzato dalla Fondazione Ugo e Olga Levi in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello”, la Fondazione Teatro La Fenice, Chorus – Associazione per le chiese del Patriarcato di Venezia e con il sostegno di Lyra srl Impresa sociale.

Il programma Tenebrae factae sunt, è affidato all’Odhecaton diretto da Paolo Da Col, formazione che riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell’esecuzione della musica rinascimentale e preclassica, che in questa occasione propone anche pezzi del repertorio sacro contemporaneo.

Le musiche del passato tendono la mano a quelle della contemporaneità passando per le polifonie di Gesualdo da Venosa e per il contrappunto di Palestrina, gli esecutori si confrontano con la ieraticità del contemporaneo di Arvo Pärt, l’eclettismo di Wolfgang Rihm, fino a giungere al Responsorio delle tenebre di Salvatore Sciarrino.

“Questo concerto – commenta il prof. Roberto Calabretto, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Levi – è una delle iniziative maggiormente care alla Fondazione Levi. Ideato dal prof. Giulio Cattin nel 2004 nel corso degli anni ha proposto alcuni capolavori della musica sacra occidentale aprendosi, nelle ultime edizioni, alla musica del Novecento che più volte si è ispirata al sacro secondo diverse inclinazioni.”

Negli ultimi anni, e quest’ultimo concerto ne è una testimonianza, si è aperto alla musica del Novecento che più volte si è ispirata al sacro secondo diverse declinazioni»

La Fondazione Levi conferma l’appuntamento per il giorno delle Ceneri a Venezia, con l’intento di offrire un momento unico e di riflessione condiviso dopo i clamori del Carnevale. «Un’iniziativa – continua Calabretto – che ha trovato una sua collocazione all’interno della vita musicale di Venezia». Questo evento, che coniuga valori culturali e spirituali, desta sempre un vivo interesse nel pubblico cittadino che negli anni è cresciuto e ha continuato a partecipare alla manifestazione con grande passione.

“Vissi d’arte”: un nuovo modo di raccontare la lirica Un podcast per scoprire tutto quello che c’è da sapere prima di andare a teatro

Il podcasting si conferma uno dei linguaggi più efficaci per raggiungere le nuove generazioni. In Italia quasi un cittadino su tre ascolta podcast regolarmente e il 39% ne ha fruito nell’ultimo mese, pari a circa 12 milioni di persone. Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza, attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica, offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come distante.

 

In questo scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione musicale del nostro Paese.

 

Negli ultimi anni, in Italia, si registra un rinnovato interesse dei giovani verso la musica classica e l’opera lirica. I dati parlano chiaro: nel sistema AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) gli iscritti sono cresciuti del 69% in dieci anni, superando quota 80.000 studenti, di cui oltre 24.000 nei Conservatori. Alcuni territori raccontano una crescita ancora più significativa: a Parma le domande di ammissione al Conservatorio sono aumentate del 32% in soli due anni, mentre a Cosenza e Fermo le iscrizioni sono addirittura raddoppiate. Anche i teatri lirici intercettano questo cambiamento: all’Arena di Verona, nel solo 2024, la presenza di spettatori under 30 è cresciuta del 3%.

Generazione Z e Millennials guidano questa tendenza, attratti da contenuti capaci di trasformare l’ascolto in un’esperienza immersiva e coinvolgente. È in questo contesto che il podcast si afferma come uno strumento ideale per avvicinare il pubblico giovane alla musica classica, offrendo nuove chiavi di accesso a un patrimonio spesso percepito come distante.

In questo scenario si inserisce Vissi d’arte, il nuovo podcast della Fondazione Ugo e Olga Levi, dedicato al mondo dell’opera lirica, parte imprescindibile dell’identità culturale italiana. I teatri d’opera e i loro protagonisti vivono da sempre di storie: oggi è il momento di raccontare anche la loro, dando voce alle figure che hanno costruito, giorno dopo giorno, la grande tradizione musicale del nostro Paese.

Ogni episodio è un viaggio unico, che unisce racconto e ascolto, attraversando momenti di gioia, difficoltà e ispirazione. Dai palcoscenici più celebri alle pieghe intime della vita degli artisti, per portare l’ascoltatore dentro il cuore pulsante della creatività operistica.

 

Le sette puntate, di cui si compone Vissi d’arte, sono state scritte da un gruppo di giovani musicologi che collaborano da anni con la Fondazione Levi: Giovanni Meriani, Alessandro Avallone, Daniele Palma, Alexandre Piret, Antonella Manca, Paola Budano e Chiara Girlando. Ancora una volta, la Fondazione conferma il proprio impegno nel sostenere e valorizzare le nuove generazioni della musicologia italiana.

 

La voce narrante è affidata a Alessandro Avallone, mentre la cura del progetto è di Paola Cossu, che da tempo coordina attività di ricerca e valorizzazione presso la Fondazione. La produzione è firmata da Studio Pase, garanzia di qualità e attenzione al suono, con al pianoforte Silvio Bortolozzo.

 

Il tema musicale che accompagna la voce del narratore, è un brano tratto dal Quartetto Cetra, ambientato idealmente in un vecchio palco della Scala: una musica ironica e raffinata che parla di opera dal punto di vista di chi la vive quotidianamente, tra palcoscenico e retroscena.

 

Il podcast ha debuttato su Spotify lunedì 19 gennaio 2026, e nei 6 lunedì successivi sarà completato l’interi ciclo dei 7 episodio. Attraverso carte d’archivio, voci di esperti e testimonianze di chi ancora oggi “vive d’opera”, Vissi d’arte costruisce una galleria di ritratti vivaci e talvolta irriverenti. Ogni episodio è dedicato a uno dei protagonisti fondamentali del mondo operistico — compositore, librettista, cantante, impresario, editore, pubblico e maestranze — svelandone fragilità, passioni e ingegno.

 

A dare vita ai documenti storici, quattro cantautori italiani hanno prestato la propria voce alle letture: Pierpaolo Capovilla, Andrea Laszlo De Simone, Marco Scaramuzza e Alessandro Ragazzo.

Ogni episodio vede inoltre la partecipazione di uno specialista: Lorenzo Ferrero, Vincenzina Ottomano (Università Ca’ Foscari Venezia), Pierluigi Ledda (Archivio Ricordi), Eugenio Refini (New York University), Attilio Cantore (MusicPaper).

 

L’ultima puntata offre uno sguardo prezioso e autentico su chi, lontano dai riflettori, costruisce quotidianamente la magia del teatro. Protagoniste le voci di alcune tra le più importanti maestranze dell’opera: Margherita Palli (scenografa), Claudio Coloretti (light designer), Gabriele Mayer (costumista), Ursula Patzak (costumista).

 

L’identità grafica nasce da un percorso di Formazione Scuola-Lavoro realizzato con il Liceo Artistico Statale M. Guggenheim di Venezia, un progetto che ha valorizzato la creatività e le competenze degli studenti coinvolti e che ha visto il lavoro di Filippo Paneghel distinguersi e ottenere il riconoscimento finale.

 

 

Gli episodi

 

Il viaggio di Vissi d’arte prende avvio da Giuseppe Verdi e dal tema dell’autorialità. Nel primo episodio, Compositore ritardatario, una celebre lettera del 1871 diventa lo spunto per interrogarsi sul ruolo del compositore: genio solitario o parte di un laboratorio collettivo? Attraverso la genesi di Luisa Miller emerge la natura corale del melodramma, frutto del lavoro condiviso di librettisti, editori e impresari accanto al compositore.

 

Nel secondo episodio, Un librettista sboccato, l’attenzione si sposta proprio sui librettisti, veri artigiani della parola spesso dimenticati. Figure come Rinuccini, Metastasio, Cammarano e Piave hanno scritto versi capaci di guidare la musica, costruire personaggi memorabili e resistere alla censura, pur restando nell’ombra dei grandi compositori.

 

Un cantante capriccioso porta al centro i cantanti e le loro voci, trasformate in oggetti di culto. Dalle leggende su Francesco Tamagno alle mitologie che circondano Maria Callas, emerge la potenza quasi sacra del canto lirico, capace di commuovere e di generare un vero e proprio feticismo sonoro, dove vita privata e scena si confondono nello sguardo del pubblico.

L’attenzione passa poi a Un impresario audace, figura fondamentale ma spesso invisibile. Abili uomini d’affari come Domenico Barbaja o Bartolomeo Merelli seppero coniugare intuito artistico e rischio economico, costruendo stagioni memorabili ma sempre in bilico tra gloria e bancarotta. Senza di loro, l’opera semplicemente non sarebbe stata possibile.

 

Un editore accorto è una puntata dedicata a Casa Ricordi, con un focus sull’editoria musicale. Dalla fondazione nel 1808 alle intuizioni di Giulio Ricordi, la casa editrice si afferma non solo come protettrice dei compositori e delle loro opere, ma anche come promotrice di nuovi talenti e custode di un patrimonio straordinario. L’Archivio Storico Ricordi conserva ancora oggi due secoli di memoria musicale.

 

Con Un pubblico fetente, il viaggio si conclude in platea, raccontando gli spettatori dell’opera tra Sette e Ottocento: rumorosi, faziosi e passionali, capaci di trasformare ogni spettacolo in un’arena sociale e politica. Un pubblico che decretava successi o fallimenti tra applausi, fischi e persino risse e che, oggi più composto, continua comunque a dimostrare come l’opera resti un’arte viva, capace di accendere dibattiti e passioni.

 

Dietro le quinte è una puntata a sé che raccoglie le testimonianze di chi opera dietro le quinte dei teatri, e che, ogni giorno, contribuisce a creare la magia dell’opera e a coinvolgere il pubblico, dal loggione alla platea.

 

Fondazione Italia Patria della Bellezza, Sesto Bando 2026: scadenza candidature il 30 gennaio per valorizzare musei, teatri, borghi e realtà culturali italiane

L’iniziativa è rivolta a musei, teatri, borghi e altre realtà territoriali, con l’obiettivo di accrescere la loro visibilità e accessibilità presso il grande pubblico. Con questo progetto, la Fondazione ha come obiettivo supportare e valorizzare le realtà impegnate sul territorio attraverso iniziative di tutela e promozione del patrimonio culturale.

 

Date principali:

  • Presentazione candidature entro il 30 gennaio 2026
  • Proclamazione vincitori il 5 maggio 2026

 

Una rete di agenzie di comunicazione adotterà i progetti selezionati, potenziandone l’identità e la presenza mediatica. In aggiunta, è previsto un contributo economico complessivo di 60.000 euro.

 

Cosa prevede il bando:

 

  1. l’assegnazione di tre contributi economici per un valore totale di 60mila euro
  2. l’attivazione di un sistema di adozioni di questi enti e realtà da parte di agenzie di comunicazione che lavoreranno per loro gratuitamente.

 

Ad oggi hanno partecipato 650 realtà culturali di cui 66 hanno vinto premi economici o sono state adottate da una rete di circa 30 agenzie, ottenendo attività e servizi come:

 

  • la costruzione di strategie di comunicazione
  • il branding e l’identità
  • l’ufficio stampa
  • la creazione e gestione dei social network
  • la segnaletica
  • ulteriori attività realizzate per intercettare e attrarre sempre nuovo pubblico

 

 

Potranno iscriversi al bando tutti gli enti museali, i borghi storici, gli archivi, i teatri, parchi archeologici, associazioni e i centri culturali.