Al via il sesto Bando per valorizzare musei, teatri, borghi e realtà culturali italiane.

Un sostegno concreto nella comunicazione per rendere più visibile e vicino al grande pubblico questo patrimonio di bellezza.

Una rete di agenzie di comunicazione adotteranno i progetti selezionati per rafforzarne l’identità e aumentarne la visibilità. In palio anche un contributo economico complessivo di 60mila euro.

Per il sesto anno consecutivo, Fondazione Italia Patria della Bellezza lancia il bando 2026, aperto dal 10 dicembre 2025 al 30 gennaio 2026, dedicato a valorizzare e dare maggiore visibilità alle eccellenze del patrimonio culturale italiano. I vincitori saranno annunciati il 5 maggio 2026.

Con questo progetto, la Fondazione supporta e valorizza le realtà impegnate sul territorio attraverso iniziative di tutela e promozione del patrimonio culturale.

Il bando prevede:

  • l’assegnazione di tre contributi economici per un valore totale di 60mila euro
  • l’attivazione di un sistema di adozioni di questi enti e realtà da parte di agenzie di comunicazione che lavoreranno per loro gratuitamente.

Ad oggi hanno partecipato 650 realtà culturali di cui 66 hanno vinto premi economici o sono state adottate da una rete di circa 30 agenzie, ottenendo attività e servizi come:

  • la costruzione di strategie di comunicazione
  • il branding e l’identità
  • l’ufficio stampa
  • la creazione e gestione dei social network
  • la segnaletica
  • ulteriori attività realizzate per intercettare e attrarre sempre nuovo pubblico

Potranno iscriversi al bando tutti gli enti museali, i borghi storici, gli archivi, i teatri, parchi archeologici, associazioni e i centri culturali.

 Premio Speciale EssilorLuxottica | Eyes on Art

A questi premi si aggiunge il Premio Speciale EssilorLuxottica | Eyes on Art: tra tutti i partecipanti saranno selezionate due realtà che avranno l’opportunità di comunicare al meglio i loro progetti, grazie alla direzione artistica del team creativo di EssilorLuxottica. Con lo scopo di valorizzare la cultura e renderla accessibile a quante più persone possibili, EssilorLuxottica dedicherà ai progetti culturali uno spazio esclusivo sugli schermi digitali

del Gruppo presenti in prestigiosi luoghi di città italiane e internazionali. Un modo unico di sostenere l’arte e la cultura.

Menzione speciale BELL’ITALIA

 Bell’Italia, media partner della Fondazione – assegnerà una menzione speciale a uno dei progetti partecipanti, cui sarà data visibilità sulla rivista con un articolo e sull’account Instagram @bellitalia_magazine.

 Le partnership virtuose

Anche l’edizione 2026 del Bando vedrà la presenza di alcuni importanti partner e promotori, che condividono gli obiettivi e lo spirito della Fondazione e che contribuiscono ad incrementare il supporto ai progetti e ad ampliare il network a sostegno della bellezza e del talento. Tra queste c’è UNA – Aziende della Comunicazione Unite, con la quale Fondazione Italia Patria della Bellezza collabora in maniera sinergica per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso l’iniziativa concreta delle adozioni.

Inoltre, viene confermata anche per il 2026 la collaborazione con RCS Academy e Bell’Italia, che prevede il coinvolgimento degli studenti del Master in Management dell’Arte e dei Beni Culturali.

Sul fronte universitario, sarà attivata anche quest’anno la partecipazione del laboratorio di marketing territoriale, strategie e nuove prospettive del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università Statale di Milano.

Il regolamento per partecipare al Bando 2026 di Fondazione Italia Patria della Bellezza, e l’elenco completo dei partners della fondazione sono consultabili sul sito https://www.patriadellabellezza.it/bandi/

Fondazione Italia Patria della Bellezza

Comunicare e raccontare al mondo il talento tutto italiano per la bellezza, nella sua accezione più ampia e universale, come parte indissolubile della nostra identità: è questa la mission della Fondazione Italia Patria della Bellezza.

Nata nel 2014 per sostenere e promuovere progetti e iniziative su tutto il territorio italiano, la Fondazione Italia Patria della Bellezza si avvale di un Advisory Board di esperti provenienti da mondi ed esperienze differenti e di un Comitato per le Relazioni Istituzionali.

 

Presidente: Maurizio di Robilant

Direttrice: Alessia del Corona Borgia

Segretario Generale e Consigliere: Giovanni Lanzone

Consiglieri: Paolo Anselmi, Leone di Robilant

Advisory Board: Elena Sisti, Lodovico Benvenuti, Michele Brunello, Chiara Pasqualetti Johnson, Mario Pitto, Fulvia Ramogida, Viola Romoli, Federica Sala, Fabio Cherstich, Orazio Spoto, Ricciarda Belgiojoso.

Commissione Affari Istituzionali: François De Brabant, Magda Antonioli, Martina Gamboni, Matteo Farneti, Marco Fanfani.

La Fondazione Levi e le sfide dell’AI nella gestione del patrimonio culturale

Fondazione Levi e Made in Heritage organizzano una giornata di studio sui modelli di intelligenza artificiale applicati alla gestione del patrimonio culturale

Venezia, 25 novembre 2025 – Fondazione Ugo e Olga Levi

Come possono le reti neurali e gli algoritmi contribuire a promuovere il patrimonio culturale, rendendolo più accessibile e attivando in modo originale il suo potenziale generativo? Questa è una delle domande che guideranno la giornata di studio L’intelligenza artificiale applicata alla gestione del patrimonio culturale, organizzata dalla Fondazione Ugo e Olga Levi in collaborazione con Made In Heritage, in programma martedì 25 novembre 2025 a Venezia.

L’incontro riunirà ricercatori, archivisti, bibliotecari, conservatori, professionisti degli archivi e sviluppatori di tecnologie digitali basate sull’intelligenza artificiale per un confronto sulle nuove pratiche di valorizzazione, conservazione e diffusione dei patrimoni culturali. La giornata potrà essere seguita anche in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione.

«Dal 2022 la Fondazione Ugo e Olga Levi ha avviato un percorso di trasformazione digitale del proprio patrimonio, sviluppando competenze e tecnologie per la digitalizzazione e la valorizzazione dei dati» dichiara Giulia Clera, archivista e responsabile del LeviDigiLab «L’esperimento con l’Intelligenza Artificiale nella catalogazione degli spartiti del Fondo Levi ha mostrato il potenziale dell’AI nel rendere più efficienti e accessibili le attività di catalogazione. La Fondazione intende ora approfondire le applicazioni dell’AI nel patrimonio culturale (come nei progetti AudioNavigator e ArchiBot) e promuovere un dibattito sulla formazione di nuove professionalità capaci di integrare tecnologia e competenze umanistiche, preservando il valore critico degli archivi».

«L’intelligenza artificiale può diventare un alleato concreto per chi lavora alla conservazione e valorizzazione della memoria — che si tratti di archivi pubblici, di collezioni culturali o di patrimoni storici d’impresa», afferma Andrea Barbon, fondatore di mind@ware, azienda partner di Made In Heritage e promotore di numerose iniziative nel campo della valorizzazione digitale dell’Heritage e del Corporate Heritage. «Il nostro obiettivo è affiancare i professionisti della cultura e dell’impresa con strumenti specifici che amplino le possibilità di analisi, di interpretazione e di racconto. Sperimentare soluzioni di AI dedicate al patrimonio significa garantire continuità e accessibilità alla memoria collettiva, mantenendo intatti rigore scientifico e precisione nello studio».

Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Giulia Clera, la sessione mattutina sarà dedicata alla presentazione di alcuni progetti di Made In Heritage che sperimentano in modo concreto l’applicazione dell’intelligenza artificiale al patrimonio culturale e documentale.

In questo contesto Remko Bigai, illustrerà AudioNavigator, una piattaforma alla trascrizione automatica e la consultazione multilingue di documenti sonori, già adottata nel laboratorio LeviDigiLab 2.0 della Fondazione Levi. Andrea Barbon e Dario Peluso presenteranno ArchiBot, assistente digitale progettato per la navigazione semantica dei fondi archivistici e dei cataloghi OPAC, che introduce una nuova modalità di esplorazione dei contenuti basata sul linguaggio naturale. Infine, Francesco Beninatto e Selena Marino, presenteranno MetaAssistant, interfaccia collaborativa che impiega l’intelligenza artificiale per la descrizione e catalogazione di immagini storiche, al centro di una sperimentazione con l’Archivio Luce Cinecittà.

Interverrà inoltre Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, per illustrare un progetto di colorizzazione artificiale delle immagini digitalizzate dei microfilm del Centro Nazionale per lo Studio del Manoscritto, finalizzato a restituire leggibilità e coerenza cromatica a materiali d’archivio di difficile consultazione.

Nel pomeriggio il focus si sposterà sulle trasformazioni professionali in corso. Giorgia Di Marcantonio (Università L’Orientale di Napoli) proporrà una riflessione sul rapporto tra AI e formazione archivistica; Pasquale Orsini (Istituto Centrale per gli Archivi) illustrerà i servizi avanzati di AI per il sistema “Archivi Nazionali”; Antonella De Robbio (AIB Veneto) discuterà il ruolo delle biblioteche nella gestione del patrimonio digitale ai tempi dell’AI; Chiara Cabbia (ANAI Veneto) analizzerà le competenze richieste all’archivista contemporaneo alle prese con le innovazioni della digitalizzazione.

Seguirà un confronto moderato da Giorgio Busetto, direttore della Fondazione Levi, che coinvolgerà il pubblico e i rappresentanti delle istituzioni culturali e d’impresa in un dialogo aperto sulle prospettive della memoria nell’era della trasformazione digitale.

L’incontro veneziano si inserisce in un percorso più ampio volto a esplorare il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto innovativo alla promozione culturale, capace di rendere più fruibili e interconnessi gli archivi del passato rispettando la loro complessità e valore critico.

Programma dettagliato dell’evento

L’Intelligenza Artificiale applicata alla gestione del patrimonio culturale

Fondazione Ugo e Olga Levi, 25 novembre 2025, ore 9.30 – 18:00

Saluti Istituzionali, Davide Croff, Presidente Fondazione Ugo e Olga Levi

Introduzione, Giulia Clera, Fondazione Ugo e Olga Levi

mattina, 10:00

Presentazione dei progetti:

Remko Bigai (MIH)

Dalla testimonianza al testo: AudioNavigator. Strumenti web per trascrizioni e consultazioni multilingue

Andrea Barbon e Dario Peluso (MIH)

OPAC e navigazione AI: ArchiBot, l’assistente digitale per il patrimonio archivistico

Stefano Campagnolo (Direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Roma)

Un progetto di Conservazione e restauro innovativo: la colorizzazione artificiale delle immagini digitalizzate dei microfilm del Centro nazionale per lo studio del manoscritto

Francesco Beninatto e Selena Marino (MIH)

MetaAssistant. L’interfaccia AI collaborativa per descrivere e catalogare immagini storiche (Archivio Luce Cinecittà)

 pomeriggio 14:30

Brevi interventi sull’uso della AI per la gestione del patrimonio archivistico e librario, con particolare focus alle nuove competenze richieste

Giorgia di Marcantonio (Università degli Studi di Napoli, L’Orientale)

Intelligenza artificiale e archivistica: una riflessione critica tra pratica applicata e formazione universitaria

Pasquale Orsini (Vice Direttore dell’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR))

Servizi avanzati di IA per il sistema “Archivi Nazionali”

Antonella De Robbio (AIB Sezione Veneto)

Dispercezione e Intelligenza Artificiale: il ruolo delle biblioteche nella gestione del patrimonio culturale

Chiara Cabbia (Presidente ANAI Sezione Veneto)

L’archivista moderno: un camaleonte nella giungla del digitale

 Segue incontro aperto, moderato da Giorgio Busetto (Direttore della Fondazione Ugo e Olga Levi), tra pubblico, addetti ai lavori, tecnici informatici e Istituzioni dedicato agli sviluppi della figura professionale dell’archivista in merito alle nuove tecnologie

 

A Torino il Forum della Bellezza: istituzioni e cultura insieme per valorizzare il Paese

Alla presenza della vicesindaca di Torino Michela Favaro e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia

 Durante l’incontro è stato presentato il progetto di ricerca sul valore della “Grande Bellezza dell’Italia” dell’Alta Scuola Politecnica, programma congiunto dei Politecnici di Milano e Torino

Si è svolto a Torino, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, alla presenza della vicesindaca Michela Favaro e dell’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia, la quarta edizione del Forum della Bellezza, organizzato dalla Fondazione Italia Patria della Bellezza che, negli ultimi cinque anni ha erogato un valore complessivo di circa 3,6 milioni di euro, cifra che include anche oltre 90 prestazioni pro bono. Questo risultato è stato possibile grazie al modello di adozione del bene culturale.

Un appuntamento annuale, quello del Forum, in cui musei, borghi e realtà culturali, da nord a sud, si riuniscono per scambiarsi buone pratiche, idee e strategie e condividere i progetti realizzati con 30 agenzie di comunicazione che li hanno “adottati”.

 Siamo felici di aver accolto a Torino il Forum della Bellezza, che valorizza le istituzioni culturali del nostro Paese e promuove un dialogo virtuoso tra cultura, impresa e comunità. Il sostegno della Fondazione alle realtà culturali, anche attraverso la collaborazione con le agenzie di comunicazione, che mettono a disposizione di queste realtà le loro competenze creative, rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra il mondo della cultura e quello professionale. Come Città siamo impegnati a valorizzare il nostro patrimonio immobiliare anche come risorsa culturale e sociale: molti dei nostri spazi pubblici diventano luoghi di creatività, lavoro e inclusione, contribuendo alla rigenerazione dei quartieri e alla creazione di nuove opportunità occupazionali. La bellezza è un motore di sviluppo e un fattore di coesione — un tema che sarà approfondito anche nella presentazione della ricerca condotta dai Politecnici di Torino e Milano. Torino vuole continuare a essere un laboratorio di innovazione culturale e sociale, in cui cultura, lavoro e patrimonio dialogano per costruire una città sempre più viva e accoglienteha dichiarato la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro.

È stato un onore per Torino ospitare il Forum della Bellezza al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, luogo simbolo della nostra storia e della nostra identità nazionale. Il Museo è uno degli esempi più significativi dell’eccellenza e della vitalità del nostro sistema culturale, che la Fondazione Italia Patria della Bellezza ha voluto valorizzare in questa edizione. Tra i vincitori del bando 2025 figurano altre importanti istituzioni piemontesi e torinesi: la Fondazione Cesare Pavese, il MAO – Museo d’Arte Orientale, museo civico della Città di Torino, e la Fondazione per la Cultura Torino, ente partecipato del Comune che promuove molte delle manifestazioni culturali più rilevanti della città. Questi riconoscimenti confermano la qualità e la coesione del nostro ecosistema culturale, capace di fare rete tra istituzioni, fondazioni e professionisti per valorizzare la nostra identità e renderla accessibile a tutti. Il Forum della Bellezza è stato anche un momento di riflessione e confronto nazionale su come la cultura possa essere motore di innovazione e coesione sociale. Torino, con la sua storia e la sua capacità di guardare al futuro, ne è una testimonianza concreta: una città che continua a investire nella bellezza come risorsa per la crescita e il benessere della comunità” ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia.

La novità di quest’anno è che la Fondazione ha presentato l’innovativo progetto di ricerca dell’Alta Scuola Politecnica, un programma internazionale multidisciplinare creato dal Politecnico di Milano e dal Politecnico di Torino, sulla valutazione dell’impatto sociale ed emotivo della bellezza come motore capace di trasformare comunità e territori.

Per valutare l’impatto sono stati considerati modelli che analizzano il valore trasformativo della bellezza in termini di sostenibilità, benessere, coesione sociale e sviluppo culturale e saranno coinvolti comunità locali e cittadini, per comprendere la percezione della bellezza e il senso di identità territoriale.

I dati finali sono attesi per settembre 2026.

«La bellezza non è solo estetica: è cultura, dedizione, visione. È il talento più grande del nostro Paese. Il Forum rappresenta un luogo dove riflettere su come comunicare la bellezza, per farla diventare risorsa concreta nei territori», ha affermato Maurizio di Robilant, Presidente della Fondazione. L’illustrazione della metodologia dei due Politecnici è inserita nel programma della quinta edizione del Forum che prevede incontri, panel e case study dedicati al tema della bellezza italiana, della cultura, della scienza, dell’innovazione e della legalità.

«Il Forum è stato anche l’occasione per rinnovare l’impegno condiviso verso la cultura come infrastruttura civile, un’opportunità per rafforzare la nostra rete e un momento di riflessione e visione», ha dichiarato Alessia del Corona Borgia, Direttrice della Fondazione.

 Dopo gli interventi istituzionali delle autorità della Città di Torino, la giornata si è aperta con la presentazione della ricerca a cura di docenti e ricercatori del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano.

  • Si è svolto un panel dedicato alle strategie di comunicazione e di branding territoriale, in cui Comuni e territori hanno raccontato come la bellezza possa diventare una leva di identità e sviluppo locale.
  • L’intervento di Amalia ed Elvina Finzi, dal titolo “La bellezza distorta” ha affrontato il tema della bellezza come valore culturale e sociale, analizzando come spesso venga contrapposta all’intelligenza e usata come etichetta di genere. Attraverso esempi tratti dalla natura, dalla tecnologia e dalla matematica, le relatrici hanno mostrato che la bellezza permea anche la scienza e l’innovazione, ma i bias culturali continuano a limitarne la percezione. Citando dati del Global Gender Gap Report 2023, hanno evidenziato come la maggioranza consideri scienza e carriera prerogative maschili. La riflessione si traduce in un invito a superare stereotipi che riducono la donna alla sola apparenza e a valorizzare pensiero, talento e intuizione, restituendo alla bellezza il suo ruolo autentico, libero da distorsioni e capace di generare conoscenza e progresso.
  • Nel pomeriggio focus sui temi della legalità, della memoria attiva e dell’impegno civile, e sul ruolo dei musei e degli archivi come centri vivi di conservazione e ricerca.
  • La giornata si è arricchita di case study di comunicazione, un momento musicale a cura della Fondazione Accademia Internazionale di Imola, e si è conclusa con le visite guidate al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

 Il Bando 2026, sesta edizione

Anche in questa edizione, l’evento è stato l’occasione per presentare il nuovo bando per l’anno 2026, a cui potranno partecipare le realtà culturali che richiedono supporto per farsi conoscere. Il bando completo con il regolamento e tutti i dettagli sarà disponibile sul sito della Fondazione, a partire dal 10 dicembre, nella sezione “Bandi”: www.italiapatriadellabellezza.it

Dal 2021, la Fondazione Italia Patria della Bellezza promuove un bando nazionale volto a sostenere realtà culturali impegnate nella valorizzazione del territorio. Decine di progetti sono già stati finanziati, grazie anche all’adozione da parte di agenzie di comunicazione e imprese partner, la Fondazione ha sviluppato un modello virtuoso che unisce cultura e comunicazione: supportare gratuitamente realtà meritevoli attraverso l’“adozione” da parte di agenzie partner. Un’iniziativa concreta che ha incrementato la visibilità di musei, festival, archivi, piccoli borghi e progetti sociali operanti in territori meno noti del Paese.

La letteratura coreana ti premia

La passione per la narrativa coreana arriva anche in Italia con due eventi esclusivi promossi da libricorea.it, il portale dedicato alla diffusione della letteratura coreana nel nostro Paese.

Se ami i romanzi provenienti dalla Corea del Sud, questa è la tua occasione per far sentire la tua voce

Due modalità di partecipazione

A –  Scegli i romanzi coreani che vorresti vedere pubblicati in Italia

Hai letto recensioni online di romanzi coreani che non sono ancora arrivati nelle librerie italiane? Ora puoi contribuire a farli tradurre!
Partecipa al sondaggio di libricorea.it e vota le opere che vorresti trovare presto in italiano.

  1. Vai al link  https://libricorea.it/bbs/board.php?bo_table=vote
  2. Scegli il tuo romanzo preferito (cliccando sull’immagine potrai leggere la trama)
  3. Scrivi perché ti piace e invia il tuo voto

Le motivazioni più belle saranno valutate da un comitato di esperti: la migliore riceverà in premio un smartphone Samsung Galaxy!

B –  Scrivi una recensione del tuo libro coreano del cuore

Hai letto un romanzo coreano che ti ha emozionato, sorpreso o fatto riflettere? Raccontalo agli altri lettori! Scrivi una recensione nella sezione dedicata sul portale libricorea.it e condividi la tua esperienza con la community.

  1. Scegli il libro coreano che desideri recensire sul portale www.libricorea.it
  2. Invia la tua recensione nell’apposito box sulla pagina del libro

Anche in questo caso, la recensione più originale e ben scritta potrà ricevere uno smartphone Samsung Galaxy!

 

Un’occasione per promuovere la cultura coreana in Italia

Partecipare è semplice, gratuito e appassionante. Oltre a poter vincere un premio esclusivo, contribuirai a far conoscere nuovi autori e storie che meritano di essere lette anche nel nostro Paese.

Non perdere questa opportunità: entra su libricorea.it, vota, scrivi e diventa protagonista della diffusione della letteratura coreana in Italia!

 

Lo chef stellato Fabrizio Ferrari celebra i sapori del mare coreano con K∙FISH

Un’iniziativa di K∙FISH, marchio ufficiale e certificato del Ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud in collaborazione con lo chef stellato Fabrizio Ferrari

La cucina coreana continua a conquistare i palati italiani e sorprende ancora una volta con uno showcooking esclusivo – nella sede di Signature Kitchen Suite di Milano – dedicato ai prodotti ittici coreani certificati K∙FISH, il marchio ufficiale del Ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud, sinonimo di freschezza, qualità e sicurezza alimentare.
Due ricette esclusive firmate dallo chef stellato Fabrizio Ferrari, che, grazie al suo profondo legame con la cucina coreana, interpreta con creatività e maestria la ricchezza dei mari coreani, dando vita a piatti innovativi dal gusto autentico.

K∙FISH è il primo sistema di certificazione del governo coreano per garantire la tracciabilità dei prodotti ittici a livello mondiale e promuovere la bontà e la sicurezza dei prodotti ittici coreani sui mercati esteri. Il sistema K, creato e certificato dal Ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud, assicura che il pesce provenga da pratiche sostenibili e sia di alta qualità, offrendo ai consumatori garanzie sulla provenienza e sul ciclo produttivo del prodotto ittico coreano.

Il marchio garantisce che i prodotti ittici provengano da mari incontaminati, pescati o allevati in Corea del Sud, rispettino rigorose normative coreane e internazionali per la sicurezza alimentare e l’igiene, soddisfino elevati standard di qualità e sicurezza e garantiscano la tracciabilità lungo tutta la filiera: dalla cattura o l’allevamento fino alla distribuzione finale.

Il simbolo K∙FISH (ispirato al Taegeuk, simbolo della filosofia e della cultura coreana) rappresenta il mare pulito (blu), la qualità (giallo) e il controllo rigoroso (rosso).

ll marchio K∙FISH rappresenta il primo brand di esportazione nazionale di prodotti ittici della Repubblica di Corea certificato dal governo, nato con l’obiettivo di promuovere i prodotti marini coreani di alta qualità come simbolo globale di eccellenza.

K∙FISH è protetto legalmente ed è un marchio registrato in 52 paesi a livello globale, inclusi mercati chiave come l’Unione Europea (UE), gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone. Questa estesa registrazione tutela il marchio e ne facilita l’espansione internazionale, consolidandolo come un marchio di prestigio nel settore ittico mondiale.

Un totale di 17 categorie di prodotti, 137 aziende e 440 specie K∙FISH certificati sono attualmente venduti in Corea e in diversi paesi esteri.

La distribuzione in Italia dei prodotti ittici con il certificato K∙FISH avviene principalmente attraverso:
• Negozi e Supermercati Asiatici Specializzati (Il Sempreverde a Milano)
• Società di Import/Export di Prodotti Ittici (Pacmall https://www.pacmall.it/)
• Amazon Italia

K∙FISH sta lavorando attivamente per una significativa espansione e una distribuzione capillare dei prodotti su tutto il territorio.

Le categorie principali di prodotto includono:
• Prodotti conservati o trasformati come canned & retort tuna (tonno in scatola con metodo di lavorazione e confezionamento – retort – del tonno in Corea, che ne garantisce la sicurezza e una lunga conservazione), grilled laver (alghe grigliate). Sono disponibili diverse varietà di tonno: tonno piccante al peperoncino, tonno con verdure, tonno con maionese e il tonno in salsa di fagioli neri (jajang). Un punto di forza fondamentale del tonno in scatola coreano è l’ampia gamma di sapori, che consente ai consumatori di scegliere e gustare in base alle loro preferenze di gusto o alle ricette.
• Snack di alghe croccanti molto popolari in Corea, croccanti e dal basso contenuto calorico.
• Prodotti vari di mare essiccati o freschi come dried radish leaf boneless braised mackerel (Sgombro Brasato Senza Lische con Foglie di Ravanello Essiccate), seasoned eel (Anguilla Condita/Marinara)

K∙FISH
K∙FISH è il primo marchio nazionale di esportazione di prodotti ittici premium certificato dal governo della Corea del Sud. Creato dal Ministero degli Oceani e della Pesca, K∙FISH garantisce che i prodotti ittici provengano da mari puliti e incontaminati, dove la biodiversità marina è tra le più ricche al mondo. Il marchio K∙FISH è registrato in 52 paesi, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone, e Unione Europea e 17 sono le categorie di prodotti:
1. Gim (alghe secche): tipo di alga marina molto nutriente, ricca di proteine e vitamine, usata come snack o accompagnamento al riso.
2. Laver (alghe marine): verdura di mare ricca di fibre e potassio, utile per il benessere intestinale.
3. Ostriche: note come “latte del mare” per l’alto contenuto di proteine, zinco e calcio,
4. Abalone (abalone): mollusco pregiato, ricco di proteine e vitamine, considerato un “superfood” marino con benefici nutritivi eccellenti.
5. Cetriolo di mare (sea cucumber): conosciuto come il ginseng del mare, contiene nutrienti che aiutano nell’anti-invecchiamento.
6. Eomuk (polpette di pesce): snack fatto di vari tipi di pesce, ricco di proteine e acidi grassi insaturi.
7. Granchio rosso delle nevi: ricco di proteine e aminoacidi.
8. Calamari speziati: cibo pronto da mangiare, con taurina (amminoacido di importanza presente in molti alimenti di origine animale, tra cui il tonno coreano certificato K-Fish) e acidi grassi.
9. Anguilla di mare: fonte di vitamina A e minerali.
10. Pesce piatto (sogliola, platessa, rombo e san pietro): bianco, ricco di proteine e omega-3,
11. Tonno: ricco di proteine, basso contenuto di grassi e ricco di omega-3, molto usato nella cucina coreana.
12. Vongole baby: ricche di magnesio, proteine e calcio.
13. Uova di pesce (Roes): uova di pesce selezionate e trattate con tecniche tradizionali, ricche di nutrienti.
14. Sgombro: pesce azzurro ricco di acidi grassi omega-3, vitamina B2 e ferro,
15. Acciughe: pesce piccolo ma ricco di aminoacidi essenziali e calcio, molto presente nella tradizione alimentare coreana.
16. Alga kombu (sea tangle): varietà di alga marina bruna ricca di fibre, minerali e acido alginico, aiuta la digestione e previene l’obesità.
17. Capesante. Un crostaceo di alta qualità amato per la sua consistenza tenera e il sapore dolce, che cattura la fresca essenza del mare.
Info: https://kfish.k-seafoodtrade.kr/home/start.php

Fabrizio Ferrari
Fabrizio Ferrari, è noto per la sua cucina specializzata nel pesce di mare, con una particolare attenzione al pesce azzurro e alle materie prime meno nobili ma di grande qualità. È stato chef e patron del ristorante “Al Porticciolo 84” a Lecco, locale storico a pochi passi dal lago, che ha guidato ottenendo prestigiosi riconoscimenti. 1 stella Michelin per 15 anni dal 2006 al 2019. Nel 2016, il ristorante è stato il primo in Italia a ottenere la certificazione MSC per la pesca sostenibile, un tema a cui Fabrizio è molto legato anche come Ambassador del Marine Stewardship Council.

Creativo e curioso, Ferrari ha affinato la sua esperienza anche in rinomate cucine internazionali come quella del Noma a Copenhagen e di Uliassi nelle Marche. La sua cucina fonde contaminazioni orientali con un grande rispetto per la materia prima, esaltando il gusto naturale del pesce attraverso tecniche di cottura personali e attente.

Nel 2019 si trasferisce a Seoul, Corea del Sud, dove ha insegnato arti culinarie alla Sejong University e Woosong University, partecipa a programmi televisivi di cucina, come il food show coreano “Culinary Class Wars” trasmesso su Netflix, portando in scena la sua esperienza e passione per la cucina e la cultura coreana. È anche attivo su Youtube con il suo canale “Italy Fabri”.

Le 2 le ricette dello chef Fabrizio Ferrari:
Involtini di Eomuk (tortino di pesce coreano preparato con polpa di pesce bianco macinata, mescolata con amido, farina e condimenti, che viene poi modellata in varie forme come filetti, anelli o polpette)
• Sbollentare brevemente gli spinaci in acqua bollente, raffreddarli in acqua fredda, strizzare l’acqua in eccesso e tritare finemente.
• Sbollentare rapidamente le frittelle di pesce in acqua calda per eliminare l’olio in eccesso.
• Preriscaldare il forno a 180°C.
• Farcire ogni frittella con spinaci e mozzarella, arrotolare e fissare con uno stecchino.
• Sistemare gli involtini su una pirofila con salsa di pomodoro sul fondo, cospargere di mozzarella e cuocere per 10-15 minuti fino a doratura e gratinatura.

Yubu (tasche di tofu) con Tuna Mayo
• Cuocere il riso lasciandolo leggermente sodo, lasciarlo raffreddare.
• Mescolare il tonno sgocciolato con maionese per creare il ripieno tuna mayo.
• Strizzare leggermente il liquido dai yubu (tasche di tofu fritte).
• Riempire ogni tasca con riso e sopra aggiungere il ripieno tuna mayo, premendo leggermente per dare forma.
• Guarnire con fiocchi di alghe, semi di sesamo o prezzemolo tritato e servire immediatamente.

“Sono entusiasta di collaborare con K-Fish, un marchio che incarna la qualità, la freschezza e la sicurezza alimentare dei prodotti ittici coreani” commenta lo chef Fabrizio Ferrari “La ricchezza dei mari coreani e la sostenibilità dei loro prodotti rappresentano una fonte di ispirazione preziosa per me come chef. La Tuna Mayo di K-Fish che ho utilizzato rappresenta un perfetto equilibrio tra gusto e qualità. Questa preparazione cremosissima, con tonno di provenienza sostenibile e maionese delicata, è l’esempio concreto di come si possa valorizzare il pesce mantenendone intatte le proprietà nutritive e esaltandone la versatilità in cucina.” conclude Ferrari.

Amore aperto, regole chiare: il contratto di Wyylde per le coppie aperte

 

Se una coppia decide di aprire la propria relazione, dovrebbe sapere che ciò implica stabilire concretamente delle regole. Un buon modo per iniziare è sottoscrivere un vero e proprio contratto privato in cui ciascuno affronti le questioni che potrebbero riguardarlo, al fine di evitare malintesi e destabilizzare l’armonia di coppia. A tal proposito, Wyylde, il social network per esplorare la sessualità senza scrupoli, ha sviluppato un modello di contratto privato per tutte le coppie che hanno deciso di “fare il grande passo” e hanno bisogno di mettere per iscritto i limiti che non intendono oltrepassare.

Per le coppie aperte, ormai è risaputo che la fedeltà non è sinonimo di esclusività sessuale, bensì di rispetto degli accordi stabiliti all’interno della relazione. Qualunque sia l’obiettivo dell’apertura della coppia (esplorare il sesso con altri o divertirsi), entrambe le parti devono impegnarsi a non perdere di vista quell’obiettivo e di conseguenza coltivare la relazione.

 

Contratto del consenso: i sei aspetti da considerare quando si crea un accordo

I termini del contratto:

  1. Perché firmiamo questo contratto?

Una relazione aperta si evolve e ogni momento è buono per negoziare e andare avanti. Potremmo scoprire che ci piacciono pratiche non incluse nel nostro accordo o che certi comportamenti non ci disturbano. Negoziare significa trovare una soluzione che sia a proprio agio per entrambe le parti, ma sarà necessario un accordo iniziale per iniziare.

La durata del contratto:

  1. Cosa succede se cambiamo idea?

La durata verrà stabilita. In genere, viene fissato un termine di un mese, prorogabile. Inoltre, come per qualsiasi altro contratto, le parti possono recedere dal contratto con un preavviso di 15 giorni.

 Le condizioni del contratto:

Questi sono gli obblighi di cui entrambe le parti devono tener conto, dove onestà e trasparenza sono essenziali per una relazione di successo. In questo caso, si possono specificare aspetti come la condivisione dei sentimenti o l’ascolto dell’altra persona senza giudicarla. È anche importante impegnarsi a rivedere periodicamente il contratto per aggiornare gli accordi, per capire cosa funziona e cosa no.

  1. È il momento di stabilire dei limiti.

I limiti vengono concordati per contribuire a mantenere la fiducia e il benessere fisico ed emotivo della relazione. Ad esempio, se si è interessati a fare sesso insieme o separatamente, se si desidera stabilire dei limiti al tipo di pratiche sessuali o se si può passare la notte fuori casa. Si possono discutere anche aspetti importanti, come l’uso della casa condivisa, che di solito non è un buon posto per fare sesso con altre persone, o valutare se sia possibile o meno ripetere la stessa relazione con la stessa persona, per evitare di instaurare legami affettivi.

  1. Non nasconderti nulla.

La comunicazione sarà costante, chiara e onesta da entrambe le parti. A tal fine, concorderemo su aspetti come parlare di come si sta sviluppando la relazione con l’altra persona, stabilendo che non entreremo nei dettagli né saremo obbligati a raccontare la relazione sessuale in sé. Sarà inoltre sottolineato che non discuteremo pubblicamente del tipo di relazione aperta che hanno, a meno che entrambi non siano d’accordo.

  1. Non dimenticare di avere un partner.

Sappiamo che il tempo è uno dei beni più preziosi. Trascorrere del tempo di qualità con il nostro partner è essenziale affinché tutti gli altri aspetti funzionino. Per raggiungere questo obiettivo, possiamo stabilire delle linee guida, come quanto tempo trascorreremo con l’altra persona o quanto tempo ci godremo con il nostro attuale partner.

D’altra parte, empatia e proattività sono essenziali per evitare paure e insicurezze. Dobbiamo stabilire delle linee guida incentrate sul nutrire la nostra relazione con azioni che dimostrino il nostro amore e la nostra dedizione al partner.

Dal contratto al primo dizionario dei termini sessuali

Se da un lato l’accordo tra le parti aiuta a gestire la relazione ponendo regole ben precise, dall’altro anche la conoscenza dei termini sessuali è diventata un’esigenza personale e culturale, che Wyylde ha risolto con il lancio del suo Primo Dizionario Liberale dei Termini Sessuali.

Questo glossario include un totale di 24 termini sessuali, tra cui “solletico”, che indica l’eccitazione sessuale prodotta dal dare o ricevere solletico su diverse parti del corpo. “Matutolagnia”, che si riferisce alla preferenza per il sesso mattutino, o “nipplegasm”, l’orgasmo raggiunto attraverso la stimolazione dei capezzoli.

Obiettivo di questa dispensa è fornire alla community di Wyylde, in modo costante e continuativo, nuovi strumenti e nozioni, ma anche spiegare il significato dei termini di uso più comune e sempre più in voga nel campo della sessualità.

 

 

 

 

 

 

Un piccolo miracolo nelle sale di Milano: “L’ultimo viaggio” alla nona replica all’Arlecchino

La nascita di un’amicizia tra avventura, bellezza, suspance e il tema controverso dell’eutanasia, un diritto per tutti?  

Marco Cappato: “Occuparmi di questo tema attraverso l’arte continua ad essere non un peso ma un piacere e un onore”

La Cineteca Milano Arlecchino lo ha definito un “piccolo fenomeno cinematografico” e per questo “L’ultimo viaggio” di Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo, in sala da quattro settimane, sarà di nuovo in programmazione per altre 3 date, tra cui domani venerdì 23 maggio alle 17, domenica 25 maggio alle 11 e martedì 27 maggio alle ore 19. In più, verrà proiettato in contemporanea in altre città italiane, come Pisa, e presto anche nelle sale romane.

La trama tratta della nascita di un’amicizia tra avventura e suspense, bellezza e ironia e ha come tema di fondo quello dell’eutanasia come diritto.

Il film si articola attorno al viaggio spirituale di un prete che, segretamente, trasporta all’interno di un baule il corpo della madre defunta. Quest’ultima, gravemente malata, ha esplicitamente richiesto al figlio di aiutarla a morire. L’intento finale del protagonista, in un atto di fede e amore profondo, è seppellirla sulla riva di un lago di montagna, luogo caro ad entrambi. Durante il cammino incontra una pastora, il cui mestiere è aiutare i migranti a varcare illegalmente il confine. In cambio di denaro e all’oscuro di tutto, la stessa accetta di aiutarlo: scoprirà solo più tardi cosa il prete sta nascondendo. Ha così inizio un viaggio attraverso paesaggi selvaggi e simbolici dove l’anima di lui, tormentata dalla colpa e dal dolore, si confronta e si scontra con l’anima istintiva di lei.

Il cuore pulsante del film è il tema dell’eutanasia, affrontato non con piglio ideologico, ma come domanda morale ed esistenziale. «La mia colpa non avrà mai fine», afferma il prete in una scena, mentre la donna risponde: «Questo è ciò che pensa la tua Chiesa». In questo scambio si concentra il nocciolo del conflitto: fede e compassione, colpa e amore, umanità.

Girato in location naturali, lo stile visivo è volutamente sobrio. «Non abbiamo voluto collocare l’ambientazione in un momento storico specifico», spiegano i registi. «Perché i temi che trattiamo sono universali, senza tempo, e da sempre mettono in crisi le coscienze degli uomini”.  

All’anteprima del film era presente anche Marco Cappato: “Occuparmi di questo tema attraverso l’arte continua ad essere non un peso ma un piacere e un onore. Liberandoci dalla proibizione poi ciascuno di noi sarà chiamato alle proprie scelte individuali perché la libertà porta con sé la responsabilità e la responsabilità è enorme e noi non possiamo sapere come reagiremmo se fossimo noi a dover decidere

Il film è interamente prodotto in modo indipendente con il supporto della Film Commission Torino Piemonte che, dopo il suo debutto al Trento Film Festival, ha trovato una preziosa opportunità di distribuzione grazie alla collaborazione con Cineteca Milano, che ne ha riconosciuto la forza e la necessità. Il cast, che include Fabio Marini e Debora Zuin, è stato capace di incarnare pienamente la tensione emotiva del racconto, potenziandone il significato.

“L’ultimo viaggio” è un’opera che tocca corde profonde, come la morte e l’amore, che si presenta intimo e spirituale. Un film che, come il suo protagonista, cammina tra dovere e libertà, tra colpa e redenzione.

Creatività in musica – Successo per il festival studentesco “La Musica Ribolle”

Tra reading, performance e condivisione, oltre 25 giovani artisti delle scuole milanesi hanno portato sul palco talento e passione, in un evento che guarda al futuro della cultura giovanile.

Si è conclusa con grande entusiasmo e partecipazione la prima edizione del Festival “La Musica Ribolle”, tenutasi lo scorso weekend alla Casa degli Artisti. Un’iniziativa culturale promossa dal Municipio 1 di Milano, in collaborazione con Casa degli Artisti e Cooperativa Cresco, nata per offrire spazio e voce alla creatività degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio, tra cui gli istituti ManzoniTito LivioBertarelliParini e l’educandato Setti Carraro, raggiungendo tra band e solisti i 25 partecipanti.

“La cultura è uno strumento di aggregazione sociale e si fa stando insieme. Molti ragazzi e ragazze hanno capacità creative che meritano attenzione, cura e luoghi fisici dove potersi esibire, crescere e creare comunità” – ha dichiarato l’Assessora alla Cultura Alessia Del Corona del Municipio 1 di Milano.

Il palco ha ospitato per un intero fine settimana giovani musicisti, autori e autrici di testi accompagnati da musica, i cosiddetti reading, in un’atmosfera inclusiva e libera da ogni forma di selezione. Il festival è riuscito egregiamente nell’obbiettivo di dare visibilità a una creatività troppo spesso ignorata o nascosta nei cassetti delle scuole o dimenticata tra i file di qualche computer.

“La Musica Ribolle” prende il nome da un’eco culturale degli anni ’70 e da un’idea precisa: quella che, in ogni contesto scolastico, vi siano talenti inespressi pronti a emergere se trovano un luogo e un tempo per farlo. Il festival non ha inteso premiare i migliori, ma semplicemente creare un’occasione aperta per esprimersi, condividere e sentirsi parte di una comunità.

A coordinare il progetto Giorgio Galanti per Cooperativa Cresco e Francesco Piccolomini Bandini per Casa degli Artisti, con il sostegno convinto e significativo del Municipio 1 di Milano.

La buona riuscita del festival conferma quanto sia importante offrire spazi pubblici per la creatività giovanile, promuovendo esperienze autentiche di condivisione e partecipazione. Un’iniziativa che il Municipio 1 e i partner coinvolti si augurano possa diventare un appuntamento fisso nel panorama culturale cittadino.

Wyylde “indaga” il mondo dei Play party, Sex Party e del cuckolding

 

La percezione comune tra le coppie che li frequentano che non vi sia infedeltà vera finché ogni atto sessuale è approvato da entrambi. Secondo alcuni, frequentare play o sex party può prevenire il tradimento: stabilendo un patto trasparente, coppie e partner vivono un’aperta complicità in cui fiducia e divertimento reciproco sono fondamentali” Elisabetta Gennaro Psicologa Clinica e sessuologa

 

 Incontri hot, outfit divertenti e l’alone di mistero che li avvolgono sono gli ingredienti di un sex party che si rispetti. Una tendenza sempre più in voga secondo Wyylde, la piattaforma per adulti da 20 anni leader del settore in Europa, che segnala anche in Italia l’aumento dei club e party a cui si può partecipare.

Non esistono statistiche ufficiali dettagliate principalmente perché si tratta di eventi privati, spesso non pubblicizzati pubblicamente, e per via della riservatezza che richiedono gli organizzatori e i partecipanti, inoltre molte attività sono registrate come circoli culturali o associazione private. Tuttavia Wyyldebasandoci su fonti di settore, portali specializzati e osservazioni indirette, fornisce una stima realistica dei locali in Italia suddivisi per tipologia: Club scambisti “classici” oltre 100, locali con serate a tema oltre 50 locali BDSM oltre 30 che generano una media di 300 eventi organizzati al mese.

In particolare tra le nuove tendenze erotiche sono in aumento le dinamiche del cuckolding nelle quali un partner trae piacere sessuale dal vedere il proprio compagno o la propria compagna avere rapporti con un terzo. Secondo un sondaggio condotto sul tema su oltre 450 membri della community Wyylde è emerso che l’86% delle coppie intervistate ha già praticato il cuckolding, di cui il 34% in modo regolare. Per il 60% delle donne questa pratica ha rafforzato la loro coppia e per più di una persona su due (uomini e donne) questa esperienza ha aperto loro la porta a nuove pratiche ed esplorazioni.

Le coppie che scelgono di partecipare a eventi come Play Party, Sex Party, “feste libertine” o contesti erotici condivisi lo fanno principalmente per esplorare nuove sfaccettature della propria sessualità e rafforzare la complicità. Studi qualitativi indicano che il desiderio di novità e di realizzazione di fantasie erotiche è la motivazione più ricorrente (Wilt et al., 2018). Allo stesso tempo, molti partecipanti riportano un senso di appartenenza comunitaria e di mutual empowerment, tipico dei gruppi sex-positive (Lachowsky et al., 2023). Il contesto strutturato di questi eventi permette alle coppie di sperimentare ruoli di dominazione/sottomissione, dinamiche di scambio di potere e ritualità sensoriali in uno spazio percepito come safe(r) space, rafforzando fiducia e intimità reciproca.

Nelle relazioni consensualmente non monogame, l’infedeltà è ridefinita come violazione della fiducia, non come atto sessuale in sé. Ogni incontro extra-coppia avviene sotto accordi trasparenti e negoziati; pertanto non viene vissuto come “tradimento” finché si rispettano i confini stabiliti. Questa percezione è confermata da indagini che evidenziano come molti swinger affermino che partecipare a sex party ha in realtà rafforzato il loro legame di coppia, aumentando comunicazione e onestà (Andersson et al., 2022).

“Nelle dinamiche di Play Party e scambismo la distinzione tra relazione aperta consensuale e infedeltà tradizionale è cruciale, riporta Elisabetta Gennaro, Psicologa Clinica e Psicosessuologa. Il consenso e l’accordo preventivo tra i partner differenziano queste pratiche dalla violazione della monogamia: le coppie swinger definiscono in anticipo i limiti dell’apertura sessuale e mantengono solitamente l’esclusività affettiva (J. Wilt, M. Harrison Attitudes and Experiences of Swinging Couples, 2018). Di conseguenza, molti partecipanti non considerano lo swinging un tradimento.

E’ importante fare una distinzione tra Sex e Play Party – conclude Gennaro- un Sex Party è un evento organizzato in cui persone, singole o in coppia, partecipano con l’intento di incontrarsi per attività sessuali consensuali in un contesto condiviso, regolato da norme di comportamento, e igiene, e caratterizzato da un’atmosfera sex-positive, inclusiva e non giudicante. Un Play Party è un evento strutturato tipico della comunità BDSM, in cui le persone si incontrano per praticare attività erotiche, sensoriali o relazionali non necessariamente di natura sessuale penetrativa, ma basate su dinamiche di potere, ruoli codificati, ritualità e consenso esplicito”.

Play e i sex party raccolgono anche in Italia sempre più consensi. Ogni Play Party è diverso per tipologia, partecipanti e regole del gioco. A seconda della festa, delle richieste, del numero degli invitati e dei luoghi dove essi si svolgono può accadere tutto e nulla: c’è chi predilige giochi ad alto tasso erotico, che possono includere pratiche di scambio di controllo, di dominazione o sottomissione, e possono essere con o senza contatto.

Alcuni party prevedono l’uso della maschera: questo da un lato favorisce la disinibizione e l’anonimato rispetto all’identità quotidiana, consentendo ai partecipanti di “indossare” un alter ego erotico lontano dai ruoli sociali abituali; dall’altro crea una dimensione rituale di mistero e gioco di ruolo, che amplifica la suspense erotica.

Non esiste un dress code per partecipare a un play party, ma in molte occasioni è richiesto per rendere l’evento speciale. I costumi, gli outfit o i travestimenti possono servire anche a rompere il ghiaccio e agevolare un’atmosfera più intrigante. Se è consigliato un dress code, gli uomini indossano cravatta nera, smoking e papillon. Le donne puntano tutto su abiti da sera e lingerie. In alcuni Party, le maschere sono obbligatorie all’ingresso, ma possono essere rimosse una volta effettuato l’accesso all’evento privato. Gli eventi Play Party sono organizzati da una comunità (BDSM) molto attiva e inclusiva, apertissima a collaborazioni e a far conoscere l’ambiente per destigmatizzarlo con talk, aperitivi inclusivi, serate con cene e feste.

https://www.wyylde.com/it-it

 

 

Bienno, un anno d’arte diffusa: comincia Borgo Artisti 2.0

Da “In-Between (Infra)” a “Fucina In Cloud”, il borgo lancia la nuova edizione del progetto di residenza artistica. Nove mesi tra cultura visiva, sperimentazione e dialogo con il territorio

Primo appuntamento: La mostra “In-Between (Infra)”, visitabile fino all’11 maggio
Con la mostra “In-Between (Infra)”, realizzata dall’artista padovana Barbara Bernardi, prende ufficialmente il via l’edizione 2025 di Bienno Borgo Artisti 2.0. Il Comune bresciano della Val Camonica diventa anche quest’anno residenza d’artista accogliendo, per nove mesi, performer e creativi da tutto il mondo e galleria d’arte diffusa per esporre le proprie opere nei palazzi antichi, nelle fucine, nei teatri e nelle botteghe.
La mostra si sviluppa attorno al tema del confine sottile in cui gli incontri prendono forma e dove i limiti tra sé e l’altro si dissolvono. Attraverso un percorso di installazioni evocative dello “Spazio Vuoto”, Bernardi invita i visitatori a immergersi nella mostra, che diventa un’esperienza viva: attraversando le installazioni si materializza la volontà dell’artista, la sua idea di trasformazione e movimento.
La sfida dell’artista è catturare e rendere visibile questo istante effimero, nel quale le forme emergono e si dissolvono, dove il movimento trova il proprio ritmo.

Secondo appuntamento: “Fucina In Cloud”, visitabile fino al 1 giugno, successivamente su appuntamento
Bienno Borgo Artisti 2.0 presenta “Fucina In Cloud”, la prima mostra collettiva di arte contemporanea digitale in Val Camonica, a cura di Cinzia Bontempi e Laura Pintossi. L’inaugurazione si terrà il 10 maggio alle ore 18:00 nella suggestiva Fucina di via Resoleto 14, evidenziando così il contrasto tra tradizione e innovazione.
La mostra, organizzata con il collettivo PZero Digit, propone un percorso immersivo tra arte digitale e nuove tecnologie, raccontando l’evoluzione dal tratto pittorico tradizionale a quello digitale attraverso opere realizzate con software multimediali e intelligenza artificiale, che offrono una nuova interpretazione estetica e concettuale della realtà.
Tra i protagonisti anche l’artista Manuel Gardina, presentato in collaborazione con The-Address Gallery di Brescia, con l’opera “A Cut Above”, da cui prendono forma le due opere digitali fisiche Hermite e Acut Above 2.
La serata sarà arricchita dalla performance inedita “Cicatrici#1 – Parole che fanno male” dell’attrice Silvia Sala, che guiderà i visitatori in un percorso narrativo e multisensoriale tra le opere, accompagnata dalle sonorità di Rogue Waves e dalla drammaturgia di Guido Musante.

Terzo appuntamento: Bienno Borgovisioni, dal 16 al 18 maggio
Come ultimo evento troviamo Bienno Borgovisioni, che torna con la sua seconda edizione organizzata in tre giornate immerse nella magia del cortometraggio, nella cornice unica di Bienno, culla delle arti e dell’artigianato.
Nasce con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’arte cinematografica del cortometraggio, proponendo un ricco calendario di attività che spaziano tra proiezioni serali di cortometraggi d’autore, una mostra di videoarte negli spazi suggestivi di Palazzo Simoni Fè, performance dal vivo dell’artista cubano Alexander Diego in residenza, proiezioni dedicate alle scuole, musica dal vivo e degustazioni di vini locali.
Attraverso questa rassegna si intende riscoprire la sala cinematografica come luogo di incontro, di scambio culturale e di esperienza condivisa, riportando il pubblico al centro della fruizione artistica.
Un intreccio di visioni artistiche, reso possibile dalla collaborazione tra Desenzano Film Festival e Bienno Borgo Artisti 2.0.