Osservatorio Imprenditoria Retail 2025 Il 40% degli imprenditori fatica a trovare personale La criticità cresce al Nord e tocca il picco nel settore Farmacie Oltre 8 su 10 sono comunque ottimisti per i prossimi 18 mesi

Altri dati emersi dall’Osservatorio:

  • Il 72% giudica adeguato il proprio personale.
  • Ricerca di personale peggiorata negli ultimi 4 anni: efficaci solo conoscenze dirette e segnalazioni interne.
  • Errori strategici: gestione del personale prima criticità (39%).
  • Gli imprenditori più ottimisti per il futuro sono quelli di Immobiliare, Food e Farmacie

Il settore retail in difficoltà per quanto riguarda la ricerca del personale: colpisce circa il 40% degli imprenditori, specialmente nel Nord Italia e in particolare nel settore Farmacie. A dichiararlo sono gli stessi imprenditori che gestiscono in franchising più negozi di grandi insegne italiane e che sono i protagonisti dell’Osservatorio Imprenditoria Retail 2025, lo studio più completo in Italia dedicato al profilo degli imprenditori nel settore del franchising e della distribuzione organizzata promosso da Largo Consumo con il contributo analitico di TradeLab.

Questa ricerca ha tracciato un quadro aggiornato e approfondito sullo scenario economico e organizzativo del comparto retail italiano, coinvolgendo oltre 1.300 imprenditori di età media 51 anni, per un totale di circa 2.500 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un’ampia rappresentanza di settori dalla GDO alimentare (51%) alla ristorazione, cura persona, abbigliamento e servizi. Quasi un terzo degli imprenditori presenti nella ricerca opera in affitto di ramo d’azienda, con percentuali più alte in ristorazione, cura persona e moda.

Le associazioni partner: ANCD, Assofranchising, Confimprese, CNCC, Federdistribuzione, Federfranchising e i patrocini di Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Emilia Romagna, Regione Umbria, Regione Sicilia (Assessorato delle attività produttive) e Città di Torino.

I temi trattati dall’Osservatorio Imprenditoria Retail 2025

Organizzazione del lavoro

L’Osservatorio mette in mostra diversi aspetti della figura e del ruolo dell’imprenditore retail che per il 72% ritiene il proprio personale adeguato, ma in particolare emerge come in alcuni settori manchi il supporto del network, specialmente in quello delle Farmacie, Librerie e Corrieri. Buono invece il supporto in GDO, Ristorazione e Cura persona, soprattutto nella Formazione.  Inoltre proprio il tema della ricerca del personale resta un tema ampiamente critico. Negli ultimi quattro anni la situazione è decisamente peggiorata, soprattutto per gli Imprenditori del Nord Italia, di media dimensione (2-3 negozi con una media di 8 dipendenti) e nel Settore delle Farmacie. L’indagine analizza anche i migliori canali di ricerca secondo gli imprenditori che a sorpresa restano la conoscenza diretta seguito dalle segnalazioni di dipendenti e amici/parenti; sono indicati come molto poco efficaci i canali pubblici e quello delle agenzie, soprattutto per i lavoratori stagionali.

Errori strategici e criticità

La fotografia emersa dall’Osservatorio rivela che solo il 16% degli imprenditori ritiene di non aver commesso errori strategici, mentre per la grande maggioranza emergono diverse criticità operative. Le problematiche più frequenti riguardano la gestione del personale, indicata dal 39% del campione, e gli aspetti economico-finanziari, citati dal 22%. A queste si aggiungono errori di natura commerciale e difficoltà legate alla gestione della supply chain, confermando la complessità crescente con cui gli imprenditori del retail devono confrontarsi quotidianamente.

Risto-GDO

 Nel rapporto tra Ristorazione e GDO, si osserva una progressiva integrazione dell’offerta: il 31% dei punti vendita della grande distribuzione propone oggi prodotti ready-to-eat, mentre il 10% offre veri e propri servizi di ristorazione. Questa evoluzione risponde alla domanda di consumatori sempre più orientati alla rapidità e alla praticità, generando vantaggi concreti per le insegne: dall’attrazione di nuovi segmenti di clientela all’aumento dello scontrino medio, elementi che contribuiscono a rafforzare il ruolo ibrido e multifunzionale dei punti vendita.

 Clima di fiducia

L’Osservatorio Imprenditoria Retail evidenzia un sentiment generalmente positivo riguardo alle prospettive del settore, con particolare entusiasmo nella Ristorazione e nell’Immobiliare, mentre permangono percezioni più negative nelle Librerie, nell’Abbigliamento e, più in generale, rispetto al quadro economico e normativo. Ancora più favorevole è la valutazione sulla solidità e sulla capacità competitiva dei network, trainate nuovamente da Ristorazione e Immobiliare, a fronte di giudizi meno brillanti per i network dei Corrieri. Nonostante ciò, la propensione agli investimenti risulta nel complesso insufficiente, ad eccezione degli interventi parziali sui punti vendita già attivi, con una maggiore disponibilità a investire riscontrata tra gli imprenditori più giovani e nei comparti della Ristorazione e dell’Immobiliare. Il clima si ribalta osservando le aspettative per i prossimi 18 mesi: oltre otto imprenditori su dieci si dichiarano ottimisti, superando i livelli del 2024, con Immobiliare, Food e Farmacie che oltrepassano la soglia dell’80%. Le principali leve di questo ottimismo sono il valore percepito del network e la forza dell’insegna, fattori particolarmente determinanti per Ristorazione e Immobiliare, cui si affiancano, a seconda dei settori, ulteriori motivazioni specifiche che contribuiscono a rafforzare la fiducia nel futuro.

“L’Osservatorio Imprenditoria Retail rappresenta il contributo che Largo Consumo offre per approfondire la conoscenza degli imprenditori che ogni giorno gestiscono i punti vendita all’interno delle reti organizzate – sottolinea Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo. Sono proprio loro la base dell’intero sistema distributivo, il cuore e l’origine dell’industria del commercio. Dallo studio emerge una ripresa della fiducia anche in settori più complessi, come ad esempio quello della ristorazione commerciale. È un segnale della capacità dei sistemi moderni di sostenere i propri affiliati e associati e, allo stesso tempo, di essere sostenuti dalla loro forza. Ringraziamo le numerose insegne partner del progetto e siamo già al lavoro sulla prossima edizione.”

Le insegne che hanno partecipato all’Osservatorio Retail 2025:

  • Alice Pizza
  • Altromercato
  • Autogril
  • AW Lab (Bata)
  • Babybazar (Leotron)
  • Befed
  • Bottega Verde
  • BRICO IO
  • Bricocenter
  • Brooklyn Fitboxing
  • Carrefour
  • Cef La Farmacia Italiana (Farcom spa)
  • Cigierre (Old Wild West, America Graffiti, Wiener Haus, Pizzikotto, Shi’s e Temakinho)
  • Codè Crai Ovest
  • Coin
  • Conad Cia
  • Conad Nord Ovest
  • Conad Pac 2000a
  • Coralis
  • Coop
  • Crai Ama Est
  • Crai Ibba
  • Crai Secom
  • Crai Tirreno
  • IT Distribuzione Italiana
  • IT Realco
  • Despar Aspiag Nord Est
  • Despar Maiora
  • Despar Nord Ovest / Centro 3A
  • Despar Sardegna / SCS (Abbi Holding)
  • Despar Sicilia / Ergon
  • Doppiomalto
  • Flower Burger
  • Gabetti
  • Gruppo Teddy (Terranova, Calliope, Rinascimento)
  • Ireplace (Estendo)
  • KFC – Kentucky Fried Chicken
  • KIPOINT
  • L’Erbolario
  • McDonald’s
  • Magazzini Gabrielli
  • Mercatopoli (Leotron)
  • Mercatino S.r.l.
  • Mondadori
  • Penta Group (La Yogurteria)
  • Phoenix Farma Italia (Gruppo Comifar e ADMENTA Italia)
  • Remax Italia
  • Sardegna Più
  • Selex Megamark
  • Sogegross
  • SoloAffitti
  • Supercentro
  • Tecnocasa
  • Todis
  • Van4You S.r.l.
  • VeGè Coal
  • Vision Group

Daikin incentiva il riscaldamento ad aria: fino a 400€ di rimborso sulle bollette invernali

Per sostenere l’uso dei condizionatori anche in inverno, Daikin propone un’iniziativa che permetterà di avere un rimborso delle bollette in base ai consumi effettuati

In Italia, sono 4,2 milioni le pompe di calore elettriche che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento in edifici, abitazioni, uffici e attività commerciali. Secondo i dati dell’European Heat Pump Market Report 2025, rappresentano il 19% del totale dei dispositivi installati (oltre 23 milioni in totale), confermando l’Italia come secondo mercato europeo dopo la Francia.

Un dato positivo per la transizione energetica, ma ancora molti italiani non sanno di possedere già una pompa di calore o non la considerano una reale alternativa alla caldaia. Meno del 20% di chi possiede un climatizzatore infatti lo utilizza anche per il riscaldamento.

Le indagini di Adiconsum e Altroconsumo mostrano però un’alta soddisfazione tra gli utenti: il 79% si dichiara soddisfatto e quasi l’88% sceglierebbe ancora una pompa di calore per i bassi consumi. Tra i non possessori, il 40% prevede di installarne una entro tre anni, spinto da motivazioni come efficienza energetica (75%), funzionalità doppia caldo/freddo (45%), minore impatto ambientale (42%) e incentivi (41%).

Per promuovere un uso più consapevole del riscaldamento ad aria, Daikin ha lanciato una campagna che incentiva l’impiego dei climatizzatori con tecnologia in pompa di calore. Chi acquista un climatizzatore entro il 31 dicembre 2025 può ottenere fino a 400 € di rimborso in base ai consumi effettuati in riscaldamento fino al 31 marzo 2026.

Il cashback si ottiene collegando il climatizzatore all’app Onecta (l’App che permette di gestire il climatizzatore Daikin a distanza e tenere sotto controllo i consumi), registrandolo poi sul portale Stand By Me e richiedendo il rimborso, che verrà calcolato sui consumi effettivi quantificati in 0.30€ per ogni kwh speso in modalità riscaldamento con il nuovo climatizzatore.

 Le pompe di calore Daikin assicurano un riscaldamento efficiente e confortevole, riducendo fino al 50% i consumi rispetto a una caldaia a gas. Con Onecta è possibile controllare temperatura e accensione da remoto, ottimizzando l’energia e programmandone l’accensione, ad esempio, prima di rincasare dal lavoro. Grazie alla tecnologia dei climatizzatori Daikin – inoltre – l’aria calda viene distribuita in modo uniforme e silenzioso in ogni angolo della stanza, mantenendo un comfort ottimale ed evitando i getti d’aria diretti.

“Molti utenti non sanno che nei loro impianti è già presente una pompa di calore – spiega Andrea Grassi, Marketing Director di Daikin Italia. A volte semplicemente se ne dimenticano, o hanno provato a riscaldarsi utilizzandola nel modo sbagliato, con impostazioni non ottimali o senza conoscere le funzionalità più efficienti del sistema. È un segnale chiaro di quanto sia ancora necessario fare informazione: i climatizzatori moderni sono veri e propri sistemi a pompa di calore, in grado di garantire comfort e risparmio anche in inverno. Con questa iniziativa vogliamo superare i preconcetti legati all’alto consumo dei climatizzatori, spesso percepiti come poco adatti al riscaldamento, e promuovere una maggiore consapevolezza sull’efficienza, la praticità e la convenienza del riscaldamento ad aria. Le nostre pompe di calore, gestibili facilmente tramite l’app Daikin Onecta, consentono di monitorare i consumi in tempo reale, regolare la temperatura con precisione e ottimizzare l’uso dell’energia, garantendo comfort costante e un impatto ambientale ridotto. Solo attraverso una corretta informazione e un utilizzo consapevole potremo favorire una vera transizione verso tecnologie più sostenibili, capaci di ridurre i costi in bolletta e contribuire in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.”

Di seguito il link con tutti i dettagli dell’iniziativa:

https://www.daikin.it/it_it/privati/campagne/cashback-inverno2025.html

 

Il 36% dei PC venduti in Italia è AI Ready: Acer spiega perché è solo l’inizio.

Acer all’evento “Intelligenza artificiale – Economia reale” che si è svolto a Roma nella Sala Isma presso il Senato della Repubblica

 Nel contesto dell’evoluzione tecnologica e del ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi e formativi, Acer ribadisce la centralità della propria missione “Breaking barriers between people and technology”, che guida lo sviluppo di iniziative rivolte alle Piccole e Medie Imprese e al settore educativo.

L’evento “Intelligenza artificiale – Economia reale”, tenutosi il 12 novembre nella Sala Isma presso il Senato della Repubblica, è stato l’occasione ideale per approfondire questi temi su iniziativa del Senatore Massimo Garavaglia.

Nel corso dell’iniziativa è intervenuta Cristina Pez, Commercial Director B2B and Education di Acer EMEA, che ha portato il punto di vista dell’azienda sul contributo dell’AI nei confronti dell’economia reale. In apertura, Pez ha affermato che “La trasformazione digitale è in atto: secondo il monitoraggio sull’Information Technology di CONTEXT, in Europa il 44% dei pc venduti oggi è strutturato con un “chip set” AI Ready di nuova generazione progettato per interagire con l’Intelligenza digitale, mentre in Italia il rapporto è superiore ad un pc su tre rispetto al 25% dell’anno scorso. Ma l’innovazione non può essere efficace senza prossimità: la tecnologia diventa davvero utile quando nasce dal contatto con chi ogni giorno vive i processi produttivi e formativi”.

Infatti, l’ecosistema dei partner garantisce ad Acer una conoscenza diretta delle esigenze del territorio e rappresenta un elemento chiave per trasformare l’intelligenza artificiale da concetto astratto a strumento concreto, capace di aumentare produttività, sicurezza e collaborazione.

Fondamentale per Acer è anche la collaborazione con i partner nella realizzazione di progetti pilota, considerati strumenti decisivi per rendere l’AI un vero acceleratore dell’innovazione. “La formazione continua e le sperimentazioni sul campo sono ciò che permette all’intelligenza artificiale di diventare un strumento determinante in ogni ambito aziendale”, ha dichiarato Pez. Tra gli esempi significativi figura Cieffe Milano, azienda artigianale specializzata nella confezione di abiti prêt-à-porter di alta gamma che ha integrato questi strumenti senza snaturare la propria identità.

Parallelamente, l’applicazione dell’AI nel mondo educativo risponde alle trasformazioni richieste dal mercato del lavoro. Come osservato da PezSecondo il World Economic Forum, il 60 % dei bambini, che oggi frequentano le scuole primarie, in futuro faranno lavori che oggi nemmeno esistono e proprio per questo la scuola deve essere in grado di fornire un’alfabetizzazione digitale adeguata. L’intelligenza artificiale offre nuove opportunità di apprendimento, rendendo i percorsi più personalizzati e inclusivi, ma deve essere sempre accompagnata da sicurezza, ascolto e formazione perché, come evidenzia anche il report del World Economic Forum, solo uno sviluppo coerente delle “21st century skills” come analisi dei dati, pensiero critico e collaborazione digitale consentirà agli studenti di rispondere ai bisogni dell’era digitale”.

In questo contesto, l’ascolto delle esigenze delle scuole riveste un ruolo essenziale: molti prodotti Acer nascono da confronti diretti con docenti e istituzioni, come i dispositivi convertibili progettati per più modalità d’uso al servizio della didattica.

La tecnologia diventa così uno strumento per migliorare la produttività degli insegnanti e monitorare i progressi degli studenti. “Gli strumenti tecnologici non sostituiscono il docente; lo liberano, gli restituiscono tempo e gli permettono di avere una visione più precisa dei progressi degli alunni”, ha precisato Pez.

L’intervento si è concluso richiamando i tre pilastri che guidano Acer nello sviluppo di tecnologie per imprese e scuole, ovvero prossimità, ascolto e formazione che rendono sostenibile e realmente utile ogni percorso di innovazione, tanto nelle imprese quanto nella scuola.

CNA Milano e le imprese artigiane, motori del lavoro che cambia

In un contesto economico e sociale in costante cambiamento, CNA Milano rinnova il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese del territorio, promuovendo un momento di confronto e ispirazione dedicato alla trasformazione del lavoro e dell’impresaMartedì 18 novembrealle 18:30, presso l’Ambrosianeum – Via delle Ore, 3, 20122 Milano (MI), si terrà l’incontro “Artigiani di futuro a Milano. Come cambia il lavoro, come si trasforma l’impresa”, promosso da CNA Milano.

L’appuntamento nasce dalla consapevolezza che il mercato del lavoro sta vivendo una fase di forte evoluzione: da un lato, in Italia gli occupati hanno raggiunto 24,3 milioni, con un aumento del 10,9% in dieci anni, grazie alla crescita di settori come turismo, edilizia, logistica e ICT, sostenuti dal PNRR e dai vari incentivi. Dall’altro, permangono bassa produttività, alta inattività e nuove criticità come il lavoro povero e il mismatch tra domanda e offerta. In più le imprese faticano a trovare competenze adeguate alle nuove sfide tecnologiche e produttive; mentre i lavoratori cercano contesti più umani, flessibili e sostenibili.

Dopo la pandemia, la cosiddetta “shortage economy” ha colpito non solo beni e materie prime ma anche la forza lavoro, aggravando squilibri già esistenti. Le cause principali sono declino demograficoinvecchiamento dei lavoratoricarenza di competenze e costo elevato degli alloggi nei territori più dinamici. Inoltre ogni anno si registrano 500.000 nuovi pensionati contro appena 370.000 nascite, con effetti diretti su sanità e previdenza. Le imprese artigiane risentono in pieno di questo disallineamento, aggravato dal calo d’interesse dei giovani e dalle difficoltà di ricambio generazionale. L’incontro “Artigiani di futuro a MIlano” vuole offrire una visione condivisa su come costruire fiduciacompetenze e opportunità in questa nuova stagione del lavoro, valorizzando il ruolo dell’artigianato come motore di innovazione e coesione sociale.

“Il futuro dell’impresa non si costruisce da soli, ma attraverso una rete di relazioni, formazione e fiducia reciproca – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano –. Le nostre imprese artigiane stanno dimostrando ogni giorno che innovazione e valorizzazione delle persone devono convivere, e che il cambiamento si affronta con coraggio, visione e collaborazione. Oggi serve un’azione condivisa che parta da alcuni obiettivi chiari: rafforzare la formazione continua (tecnica e non solo), costruendo mappe territoriali dei fabbisogni professionali; facilitare l’accesso alla casa per studenti e lavoratori fuori sede attraverso il social housing; e promuovere politiche di integrazione efficaci per i lavoratori stranieri, superando stereotipi e rigidità burocratiche. Allo stesso tempo – prosegue – è fondamentale rivalutare il lavoro artigiano e manifatturiero, che non è un residuo del passato ma una scuola di autoimprenditorialità e talento, dove si uniscono creatività, competenze e responsabilità. Per questo CNA Milano vuole essere un valido supporto per chi guarda avanti e investe nelle competenze, nella qualità del lavoro e nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile per tutti”.

Durante l’incontro si alterneranno testimonianze, riflessioni e dialoghi tra espertiimprese e mondo accademico per analizzare dati, capire tendenze ed esplorare soluzioni per il lavoro che cambia. CNA Milano conferma così la propria vocazione a essere non solo rappresentanza di categoria, ma anche laboratorio di idee e buone pratiche per l’economia del futuro.

L’evento è gratuito e aperto a tutti, previa iscrizione obbligatoria al seguente link:
Iscriviti su Eventbrite

Di seguito il programma:

Modera Fabio Pizzul, Presidente della Fondazione Culturale Ambrosianeum

  • Saluti istituzionali, Matteo Reale, Presidente CNA Milano
  • “Impresa e lavoro: le cause e i rischi di un disallineamento”, Marco Baldi, Responsabile CNA Area Studi e Ricerche

Confronto tra imprese:

  • Massimo Folador, Docente di Business Ethics – Università LIUC e AD di Askesis
  • Società Benefit
  • Nicoletta Fasani, Nicoletta Fasani
  • Luigi Torriani, Datasys Network S.r.l
  • Luna Rotella, Misalu

Conclusioni, Rosangela Lodigiani, docente di Sociologia del Lavoro – Università

Cattolica del Sacro Cuore

Tonitto 1939, nel 2026 oltre milioni di investimenti per lo stabilimento di Genova

Un 2026 di trasformazioni attende Tonitto 1939, azienda ligure leader in Italia nel segmento dei sorbetti, dei gelati senza zuccheri aggiunti e dei gelati “speciali”. Dopo aver consolidato negli ultimi anni un percorso di crescita costante, la realtà di Genova avvia un nuovo piano di investimenti che supera i 3 milioni di euro, con l’obiettivo di duplicare la capacità produttiva e raddoppiare il fatturato entro il 2028, raggiungendo i 28 milioni di euro.

Il progetto, che si inserisce nel piano industriale 2024-2028, prevede una serie di interventi strategici e tecnologici che interessano ogni area aziendale – dalla produzione alla logistica, fino alle infrastrutture di supporto e ai sistemi IT – con un approccio integrato orientato all’efficienza e alla sostenibilità.

Nel corso del 2026, Tonitto 1939 completerà un ampio revamping del sito produttivo con interventi mirati all’aggiornamento dei reparti chiave:

  • Pastorizzazione: ammodernamento impianti e nuova climatizzazione delle aree produttive;
  • Confezionamento: acquisto nuove linee per aumentare produttiva e la flessibilità e aggiornamento del parco freezers;
  • HSE (Health, Safety & Environment): multipli investimenti in ambito di assicurazione e controllo qualità e investimenti rilevanti nella gestione degli sprechi e nel trattamento delle fasi finali del ciclo di produzione dei rifiuti;

Parallelamente, l’azienda ha avviato la fase di studio per definire il nuovo layout produttivo e il percorso di validazione dei fornitori in vista delle nuove commesse. Uno dei prossimi importanti passaggi sarà l’inaugurazione, nel primo quarter del 2026, della nuova linea dedicata ai formati vaschetta in carta, destinata a supportare l’incremento dei volumi produttivi previsti nei prossimi tre anni.

Oltre a questo tipo di interventi, Tonitto 1939 ha già portato avanti e continua a investire su sistemi e infrastrutture di supporto: nuovi uffici, spazi di lavoro rinnovati e strumenti tecnologici avanzati. Il piano include il potenziamento del sistema ERP, l’introduzione di nuove applicazioni IT e di un sistema Wi-Fi industriale evoluto e la realizzazione di una nuova conference room a servizio di tutte le funzioni aziendali.

Questi investimenti rientrano in una strategia più ampia di miglioramento continuo che punta a ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi e garantire la massima tracciabilità dei dati lungo tutta la filiera produttiva.

“Gli investimenti che abbiamo pianificato per il 2026 rappresentano un passaggio fondamentale nel nostro percorso di crescita – sottolinea Alberto Piscioneri, General manager di Tonitto 1939 -.
L’obiettivo è portare l’azienda su un ulteriore livello di eccellenza operativa, rafforzando i nostri pilastri strategici: sicurezza, qualità, innovazione e sostenibilità. Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento e un’eccellenza nell’industria dei gelati di alta qualità, migliorandoci ogni giorno e portando a tutti i consumatori, ovunque nel mondo, un momento di felicità con i nostri prodotti.”

A livello tecnico, l’azienda prosegue nella direzione di un’integrazione sempre più stretta tra tecnologia e know-how produttivo“Il piano di revamping dello stabilimento di Genova e l’avvio delle nuove linee di produzione ci permetteranno di migliorare sensibilmente efficienza, affidabilità e qualità del prodotto – aggiunge Marco Calcagno, Responsabile Ingegneria e Manutenzione di Stabilimento -. Stiamo lavorando per fare avanzare rapidamente le tecnologie produttive nell’attuale stabilimento allenandoci alla crescita futura e preparandoci alle prossime sfide industriali.”

Con questi investimenti, Tonitto 1939 conferma la volontà di perseguire una crescita sostenibile e duratura, basata su un modello industriale solido e innovativo. Lo stabilimento di Genova, completamente rivisitato, sarà dunque il fulcro operativo della trasformazione e il punto di partenza per il raggiungimento degli obiettivi del piano 2024–2028.

Crediti d’imposta, stop alla compensazione con i debiti contributivi: l’allarme di CNA Lombardia

La nuova norma prevista dal Disegno di Legge di Bilancio 2026 estende a tutti i contribuenti il divieto di compensazione dei crediti d’imposta con debiti previdenziali e contributivi

 CNA Lombardia esprime forte preoccupazione per le misure previste dal Disegno di Legge di Bilancio 2026 che modificano in modo sostanziale la disciplina delle compensazioni dei crediti d’imposta. Dopo anni in cui i crediti d’imposta – dai bonus edilizi alle agevolazioni per gli investimenti innovativi – hanno rappresentato uno strumento fondamentale per sostenere la liquidità e la competitività delle imprese, il nuovo intervento legislativo rischia di bloccare meccanismi virtuosi di gestione finanziaria, penalizzando in particolare le piccole e medie imprese già esposte agli effetti combinati del caro materiali, dell’aumento dei tassi e della contrazione della domanda interna.

La norma, infatti, estende a tutti i soggetti – e non più soltanto a banche e intermediari finanziari – il divieto di compensare i crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi con i propri debiti previdenziali e contributivi.

In base al testo della bozza, dal 1° luglio 2026 la compensazione dei debiti contributivi e previdenziali sarà consentita esclusivamente in relazione ai crediti d’imposta emergenti dalla liquidazione delle imposte da Dichiarazioni annuali.

Una modifica che, di fatto, riduce la possibilità di utilizzo dei crediti maturati e rischia di determinare seri problemi di liquidità per un numero elevatissimo di imprese, in particolare nei settori della casa, dell’edilizia e dell’impiantistica, che hanno sinora fatto legittimo ricorso alla compensazione per gestire in equilibrio i propri flussi finanziari.

“Si tratta di un’ennesima ghigliottina che agisce in modo illegittimamente retroattivo cambiando le regole del gioco in corsa: ci sono migliaia di imprese con crediti fiscali acquisiti in seno alla politica dei bonus edilizi, che non abbiamo voluto noi, da smaltire – sottolinea Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Ci sono soggetti che hanno aiutato queste imprese acquistandone i crediti. In questo modo si crea un danno diffuso alla filiera, non solo dell’edilizia e degli impianti. Pensiamo anche agli effetti di tale restrizione sui crediti di imposta concessi a fronte di investimenti in Industria 4.0 e Transizione 5.0”.

Riducendo l’ammontare dei debiti compensabili, la norma potrebbe determinare un significativo mancato utilizzo delle rate dei crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi, determinandone la perdita e un danno economico e finanziario a moltissimi soggetti imprenditoriali e privati.

Tra i tanti, ad essere colpiti da un provvedimento di tale natura sono, ad esempio, due settori come quello dell’autotrasporto e quello del cinema.

Secondo Riccardo Gervasoni, Presidente CNA FITA Lombardia “Il provvedimento avrebbe un impatto devastante sulle imprese di autotrasporto, andando a minare la reale possibilità di utilizzo del beneficio fiscale legato al recupero delle accise, che rappresenta uno delle principali misure di sostegno alle imprese del settore. L’effetto, fra l’altro, è ancora peggiore, perché va a sommarsi ad un’altra misura contenuta nel Disegno di legge, ovvero l’aumento di 4,05 centesimi di euro al litro dell’accisa sul gasolio, previsto dal 2026. Come si dice in questi casi, oltre al danno, la beffa”.

Anche il Presidente di CNA Cinema Audiovisivo Lombardia, Franco Bocca Gelsi, commenta: “Rendere inutilizzabili i crediti di imposta per compensare i contributi INPS e INAIL delle imprese comporta una forte riduzione dell’efficacia del Tax credit Cinema, con importanti negative conseguenze sulle produzioni, sulle imprese e sui lavoratori, in un segmento in difficoltà da anni”.

“L’articolo 26 della bozza di Disegno di legge di bilancio 2026 rischia, nelle sue pieghe, di incrinare ancora di più la fiducia tra chi deve fare investimenti e lo Stato – aggiunge Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Così il Paese rallenta in una fase in cui stabilità, rilancio e fiducia si tengono insieme anche a partire dal fatto, doveroso, di non continuare a cambiare le regole in corso d’opera”.

Criptovalute e tasse: Bit2Me semplifica la dichiarazione fiscale con nuovi strumenti digitali avanzati

La dichiarazione dei redditi legata alle criptovalute è diventata un tema sempre più complesso e rilevante per investitori e operatori del settore in Italia. Le recenti modifiche normative hanno reso necessario adottare un approccio più attento e preciso nella gestione fiscale degli asset digitali, introducendo nuove regole che richiedono consapevolezza e supporto specializzato. In questo contesto, Bit2Me si distingue come un aiuto e un supporto per chiunque debba affrontare la sfida di dichiarare correttamente e puntualmente i propri beni in criptovalute.

 

Dal 1° gennaio 2025, le normative fiscali italiane hanno subito modifiche significative: è stata eliminata la soglia di esenzione che consentiva di non pagare tasse sulle plusvalenze fino a 2.000 euro, mentre dal 2026 la tassazione delle criptoattività potrebbe sdoppiarsi, con alcune stablecoin in Euro (con licenza Micar) che resterebbero al 26%, mentre le altre plusvalenze (come Bitcoin) passerebbero al 33%. I detentori di criptovalute hanno inoltre la possibilità di rivalutare i propri asset al valore di mercato al 1° gennaio 2025, pagando un’imposta sostitutiva del 18%, un’importante opportunità per la gestione patrimoniale e fiscale.

 

Con l’avvicinarsi del 2026, le scadenze fiscali diventano un elemento cruciale per tutti i contribuenti. Nel prossimo anno sarà essenziale pianificare con attenzione i versamenti relativi alle plusvalenze e all’imposta di bollo, oltre a predisporre la corretta compilazione dei modelli fiscali. I contribuenti che utilizzano il Modello 730 dovranno prestare particolare attenzione al nuovo Quadro W, pensato per il monitoraggio delle cripto-attività, mentre i Quadri RW e RT del Modello Redditi Persone Fisiche restano fondamentali per la dichiarazione delle plusvalenze e del patrimonio digitale.

 

Per semplificare questo processo complesso e spesso incerto, Bit2Me ha sviluppato un ecosistema di supporto completo, progettato per assistere gli utenti in ogni fase della gestione fiscale delle criptovalute. Al centro di questa offerta si trova Tax Bit2Me, uno strumento avanzato che genera report fiscali dettagliati, calcolando automaticamente guadagni e perdite di ogni singola transazione. Questi report possono essere facilmente esportati in formato CSV, consentendo una compilazione più rapida e accurata dei moduli fiscali, riducendo il rischio di errori e semplificando in modo significativo il lavoro di chi deve dichiarare le proprie attività in criptovalute.

 

A completare l’offerta, la Bit2Me Academy mette a disposizione guide chiare, aggiornate e facilmente accessibili che spiegano nel dettaglio come compilare correttamente i principali moduli fiscali relativi alle criptovalute – dal Quadro W per il monitoraggio degli asset digitali ai Quadri RW e RT per la dichiarazione delle plusvalenze. Grazie a questa combinazione di strumenti, supporto personalizzato e formazione continua, Bit2Me trasforma un processo tradizionalmente complesso in un percorso chiaro, affidabile e accessibile a tutti i contribuenti, indipendentemente dal loro livello di esperienza con le criptovalute.

 

 “In Bit2Me, la nostra missione è rendere la conformità fiscale in materia di criptovalute il più semplice e trasparente possibile” – spiega João Augusto Teixeira, Chief Compliance Officer di Bit2Me . Comprendiamo che il panorama della tassazione delle criptovalute può essere complesso e in continua evoluzione, ed è per questo che offriamo un ecosistema completo di supporto – dagli strumenti di reportistica automatizzata alla consulenza fiscale personalizzata e alle guide passo passo. Il nostro obiettivo è consentire agli utenti di gestire con fiducia i propri asset digitali, ridurre al minimo gli errori e rimanere pienamente conformi alle normative più recenti, acquisendo al contempo una chiara comprensione dei propri obblighi fiscali. Educazione, chiarezza e semplicità sono al centro di tutto ciò che facciamo, garantendo che chiunque, dai principianti agli investitori esperti, possa affrontare questo processo complesso con sicurezza.”

 

In un momento in cui la tassazione delle criptovalute sta diventando sempre più stringente e complessa, Bit2Me conferma il proprio ruolo di partner affidabile e trasparente, impegnato a facilitare un’adozione responsabile e conforme delle criptovalute in Italia, supportando i propri utenti con strumenti innovativi e assistenza qualificata durante l’intero processo di dichiarazione fiscale.

Migliore Insegna 2026: assegnati i riconoscimenti per 27 categorie merceologiche food e non food

Sono stati assegnati i riconoscimenti Migliore Insegna 2026. I campioni emergono dalla ricerca indipendente condotta per il sesto anno da Ipsos Doxa e promossa da Largo Consumo. L’indagine misura annualmente la qualità del rapporto tra le insegne Retail e i loro clienti, mostrando i marchi della distribuzione ritenuti eccellenti dai consumatori per ciascuna categoria e con quale scarto dai loro competitor. Uno studio unico nel suo genere, per ampiezza e profondità di analisi, che restituisce una fotografia completa e comparativa del panorama distributivo italiano.

L’indagine include insegne tradizionaliomnicanale e digitali, ed è uno strumento dinamico e costantemente aggiornato, in grado di riflettere i continui cambiamenti del mercato. Completamente indipendente e super partes, garantisce la massima obiettività dei risultati grazie a una metodologia che prevede valutazioni anonime da parte dei consumatori, senza che le aziende sappiano di essere oggetto di analisi.

L’edizione 2026 si basa su un ampio campione di 8.000 interviste realizzate tra clienti di negozi fisici e online, condotte attraverso il metodo CAWI (5.000 interviste per il canale fisico + 3.000 interviste per il canale online) da cui emergono oltre 40.000 valutazioni totali da 34.000 reali esperienze d’acquisto relative a 118 insegne nazionali appartenenti a 27 categorie merceologiche. La ricerca propone un’analisi dettagliata e aggiornata del mercato, realizzata attraverso una solida indagine quantitativa su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni, selezionato per genere, età e area geografica, ed estratto casualmente dal panel proprietario di Ipsos Doxa, garantendo così un’accurata rappresentatività del target.

Dalla sintesi dei risultati all’analisi dei sei settori principali, l’indagine evidenzia trend emergenti, differenze generazionali e punti di forza che guidano le scelte d’acquisto. Tra le novità più significative c’è il confronto tra generazioni, che mostra come giovani e meno giovani percepiscano diversamente alcuni aspetti dell’esperienza di acquisto, offrendo una lettura più sfumata delle abitudini di consumo e approfondimenti su assortimento, comunicazione e sostenibilità.

L’analisi considera oltre un centinaio di aspetti dell’esperienza cliente, dalle “CX Forces” — i fattori chiave della soddisfazione complessiva — alla qualità dell’offerta, all’organizzazione e atmosfera dei negozi, al servizio clienti, alla professionalità del personale, ai servizi di consegna e post-vendita, alle politiche ESG, all’identità del brand e alla gestione dei canali informativi e digitali.

Presso la location milanese dell’Enterprise Hotel Sono stati assegnati riconoscimenti per 27 categorie merceologiche e 6 riconoscimenti speciali.

IperCoop, una delle principali catene italiane nel settore della grande distribuzione, si è aggiudicata il riconoscimento di Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 per il settore Food, l’insegna del grocery alimentare più amata dai consumatori; mentre nel settore Non Food a ottenere il riconoscimento Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 è stata Dr. Max Farmacie. Tra i numerosi riconoscimenti nelle specifiche categorie da segnalare Geox per Calzature, Sephora per Profumerie, Eurospin per Discount, Roadhouse Restaurant per Ristorazione Servita, Salmoiraghi & Viganò per Ottica, Arcaplanet per Prodotti per Animali e Decathlon per Abbigliamento Sportivo e Tempo Libero

Se il titolo di Migliore Insegna è attribuito ai primi classificati, in assoluto e per ciascuno dei 27 settori osservati dalla ricerca (Supermercati, Discount, Farmacie, Ottica, Bricolage, Ristorazione veloce, ecc.), questa sesta edizione introduce anche la qualifica Élite, che designa i retailer i cui indicatori sono migliori della media del loro mercato di riferimento. Un attestato di qualità basato sulle evidenze numeriche raccolte da Ipsos Doxa riguardo al gradimento dei clienti.

Nel corso delle sue sei edizioni, la ricerca Migliore Insegna ha conosciuto un’evoluzione progressiva, diventando sempre più articolata e approfondita. Nel tempo, ha raggiunto anche una buona riconoscibilità tra i consumatori: circa uno su due dichiara di averne sentito parlare e oltre uno su dieci afferma di aver notato il logo esposto nelle vetrine dei negozi. Questi risultati indicano che Migliore Insegna si è consolidata come un riferimento di rilievo nel panorama del retail, capace di fornire una lettura oggettiva e comparativa del rapporto tra insegne commerciali e clienti.

“Il panorama retail è cambiato: i consumatori di oggi non si accontentano più del miglior prezzo, vogliono esperienze autentiche, valori condivisi e un rapporto di fiducia con il brand – dichiara Ipsos Doxa –. Migliore Insegna nasce per decifrare questa nuova realtà. La nostra ricerca analizza cosa rende davvero vincente un’insegna agli occhi dei consumatori, andando oltre le metriche tradizionali per misurare identità e connessione emotiva, oltre che l’esperienza funzionale. Per le aziende, significa avere finalmente accesso alla voce autentica dei propri clienti. Per il mercato, rappresenta una guida strategica per trasformare ogni punto vendita in una destinazione desiderata. I risultati rivelano le best practice dei leader di settore, offrendo a tutti i retailer strumenti concreti per innovare e crescere in un mercato sempre più competitivo.”

“Con la sua sesta edizione, Migliore Insegna compie un ulteriore passo nella comprensione del rapporto tra i consumatori e le insegne del retail italiano – spiega Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo -. La ricerca si arricchisce di nuovi moduli e di un approccio sempre più esteso, che ci consente di leggere con maggiore profondità le attitudini di consumo e i segnali di cambiamento del mercato. È uno strumento di confronto prezioso e precompetitivo: aiuta le direzioni aziendali a valutare il posizionamento della propria insegna nel contesto competitivo, ma anche a cogliere le tendenze emergenti, spesso anticipatrici, che si manifestano in altri settori del retail. Per Largo Consumo è un onore essere il punto di riferimento scelto dalle insegne leader per condividere e valorizzare un patrimonio di conoscenza come Migliore Insegna: un progetto che incarna perfettamente la missione del nostro giornale, da oltre 55 anni impegnato nel promuovere un’informazione specializzata, indipendente e autorevole al servizio della cultura d’impresa.”

Le Migliori Insegne 2026

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 settore Food: IperCoop

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 settore Non Food: Dr. Max Farmacie

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento bambino: Prenatal

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento Famiglia: Kiabi

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento Sportivo e Tempo Libero: Decathlon

Migliore Insegna 2026 categoria Articoli Casa: Kasanova

Migliore Insegna 2026 categoria Bricolage: Bricofer

Migliore Insegna 2026 categoria Calzature: Geox

Migliore Insegna 2026 categoria Cosmetica: Yves Rocher

Migliore Insegna 2026 categoria Discount: Eurospin

Migliore Insegna 2026 categoria Discount Non Food: Action

Migliore Insegna 2026 categoria Drugstore: Acqua & Sapone

Migliore Insegna 2026 categoria Elettrodomestici ed elettronica di consumo: Unieuro

Migliore Insegna 2026 categoria Erboristerie: Bottega Verde

Migliore Insegna 2026 categoria Farmacie Organizzate: Dr. Max Farmacie

Migliore Insegna 2026 categoria Supermercati di Prossimità: Conad City

Migliore Insegna 2026 categoria Ipermercati e Superstore: IperCoop

Migliore Insegna 2026 categoria Librerie: Feltrinelli Librerie

Migliore Insegna 2026 categoria Mobili e Arredo: Ikea

Migliore Insegna 2026 categoria Oggettistica e Cartoleria: Legami

Migliore Insegna 2026 categoria Ottica: Salmoiraghi & Viganò

Migliore Insegna 2026 categoria Prodotti per Animali: Arcaplanet

Migliore Insegna 2026 categoria Profumerie: Sephora

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Servita: Roadhouse Restaurant

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Travel: Enilive Cafè

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Veloce: McDonald’s

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Streetwear: Foot Locker

Migliore Insegna 2026 categoria Supermercati: Conad

Migliore Insegna 2026 categoria Retailer Online: Zooplus

 

I riconoscimenti speciali

-Migliore Visual Experience: Wycon

-Migliore Valore Percepito: Risparmio Casa

-Migliore Relazione col cliente: GrandVision

-Migliore Human Touch: Bottega Verde

Un viaggio nel futuro del tessile: CNA Lombardia alla scoperta del modello francese

Una delegazione CNA Lombardia ha partecipato a una missione sul territorio francese per esplorare buone pratiche e modelli di transizione sostenibile nel settore tessile e moda

Si è conclusa con successo la missione istituzionale di CNA Lombardia a Biarritz (Francia) nell’ambito delle attività promosse dalla rete Enterprise Europe Network (EEN), di cui CNA Lombardia è partner attraverso il Consorzio SIMPLER.

L’iniziativa, promossa da CNA Lombardia in collaborazione con il partner EEN francese ADI Nouvelle-Aquitaine, l’Agenzia di Sviluppo e Innovazione della regione omonima, ha avuto come obiettivo approfondire modelli e buone pratiche legate alla transizione circolare del settore tessile e moda, esplorando l’esperienza francese, oggi all’avanguardia in Europa per politiche, strumenti e infrastrutture dedicate all’economia circolare.

Negli ultimi anni, la Commissione Europea ha tracciato una traiettoria chiara verso la sostenibilità del sistema moda e tessile. La Strategia europea per prodotti tessili sostenibili e circolari (2022) e il nuovo Regolamento ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), entrato in vigore nel 2024, fissano obiettivi ambiziosi per il 2030: tutti i prodotti tessili immessi sul mercato dell’UE dovranno essere durevoli, riparabili, riciclabili, composti in larga parte da fibre riciclate e realizzati nel rispetto dei diritti sociali e ambientali.

Il settore tessile europeo impiega circa 1,7 milioni di persone, ma è quarto per impatto ambientale complessivo, dopo alimentazione, alloggi e mobilità, ed è tra i principali consumatori di acqua, suolo e materie prime, nonché tra i primi cinque per emissioni di gas serra. Ogni anno nell’UE vengono eliminati circa 5 milioni di tonnellate di abiti e calzature (12 kg pro capite), e l’80% dei rifiuti tessili post-consumo non è raccolto separatamente. Dal 2025 la raccolta differenziata è obbligatoria in tutti gli Stati membri, con regimi armonizzati di responsabilità estesa del produttore e ecomodulazione delle tariffe. Queste misure favoriranno modelli circolari e occupazione locale: ogni 1.000 tonnellate di tessili raccolti per il riuso possono creare fino a 35 posti di lavoro, soprattutto nel riuso e nella riparazione. La visione per il 2030 punta a un mercato in cui prevalgono qualità, durabilità e tracciabilità dei prodotti, sostituendo la fast fashion.

In tale scenario, la Francia si distingue come Paese pioniere, avendo adottato già nel 2020 la Loi Anti-Gaspillage pour une Économie Circulaire (AGEC), una legge che mira a ridurre gli sprechi, favorire il riuso e promuovere la responsabilità estesa del produttore (EPR) in numerosi settori, tra cui quello tessile. Il sistema francese, basato sulla collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese, si è evoluto negli anni in un modello virtuoso di governance circolare. Un ruolo di primo piano è svolto da Refashion, organismo EPR del tessile francese, che attraverso un eco-contributo differenziato finanzia progetti di eco-design, innovazione tecnologica e sensibilizzazione, sostenendo concretamente la trasformazione sostenibile del comparto.

La delegazione di CNA Lombardia che attraverso la rete EEN mette a disposizione delle imprese servizi di informazione, assistenza e opportunità di collaborazione a livello europeo, contribuendo a rafforzare la competitività del sistema produttivo lombardo nel segno della transizione ecologica e digitale, ha avuto l’occasione di visitare alcune delle realtà più rappresentative dell’ecosistema francese dell’innovazione nel tessile, tra cui:

  • CETIA – Centre Européen du Textile Innovant et de l’Automatisation, una piattaforma europea fondata nel 2021 e nata dalla collaborazione tra la scuola di ingegneria ESTIA e il CETI (Centre Européen des Textiles Innovants). Il centro mette a disposizione delle imprese un’infrastruttura di test e sperimentazione industriale, dove vengono sviluppate e validate tecnologie per il riciclo, la selezione dei materiali e l’automazione dei processi produttivi.
  • ESTIA – École Supérieure des Technologies Industrielles Avancées, scuola di ingegneria con sede a Bidart, che rappresenta un punto di incontro tra formazione, impresa e ricerca, e che si distingue per il suo approccio multidisciplinare e imprenditoriale.
  • Chaire BALI – Biarritz Active Lifestyle Industry, cattedra di ricerca fondata nel 2017 con il sostegno delle istituzioni locali e di partner industriali, dedicata allo sviluppo sostenibile dei settori moda, sport e lifestyle.

Durante il soggiorno, la delegazione ha preso parte anche all’evento Biarritz Good Fashion 2025, uno dei principali appuntamenti francesi dedicati all’innovazione e alla sostenibilità nella moda. L’iniziativa ha offerto momenti di confronto e networking con imprese, startup e centri di ricerca locali, oltre a conferenze e workshop dedicati alle nuove frontiere dell’economia circolare nel settore tessile.

L’esperienza di Biarritz ha confermato come la collaborazione transnazionale e il dialogo tra territori europei rappresentino strumenti essenziali per affrontare le sfide della sostenibilità. CETIA, ESTIA e la Chaire BALI costituiscono un ecosistema integrato dove ricerca, innovazione e territorio lavorano insieme per costruire il futuro della moda circolare, e la partnership tra CNA Lombardia e ADI Nouvelle-Aquitaine apre la strada a nuove opportunità di cooperazione, scambio e sviluppo comune.

“Questa esperienza è stata estremamente interessante – ha affermato Matteo Parimbelli, Presidente di CNA Federmoda Lombardia -. Siamo stati accolti con grande disponibilità dalle aziende locali e abbiamo potuto apprezzare da vicino la qualità delle loro attività e delle loro strutture di ricerca. È stato molto stimolante conoscere un centro così avanzato dal punto di vista tecnologico e dell’innovazione. Abbiamo avuto la chiara impressione di come la Francia sia oggi molto avanti, sia sul piano legislativo sia nello sviluppo di sinergie tra pubblico e privato, grazie alla stretta collaborazione tra istituzioni, associazioni e università.”

“La programmazione, ogni anno, di una missione all’estero, per CNA Lombardia costituisce una insostituibile occasione di crescita imprenditoriale ed associativa, nel confronto con imprese ed istituzioni di Paesi, spesso vicini ed europei – ha evidenziato Giovanni Bozzini, Presidente CNA Lombardia -. L’obiettivo di questi incontro è apprendere elementi nuovi e di grande significato nella costruzione delle politiche industriali a supporto dello sviluppo sostenibile delle micro piccole e medie imprese del nostro territorio, arricchendo anche il set di istanze che possiamo ogni volta avanzare a Regione Lombardia in termini di programmazione politica in materia di competitività.”

Daikin al SAIE 2025: soluzioni integrate per l’edilizia sostenibile del futuro

La multinazionale, che conferma la propria leadership come partner unico per costruttori, progettisti e installatori, porterà in fiera anche il nuovo sistema Hybrizone

Daikin sarà presente al SAIE 2025, la più importante fiera in Italia dedicata al settore dell’edilizia, delle costruzioni e della progettazione che si terrà a Bari dal 23 al 25 ottobre. La multinazionale giapponese, leader globale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria, esporrà i propri prodotti all’interno della fiera presso il padiglione NUOVO – stand H24. L’azienda non è solo un fornitore di impianti, ma un partner a 360° per imprese edili, progettisti e installatori. Grazie infatti a un portafoglio completo e a un servizio integrato, Daikin accompagna i professionisti dalla consulenza tecnica fino all’assistenza post-vendita, con una rete capillare di Centri Servizi Autorizzati in tutta Italia.

In fiera Daikin mostrerà nuovi prodotti ed importanti capisaldi della marca, da soluzioni 100% elettriche a pompe di calore e sistemi ibridi, per illustrare l’ampiezza della propria gamma di soluzioni adatte ad ogni applicazione.

Verrà presentato Hybrizone, un innovativo sistema che, rendendo sinergico il funzionamento di climatizzatori Daikin e radiatori, permette di “ibridizzare” milioni di case in modo semplice ed economico. Attivando climatizzatori Daikin, radiatori o la combinazione dei due sistemi, Hybrizone, che sarà lanciato sul mercato nei prossimi mesi, garantisce il massimo comfort e una drastica riduzione dell’energia necessaria per riscaldare gli ambienti, permettendo un miglioramento delle performance energetiche dell’immobile in cui è inserito.

Saranno presenti poi altri prodotti della gamma, come Multi+: il sistema in pompa di calore aria/aria all’in-one per raffrescamento, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria che gestisce fino a quattro unità interne e serbatoi di ACS da 90 a 230 litri; Multi Hybrid: un sistema compatto e intelligente che unisce pompa di calore e caldaia a condensazione, offrendo riscaldamento, raffrescamento e acqua calda con massima efficienza e facile integrazione negli impianti esistenti; e i sistemi In-Wall: soluzioni in pompa di calore ad incasso, pensate per integrare in un unico modulo esterno le funzioni di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria. Grazie a un armadio metallico da incasso che ospita tutti i componenti necessari, offrono un’installazione compatta e “plug and play”, liberando spazio all’interno dell’abitazione e riducendo l’impatto estetico.

La partecipazione a SAIE 2025 è anche l’occasione per l’azienda di ribadire il proprio impegno verso la sostenibilità. Il Sustainability Report 2025, recentemente pubblicato, offre una disclosure completa sulle attività ESG di Daikin, dal contrasto al cambiamento climatico alla gestione del capitale umano, evidenziando come l’azienda integri la sostenibilità in ogni fase della propria catena del valore. L’Environmental Vision 2050 di Daikin punta proprio alla completa neutralità carbonica lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e in tutte le attività aziendali entro il 2050. A conferma della solidità degli impegni, i target net zero del Gruppo sono stati validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), dimostrando l’allineamento con le più recenti evidenze scientifiche per contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, idealmente a 1,5°C, come previsto dall’Accordo di Parigi. L’approvazione SBTi riguarda la riduzione delle emissioni lungo la catena del valore, mentre la vision di Daikin va oltre, includendo anche le emissioni indirette evitate, ad esempio grazie alla sostituzione della tecnologia a combustibili fossili con pompe di calore elettriche.

“La partecipazione al SAIE 2025 rappresenta per Daikin un momento fondamentale di confronto diretto con costruttori, progettisti e installatori, un’occasione per mostrare concretamente come le nostre soluzioni possano trasformare i progetti edilizi in realtà sostenibili ed efficienti – afferma Geert Vos, AD di Daikin Italia -. La nostra filosofia per il mondo delle costruzioni si basa su un approccio integrato: non ci limitiamo a fornire impianti, ma accompagniamo i professionisti in tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla manutenzione, con sistemi che combinano innovazione, efficienza energetica e flessibilità. In questo modo supportiamo non solo la realizzazione di edifici confortevoli e performanti, ma anche la transizione energetica del settore, offrendo strumenti concreti per costruire un futuro più sostenibile che mira alla decarbonizzazione.”