Daikin incentiva il riscaldamento ad aria: fino a 400€ di rimborso sulle bollette invernali

Per sostenere l’uso dei condizionatori anche in inverno, Daikin propone un’iniziativa che permetterà di avere un rimborso delle bollette in base ai consumi effettuati

In Italia, sono 4,2 milioni le pompe di calore elettriche che rappresentano l’unico sistema di riscaldamento in edifici, abitazioni, uffici e attività commerciali. Secondo i dati dell’European Heat Pump Market Report 2025, rappresentano il 19% del totale dei dispositivi installati (oltre 23 milioni in totale), confermando l’Italia come secondo mercato europeo dopo la Francia.

Un dato positivo per la transizione energetica, ma ancora molti italiani non sanno di possedere già una pompa di calore o non la considerano una reale alternativa alla caldaia. Meno del 20% di chi possiede un climatizzatore infatti lo utilizza anche per il riscaldamento.

Le indagini di Adiconsum e Altroconsumo mostrano però un’alta soddisfazione tra gli utenti: il 79% si dichiara soddisfatto e quasi l’88% sceglierebbe ancora una pompa di calore per i bassi consumi. Tra i non possessori, il 40% prevede di installarne una entro tre anni, spinto da motivazioni come efficienza energetica (75%), funzionalità doppia caldo/freddo (45%), minore impatto ambientale (42%) e incentivi (41%).

Per promuovere un uso più consapevole del riscaldamento ad aria, Daikin ha lanciato una campagna che incentiva l’impiego dei climatizzatori con tecnologia in pompa di calore. Chi acquista un climatizzatore entro il 31 dicembre 2025 può ottenere fino a 400 € di rimborso in base ai consumi effettuati in riscaldamento fino al 31 marzo 2026.

Il cashback si ottiene collegando il climatizzatore all’app Onecta (l’App che permette di gestire il climatizzatore Daikin a distanza e tenere sotto controllo i consumi), registrandolo poi sul portale Stand By Me e richiedendo il rimborso, che verrà calcolato sui consumi effettivi quantificati in 0.30€ per ogni kwh speso in modalità riscaldamento con il nuovo climatizzatore.

 Le pompe di calore Daikin assicurano un riscaldamento efficiente e confortevole, riducendo fino al 50% i consumi rispetto a una caldaia a gas. Con Onecta è possibile controllare temperatura e accensione da remoto, ottimizzando l’energia e programmandone l’accensione, ad esempio, prima di rincasare dal lavoro. Grazie alla tecnologia dei climatizzatori Daikin – inoltre – l’aria calda viene distribuita in modo uniforme e silenzioso in ogni angolo della stanza, mantenendo un comfort ottimale ed evitando i getti d’aria diretti.

“Molti utenti non sanno che nei loro impianti è già presente una pompa di calore – spiega Andrea Grassi, Marketing Director di Daikin Italia. A volte semplicemente se ne dimenticano, o hanno provato a riscaldarsi utilizzandola nel modo sbagliato, con impostazioni non ottimali o senza conoscere le funzionalità più efficienti del sistema. È un segnale chiaro di quanto sia ancora necessario fare informazione: i climatizzatori moderni sono veri e propri sistemi a pompa di calore, in grado di garantire comfort e risparmio anche in inverno. Con questa iniziativa vogliamo superare i preconcetti legati all’alto consumo dei climatizzatori, spesso percepiti come poco adatti al riscaldamento, e promuovere una maggiore consapevolezza sull’efficienza, la praticità e la convenienza del riscaldamento ad aria. Le nostre pompe di calore, gestibili facilmente tramite l’app Daikin Onecta, consentono di monitorare i consumi in tempo reale, regolare la temperatura con precisione e ottimizzare l’uso dell’energia, garantendo comfort costante e un impatto ambientale ridotto. Solo attraverso una corretta informazione e un utilizzo consapevole potremo favorire una vera transizione verso tecnologie più sostenibili, capaci di ridurre i costi in bolletta e contribuire in modo concreto agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.”

Di seguito il link con tutti i dettagli dell’iniziativa:

https://www.daikin.it/it_it/privati/campagne/cashback-inverno2025.html

 

Smart Building Expo 2025: parte il conto alla rovescia per la fiera dell’innovazione tecnologica in edilizia

Dal 19 al 21 novembre 2025 torna a Fiera Milano, Smart Building Expo, l’evento internazionale dedicato all’innovazione tecnologica, efficienza energetica e digitalizzazione urbana. Tre giornate di workshop, incontri B2B e aree tematiche per scoprire le soluzioni più avanzate per la città sostenibile del futuro, con i protagonisti del settore impiantistico, edilizio e smart city.

 

Manca poco all’apertura di Smart Building Expo 2025, la manifestazione internazionale organizzata da Fiera Milano e Pentastudio dedicata all’innovazione tecnologica, all’efficienza energetica e all’integrazione dei sistemi. Dal 19 al 21 novembre 2025, progettisti, ingegneri, installatori, imprese e stakeholder pubblici e privati si incontreranno nei padiglioni di Fiera Milano – Rho per confrontarsi sulle nuove sfide della transizione energetica e digitale.

Con un’esposizione in crescita del 20% rispetto alla scorsa edizione, SBE 2025 ospiterà numerosi protagonisti dell’industria e della system integration, tra cui ABB, Adeogroup, Eelectron, Finder, Gewiss e Vimar, e offrirà un ricco programma di workshop, eventi formativi e incontri B2B, costruito per coniugare aggiornamento tecnico e opportunità di business.

 

Un’agenda su tre giorni per raccontare l’evoluzione dell’energia urbana

Smart Building Expo 2025 si articolerà in tre giornate tematiche, con focus complementari sui grandi pilastri della twin transition: decarbonizzazione, elettrificazione e digitalizzazione urbana.

Il 19 novembre si aprirà con un workshop istituzionale sull’EPBD IV, la nuova direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici, promosso da MASE, ANCE, ANIE e Adiconsum, per analizzare il quadro normativo e gli impatti sui prossimi investimenti pubblici e privati. Alle ore 14.00 è attesa anche la tavola rotonda promossa da CNPI e Fondazione Opificium sul Conto Termico 3.0, in vigore da dicembre, per analizzare il ruolo dei professionisti e delle imprese nella riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, con particolare attenzione agli strumenti incentivanti e alle opportunità concrete per il settore impiantistico. A seguire, un approfondimento tecnico sui Data Center, in collaborazione con DEERNS Italia, proporrà soluzioni per ridurre l’impatto energetico delle infrastrutture digitali attraverso intelligenza artificiale, immersion cooling e fonti rinnovabili.

Il 20 novembre il tema centrale sarà l’elettrificazione degli edifici, con un workshop dedicato al Real Estate e all’impatto della nuova normativa europea sulla valorizzazione immobiliare. Seguiranno due focus verticali: il primo in collaborazione con Prosiel, affronterà la sostituzione degli impianti a gas con sistemi elettrici integrati; il secondo, con il format Hotellerie 4.0, esplorerà le potenzialità della digitalizzazione negli hotel tra qualità dell’aria, automazione e comfort personalizzato.

Il 21 novembre si passerà dalla scala dell’edificio a quella della città. Con il workshop From Building to City, realizzato con Smart Buildings Alliance, si discuterà di smart city, interoperabilità e digital twin, con al centro la nuova norma UNI 11973-2025, destinata a orientare l’evoluzione intelligente del tessuto urbano italiano. Nella stessa giornata si terrà anche il Meeting Nazionale Smart Installer, che ospiterà il progetto europeo LIFE-SKEMA, dedicato alla formazione tecnica per la twin transition, con ENAIP come capofila.

 

Le quattro Piazze dell’Innovazione

Cuore pulsante dell’area espositiva saranno anche quest’anno le Piazze dell’Innovazione, veri e propri hub tematici per l’approfondimento e il networking. A firmare i contenuti delle quattro aree saranno Smart Buildings Alliance (SBA) con From Building to City, AIBACS con la Piazza della Building Automation, KNX Italia con la Piazza dell’Integrazione e Rinnovabili con il Rinnovabili District, lo spazio interamente dedicato alla sostenibilità energetica e alle tecnologie emergenti.

 

Torna il Rinnovabili District

Anche nel 2025 il Rinnovabili District si conferma come uno spazio dinamico di confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e professionisti. Tre giornate di talk, panel tecnici e momenti di networking animeranno un’area immersiva dedicata all’innovazione energetica e urbana.

Mercoledì 19 novembre

Focus su energie rinnovabili e modelli energetici emergenti: produzione distribuita, prosumer, multiutility e digitalizzazione dell’energia.

Speaker confermati: ENEL X, RSE, IREN Mercato, Italia Solare, R2M Solution, Smart Domotic, GSE, LOYTEC, Schneider Electric, Politecnico di Milano, QUMULO.

Giovedì 20 novembre

Giornata dedicata alle Comunità Energetiche Rinnovabili, alla nuova EPBD IV e all’autoconsumo collettivo. Si discuterà di scalabilità, Smart Readiness Indicator e ruolo dell’EGE.

Speaker confermati: E.ON Italia, Rödl & Partner, ENGREEN, EETRA, Consiglio Nazionale Ingegneri, ESCo E2.0, Energy Center del Politecnico di Torino, Asso EGE.

Venerdì 21 novembre

Al centro: storage, smart grid, idrogeno urbano e infrastrutture per la mobilità elettrica. Approfondimenti su tecnologie di accumulo e città intelligenti.

Speaker confermati: PLENITUDE, PRYSMIAN, ECOFLOW, EXIDE TECHNOLOGIES, UFI HYDROGEN, Coordinamento FREE, H2IT.

 

Uno spazio dedicato all’illuminotecnica, grazie alla collaborazione con ASSIL

Anche l’illuminazione efficiente sarà protagonista a Smart Building Expo, grazie alla collaborazione con ASSIL, l’associazione confindustriale che rappresenta il settore dei sistemi di illuminazione. Un’area tematica sarà interamente dedicata a questa componente chiave per l’efficientamento energetico degli edifici.

 

Un ecosistema integrato: la proposta di MIBA

Il percorso di Smart Building Expo sui temi delle energie alternative e della città sostenibile si inserisce nella visione integrata promossa da MIBA – Milan International Building Alliance, il format fieristico di Fiera Milano che mette al centro l’edificio sostenibile, efficiente e sicuro.

SBE si svolgerà infatti in contemporanea con:

  • MADE Expo, evento di riferimento per l’edilizia in Italia
  • SICUREZZA, tra i principali appuntamenti europei dedicati alla security e alla prevenzione incendi
  • GEE – Global Elevator Exhibition, dedicata alla mobilità verticale e orizzontale

Una sinergia strategica tra mercati complementari, chiamati a cooperare per costruire il futuro dell’edilizia e delle città intelligenti.

 

Ti aspettiamo dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano.

Per ulteriori informazioni: www.smartbuildingexpo.it

 

 

Link:https://www.rinnovabili.it/green-building/building/smart-building-expo-2025-parte-il-conto-alla-rovescia/

 

SAIE 2025, Daikin presenta nuove soluzioni integrate per un’edilizia sostenibile e flessibile

La multinazionale, che conferma la propria leadership come partner unico per costruttori, progettisti e installatori, porterà in fiera anche il nuovo sistema Hybrizone

Daikin sarà presente al SAIE 2025, la più importante fiera in Italia dedicata al settore dell’edilizia, delle costruzioni e della progettazione che si terrà a Bari dal 23 al 25 ottobre. La multinazionale giapponese, leader globale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria, esporrà i propri prodotti all’interno della fiera presso il padiglione NUOVO – stand H24. L’azienda non è solo un fornitore di impianti, ma un partner a 360° per imprese edili, progettisti e installatori. Grazie infatti a un portafoglio completo e a un servizio integrato, Daikin accompagna i professionisti dalla consulenza tecnica fino all’assistenza post-vendita, con una rete capillare di Centri Servizi Autorizzati in tutta Italia.

In fiera Daikin mostrerà nuovi prodotti ed importanti capisaldi della marca, da soluzioni 100% elettriche a pompe di calore e sistemi ibridi, per illustrare l’ampiezza della propria gamma di soluzioni adatte ad ogni applicazione.

Verrà presentato Hybrizone, un innovativo sistema che, rendendo sinergico il funzionamento di climatizzatori Daikin e radiatori, permette di “ibridizzare” milioni di case in modo semplice ed economico. Attivando climatizzatori Daikin, radiatori o la combinazione dei due sistemi, Hybrizone, che sarà lanciato sul mercato nei prossimi mesi, garantisce il massimo comfort e una drastica riduzione dell’energia necessaria per riscaldare gli ambienti, permettendo un miglioramento delle performance energetiche dell’immobile in cui è inserito.

Saranno presenti poi altri prodotti della gamma, come Multi+: il sistema in pompa di calore aria/aria all’in-one per raffrescamento, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria che gestisce fino a quattro unità interne e serbatoi di ACS da 90 a 230 litri; Multi Hybrid: un sistema compatto e intelligente che unisce pompa di calore e caldaia a condensazione, offrendo riscaldamento, raffrescamento e acqua calda con massima efficienza e facile integrazione negli impianti esistenti; e i sistemi In-Wall: soluzioni in pompa di calore ad incasso, pensate per integrare in un unico modulo esterno le funzioni di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria. Grazie a un armadio metallico da incasso che ospita tutti i componenti necessari, offrono un’installazione compatta e “plug and play”, liberando spazio all’interno dell’abitazione e riducendo l’impatto estetico.

La partecipazione a SAIE 2025 è anche l’occasione per l’azienda di ribadire il proprio impegno verso la sostenibilità. Il Sustainability Report 2025, recentemente pubblicato, offre una disclosure completa sulle attività ESG di Daikin, dal contrasto al cambiamento climatico alla gestione del capitale umano, evidenziando come l’azienda integri la sostenibilità in ogni fase della propria catena del valore. L’Environmental Vision 2050 di Daikin punta proprio alla completa neutralità carbonica lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e in tutte le attività aziendali entro il 2050. A conferma della solidità degli impegni, i target net zero del Gruppo sono stati validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), dimostrando l’allineamento con le più recenti evidenze scientifiche per contenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, idealmente a 1,5°C, come previsto dall’Accordo di Parigi. L’approvazione SBTi riguarda la riduzione delle emissioni lungo la catena del valore, mentre la vision di Daikin va oltre, includendo anche le emissioni indirette evitate, ad esempio grazie alla sostituzione della tecnologia a combustibili fossili con pompe di calore elettriche.

“La partecipazione al SAIE 2025 rappresenta per Daikin un momento fondamentale di confronto diretto con costruttori, progettisti e installatori, un’occasione per mostrare concretamente come le nostre soluzioni possano trasformare i progetti edilizi in realtà sostenibili ed efficienti – afferma Geert Vos, AD di Daikin Italia -. La nostra filosofia per il mondo delle costruzioni si basa su un approccio integrato: non ci limitiamo a fornire impianti, ma accompagniamo i professionisti in tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla manutenzione, con sistemi che combinano innovazione, efficienza energetica e flessibilità. In questo modo supportiamo non solo la realizzazione di edifici confortevoli e performanti, ma anche la transizione energetica del settore, offrendo strumenti concreti per costruire un futuro più sostenibile che mira alla decarbonizzazione.”

Acer EMEA: logistica green, meno 2.470 tonnellate di CO₂ entro fine 2025

Acer è pronta a raggiungere un ambizioso obiettivo di riduzione delle emissioni di CO₂ nella propria catena di approvvigionamento, passando da –274 tonnellate nel 2023 a un obiettivo di -2.470 tonnellate entro la fine del 2025. Questo risultato sarà ottenuto attraverso una combinazione di soluzioni innovative: trasporti elettrici, biocarburanti certificati e monitoraggio continuo delle emissioni con strumenti interni dedicati.

A settembre 2025 sono iniziate nei Paesi Bassi le prime spedizioni con camion elettrici, con una significativa riduzione delle emissioni locali e un contributo al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane. Sono inoltre in corso progetti con Kuehne+Nagel per l’adozione di HVO (Hydro Vegetable Oil) e altri biocarburanti, con l’obiettivo di sostituire i combustibili fossili tradizionali e ridurre l’impronta carbonica della logistica.

Inoltre, l’implementazione di uno strumento interno consente di monitorare le emissioni di CO₂ per ogni singola spedizione, migliorando la trasparenza e permettendo interventi mirati per ottimizzare l’efficienza ambientale.

La gestione logistica di Acer si basa su volumi molto elevati: ogni anno vengono trasportati via mare oltre 5.000 TEU (Twenty-foot Equivalent Unit), più di 3.000 FTL (Full Truckload) via terra e oltre 12 voli cargo equivalenti. Le principali aree di origine sono porti e poli industriali cinesi, con destinazioni in Europa e nell’area EMEA.

«La preferenza per il trasporto marittimo – spiega Riccardo Bernasconi, EMEA Senior Director of Supply Chain di Acer – è motivata da un chiaro obiettivo di sostenibilità, privilegiando modalità di trasporto a minor impatto ambientale. A questo si affianca la riduzione del trasporto aereo e del trasporto misto mare-aria (es. via Dubai), oltre al trasporto terrestre tramite camion e treno, attualmente sospeso per motivi geopolitici. Eventi come la crisi del Canale di Suez possono far aumentare i costi fino al 25-30%, incidendo anche sull’impronta ambientale: per questo le scelte di trasporto sono fondamentali sia per l’efficienza economica sia per la sostenibilità».

Nel 2022, il consolidamento delle spedizioni ha portato a una riduzione di 779 viaggi in camion e a un risparmio di 593 tonnellate di CO₂. La scelta del carburante marittimo sostenibile (SMF) consente inoltre una riduzione delle emissioni fino all’85%, raggiungendo così limiti tecnici molto avanzati nel settore.

Il successo delle iniziative green di Acer è supportato da un meccanismo interno virtuoso che reinveste i budget aziendali e utilizza eventuali penali contrattuali come fondi da destinare a progetti di sostenibilità. Questo approccio garantisce continuità e risorse per finanziare iniziative di riduzione delle emissioni.

«In qualità di consulenti logistici, aiutiamo i nostri clienti a trasformare il loro modello di business, progettando strategicamente la loro catena del valore per renderla redditizia, sostenibile e a prova di futuro», spiega Ave Stella Maris Crotti, Sustainability Manager di Kuehne+Nagel. «Collaborazione e trasparenza sono fondamentali per trasformare il nostro impegno ESG in azioni concrete».

La partnership strategica con Kuehne+Nagel rafforza la competenza e la capacità di innovazione di Acer, affiancata da collaborazioni accademiche con SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) per promuovere ricerca e sviluppo nell’ambito della logistica sostenibile.

Acer punta inoltre ad aumentare l’efficienza nella gestione dei ricambi. L’azienda si sta preparando alla direttiva europea sul “Diritto alla Riparazione” aumentando la disponibilità di pezzi di ricambio e ottimizzando la gestione per ridurre sprechi e impatto ambientale.

Il sistema interno di riparazione delle schede madri consente la sostituzione dei componenti difettosi e la loro reintroduzione nel ciclo produttivo, promuovendo il riciclo e il reimpiego, contribuendo così a una significativa riduzione dell’impatto ambientale.

«La sostenibilità fa parte della nostra cultura aziendale», aggiunge Trivikram Jayacham, EMEA HR Senior Director di Acer. «Per questo motivo abbiamo intrapreso un percorso proattivo adottando modelli di business innovativi che danno priorità alla riduzione del nostro impatto ambientale. Tra i progetti, piccoli ma molto apprezzati dai nostri dipendenti, ci sono la stazione di ricarica per auto elettriche e la fornitura gratuita di eBike/eScooter per promuovere la mobilità sostenibile durante l’orario di lavoro».

Smart Building Expo 2025: focus su decarbonizzazione del patrimonio edilizio, elettrificazione e smart city

A Fiera Milano dal 19 al 21 novembre prossimi, SBE si ripropone come hub di confronto e riflessione sul futuro di edifici e città, proponendo un calendario di eventi strategici per comprendere un settore in evoluzione

Valorizzare le opportunità di business e offrire aggiornamento e soluzioni concrete a progettisti, ingegneri e installatori per orientarsi nella complessa fase di transizione energetica e digitale: questo l’obiettivo di SMART BUILDING EXPO 2025, la manifestazione internazionale organizzata da Fiera Milano e Pentastudio dedicata all’innovazione tecnologica e all’integrazione dei sistemi, in programma dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano.

Accanto a una importante proposta espositiva in crescita del 20% rispetto alla scorsa edizione e che vedrà presenti key player del calibro di ABB, Adeogroup Eelectron, Finder, Gewiss, e Vimar, SBE 2025 propone anche un ricco palinsesto di workshop, eventi formativi e incontri di networking pensati per rispondere alle sfide del settore, sia sul fronte delle tecnologie emergenti sia su quello delle normative europee che ne regolano l’adozione.

“SMART BUILDING EXPO è cresciuta di edizione in edizione e oggi rappresenta un momento unico per far convergere e sviluppare le competenze legate all’integrazione tecnologica e all’evoluzione smart di edifici e città. – afferma Luca Baldin, Project Manager della manifestazione – L’offerta di questa edizione sarà uno strumento prezioso per orientarsi in questa fase di cambiamento, grazie alle novità delle aziende, ma anche agli importanti contributi di esperti e associazioni di categoria, che permetteranno di scoprire quali scenari attendono i professionisti, analizzando gli strumenti a disposizione  e tratteggiando gli ambiti dove maggiore è la spinta all’innovazione”.

TRE GIORNATE DEDICATE ALLE GRANDI SFIDE DEL SETTORE

Tre giorni, tre focus. Dal futuro a emissioni zero all’elettrificazione, fino al ruolo delle smart city, SBE proporrà un programma strutturato per giornate tematiche che permetterà di leggere in maniera integrata i cambiamenti in corso:

  •  19 novembre: decarbonizzazione al centro

La prima giornata di manifestazione si concentrerà sulla complessa sfida delle emissioni zero. Due gli approfondimenti in programma. Il primo è il workshop EPBD4 (Energy Performance Building Directive): verso i decreti attuativi che analizzerà l’impatto della nuova normativa sulle strategie nazionali e sugli investimenti per la riqualificazione edilizia, stimati in Italia in oltre 280 miliardi di euro. L’incontro vedrà la partecipazione di rappresentanti del MASE, di ANCE, ANIE Area Building, Adiconsum e altri stakeholder di rilievo.

Il secondo appuntamento, in collaborazione con DEERNS Italia, accenderà i riflettori sui Data Center, infrastrutture chiave della digitalizzazione ma sempre più energivore, offrendo soluzioni innovative per ridurne l’impronta ambientale, dall’uso di rinnovabili al raffreddamento a immersione, fino all’applicazione dell’intelligenza artificiale.

  • 20 novembre: focus elettrificazione

Grazie a diversi appuntamenti in programma, sarà possibile condividere una riflessione su potenzialità e rischi della elettrificazione degli edifici, tema cruciale per la decarbonizzazione del patrimonio edilizio. La giornata si aprirà con un workshop sul Real Estate per discutere di come la direttiva EPBD4 stia già ridefinendo il valore degli immobili e le strategie degli investitori. Con la partecipazione, tra gli altri, di Generali Real Estate, Teicos Group, Ricci SpA ed E-Valutations, l’obiettivo dell’incontro sarà mettere in evidenza il ruolo del Real Estate nel processo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio, sia in termini di nuove costruzioni sia nella conversione degli edifici esistenti.

A seguire, si terrà un focus organizzato da Rinnovabili insieme a Prosiel, che affronterà le criticità e le opportunità della sostituzione progressiva degli impianti a gas con pompe di calore, fotovoltaico e sistemi elettrici. Infine, un approfondimento verticale dedicato al mondo della ospitalità, uno dei settori che può trarre maggiore vantaggio dal rinnovamento degli impianti. Il workshop Hotellerie 4.0 mostrerà come automazione, qualità dell’aria e soluzioni immersive possano ridisegnare l’esperienza turistica.

  • 21 novembre: dagli edifici intelligenti alla smart city

Il 21 novembre l’attenzione si sposterà dal singolo edificio al tessuto urbano con il workshop From building to city: edifici e città alla prova della twin transition che vedrà la partecipazione degli esperti di Smart Buildings Alliance e di numerosi esperti del settore. Al centro il ruolo degli smart building come nodi attivi delle smart city, grazie a tecnologie come energy grid, cloud ed edge computing e le ricadute della nuova norma UNI 11973-2025, destinata a guidare la rivoluzione intelligente delle città italiane.

SBE 2025 riconferma, inoltre, l’impegno per la formazione professionale. La manifestazione ospiterà ancora una volta il Meeting Nazionale Smart Installer, dedicato alla professionalizzazione degli installatori che quest’anno avrà come special guest il nuovissimo progetto europeo LIFE-SKEMA, con un partenariato guidato da ENAIP e con il quale l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di riqualificare il personale tecnico per renderlo idoneo alle nuove sfide della twin transition (digitale ed energetica) del patrimonio edilizio.

 LE PIAZZE DELL’INNOVAZIONE

Tornano a SBE le “piazze dell’innovazione”, che animeranno l’area espositiva proponendo momenti di approfondimento e talk con esperti del settore su temi che andranno dall’architettura tecnologica d’edificio alla system integration, con un’attenzione particolare al mondo “energy”.

Quattro le piazze 2025: Piazza From Building to City a cura dell’Associazione SBA- Smart Buildings Alliance; Piazza della Building Automation a cura dell’Associazione AIBACS, Piazza dell’Integrazione a cura di KNX ITALIA e Piazza Rinnovabili District, a cura di Rinnovabili.

RINNOVABILI DISTRICT: UN HUB DI CONFRONTO E INNOVAZIONE

Grande protagonista di Smart Building Expo sarà il Rinnovabili District, uno spazio dinamico curato dalla media company Rinnovabili che ospiterà dibattiti, incontri e un’area espositiva immersiva dedicata alle tecnologie emergenti.

Le tre giornate di manifestazione vedranno al centro di quest’area approfondimenti verticali su varie tematiche.

Il 19 novembre si parlerà di Energie rinnovabili e modelli emergenti, con focus su produzione diffusa, prosumer, efficienza energetica e sostenibilità dei data center.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili e la direttiva EPBD, con approfondimenti su scalabilità, autoconsumo e ruolo degli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) saranno, invece, al centro dell’incontro previsto il 20 novembre.

Infine, il 21 novembre, ultima giornata di manifestazione, saranno protagoniste le Tecnologie emergenti e le smart city, con riflessioni su mobilità elettrica, idrogeno urbano e intelligenza artificiale per ottimizzare i consumi.

FOCUS SUL RUOLO DELL’ILLUMINOTECNICA

Grazie alla collaborazione con ASSIL, l’associazione confindustriale focalizzata sui sistemi di illuminazione, a Smart Building Expo sarà presente anche un’area dedicata a questo tema strategico in chiave di efficientamento energetico.

SINERGIE DI VALORE: LA PROPOSTA DI MIBA

Il focus sulle energie alternative e sulla città sostenibile offerto da Smart Building Expo, si inserisce pienamente nella visione di MIBA – Milan International Building Alliance, il format di Fiera Milano che mette al centro l’edificio sostenibile, efficiente e sicuro. SBE rinnova infatti la sua contemporaneità con MADE Expo, manifestazione internazionale di riferimento in Italia per l’edilizia; SICUREZZA, tra i principali eventi europei dedicati a security & fire, e GEE – Global Elevator Exhibition, appuntamento focalizzato sulla mobilità verticale e orizzontale. Una sinergia strategica tra mercati complementari, chiamati a collaborare per disegnare il futuro degli edifici e delle città.

 

L’appuntamento con SMART BUILDING EXPO è dal 19 al 21 novembre 2025 a Fiera Milano.
Per maggiori dettagli: www.smartbuildingexpo.it

Link: https://www.rinnovabili.it/green-building/building/smart-building-expo-2025-decarbonizzazione-fiera-milano/

 

Oltre le barriere: come sbloccare la transizione energetica nelle piccole imprese italiane

La ricerca di CNA Milano, presentata all’Auditorium CNA Nazionale di Roma mostra come burocrazia, costi e resistenze culturali frenino l’elettrificazione del calore nelle PMI. Soluzioni concrete dai workshop territoriali e nuove competenze necessarie per la transizione energetica.

La transizione energetica nelle micro e piccole imprese italiane non è più un’ipotesi, ma una necessità concreta, legata alla sicurezza energetica, alla competitività e alla sostenibilità del sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dal report realizzato da CNA Milano, presentato al convegno “PMI e Transizione Energetica: quali barriere e opportunità?” presso l’Auditorium di CNA Nazionale. Il tema cruciale resta l’elettrificazione del calore industriale come leva di sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione per il sistema produttivo italiano.

L’appuntamento, promosso da CNA Milano con il supporto di CNA Abruzzo, CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che ha coinvolto 47 imprese del Paese attraverso quattro workshop territoriali a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, per analizzare sul campo bisogni, difficoltà e prospettive della transizione energetica. Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali come l’On. Vinicio Peluffo e l’On. Luca Squeri, insieme a esperti del settore energetico.

Così come evidenziato dai workshop, è fondamentale sottolineare il lavoro che parte dal basso, dalle imprese che rappresentano il grosso dell’economia italiana ma che non vengono quasi mai prese in considerazione nei tavoli di lavoro. Le micro e piccole imprese rappresentano il 99% delle aziende italiane, generano il 63% del valore aggiunto e il 76% dell’occupazione privata, eppure la loro voce resta spesso marginale nei tavoli decisionali su incentivi, regolamenti e infrastrutture per la transizione energetica.

Il cuore della ricerca CNA Milano è un’analisi approfondita delle barriere e delle opportunità dell’elettrificazione del calore industriale, tecnologia già disponibile ma non sempre adottata per ostacoli culturali, finanziari e normativi. Secondo il report, la sfida principale non è l’assenza di tecnologie: le pompe di calore industriali fino a 180°C, i sistemi di accumulo elettrochimico, il fotovoltaico diffuso e le comunità energetiche rinnovabili sono strumenti già alla portata delle PMI. Tuttavia, la loro adozione è ostacolata da una burocrazia complessa, costi iniziali elevati, infrastrutture insufficienti, incentivi non adeguati e da una diffusa resistenza culturale, legata a schemi organizzativi consolidati e al cosiddetto “pensiero abitudinario”.

La ricerca sottolinea la necessità di un accompagnamento a 360 gradi, che integri formazione, supporto operativo e strumenti finanziari accessibili. I workshop territoriali hanno permesso di far emergere criticità concrete che, se non affrontate, rischiano di impedire alle PMI di attuare una vera “just transition”.

“L’iniziativa odierna sull’elettrificazione del calore conferma il dinamismo e l’attenzione del sistema CNA nei confronti di due temi strategici quali la transizione green e i costi energetici – afferma Otello Gregorini, Segretario Generale CNA -. Il processo di decarbonizzazione ha assoluto bisogno del pieno coinvolgimento delle piccole imprese e la competitività della manifattura passa attraverso un necessario intervento di riduzione dei costi dell’energia. Su questo terreno CNA è impegnata con proposte e progetti coerenti con gli ambiziosi obiettivi della doppia transizione”.

“Le imprese non possono essere lasciate sole in questa trasformazione epocale – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Le tecnologie ci sono, dalle pompe di calore al fotovoltaico, dagli accumuli alle comunità energetiche. Ma senza regole chiare, incentivi stabili e percorsi di accompagnamento, la transizione rischia di essere percepita come un costo e non come un’opportunità. La vera sfida è trasformare questa trasformazione in valore condiviso, rafforzando la competitività delle imprese e migliorando la qualità della vita nei territori.”

Un elemento distintivo della ricerca riguarda i workshop territoriali, veri laboratori di analisi sul campo:

Brescia – Ecosistema energetico rigenerativo

A Brescia, le imprese hanno posto al centro del dibattito l’importanza di creare un ecosistema energetico integrato, capace di coordinare aziende, associazioni e istituzioni locali. Tra le priorità emerse, spicca l’autoproduzione diffusa e la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili, strumenti percepiti come leve concrete per ridurre i costi e migliorare la resilienza energetica. Le imprese hanno sottolineato anche la necessità di sviluppare capitale umano dedicato alla gestione energetica, per rendere operative e sostenibili le soluzioni innovative.

Bologna – Integrazione tecnologica, culturale e sociale

Il workshop di Bologna ha evidenziato come la transizione energetica non possa prescindere da un approccio olistico che integri tecnologia, economia circolare e consapevolezza culturale. Le imprese hanno segnalato la resistenza al cambiamento come ostacolo significativo e hanno indicato strumenti pratici come portali centralizzati per bandi e incentivi, oltre a reti di collaborazione tra imprese, come mezzi per accelerare l’adozione delle soluzioni energetiche. La discussione ha anche evidenziato come le città e i territori possano diventare laboratori sperimentali, capaci di mettere in pratica modelli innovativi replicabili su scala nazionale.

Pescara – Governance e accesso facilitato agli strumenti

A Pescara, il focus dei workshop è stato la semplificazione delle procedure e il rafforzamento della governance territoriale. Le imprese hanno sottolineato la necessità di un portale unico per l’accesso ai bandi e di hub di competenza locale in grado di guidare le aziende nell’adozione di tecnologie plug-and-play. Il tema centrale è stato la costruzione di reti collaborative multilivello tra imprese, enti locali e associazioni, finalizzate a facilitare l’adozione delle tecnologie e a ridurre la vulnerabilità ai costi energetici. Le prospettive future prevedono lo sviluppo di comunità energetiche interconnesse e partecipative, in cui le PMI possano condividere risorse e competenze.

Milano – Innovazione radicale e frontiera tecnologica

Il workshop milanese ha avuto un approccio più orientato all’innovazione dirompente. Le imprese hanno analizzato scenari di lungo periodo, esplorando tecnologie emergenti come mini-reattori modulari, fusione e accumulo avanzato. Al centro del dibattito c’è stata la priorità economica: ottimizzare il ritorno sugli investimenti e creare modelli finanziari innovativi in grado di supportare l’adozione di tecnologie ad alta efficienza. Il workshop ha anche evidenziato il ruolo fondamentale della ricerca e delle partnership pubblico-privato per accelerare la diffusione delle soluzioni innovative e trasformare Milano in un hub energetico resiliente e integrato nei sistemi energetici nazionali e internazionali.

“Le PMI italiane, diversamente da quello che a volte si sente dire, sono decisamente favorevoli alla transizione energetica ed ecologica – afferma Andrea Barbabella, coordinatore e responsabile scientifico di Italy for Climate -. In un sondaggio realizzato lo scorso anno con CNA nazionale il 73% degli artigiani intervistati si è dichiarata d’accordo con l’affermazione che “All’Italia conviene accelerare sulla via della transizione energetica perché è un’opportunità di sviluppo”. Mancano, però, strumenti di sostegno efficaci specificamente pensati per le piccole e piccolissime imprese, senza le quali nessuna transizione sarà possibile.”

La ricerca mette inoltre in evidenza il ruolo fondamentale della formazione e dello sviluppo del capitale umano. Per sostenere l’elettrificazione del calore e l’adozione di tecnologie pulite, le PMI hanno bisogno di figure ibride, capaci di integrare competenze tecnico-energetiche, capacità di analisi dei dati e conoscenze di governance partecipativa. Esperti termo-energetici, facilitatori di comunità energetiche, data analyst energetici e specialisti ESG sono professionalità indicate come prioritarie per rendere concreti i percorsi di decarbonizzazione e aumentare la resilienza delle aziende.

Anche il quadro normativo e politico è fondamentale: le imprese devono allinearsi agli obiettivi europei e nazionali, dal REPowerEU al Clean Industrial Deal, fino ai Piani Nazionali Integrati Energia Clima (PNIEC), per beneficiare degli incentivi e ridurre la vulnerabilità ai costi energetici. In questo contesto, CNA Milano propone un framework nazionale coerente, che semplifichi le procedure, renda strutturali gli incentivi, sostenga le comunità energetiche e promuova investimenti in ricerca e formazione. Importante è il ruolo dei territori come laboratori sperimentali in grado di sperimentare e replicare soluzioni integrate, creando un modello energetico partecipativo e adattivo.

“L’azione deve partire oggi – conclude Realeportando la transizione all’interno dei processi produttivi delle micro e piccole imprese. Solo così vincoli e ostacoli possono trasformarsi in opportunità concrete, capaci di generare valore condiviso, rafforzare la competitività e favorire lo sviluppo dei territori.”

Daikin alla Milano Green Week 2025: innovazione e pompe di calore per città più sostenibili

Soluzioni innovative per migliorare la classe energetica degli edifici, favorire la decarbonizzazione e ridurre i costi per i cittadini

Daikin, multinazionale giapponese leader globale nei sistemi di climatizzazione, riscaldamento e purificazione dell’aria, parteciperà alla Milano Green Week 2025, che si svolgerà dal 18 al 21 settembre, con oltre 250 iniziative tra workshop, laboratori, mostre, passeggiate e incontri promossi dal Comune in collaborazione con cittadini, associazioni e realtà locali.

La partecipazione di Daikin rappresenta un’occasione concreta per mostrare come l’innovazione tecnologica possa tradursi in interventi reali per migliorare la classe energetica degli edifici, favorire la decarbonizzazione e rendere più accessibile l’efficienza energetica. L’azienda promuove infatti da tempo il ricorso a soluzioni impiantistiche con pompe di calore, come le pompe di calore aria-aria, il cui impiego riduce drasticamente le emissioni di CO2 rispetto all’utilizzo di una caldaia tradizionale e abbatte i costi in bolletta fino al 56%, come dichiarato recentemente da uno studio ENEA.

Venerdì 19 settembre, dalle ore 10 alle ore 13, Daikin sarà protagonista del convegno “Le opportunità della Direttiva UE ‘Case Verdi’ per Milano”, organizzato da Kyoto Club, ARSE, Edera e ANIT. L’incontro sarà dedicato alla Direttiva 2024/1275/UE (EPBD IV), meglio nota come “Direttiva Case Verdi”, un provvedimento europeo che mira a ridurre le emissioni di gas serra nel settore edilizio e a migliorare l’efficienza energetica degli edifici, con impatti concreti sui costi energetici delle famiglie e sul contrasto alla povertà energetica.

“Gli incentivi esistenti e futuri rappresentano un’opportunità straordinaria per rendere gli edifici più efficienti, ma da soli non bastano: devono essere accompagnati da regole più rigorose, come ad esempio prevedere una classe energetica minima dell’edificio per la sua compravendita o locazione, in particolare per i nuclei familiari in difficoltà economiche – sottolinea Gabriele Di Prenda, Senior Manager Environment Research di Daikin -.  Allo stesso tempo, anche interventi semplici, come integrare la caldaia esistente con una pompa di calore aria-aria, possono migliorare significativamente la classe energetica degli edifici, con benefici immediati per cittadini e città”.

Il patrimonio edilizio europeo, infatti, è responsabile di circa il 36% delle emissioni di gas serra e rappresenta il 40% della domanda finale di energia, di cui circa l’80% destinata al riscaldamento. La Direttiva Case Verdi punta a ridurre i consumi residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, concentrando gli interventi sugli edifici nelle peggiori classi energetiche. In Italia, questo significa intervenire su oltre 9,7 milioni di edifici oggi in classe E, F o G, con una riduzione stimata di oltre 14 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti.

La presenza di Daikin alla Milano green Week conferma quindi l’impegno della multinazionale nel porre la sostenibilità al centro della propria strategia aziendale, promuovendo soluzioni efficienti di decarbonizzazione che riducono l’impatto ambientale dei prodotti e dei processi, con un effetto positivo sulla qualità della vita urbana.

Transizione energetica nelle PMI italiane: il 68% del calore industriale è ancora generato da combustibili fossili

CNA Milano ha avviato un dialogo tra 47 imprese sulle difficoltà di accesso alle tecnologie elettriche, il peso dei costi energetici e la necessità di maggiore chiarezza normativa e supporto formativo

Le piccole e medie imprese italiane sono chiamate a un ruolo cruciale nella transizione energetica europea, ma spesso si trovano di fronte a barriere strutturali, economiche e informative che ostacolano l’adozione dell’elettrificazione del calore nei processi produttivi.

Per questo CNA Milano ha promosso un progetto articolato in quattro workshop partecipativi svolti a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, con la collaborazione delle sedi regionali di CNA Abruzzo, CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia. Ai workshop hanno partecipato 47 imprese dei settori meccanica, tessile e alimentare, comparti strategici per la manifattura italiana e caratterizzati da un uso intensivo di calore. In particolare, nei settori alimentare e tessile, dove le PMI rappresentano rispettivamente il 61,8% e l’81,9% delle imprese, le temperature di processo si collocano prevalentemente sotto i 150-180°C, rendendole già elettrificabili con le tecnologie attuali.

L’evento conclusivo del progetto si terrà il 16 settembre presso l’Auditorium di CNA Nazionale a Roma. L’appuntamento riunirà aziende partecipanti, esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni per un dialogo aperto volto a trasferire le istanze raccolte sul territorio a livello politico e strategico. L’iniziativa mira anche a rafforzare le reti tra stakeholder pubblici e privati impegnati nella transizione industriale, nella decarbonizzazione e nella diffusione di pratiche sostenibili.

Secondo il recente rapporto “Elettrificazione del calore industriale: la chiave per un’industria sostenibile e competitiva” a cura di ECCO, think tank italiano dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico, l’industria è oggi responsabile di circa il 20% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, e in Italia il 68% del calore di processo industriale è ancora generato da combustibili fossili. Proprio l’elettrificazione del calore viene indicata come la soluzione più competitiva per coniugare decarbonizzazione e sicurezza energetica, in particolare nei processi a bassa temperatura.

Lo studio evidenzia che nei processi inferiori agli 80°C, già oggi l’elettrificazione è conveniente, con un potenziale di risparmio entro il 2025 di 1,7 milioni di tonnellate di CO₂ e di 0,8 miliardi di metri cubi di gas naturale. Tuttavia, per temperature superiori e per processi che richiedono vapore, rimane meno competitiva almeno fino al 2040, a causa del differenziale di prezzo tra elettricità e gas.

I workshop realizzati da CNA Milano sono stati strutturati con un approccio articolato e partecipativo, finalizzato a fornire un quadro chiaro e a stimolare un confronto attivo tra le imprese partecipanti. Ogni incontro si è sviluppato in tre momenti principali:
• Contesto normativo europeo: un focus per far comprendere alle aziende come la strategia europea sull’elettrificazione del calore sia il risultato di un percorso avviato già da circa un decennio, con implicazioni concrete per i processi produttivi e le politiche industriali. Questa fase ha aiutato le PMI a collocare il loro ruolo e le loro sfide in un quadro normativo e strategico più ampio.
• Futures & Foresight e tecnologie emergenti: a cura di Nicoletta Boldrini, professionista specializzata in Futures&Foresight e Futures Literacy Advocate, con un focus sulle tecnologie emergenti e sugli scenari futuri legati alla transizione energetica. Boldrini ha accompagnato le imprese in una riflessione sulle opportunità innovative e i trend tecnologici destinati a trasformare i settori manifatturieri.
• Esperienze con il metodo dei “Tre Orizzonti”: un laboratorio esperienziale volto a raccogliere direttamente dalle imprese testimonianze, percezioni e indicazioni su ostacoli e opportunità nell’elettrificazione del calore. Questo metodo di Futures & Foresight ha permesso di esplorare possibili futuri preferibili, stimolando un confronto propositivo e collaborativo tra gli imprenditori, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per la transizione energetica.

Tra le principali criticità emerse figurano la difficoltà di accesso alle tecnologie elettriche, il peso dei costi energetici e la necessità di maggiore chiarezza normativa e supporto formativo. Il tema si inserisce in un quadro europeo che vede la decarbonizzazione e l’elettrificazione come pilastri strategici: il recente Rapporto Draghi “A Competitiveness Strategy” sottolinea la necessità di infrastrutture adeguate e misure di sostegno per i settori ad alta intensità energetica, mentre il Clean Industrial Deal della Commissione Europea punta a mobilitare oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita e ridurre i costi dell’energia. Senza un deciso potenziamento della rete elettrica e una semplificazione normativa, tuttavia, molte PMI rischiano di restare escluse da questa transizione.

“Abbiamo ascoltato le imprese con l’obiettivo di portare la loro voce dentro il dibattito politico e strategico su una transizione energetica che non può prescindere dalla realtà concreta delle PMI – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Serve un confronto costruttivo e pragmatico tra chi produce valore sul territorio e chi definisce le politiche industriali del futuro.”
“L’elettrificazione del calore non è soltanto una sfida tecnologica: è una delle leve possibili per ripensare gli ambienti produttivi e aziendali in chiave più sostenibile” – osserva Nicoletta Boldrini, professionista specializzata in Futures & Foresight. “Con questo progetto abbiamo cercato di andare oltre l’analisi delle criticità, aprendo uno spazio di riflessione condivisa capace di generare visioni orientate al futuro industriale del Paese, nella direzione di una transizione energetica consapevole e condivisa”.

Conclusi con successo a Gibellina i “RinnovaMente Days” di RWE: oltre 1.000 partecipanti tra laboratori e incontri

 

Sutera: “Studenti, imprese e istituzioni protagonisti attivi della transizione energetica”. Raia: “La Sicilia è un territorio chiave per lo sviluppo dei nostri progetti”. Inaugurato a Partinico (PA) “Bosco”, il primo parco fotovoltaico di RWE in Italia

 

Si è conclusa con successo la terza tappa del tour “RinnovaMente Days – Crescere con energia!”, promossa da RWE, leader nel settore delle energie rinnovabili, con il patrocinio del Comune di Gibellina.

La manifestazione, che rientra nel più ampio programma “RinnovaMente – Sostieni il futuro”, si è svolta dal 28 al 30 maggio e ha favorito il confronto tra istituzioni, scuole, cittadini e operatori del settore su temi legati alla transizione energetica e al ruolo delle rinnovabili, grazie a un ricco programma di convegni, workshop, laboratori e attività multimediali. Al centro dell’evento il “Dome”, struttura a basso impatto ambientale, dove esperti RWE e divulgatori scientifici hanno guidato attività formative che hanno coinvolto oltre 750 studenti, offrendo anche spazio alle realtà locali impegnate nel settore. Tra i momenti di rilievo, il convegno “Orizzonti Rinnovabili: l’importanza di fare sistema per la crescita del territorio” e il seminario “Il repowering eolico: inquadramento normativo, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale”.

Nell’ambito della manifestazione è stato inaugurato Bosco, il primo parco fotovoltaico di RWE in Italia, situato nel comune di Partinico in provincia di Palermo, entrato in esercizio a febbraio. L’impianto si aggiunge a 5 parchi eolici onshore di RWE in Sicilia, per una capacità totale installata nella regione di oltre 135 MW, contribuendo in modo essenziale alla sicurezza energetica e alla transizione sostenibile dell’isola.

Salvatore Sutera, Sindaco di Gibellina: “Complimenti a RWE per l’ottima organizzazione che ha saputo coinvolgere attivamente un gran numero di studenti e che ha alimentato un vivace dibattito fra imprese, istituzioni e professionisti, in un clima di apertura e di dialogo dal quale è emerso chiaramente quanto sia importante il ruolo attivo degli enti territoriali per affrontare al meglio la sfida delle tematiche ambientali e della transizione energetica.”

Paolo Raia, Country Chair RWE Renewables Italia: “La Sicilia è un territorio chiave per lo sviluppo delle nostre attività, grazie alle sue risorse naturali e alla crescente attenzione verso la transizione energetica. Stiamo portando avanti nuovi progetti che rafforzano il nostro impegno nella regione e, in questo contesto, iniziative come i RinnovaMente Days rappresentano un’occasione importante per consolidare il dialogo con le comunità locali e promuovere un modello di crescita energetica sostenibile, sicura e condivisa.”

RWE Renewables Italia – forte presenza nel mercato italiano delle rinnovabili

RWE è un attore chiave nel mercato italiano delle energie rinnovabili. L’azienda adotta un approccio integrato al progetto che comprende lo sviluppo, la costruzione e la gestione, nonché la commercializzazione di parchi eolici e impianti solari. Grazie alla sua vasta esperienza, RWE guida lo sviluppo del proprio business in Italia dove gestisce 16 parchi eolici onshore e un parco fotovoltaico con una capacità installata di oltre 535 MW, in grado di assicurare la fornitura di energia verde a circa 450.000 famiglie italiane ogni anno. L’azienda sta attualmente costruendo il Parco Eolico Mondonuovo da 53 MW in Puglia e i suoi primi impianti Agri-PV su scala commerciale a livello mondiale: Morcone (9,8 MWac) e Acquafredda (9,3 MWac) situati in Campania. Recentemente, inoltre, due parchi eolici di RWE si sono aggiudicati l’asta FER1: il Parco Eolico Venusia da 45 megawatt (MW), situato nella provincia di Potenza, e il Parco Eolico Serra Palino da 48 MW, in provincia di Foggia

https://www.rinnovabili.it/mercato/le-aziende-informano/rinnovamente-days-di-rwe-oltre-1-000-partecipanti-a-gibellina/

RSE traccia la rotta per la transizione energetica: ricerca pubblica al centro dello sviluppo sostenibile

Si è svolto il 18 giugno, presso la Sala Pininfarina della sede di Confindustria a Roma, l’evento “Energia, ricerca, innovazione. Analisi del triennio 2022–2024 e sguardo alle prospettive di sviluppo”, che RSE ha organizzato per riunire rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, stakeholder industriali, enti e centri di ricerca in un momento di sintesi, ascolto e visione condivisa sul futuro della transizione energetica. Nel corso dell’appuntamento è stato fatto il punto sui risultati conseguiti da RSE nel precedente triennio di Ricerca di Sistema ed è emerso il ruolo chiave della ricerca pubblica per l’evoluzione del sistema energetico nazionale e per la definizione di strategie e politiche sostenibili, orientate all’innovazione.

Ad aprire i lavori, il Presidente di RSE, Carloalberto Giusti, che ha sottolineato l’importanza strategica di un approccio sistemico ai temi della transizione energetica: “La fine del triennio 2022–2024 è un’occasione preziosa per condividere i risultati della nostra attività di ricerca, che tocca direttamente la quotidianità dei cittadini  e delle imprese. I nostri progetti, come Atlanti e Geoportali, sono oggi strumenti adottati e consultati da attori  pubblici e privati. Collaboriamo con decine di imprese, con i principali Ministeri, tra cui il MASE, con Regioni e  Università. Partecipiamo a progetti strategici a livello europeo e internazionale e abbiamo avviato importanti  sinergie con start up e autorevoli centri di ricerca negli Stati Uniti. Tutto questo è possibile grazie ai 400 ricercatori e collaboratori che ogni giorno mettono competenze e passione al servizio del Paese. La transizione  energetica –ha continuato Giusti– richiede un approccio sistemico e coordinato. Il ruolo di RSE, oggi più che  mai, è quello di fornire analisi e strumenti scientifici per prendere decisioni consapevoli e individuare direzioni  strategiche per la competitività del nostro Paese. Questo evento rappresenta non solo un momento di sintesi,  ma soprattutto un’occasione di ascolto e disegno delle nuove frontiere di ricerca”.

A seguire, Francesco De Santis, Vice Presidente per la Ricerca e lo Sviluppo di Confindustria, e Giovanni  Baroni, Vice Presidente e Presidente della Piccola Industria, hanno posto l’accento sul ruolo abilitante della  collaborazione tra impresa e ricerca pubblica per rafforzare la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo nazionale, costituito da grandi imprese come anche da piccole e medie realtà imprenditoriali che puntano alla qualità, all’eccellenza e all’efficienza dei processi industriali. I saluti introduttivi dei rappresentanti del  mondo delle imprese hanno sottolineato quindi il valore dell’attività svolta da RSE e della comunicazione virtuosa tra le diverse anime dell’economia del Paese, industria e mondo della ricerca.

Lo sguardo si è quindi aperto sul contesto europeo, con l’intervento di Rosalinde Van der Vlies, Direttrice – Direzione Generale per l’Energia della Commissione Europea, che ha evidenziato il ruolo dei programmi europei di ricerca e innovazione e della cooperazione internazionale come leve strategiche per l’attuazione del Green Deal. Numerose, anche in questo caso, le sinergie tra RSE e l’Istituzione che coordina i programmi UE,  a testimonianza della trasversalità delle competenze dei ricercatori RSE e della visione olistica sul mondo  energetico e della sostenibilità che caratterizza l’attività di RSE. Stefania Crotta, Direttore Generale pro grammi e incentivi finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha posto l’accento sul valore strategico della Ricerca di Sistema per il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali, valorizzando  il ruolo di grande responsabilità che ricoprono gli affidatari delle attività di ricerca, RSE, come anche Enea e CNR.

Stefano Besseghini, Presidente di ARERA, ha infine sottolineato come la ricerca pubblica contribuisca  ad aggiornare e a orientare le politiche regolatorie verso modelli energetici più innovativi, resilienti e sostenibili e come sia fondamentale il contributo dei ricercatori italiani per anticipare le future esigenze del settore energetico e del mercato elettrico nazionale.

Dopo gli interventi istituzionali, il programma è proseguito con un approfondimento sulla governance della  Ricerca di Sistema (RdS) e sulle sue prospettive evolutive. Eleonora Petrolati, Responsabile Area Programmi  di ricerca di CSEA – Cassa per i servizi energetici e ambientali, ha illustrato i meccanismi di programmazione  e monitoraggio alla base della gestione efficiente dei progetti RdS, sottolineando il ruolo di garanzia svolto  dalla Cassa e di responsabilità degli affidatari destinatari dei fondi assegnati alla ricerca. A seguire, Claudio  Cherbaucich, Responsabile Funzione “Sviluppo, Comunicazione e Valorizzazione” di RSE, ha offerto una  lettura di sintesi dei risultati e dei prodotti della ricerca, unitamente alle partecipazioni di RSE ai tavoli nazionali e internazionali di discussione delle politiche energetiche e alle interazioni con il tessuto industriale e il mondo  della ricerca. Inoltre, sono stati illustrati i temi dei 14 progetti sviluppati da RSE: un insieme organico di ricerche  orientate alla digitalizzazione, decarbonizzazione ed efficienza del sistema energetico, che trasferiscono benefici e applicazioni concrete dei risultati a imprese, istituzioni e territori.

Voce alle imprese, quindi, nella parte centrale dell’evento, con un ciclo di dialoghi tra RSE e alcuni dei principali  player del settore energetico e infrastrutturale italiano, a partire da Nicoletta Amodio, Responsabile Ricerca  e Innovazione di Confindustria, e Marco Borgarello, Direttore Unità tecnica “Uso efficiente dell’Energia per gli Usi finali e Territorio” di RSE, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione strutturata tra ricerca  pubblica e sistema industriale per favorire l’innovazione tecnologica e sostenere la competitività del sistema  produttivo nazionale, nello spirito della transizione energetica.

Anna Rita Carta, Head of Market Intelligence & Scouting, e Renata Viggiano, Head of Circular Economy di Eni, e Michele de Nigris, Direttore Dipartimento “Sviluppo Sostenibile e Fonti Energetiche” di RSE, hanno  approfondito il valore della circolarità come leva di sostenibilità, analizzando gli aspetti ambientali dell’evoluzione scientifica e presentando strumenti di misura, casi applicativi e iniziative con impatto sul territorio. Massimiliano Garri, Chief Technology Innovation Digital Officer di Ferrovie dello Stato, e Michele Benini, Direttore Dipartimento “Sviluppo Sistemi Energetici” di RSE, hanno discusso il ruolo della mobilità ferroviaria  nell’elettrificazione dei trasporti, nello shift modale e nelle strategie previste dal PNIEC per la riduzione delle  emissioni.

Nicola Rossi, Head of Innovation di Enel, e Luciano Martini, Direttore Dipartimento “Tecnologie di Generazione e Materiali” di RSE, hanno condiviso progetti congiunti sull’innovazione nei sistemi di generazione per  incrementare la flessibilità delle reti, elemento essenziale per l’integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili.

Luca Orrù, Head of System Innovation Roadmap & Scenarios di Terna, e Claudio Bossi, Direttore Dipartimento “Tecnologie di Trasmissione e Distribuzione” di RSE, hanno evidenziato le soluzioni tecnologiche per  la resilienza e la sicurezza della rete di trasmissione e le metodologie da applicare per mitigare le minacce al  sistema elettrico dovute ai cambiamenti climatici.

Il panel conclusivo ha ospitato un dialogo tra istituzioni e industria sulle prospettive del nucleare in Italia. Aurelio Regina, Delegato per l’Energia del Presidente di Confindustria, e Franco Cotana, Amministratore Delegato di RSE, hanno quindi approfondito le prospettive del nucleare in Italia, tra filiere industriali, sviluppo normativo e formazione di nuove competenze. Il confronto ha preso le mosse dall’esperienza della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile (PNNS) per tracciare una direzione in termini di sviluppo di soluzioni  tecnologiche che possano integrarsi in un mix ampio e diversificato e che contribuiscano a raggiungere una  maggiore autonomia dagli altri Paesi nella produzione di energia.

“Il settore energetico, in continua evoluzione – spiega il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica  Gilberto Pichetto Fratin – richiede un lungo sguardo progettuale sul futuro. La nostra strategia per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione può svilupparsi camminando soprattutto sulle gambe della ricerca, di  cui RSE rappresenta un riferimento di eccellenza. Dal nuovo nucleare sostenibile all’idrogeno, dalle bioenergie  all’economia circolare, nei consessi internazionali emerge il ruolo cruciale della ricerca scientifica per affrontare le sfide del nostro tempo”, conclude Pichetto.

L’Amministratore Delegato di RSE, Franco Cotana, ha quindi anticipato le sfide che attendono il Paese: “RSE  celebra venti anni di ricerca (2005-2025) sul sistema energetico. In questi anni ha sviluppato prodotti di alta  qualità e nel quinquennio 2020-2024 ha scelto volontariamente di valorizzare le sue attività partecipando al  processo di valutazione della qualità della ricerca, promosso dall’Agenzia ANVUR. Il futuro energetico del  Paese passa anche dalla nostra capacità di investire con lungimiranza in tecnologie avanzate e ad alto potenziale, come la fusione nucleare. RSE è oggi pienamente coinvolta nello sviluppo di soluzioni innovative legate  alla fusione a confinamento inerziale, anche grazie ad accordi internazionali, come quello con la statunitense  Blue Laser Fusion. Questa direzione conferma il ruolo strategico della ricerca per garantire all’Italia opzioni  tecnologiche concrete, competitive e coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione. RSE, come centro di ricerca di eccellenza, ha già avviato percorsi di alta formazione per i propri ricercatori, organizzando sessioni di  aggiornamento e studio presso i laboratori del Department of Energy a Oak Ridge”.

A conclusione dell’incontro, i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare lo spazio espositivo allestito da  RSE, con un percorso guidato tra gli strumenti e i dispositivi sviluppati nell’ambito della Ricerca di Sistema. Presenti anche due postazioni in cui RSE ha raccontato le attività di ricerca attraverso l’intelligenza artificiale.

 

 

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