8 marzo: accesso gratuito su Wyylde per tutte le donne

Libertà, rispetto, consenso e autodeterminazione sono i valori che guidano ogni giorno Wyylde, la community europea più autorevole dedicata alla libertà sessuale. In occasione dell’8 marzo 2026, la piattaforma lancia un’iniziativa gratuita e immersiva rivolta a tutte le donne offrendo gratuitamente l’accesso alla community fino a fine mese, consentendo così la fruizione di contenuti dedicati, in un ambiente libero dai tabù, fondato su rispetto e consenso.

Basterà iscriversi e inserire nella sezione abbonamento il codice “PROMOWYYLDE26 o accedere direttamente al link https://www.wyylde.com/it-it?promo=promowyylde26

Experience di community per un 8 marzo interattivo

In un tempo in cui la condivisione è sempre più digitale, ma il bisogno di connessione autentica resta centrale, le experience di community diventano spazi vivi di dialogo, scoperta e confronto. Per questo motivo Wyylde apre gratuitamente, fino a fine mese, le sue porte a tutte le donne che desiderano condividere desideri ed esperienze in un luogo aperto e di confronto.

Attraverso questa attività la Festa della Donna assume così una dimensione partecipativa e contemporanea basata sul consenso, la comunicazione erotica e la cura di sé, con chat tematiche e spazi di condivisione dedicati a storie di autonomia e relazioni non convenzionali, contenuti speciali e momenti di networking tra donne che scelgono la libertà di esprimersi senza stereotipi.

La piattaforma si conferma uno spazio dove il piacere è vissuto come esperienza consapevole e condivisa, in un clima di sicurezza, rispetto e inclusione.

 

L’8 marzo è l’occasione per celebrare la libertà di esprimere sé stesse e i propri desideri”, dichiara Wyylde. “La sessualità è parte integrante della libertà femminile e merita spazi sicuri, consapevoli e inclusivi. Cultura e community possono essere strumenti potenti di emancipazione.”

 

Con questa iniziativa, Wyylde invita tutte le donne a vivere la Festa della Donna 2026 come un momento autentico di empowerment, scoperta e connessione, dove libertà e piacere diventano espressioni concrete di autodeterminazione.

 

 

Cultura e consapevolezza: 5 libri per celebrare libertà e piacere femminile

 

Per Wyylde, la libertà passa anche attraverso la cultura. La letteratura è uno strumento potente per comprendere il proprio corpo, le proprie emozioni e il diritto di vivere relazioni autentiche. Per questo motivo, l’8 marzo la community propone cinque letture che raccontano desiderio, indipendenza e autodeterminazione, invitando a riflettere e a sentirsi protagoniste della propria vita.

Half His Age – Jennette McCurdy

Un romanzo recente e provocatorio che esplora la consapevolezza femminile, il desiderio e il potere di scegliere, invitando a interrogarsi sulle dinamiche emotive e relazionali.

 

Il piacere è tutto mio – Laurie Penny

Un saggio che affronta la sessualità femminile in chiave moderna e libera dai tabù, incoraggiando a vivere il piacere come espressione di libertà e consapevolezza.

 

Come essere donne – Caitlin Moran

Ironico e brillante, riflette sul diritto di scegliere il proprio percorso e di esprimere desideri e identità senza compromessi.

 

Giocando con il fuoco – Anaïs Nin

Racconti e diari che esplorano il desiderio e la libertà sessuale femminile, ideali per avvicinarsi a una letteratura erotica consapevole e raffinata.

 

Una stanza tutta per sé – Virginia Woolf

Un classico intramontabile sull’indipendenza economica, intellettuale e creativa delle donne, manifesto di libertà personale e autodeterminazione.

 

Queste opere compongono un percorso culturale che va oltre l’intrattenimento: diventano strumenti di empowerment, capaci di stimolare dialogo, consapevolezza e crescita, e ricordano che la libertà più vera, come sottolinea Wyylde, è quella che si esplora senza paura, si desidera senza filtri e si vive in piena consapevolezza

Wyylde e san Valentino oltre la coppia

Sempre più persone scelgono di vivere San Valentino lontano dai rituali tradizionali, cercando esperienze che mettano al centro la comunicazione, il rispetto e la libertà di scelta. In questo contesto nasce San Valentino “Aperto”, con il primo Home Experience Kit pensato per trasformare il 14 febbraio in un momento reale di incontro e connessione consapevole.

L’Home Experience Kit, consigliato da Wyylde, la principale community europea dedicata alla sessualità libera, consensuale e autentica, che da anni promuove pratiche basate su comunicazione esplicita, responsabilità emotiva e rispetto reciproco, si presenta come un manuale di istruzioni per l’intimità condivisa: uno strumento pratico che accompagna passo dopo passo chi desidera organizzare in casa un piccolo party privato tra coppie aperte e persone affini, in modo curato, sicuro e rispettoso dei confini di tutti.

Non si tratta di suggerire comportamenti o imporre dinamiche, ma di offrire un metodo, a partire dalla fase più delicata: la scelta degli invitati e il modo di presentare l’incontro. Vengono fornite indicazioni su come comunicare le intenzioni del party, chiarire aspettative e creare fin da subito un clima di trasparenza, evitando ambiguità e pressioni implicite.

Il Kit delle emozioni in quattro step, per una serata ad alto tasso seduttivo

Una parte centrale del manuale è dedicata alla creazione dell’ambiente. Non solo consigli pratici su luci, musica e disposizione degli spazi, ma vere e proprie indicazioni su come suddividere la casa in zone con funzioni diverse — conversazione, relax, intimità — per permettere a ciascuno di muoversi liberamente e scegliere il proprio livello di coinvolgimento. L’atmosfera diventa così uno strumento di rispetto, non solo di seduzione.

Il cuore dell’Home Experience Kit è rappresentato dai codici di comportamento condivisi. Il manuale propone regole semplici ma fondamentali: consenso esplicito, diritto di dire no senza dover dare spiegazioni, rispetto della privacy, assenza di aspettative performative. Regole pensate non per limitare il desiderio, ma per renderlo più libero, perché vissuto in uno spazio percepito come sicuro.

A supporto dell’esperienza, il kit deve includere anche strumenti di conversazione: spunti, giochi e rituali di apertura pensati per facilitare il dialogo su desideri, confini e curiosità. Non interrogatori né confessioni forzate, ma momenti leggeri e guidati che aiutano a rompere il ghiaccio e a rendere esplicito ciò che spesso resta non detto.

Un’attenzione particolare è riservata alla gestione dei confini e delle emozioni. Il manuale invita a considerare il party non come un obiettivo da “portare a casa”, ma come un processo aperto, in cui è legittimo cambiare idea, fermarsi, osservare o semplicemente partecipare senza agire. Anche questo fa parte dell’esperienza proposta: riconoscere che il desiderio non è una performance, ma una possibilità.

L’Home Experience Kit che nasce dall’osservazione di una comunità in crescita, quella di Wyylde, che chiede strumenti concreti per vivere la non monogamia in modo adulto e consapevole.

San Valentino? Meno percepito come festa obbligatoria di coppia

San Valentino Aperto si inserisce in un contesto sociale in profonda trasformazione, in cui sempre più persone mettono in discussione modelli relazionali rigidi e cercano forme di intimità fondate su accordi chiari e trasparenza emotiva. Secondo il report Singles in America del gruppo Match, circa il 31% dei single negli Stati Uniti ha sperimentato almeno una forma di non monogamia consensuale (open relationship, poliamore, swinging), mentre il 49% continua a considerare la monogamia il modello ideale.

Un dato che racconta una pluralità di approcci, non una sostituzione di modelli (fonte: Match Group / Time). Il Pew Research Center rileva inoltre che oltre il 40% dei single adulti è attivamente interessato a costruire nuove relazioni, ma con modalità più selettive e consapevoli, soprattutto in occasioni simboliche come San Valentino, sempre meno percepito come “festa obbligatoria di coppia”. A conferma di questo cambiamento, un’indagine YouGov USA mostra che il 61% degli adulti non considera più la monogamia tradizionale l’unica opzione realistica, aprendo a modelli relazionali basati su accordi personalizzati e consenso esplicito (fonte: YouGov USA / Hims, 2024).

Dal party al dialogo: il Patto Relazionale

All’interno di questa visione più ampia si colloca anche il Patto Relazionale, lo strumento concettuale promosso da Wyylde per normalizzare il dialogo su desideri, confini e aspettative. Non un contratto, né una dichiarazione pubblica, ma una conversazione continua che accompagna le relazioni nel tempo. Secondo diversi esperti di relazioni e sessualità, la principale causa di conflitto nelle coppie non monogame non è la pluralità delle esperienze, ma l’assenza di accordi chiari e condivisi. Il Patto Relazionale nasce proprio per questo: rendere esplicito ciò che spesso resta implicito.

Un San Valentino più consapevole

San Valentino Aperto propone una rilettura del 14 febbraio come occasione di scelta, presenza e ascolto reciproco. Un San Valentino che non celebra il possesso, ma la libertà condivisa; che non promette esclusività, ma chiede sincerità.

Per Wyylde, oggi il vero tradimento non è esplorare, ma non comunicare. E l’amore adulto non è quello che promette tutto, ma quello che sa scegliere — insieme — come essere vissuto.

 

Libertà sessuale: Francia e Italia a confronto

Non più confinato a club chiusi o a una dimensione segreta, la volontà di vivere “libertini” si inserisce sempre più nella quotidianità delle relazioni.  Un trend contemporaneo che si sviluppa a seconda della cultura all’affettività di ogni paese. In Francia a guidare il cambiamento sono le donne: lo dimostrano i dati su Wyylde, la community più autorevole dedicata alla libertà sessuale, dove nel 2025 le iscrizioni femminili sono aumentate del +227%, segnando un cambiamento profondo: sono sempre più le donne a prendere l’iniziativa, a proporre e a definire i confini dell’esperienza in ambito sessuale.

Anche in Italia il trend è positivo: la piattaforma, approdata in Italia più di recente, registra ad oggi 25mila iscritti, con una crescita complessiva di circa il 25%. Del totale iscritti il 40% sono coppie.

“Quello che Wyylde”, aggiunge Quaranta, “ci descrive altro non è che una crescente Sexual agency, ovvero la capacità di agire in ambito sessuale in base ai propri desideri senza la paura e il filtro della vergogna. Alla luce di ciò è interessante leggere i dati crescenti relativi alle iscrizioni di donne e di giovani coppie. Emerge il desiderio di viversi in maniera più libera la propria sessualità, di conoscersi e mettersi in gioco in ogni modo. La coppia in Italia funge ancora da “base sicura” entro la quale sperimentare e sentirsi più protetti (soprattutto per le donne), ma diventa occasione di gioco e di passione, non più relegata al bisogno di evasione o per riaccendere una passione spenta dalla noia e dall’abitudine. Ciò peraltro ci porta al superamento del concetto di scambismo (carico di stereotipi negativi) per approdare a quello di non monogamia etica, cioè condivisa seppur normata e regolata. In quest’ottica ovviamente, il rispetto tra partners è fondamentale e può paradossalmente fornire l’occasione per creare una maggior fiducia in sé stessi e complicità di coppia”.

Con 7 milioni di iscritti, 700.000 visite al giorno e 25 milioni di messaggi scambiati in Francia, Wyylde testimonia una pratica visibile, discussa e vissuta apertamente. Una realtà fatta di dialogo, esplorazione graduale e desiderio di vivere l’intimità in modo diverso, in due, attraverso nuovi modi di scoprirsi, o in più, senza imposizioni né modelli rigidi. Il concetto di libertà sessuale all’interno della community Wyylde coinvolge soprattutto le coppie: il 62% si iscrive insieme, e nel 30% dei casi è la donna a suggerire l’idea, dimostrando che l’apertura non nasce da una crisi, ma spesso da una volontà comune di creatività e rinnovamento. Questa evoluzione attraversa le generazioni. Se la fascia 36–55 anni resta la più rappresentata, quella tra i 26 e i 35 anni è la più in crescita, segno che il desiderio di esplorare nuove forme di intimità riguarda sempre più giovani adulti. Il libertinaggio si conferma così una pratica trasversale, lontana da etichette anagrafiche o sociali, accessibile a chiunque desideri dare più spazio al dialogo e al piacere condiviso.

Tra i motivi che possono spiegare questo fenomeno c’è, infatti, una scelta socio-culturale ben precisa: contrariamente al nostro paese, in Francia l’educazione sessuale, secondo la legge del 4 luglio 2001, è diventata obbligatoria in tutte le scuole pubbliche e private dalla materna alle superiori, mirando a trattare temi come il consenso, la diversità (LGBTQ+), e a decostruire gli stereotipi di genere, suscitando dibattito e critiche da parte di chi la ritiene troppo precoce o ideologica. Il programma è dettagliato per età, partendo dai nomi scientifici dei corpi e dal consenso a 4 anni, per arrivare a discussioni su genere e orientamento sessuale a 13 anni, e stereotipi di genere a 16 anni, con l’obiettivo di educare alla vita affettiva, relazionale e sessuale in modo completo.

Sebbene nel nostro paese non esistano ancora indagini statistiche nazionali specifiche sul libertinaggio, la letteratura scientifica contemporanea sulle relazioni consensuali non monogame che comprendono pratiche di libertà erotica condivisa come quelle raccontate da Wyylde sta crescendo.

Studi accademici pubblicati come quello su Italian Sociological Review (giugno 2024), analizzano come l’intimità, la passione e l’impegno si articolano in relazioni multiple consensuali, evidenziando tendenze di cambiamento nelle relazioni moderne.

“I dati condivisi da Wyylde, dichiara Giorgio Quaranta Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico, ci offrono lo spunto per una profonda riflessione sulla salute della sessualità nel nostro Paese. Mentre nel resto dell’Europa si va sempre più verso un’educazione aperta e sincera sul tema, noi rischiamo di ridurla ai tecnicismi e renderla più rigida. Tutto ciò comporta molteplici conseguenze, su diversi piani e lo vediamo molto bene nella differenza nei numeri tra Italia e Francia. Per fortuna, tuttavia, anche dalle nostre parti stiamo assistendo ad una piccola e silente rivoluzione. Sono sempre più diffusi sex parties, pagine di divulgazione a tema sui social, stiamo sdoganando il mondo dei toys e della vita sotto le lenzuola di cui si parla sempre più e come maggior libertà. Si può confessare di usare app di dating senza paura del giudizio altrui”.
Consenso, equilibrio e libertà: il libertinaggio di coppia secondo Wyylde

Il consenso resta il principio cardine, così come l’equilibrio all’interno della coppia o tra i partner coinvolti. Le testimonianze parlano di armonia, curiosità reciproca e rispetto dei limiti, elementi che rendono il libertinaggio un’esperienza scelta e condivisa, non subita. Il libertinaggio di coppia si manifesta in forme diverse, spesso lontane dagli stereotipi più diffusi. Per alcune coppie coincide con lo scambio consensuale con altri partner, vissuto all’interno di contesti strutturati come club privati o incontri organizzati, dove le regole condivise e il rispetto reciproco rappresentano elementi centrali dell’esperienza. In questi casi il coinvolgimento fisico non viene percepito come minaccia al legame affettivo, ma come un gioco erotico che rafforza la complicità e la comunicazione, separando la sfera del desiderio da quella dell’esclusività emotiva. Altre coppie scelgono invece forme di libertinaggio più “soft”, come il voyeurismo o l’esibizionismo, in cui l’eccitazione nasce dallo sguardo e dalla condivisione dell’intimità in presenza di terzi, senza necessariamente arrivare a un contatto fisico. In questi percorsi il confine assume un ruolo fondamentale: il libertinaggio diventa terreno di esplorazione graduale, in cui ogni passo è negoziato e rinegoziato.

Esistono poi coppie che inseriscono il libertinaggio all’interno di una relazione aperta più ampia, tra esperienze vissute insieme e incontri individuali. In questo caso non è da considerarsi un evento occasionale, ma una scelta identitaria che si colloca nel quadro della non-monogamia etica. Non mancano infine coppie che si avvicinano a queste pratiche in una fase di trasformazione del rapporto, dopo anni di relazione, come tentativo di riattivare il desiderio o ridefinire l’intimità. In questo contesto, il libertinaggio non appare più come provocazione o territorio marginale, bensì una delle espressioni contemporanee della libertà relazionale. Wyylde, osservatorio privilegiato di questo fenomeno in forte crescita, mostra come il piacere condiviso possa essere vissuto in modo consapevole, inclusivo e profondamente umano.

wyylde.com

Un piccolo miracolo nelle sale di Milano: “L’ultimo viaggio” alla nona replica all’Arlecchino

La nascita di un’amicizia tra avventura, bellezza, suspance e il tema controverso dell’eutanasia, un diritto per tutti?  

Marco Cappato: “Occuparmi di questo tema attraverso l’arte continua ad essere non un peso ma un piacere e un onore”

La Cineteca Milano Arlecchino lo ha definito un “piccolo fenomeno cinematografico” e per questo “L’ultimo viaggio” di Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo, in sala da quattro settimane, sarà di nuovo in programmazione per altre 3 date, tra cui domani venerdì 23 maggio alle 17, domenica 25 maggio alle 11 e martedì 27 maggio alle ore 19. In più, verrà proiettato in contemporanea in altre città italiane, come Pisa, e presto anche nelle sale romane.

La trama tratta della nascita di un’amicizia tra avventura e suspense, bellezza e ironia e ha come tema di fondo quello dell’eutanasia come diritto.

Il film si articola attorno al viaggio spirituale di un prete che, segretamente, trasporta all’interno di un baule il corpo della madre defunta. Quest’ultima, gravemente malata, ha esplicitamente richiesto al figlio di aiutarla a morire. L’intento finale del protagonista, in un atto di fede e amore profondo, è seppellirla sulla riva di un lago di montagna, luogo caro ad entrambi. Durante il cammino incontra una pastora, il cui mestiere è aiutare i migranti a varcare illegalmente il confine. In cambio di denaro e all’oscuro di tutto, la stessa accetta di aiutarlo: scoprirà solo più tardi cosa il prete sta nascondendo. Ha così inizio un viaggio attraverso paesaggi selvaggi e simbolici dove l’anima di lui, tormentata dalla colpa e dal dolore, si confronta e si scontra con l’anima istintiva di lei.

Il cuore pulsante del film è il tema dell’eutanasia, affrontato non con piglio ideologico, ma come domanda morale ed esistenziale. «La mia colpa non avrà mai fine», afferma il prete in una scena, mentre la donna risponde: «Questo è ciò che pensa la tua Chiesa». In questo scambio si concentra il nocciolo del conflitto: fede e compassione, colpa e amore, umanità.

Girato in location naturali, lo stile visivo è volutamente sobrio. «Non abbiamo voluto collocare l’ambientazione in un momento storico specifico», spiegano i registi. «Perché i temi che trattiamo sono universali, senza tempo, e da sempre mettono in crisi le coscienze degli uomini”.  

All’anteprima del film era presente anche Marco Cappato: “Occuparmi di questo tema attraverso l’arte continua ad essere non un peso ma un piacere e un onore. Liberandoci dalla proibizione poi ciascuno di noi sarà chiamato alle proprie scelte individuali perché la libertà porta con sé la responsabilità e la responsabilità è enorme e noi non possiamo sapere come reagiremmo se fossimo noi a dover decidere

Il film è interamente prodotto in modo indipendente con il supporto della Film Commission Torino Piemonte che, dopo il suo debutto al Trento Film Festival, ha trovato una preziosa opportunità di distribuzione grazie alla collaborazione con Cineteca Milano, che ne ha riconosciuto la forza e la necessità. Il cast, che include Fabio Marini e Debora Zuin, è stato capace di incarnare pienamente la tensione emotiva del racconto, potenziandone il significato.

“L’ultimo viaggio” è un’opera che tocca corde profonde, come la morte e l’amore, che si presenta intimo e spirituale. Un film che, come il suo protagonista, cammina tra dovere e libertà, tra colpa e redenzione.