CNA Milano e le imprese artigiane, motori del lavoro che cambia

In un contesto economico e sociale in costante cambiamento, CNA Milano rinnova il proprio impegno nel sostenere l’evoluzione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese del territorio, promuovendo un momento di confronto e ispirazione dedicato alla trasformazione del lavoro e dell’impresaMartedì 18 novembrealle 18:30, presso l’Ambrosianeum – Via delle Ore, 3, 20122 Milano (MI), si terrà l’incontro “Artigiani di futuro a Milano. Come cambia il lavoro, come si trasforma l’impresa”, promosso da CNA Milano.

L’appuntamento nasce dalla consapevolezza che il mercato del lavoro sta vivendo una fase di forte evoluzione: da un lato, in Italia gli occupati hanno raggiunto 24,3 milioni, con un aumento del 10,9% in dieci anni, grazie alla crescita di settori come turismo, edilizia, logistica e ICT, sostenuti dal PNRR e dai vari incentivi. Dall’altro, permangono bassa produttività, alta inattività e nuove criticità come il lavoro povero e il mismatch tra domanda e offerta. In più le imprese faticano a trovare competenze adeguate alle nuove sfide tecnologiche e produttive; mentre i lavoratori cercano contesti più umani, flessibili e sostenibili.

Dopo la pandemia, la cosiddetta “shortage economy” ha colpito non solo beni e materie prime ma anche la forza lavoro, aggravando squilibri già esistenti. Le cause principali sono declino demograficoinvecchiamento dei lavoratoricarenza di competenze e costo elevato degli alloggi nei territori più dinamici. Inoltre ogni anno si registrano 500.000 nuovi pensionati contro appena 370.000 nascite, con effetti diretti su sanità e previdenza. Le imprese artigiane risentono in pieno di questo disallineamento, aggravato dal calo d’interesse dei giovani e dalle difficoltà di ricambio generazionale. L’incontro “Artigiani di futuro a MIlano” vuole offrire una visione condivisa su come costruire fiduciacompetenze e opportunità in questa nuova stagione del lavoro, valorizzando il ruolo dell’artigianato come motore di innovazione e coesione sociale.

“Il futuro dell’impresa non si costruisce da soli, ma attraverso una rete di relazioni, formazione e fiducia reciproca – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano –. Le nostre imprese artigiane stanno dimostrando ogni giorno che innovazione e valorizzazione delle persone devono convivere, e che il cambiamento si affronta con coraggio, visione e collaborazione. Oggi serve un’azione condivisa che parta da alcuni obiettivi chiari: rafforzare la formazione continua (tecnica e non solo), costruendo mappe territoriali dei fabbisogni professionali; facilitare l’accesso alla casa per studenti e lavoratori fuori sede attraverso il social housing; e promuovere politiche di integrazione efficaci per i lavoratori stranieri, superando stereotipi e rigidità burocratiche. Allo stesso tempo – prosegue – è fondamentale rivalutare il lavoro artigiano e manifatturiero, che non è un residuo del passato ma una scuola di autoimprenditorialità e talento, dove si uniscono creatività, competenze e responsabilità. Per questo CNA Milano vuole essere un valido supporto per chi guarda avanti e investe nelle competenze, nella qualità del lavoro e nella costruzione di un futuro più equo e sostenibile per tutti”.

Durante l’incontro si alterneranno testimonianze, riflessioni e dialoghi tra espertiimprese e mondo accademico per analizzare dati, capire tendenze ed esplorare soluzioni per il lavoro che cambia. CNA Milano conferma così la propria vocazione a essere non solo rappresentanza di categoria, ma anche laboratorio di idee e buone pratiche per l’economia del futuro.

L’evento è gratuito e aperto a tutti, previa iscrizione obbligatoria al seguente link:
Iscriviti su Eventbrite

Di seguito il programma:

Modera Fabio Pizzul, Presidente della Fondazione Culturale Ambrosianeum

  • Saluti istituzionali, Matteo Reale, Presidente CNA Milano
  • “Impresa e lavoro: le cause e i rischi di un disallineamento”, Marco Baldi, Responsabile CNA Area Studi e Ricerche

Confronto tra imprese:

  • Massimo Folador, Docente di Business Ethics – Università LIUC e AD di Askesis
  • Società Benefit
  • Nicoletta Fasani, Nicoletta Fasani
  • Luigi Torriani, Datasys Network S.r.l
  • Luna Rotella, Misalu

Conclusioni, Rosangela Lodigiani, docente di Sociologia del Lavoro – Università

Cattolica del Sacro Cuore

Oltre le barriere: come sbloccare la transizione energetica nelle piccole imprese italiane

La ricerca di CNA Milano, presentata all’Auditorium CNA Nazionale di Roma mostra come burocrazia, costi e resistenze culturali frenino l’elettrificazione del calore nelle PMI. Soluzioni concrete dai workshop territoriali e nuove competenze necessarie per la transizione energetica.

La transizione energetica nelle micro e piccole imprese italiane non è più un’ipotesi, ma una necessità concreta, legata alla sicurezza energetica, alla competitività e alla sostenibilità del sistema produttivo nazionale. È quanto emerge dal report realizzato da CNA Milano, presentato al convegno “PMI e Transizione Energetica: quali barriere e opportunità?” presso l’Auditorium di CNA Nazionale. Il tema cruciale resta l’elettrificazione del calore industriale come leva di sicurezza energetica, competitività e decarbonizzazione per il sistema produttivo italiano.

L’appuntamento, promosso da CNA Milano con il supporto di CNA Abruzzo, CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che ha coinvolto 47 imprese del Paese attraverso quattro workshop territoriali a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, per analizzare sul campo bisogni, difficoltà e prospettive della transizione energetica. Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali come l’On. Vinicio Peluffo e l’On. Luca Squeri, insieme a esperti del settore energetico.

Così come evidenziato dai workshop, è fondamentale sottolineare il lavoro che parte dal basso, dalle imprese che rappresentano il grosso dell’economia italiana ma che non vengono quasi mai prese in considerazione nei tavoli di lavoro. Le micro e piccole imprese rappresentano il 99% delle aziende italiane, generano il 63% del valore aggiunto e il 76% dell’occupazione privata, eppure la loro voce resta spesso marginale nei tavoli decisionali su incentivi, regolamenti e infrastrutture per la transizione energetica.

Il cuore della ricerca CNA Milano è un’analisi approfondita delle barriere e delle opportunità dell’elettrificazione del calore industriale, tecnologia già disponibile ma non sempre adottata per ostacoli culturali, finanziari e normativi. Secondo il report, la sfida principale non è l’assenza di tecnologie: le pompe di calore industriali fino a 180°C, i sistemi di accumulo elettrochimico, il fotovoltaico diffuso e le comunità energetiche rinnovabili sono strumenti già alla portata delle PMI. Tuttavia, la loro adozione è ostacolata da una burocrazia complessa, costi iniziali elevati, infrastrutture insufficienti, incentivi non adeguati e da una diffusa resistenza culturale, legata a schemi organizzativi consolidati e al cosiddetto “pensiero abitudinario”.

La ricerca sottolinea la necessità di un accompagnamento a 360 gradi, che integri formazione, supporto operativo e strumenti finanziari accessibili. I workshop territoriali hanno permesso di far emergere criticità concrete che, se non affrontate, rischiano di impedire alle PMI di attuare una vera “just transition”.

“L’iniziativa odierna sull’elettrificazione del calore conferma il dinamismo e l’attenzione del sistema CNA nei confronti di due temi strategici quali la transizione green e i costi energetici – afferma Otello Gregorini, Segretario Generale CNA -. Il processo di decarbonizzazione ha assoluto bisogno del pieno coinvolgimento delle piccole imprese e la competitività della manifattura passa attraverso un necessario intervento di riduzione dei costi dell’energia. Su questo terreno CNA è impegnata con proposte e progetti coerenti con gli ambiziosi obiettivi della doppia transizione”.

“Le imprese non possono essere lasciate sole in questa trasformazione epocale – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Le tecnologie ci sono, dalle pompe di calore al fotovoltaico, dagli accumuli alle comunità energetiche. Ma senza regole chiare, incentivi stabili e percorsi di accompagnamento, la transizione rischia di essere percepita come un costo e non come un’opportunità. La vera sfida è trasformare questa trasformazione in valore condiviso, rafforzando la competitività delle imprese e migliorando la qualità della vita nei territori.”

Un elemento distintivo della ricerca riguarda i workshop territoriali, veri laboratori di analisi sul campo:

Brescia – Ecosistema energetico rigenerativo

A Brescia, le imprese hanno posto al centro del dibattito l’importanza di creare un ecosistema energetico integrato, capace di coordinare aziende, associazioni e istituzioni locali. Tra le priorità emerse, spicca l’autoproduzione diffusa e la partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili, strumenti percepiti come leve concrete per ridurre i costi e migliorare la resilienza energetica. Le imprese hanno sottolineato anche la necessità di sviluppare capitale umano dedicato alla gestione energetica, per rendere operative e sostenibili le soluzioni innovative.

Bologna – Integrazione tecnologica, culturale e sociale

Il workshop di Bologna ha evidenziato come la transizione energetica non possa prescindere da un approccio olistico che integri tecnologia, economia circolare e consapevolezza culturale. Le imprese hanno segnalato la resistenza al cambiamento come ostacolo significativo e hanno indicato strumenti pratici come portali centralizzati per bandi e incentivi, oltre a reti di collaborazione tra imprese, come mezzi per accelerare l’adozione delle soluzioni energetiche. La discussione ha anche evidenziato come le città e i territori possano diventare laboratori sperimentali, capaci di mettere in pratica modelli innovativi replicabili su scala nazionale.

Pescara – Governance e accesso facilitato agli strumenti

A Pescara, il focus dei workshop è stato la semplificazione delle procedure e il rafforzamento della governance territoriale. Le imprese hanno sottolineato la necessità di un portale unico per l’accesso ai bandi e di hub di competenza locale in grado di guidare le aziende nell’adozione di tecnologie plug-and-play. Il tema centrale è stato la costruzione di reti collaborative multilivello tra imprese, enti locali e associazioni, finalizzate a facilitare l’adozione delle tecnologie e a ridurre la vulnerabilità ai costi energetici. Le prospettive future prevedono lo sviluppo di comunità energetiche interconnesse e partecipative, in cui le PMI possano condividere risorse e competenze.

Milano – Innovazione radicale e frontiera tecnologica

Il workshop milanese ha avuto un approccio più orientato all’innovazione dirompente. Le imprese hanno analizzato scenari di lungo periodo, esplorando tecnologie emergenti come mini-reattori modulari, fusione e accumulo avanzato. Al centro del dibattito c’è stata la priorità economica: ottimizzare il ritorno sugli investimenti e creare modelli finanziari innovativi in grado di supportare l’adozione di tecnologie ad alta efficienza. Il workshop ha anche evidenziato il ruolo fondamentale della ricerca e delle partnership pubblico-privato per accelerare la diffusione delle soluzioni innovative e trasformare Milano in un hub energetico resiliente e integrato nei sistemi energetici nazionali e internazionali.

“Le PMI italiane, diversamente da quello che a volte si sente dire, sono decisamente favorevoli alla transizione energetica ed ecologica – afferma Andrea Barbabella, coordinatore e responsabile scientifico di Italy for Climate -. In un sondaggio realizzato lo scorso anno con CNA nazionale il 73% degli artigiani intervistati si è dichiarata d’accordo con l’affermazione che “All’Italia conviene accelerare sulla via della transizione energetica perché è un’opportunità di sviluppo”. Mancano, però, strumenti di sostegno efficaci specificamente pensati per le piccole e piccolissime imprese, senza le quali nessuna transizione sarà possibile.”

La ricerca mette inoltre in evidenza il ruolo fondamentale della formazione e dello sviluppo del capitale umano. Per sostenere l’elettrificazione del calore e l’adozione di tecnologie pulite, le PMI hanno bisogno di figure ibride, capaci di integrare competenze tecnico-energetiche, capacità di analisi dei dati e conoscenze di governance partecipativa. Esperti termo-energetici, facilitatori di comunità energetiche, data analyst energetici e specialisti ESG sono professionalità indicate come prioritarie per rendere concreti i percorsi di decarbonizzazione e aumentare la resilienza delle aziende.

Anche il quadro normativo e politico è fondamentale: le imprese devono allinearsi agli obiettivi europei e nazionali, dal REPowerEU al Clean Industrial Deal, fino ai Piani Nazionali Integrati Energia Clima (PNIEC), per beneficiare degli incentivi e ridurre la vulnerabilità ai costi energetici. In questo contesto, CNA Milano propone un framework nazionale coerente, che semplifichi le procedure, renda strutturali gli incentivi, sostenga le comunità energetiche e promuova investimenti in ricerca e formazione. Importante è il ruolo dei territori come laboratori sperimentali in grado di sperimentare e replicare soluzioni integrate, creando un modello energetico partecipativo e adattivo.

“L’azione deve partire oggi – conclude Realeportando la transizione all’interno dei processi produttivi delle micro e piccole imprese. Solo così vincoli e ostacoli possono trasformarsi in opportunità concrete, capaci di generare valore condiviso, rafforzare la competitività e favorire lo sviluppo dei territori.”

La transizione energetica nelle PMI tra ostacoli e opportunità. Martedì 16 settembre, presso l’Auditorium di CNA Nazionale a Roma, un convegno con aziende, esperti del settore e istituzioni

Martedì 16 settembre dalle ore 12.30, presso l’Auditorium di CNA Nazionale a Roma, si terrà il convegno “PMI e Transizione Energetica: quali barriere e opportunità?”, l’evento che riunirà imprese, esperti e rappresentanti istituzionali, tra cui l’On. Vinicio Peluffo e l’On. Luca Squeri, per promuovere un confronto costruttivo e trasferire a livello politico e strategico le istanze raccolte sul territorio riguardanti il tema della transizione nell’elettrificazione del calore.

L’appuntamento romano, aperto al pubblico, è l’atto finale di un progetto sviluppato attraverso quattro workshop partecipativi a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, ed è realizzato da CNA Milano con il supporto delle sedi regionali di CNA Abruzzo, CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia. Ai quattro incontri hanno preso 47 imprese attive nei settori meccanico, tessile e alimentare, pilastri della manifattura italiana e caratterizzati da un intenso impiego di calore.

Durante l’incontro verrà presentato un report che sintetizza gli insight emersi, li mette a confronto con il quadro normativo europeo e nazionale e traduce i risultati in raccomandazioni di policy e di business mirate alle micro imprese.

Di seguito, l’agenda aggiornata del convegno moderato da Nicoletta Boldrini, professionista specializzata in Futures & Foresight:

 

  • 12.30: Registrazione e light lunch
  • 14.00: Saluti – Otello Gregorini, Segretario Nazionale CNA
  • 14.15: Matteo Reale, Presidente CNA Milano
  • 14:20: Giuliano Pasi, Presidente Installazione Impianti CNA Emilia-Romagna
  • 14.25: Presentazione del progetto e dei workshop – Nicoletta Boldrini
  • 14.40: Tavola rotonda con le imprese: Sara Ceroni e Ivano La Pergola
  • 15.00: Andrea Barbabella, Fondazione per lo sviluppo sostenibile| Italy for Climate
  • 15:20 Tavola rotonda: On. Vinicio Peluffo, On. Luca Squeri, Silvio Bordoni e Giorgio Zubani
  • 16.00: Domande e Risposte
  • 16:15: Conclusioni: Natalia Gil Lopez, DPT Politiche Ambientali CNA
  • 16.30 networking coffee

Per registrarsi all’evento è possibile consultare il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pmi-e-transizione-energetica-1541397123289?aff=oddtdtcreator

Transizione energetica nelle PMI italiane: il 68% del calore industriale è ancora generato da combustibili fossili

CNA Milano ha avviato un dialogo tra 47 imprese sulle difficoltà di accesso alle tecnologie elettriche, il peso dei costi energetici e la necessità di maggiore chiarezza normativa e supporto formativo

Le piccole e medie imprese italiane sono chiamate a un ruolo cruciale nella transizione energetica europea, ma spesso si trovano di fronte a barriere strutturali, economiche e informative che ostacolano l’adozione dell’elettrificazione del calore nei processi produttivi.

Per questo CNA Milano ha promosso un progetto articolato in quattro workshop partecipativi svolti a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, con la collaborazione delle sedi regionali di CNA Abruzzo, CNA Emilia-Romagna e CNA Lombardia. Ai workshop hanno partecipato 47 imprese dei settori meccanica, tessile e alimentare, comparti strategici per la manifattura italiana e caratterizzati da un uso intensivo di calore. In particolare, nei settori alimentare e tessile, dove le PMI rappresentano rispettivamente il 61,8% e l’81,9% delle imprese, le temperature di processo si collocano prevalentemente sotto i 150-180°C, rendendole già elettrificabili con le tecnologie attuali.

L’evento conclusivo del progetto si terrà il 16 settembre presso l’Auditorium di CNA Nazionale a Roma. L’appuntamento riunirà aziende partecipanti, esperti del settore e rappresentanti delle istituzioni per un dialogo aperto volto a trasferire le istanze raccolte sul territorio a livello politico e strategico. L’iniziativa mira anche a rafforzare le reti tra stakeholder pubblici e privati impegnati nella transizione industriale, nella decarbonizzazione e nella diffusione di pratiche sostenibili.

Secondo il recente rapporto “Elettrificazione del calore industriale: la chiave per un’industria sostenibile e competitiva” a cura di ECCO, think tank italiano dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico, l’industria è oggi responsabile di circa il 20% delle emissioni di gas serra dell’Unione Europea, e in Italia il 68% del calore di processo industriale è ancora generato da combustibili fossili. Proprio l’elettrificazione del calore viene indicata come la soluzione più competitiva per coniugare decarbonizzazione e sicurezza energetica, in particolare nei processi a bassa temperatura.

Lo studio evidenzia che nei processi inferiori agli 80°C, già oggi l’elettrificazione è conveniente, con un potenziale di risparmio entro il 2025 di 1,7 milioni di tonnellate di CO₂ e di 0,8 miliardi di metri cubi di gas naturale. Tuttavia, per temperature superiori e per processi che richiedono vapore, rimane meno competitiva almeno fino al 2040, a causa del differenziale di prezzo tra elettricità e gas.

I workshop realizzati da CNA Milano sono stati strutturati con un approccio articolato e partecipativo, finalizzato a fornire un quadro chiaro e a stimolare un confronto attivo tra le imprese partecipanti. Ogni incontro si è sviluppato in tre momenti principali:
• Contesto normativo europeo: un focus per far comprendere alle aziende come la strategia europea sull’elettrificazione del calore sia il risultato di un percorso avviato già da circa un decennio, con implicazioni concrete per i processi produttivi e le politiche industriali. Questa fase ha aiutato le PMI a collocare il loro ruolo e le loro sfide in un quadro normativo e strategico più ampio.
• Futures & Foresight e tecnologie emergenti: a cura di Nicoletta Boldrini, professionista specializzata in Futures&Foresight e Futures Literacy Advocate, con un focus sulle tecnologie emergenti e sugli scenari futuri legati alla transizione energetica. Boldrini ha accompagnato le imprese in una riflessione sulle opportunità innovative e i trend tecnologici destinati a trasformare i settori manifatturieri.
• Esperienze con il metodo dei “Tre Orizzonti”: un laboratorio esperienziale volto a raccogliere direttamente dalle imprese testimonianze, percezioni e indicazioni su ostacoli e opportunità nell’elettrificazione del calore. Questo metodo di Futures & Foresight ha permesso di esplorare possibili futuri preferibili, stimolando un confronto propositivo e collaborativo tra gli imprenditori, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per la transizione energetica.

Tra le principali criticità emerse figurano la difficoltà di accesso alle tecnologie elettriche, il peso dei costi energetici e la necessità di maggiore chiarezza normativa e supporto formativo. Il tema si inserisce in un quadro europeo che vede la decarbonizzazione e l’elettrificazione come pilastri strategici: il recente Rapporto Draghi “A Competitiveness Strategy” sottolinea la necessità di infrastrutture adeguate e misure di sostegno per i settori ad alta intensità energetica, mentre il Clean Industrial Deal della Commissione Europea punta a mobilitare oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita e ridurre i costi dell’energia. Senza un deciso potenziamento della rete elettrica e una semplificazione normativa, tuttavia, molte PMI rischiano di restare escluse da questa transizione.

“Abbiamo ascoltato le imprese con l’obiettivo di portare la loro voce dentro il dibattito politico e strategico su una transizione energetica che non può prescindere dalla realtà concreta delle PMI – dichiara Matteo Reale, Presidente di CNA Milano -. Serve un confronto costruttivo e pragmatico tra chi produce valore sul territorio e chi definisce le politiche industriali del futuro.”
“L’elettrificazione del calore non è soltanto una sfida tecnologica: è una delle leve possibili per ripensare gli ambienti produttivi e aziendali in chiave più sostenibile” – osserva Nicoletta Boldrini, professionista specializzata in Futures & Foresight. “Con questo progetto abbiamo cercato di andare oltre l’analisi delle criticità, aprendo uno spazio di riflessione condivisa capace di generare visioni orientate al futuro industriale del Paese, nella direzione di una transizione energetica consapevole e condivisa”.

Pompe di calore, transizione energetica e sfida climatica: formazione tecnica protagonista a Dalmine

Si è svolto presso il Point – Polo per l’Innovazione Tecnologica di Dalmine il convegno “Transizione energetica e pompe di calore: l’esperienza di CNA Milano”. L’incontro ha rappresentato il momento conclusivo di un importante progetto formativo che ha coinvolto 80 impiantisti lombardi, preparandoli ad affrontare le sfide tecniche e culturali della transizione energetica attraverso l’uso delle pompe di calore, tecnologia chiave per ridurre i consumi e le emissioni nel settore edilizio.
Parte dell’iniziativa nazionale “CNA 2024: energy transition in buildings”, il programma ha incluso un ciclo di webinar tematici (oltre 700 partecipazioni complessive) e attività in presenza presso l’Accademia Impiantisti, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con le problematiche reali dell’installazione e manutenzione delle pompe di calore.
“Il progetto è stato rilevante dal punto di vista culturale, contribuendo a superare il preconcetto legato all’impresa termoidraulica tradizionale, storicamente focalizzata su gas e biomassa. Ha spinto gli operatori a comprendere l’importanza di installare correttamente le pompe di calore, che richiedono condizioni molto precise, legate sia all’edificio che al contesto territoriale. Una scarsa conoscenza del loro funzionamento può infatti causare problemi significativi. La formazione è stata cruciale, come confermato dalle recensioni degli installatori, che hanno iniziato a ragionare su una tecnologia basata sul trasferimento di energia e sulla possibilità di invertire il ciclo per ottenere sia riscaldamento che raffrescamento. Restano alcune criticità, legate all’approvvigionamento energetico, alla questione dei PFAS con potenziali impatti sull’industria dei componenti all’introduzione di nuovi gas e ai numerosi ostacoli burocratici che pesano sulle microimprese.”, ha spiegato Gualtiero Fiorina, referente CNA Installazione Impianti Lombardia.
Durante l’incontro, si è discusso delle difficoltà operative che il settore incontra – dai costi iniziali alla complessità tecnica, passando per la necessità di migliorare la comunicazione verso l’utente finale – e del ruolo chiave della formazione per superarle.
“Regione Lombardia affronta da anni il tema della transizione energetica. Nel 2022 ha approvato il programma Energia Ambiente Clima, che individua le sfide chiave e le evoluzioni tecnologiche attese. Tra i principi guida, ribadiamo la neutralità tecnologica, sia per la transizione energetica che per la qualità dell’aria. Le pompe di calore sono centrali nel nostro piano, ma presentano criticità legate all’installazione, alla rete elettrica e alle opportunità territoriali. L’aumento della domanda elettrica può infatti creare difficoltà infrastrutturali. Nel prossimo incontro del tavolo tecnico, avvieremo un confronto anche con i gestori della distribuzione elettrica”, ha affermato Alice Tura, Direzione Ambiente Clima nell’Unità Clima, Emissioni e Agenti Fisici.

Dai questionari raccolti a conclusione del percorso formativo emerge una forte soddisfazione da parte dei partecipanti, accompagnata dalla richiesta di ulteriori approfondimenti su aspetti tecnici, normativi e gestionali, come l’evoluzione della normativa “Case Green”, la selezione dei refrigeranti ecologici e il rapporto con il cliente.

“Questo progetto è importante perché aiuta gli installatori a crescere nella transizione energetica. Le tecnologie sono diventate più complesse, quindi è fondamentale accompagnare gli installatori con formazione teorica e pratica. Anche l’Accademia degli Impiantisti è essenziale, poiché l’installatore agisce direttamente sull’impianto. Per le pompe di calore, le azioni da intraprendere includono incentivi statali, come il Conto Termico 3.0, per supportare utenti finali e aziende, che devono affrontare costi di formazione e attrezzatura. Gli installatori devono formarsi e prepararsi a queste nuove tecnologie.” ha dichiarato Davide Corradini, Presidente Frigoristi CNA Nazionale.

L’evento ha confermato l’impegno di CNA Milano nel promuovere una cultura tecnica avanzata e inclusiva, capace di accompagnare le micro e piccole imprese lungo un percorso di crescita sostenibile, in linea con gli obiettivi ambientali europei e nazionali.

CNA Milano: Matteo Reale confermato presidente per i prossimi quattro anni

Reale: “Aiuteremo le imprese su sostenibilità, digitale e relazioni con clienti e territorio. Inoltre avvieremo una stretta collaborazione con CNA Bergamo”

Durante le celebrazioni del 60° anniversario di CNA Milano, sono stati eletti anche:

  • 10 responsabili verticali di mestieri
  • 2 Presidenti di Raggruppamenti dei settori Cinema Audiovisivo e Professioni
  • Il Presidente dei Pensionati

 

All’interno delle celebrazioni per il 60º anniversario di CNA Milano, si è svolto il rinnovo quadriennale delle cariche associative. In particolare, Matteo Reale è stato riconfermato Presidente di CNA Milano per i prossimi quattro anni. L’attuale presidente è al suo secondo mandato e sarà affiancato dalla direttrice Laura Buscarini e dalla Presidenza, composta da Elena Fagnani, Massimo Pagani e Nicoletta Fasani.

Professionista con una solida esperienza nella consulenza di direzione, Reale, che rimarrà alla guida di CNA Milano fino al 2029, è anche presidente di Ecipa, la società di formazione di CNA Lombardia. Fondatore di una onlus impegnata nella lotta contro il cambiamento climatico, si è specializzato in progetti di sviluppo aziendale e trasformazione digitale e sostenibile, e ha lavorato per molti anni in PMI nei settori tecnologico, comunicazione e sostenibilità.

“Sono molto grato ai soci di CNA Milano per avermi riconfermato come Presidente per il prossimo mandato quadriennale”, spiega Matteo Reale, Presidente di CNA Milano. “Il nostro territorio è un’area vivace e ricca di opportunità per le piccole imprese, gli artigiani, i professionisti, che oggi però rischiano di pagare i riflessi delle crisi internazionali. Saremo al loro fianco come partner di sviluppo: con servizi tradizionali, servizi per l’innovazione, accompagnamento per creare network, bandi, formazione. Le piccole imprese devono fare rete: cooperare, aggregarsi, contare. Il nostro obiettivo per il prossimo mandato è aiutarle a sfruttare le leve competitive della sostenibilità, del digitale, della creazione di relazioni ancora più strette con clienti e territorio. Per questo riteniamo che la Città Metropolitana di Milano sia vitale e che sia da riformare, nella direzione di un hub con migliori funzioni e maggiori risorse. Nel prossimo quadriennio, inoltre, avvieremo una più stretta sinergia con la CNA di Bergamo, in un’ottica di collaborazione su rappresentanza e servizi in un territorio ancora più vasto”.

Oltre all’elezione di Matteo Reale come presidente di CNA Milano, sono stati eletti anche i 10 responsabili verticali di mestiere, 2 Presidenti relativi ai raggruppamenti Cinema Audiovisivo e Professioni, e un Presidente dei Pensionati. Il tutto si è svolto nella sede di Copernico Milano Centrale, dove CNA Milano ha organizzato l’evento “60 anni di giovane impresa”, in cui, oltre al rinnovo delle cariche associative, si sono svolte tavole rotonde con imprenditori e rappresentanti politici, premi speciali per figure storiche dell’associazione e la presentazione della ricerca “Trasformazione delle imprese in un mercato poco prevedibile” realizzata da CambiarParadigma.net.

Milano è da sempre il punto nevralgico dell’economia lombarda e, con la sua provincia, forma una vasta area urbana e industriale, cuore pulsante dello sviluppo della Regione. L’area conta 134 Comuni e oltre 3.240.000 abitanti. Inoltre, le imprese attive al 31 gennaio 2025 in provincia di Milano sono 313.154: i settori più presenti sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio, la riparazione di autoveicoli e motocicli, che pesano per il 21,4%, seguiti dai settori delle costruzioni (14,2%), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (11%) e dalle attività immobiliari (10%).

Per dare qualche numero relativo agli associati di CNA Milano, questi pesano sull’intero movimento lombardo il 10,76%. Esistono poi delle categorie in cui Milano gioca un ulteriore ruolo da protagonista: come per esempio con CNA Fita, la categoria con la percentuale più alta di rappresentatività a Milano (27%), principalmente grazie al settore dei taxi (86%). Altre categorie sono molto impattanti, tanto che CNA Benessere e Sanità rappresenta il 13%, trainata dagli odontotecnici con il 22%, mentre CNA Comunicazione e Terziario Avanzato mostra un’alta percentuale (14%), con un forte contributo da comunicazione e stampa che tocca il 21%.

“CNA Nazionale celebra con orgoglio il 60° anniversario di CNA Milano, punto di riferimento fondamentale per l’artigianato e le piccole imprese del territorio – afferma Otello Gregorini, Segretario generale di CNA -. CNA Milano ha accompagnato lo sviluppo economico e sociale della città, sostenendo gli imprenditori con competenza e passione. Per questo guardiamo al futuro con determinazione, pronti a rafforzare il ruolo dell’artigianato e della piccola impresa. Inoltre il 60° anniversario cade nel momento in cui l’attenzione di numerose aziende è rivolto sia al mercato dell’energia e ai suoi costi, sia all’obbligo di stipula delle polizze assicurative catastrofali. Il ritardo nella definizione del quadro normativo ha comportato una tempistica oggettivamente non coerente con la portata dell’operazione, per questo si rende necessario un intervento urgente di proroga che dia alle imprese la possibilità di essere adeguatamente formate e informate”.