Estate in Mini High School, primo passo all’estero

Milano, 8 aprile 2026 – Studiare all’estero senza interferire con il calendario scolastico italiano e sperimentando materie nuove come la biologia marina e la criminologia sin dai primi anni delle superiori. È questa una delle principali caratteristiche dei programmi Mini High School promossi da Astudy International Education, realtà italiana specializzata nell’orientamento e nell’organizzazione di esperienze di formazione scolastica internazionale per studenti delle scuole superiori: esperienze brevi, da due a otto settimane, pensate per svolgersi nei mesi estivi, quando le scuole in Italia sono ancora chiuse.

Una formula che consente agli studenti delle superiori, dai 14 ai 18 anni, di frequentare normali corsi scolastici locali, un approccio innovativo che permette di vivere un’esperienza immersiva in una scuola straniera. Una formula che evita sovrapposizioni con il calendario italiano e permette di sperimentare modelli didattici diversi senza interrompere la continuità scolastica.

Tra gli elementi caratterizzanti vi è la possibilità di frequentare materie non sempre presenti nei piani di studio italiani – dalla psicologia alla finanza, dalla biologia marina alla criminologia – accanto ad attività più pratiche. Allo stesso tempo, gli studenti possono osservare approcci didattici differenti, spesso orientati a lavori di gruppo. Le scuole aderenti al progetto sono localizzate in diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Irlanda, Canada, Stati Uniti, Costa Rica e Australia, con calendari differenziati in base ai sistemi scolastici locali.

L’obiettivo è offrire un’esperienza di immersione linguistica e culturale, in cui la lingua straniera viene utilizzata come strumento per confrontarsi con modelli didattici diversi da quello italiano. “Non si tratta solo di imparare una lingua, ma di usarla per imparare altro” spiega Beate Lenzbauer, Country Manager di Astudy. Un passaggio che segna una differenza rispetto alle tradizionali vacanze studio: la lingua straniera diventa veicolo per accedere a contenuti disciplinari e a un approccio spesso più orientato al lavoro di gruppo e alla partecipazione attiva.

La proposta si inserisce in un contesto formativo in evoluzione, dove l’inglese non è più un punto debole. I dati INVALSI 2024 mostrano che circa il 60% degli studenti delle superiori raggiunge il livello B2, un dato in aumento rispetto agli anni precedenti. Con una preparazione linguistica più solida aumenta anche l’apertura verso esperienze formative internazionali. In questo scenario, i progetti Mini High School promossi da Astudy rappresentano, soprattutto per gli studenti più giovani, un primo passo verso percorsi più strutturati, come l’anno scolastico all’estero, offrendo un’opzione più breve e accessibile per le famiglie.

“Il Ministero dell’Istruzione e del Merito appoggia la mobilità studentesca e oggi ogni scuola prevede figure e regolamenti dedicati – afferma Beate Lenzbauer I periodi trascorsi all’estero vengono integrati nel percorso formativo senza penalizzazioni formali. Questo vale a maggior ragione per esperienze brevi di due o quattro settimane, che si inseriscono senza criticità all’interno del percorso formativo”.

In questo contesto, la scuola si configura sempre più come uno spazio internazionale in cui studenti in entrata e in uscita contribuiscono a un ambiente educativo più aperto e interconnesso. Sono previsti incontri in presenza e online per ottenere tutte le informazioni pratiche su iscrizioni e modalità di partecipazione. In presenza si svolgeranno a Roma sabato 11 aprile, presso l’American University of Rome e a Milano sabato 18 aprile in via Festa del Perdono 10 Milano.

Consultando questo link è possibile consultare il calendario completo degli incontri:  https://www.astudy.it/webinar-e-incontri-informativi

Energia, impatto guerra Iran: Lombardia paga 5 miliardi in più

La nuova escalation della crisi in Medio Oriente e nel Golfo accende nuovamente i riflettori sui costi energetici delle imprese lombarde. Secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia, si stima che il costo energetico complessivo (energia elettrica e gas) della Lombardia passi da 23,6 miliardi di euro a oltre 28,8 miliardi di euro tra l’anno 2025 e il 2026 con un incremento del 22%. Tra le due commodity, è il gas a far segnare il maggiore aumento (+28%), mentre l’elettricità, pur confermandosi voce dominante nella spesa energetica regionale, si ferma vicino al +19%. Tutto ciò è coerente con la natura della crisi in atto: è una crisi di fornitura di gas e questa si scarica sull’elettricità solo parzialmente perché il mix italiano gode di una quota di rinnovabili che non risentono direttamente del prezzo del gas.

“Ce lo aspettavamo, la guerra la pagano non solo le sue vittime, fatto già umanamente gravissimo, ma anche famiglie, imprese, persone europee, e lombarde, che stanno già sopportando un’impennata di costi delle materie prime e dell’energia – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia. Quante crisi dovremo ancora sopportare. L’impresa lombarda resiste, si adatta, si innova, ma è molto molto difficile andare avanti così. Credito, gas, energia elettrica, pezzi di filiere produttive vanno in crisi: il manifatturiero va supportato perché produce coesione sociale e ricchezza da distribuire”.

Costi Gas

Il settore domestico mostra la spesa più elevata per il gas in Lombardia, quasi alla pari con l’industria: circa il 29% ciascuno. Anche la spesa del condominio uso domestico risulta più elevata che in altre regioni per la presenza di un tessuto edilizio fortemente condominiale in questa regione: si calcola che l’incremento di spesa nel 2026 sia per questi due comparti di circa 850 milioni di euro ossia oltre un terzo dell’aumento di 2,3 miliardi di euro calcolato per l’intera regione rispetto al 2025. La generazione elettrica contribuisce alla spesa regionale per il gas con una quota superiore al 15%, più elevata che in altre regioni in quanto la Lombardia ospita una quota rilevante del parco termoelettrico nazionale. Questo settore è particolarmente sensibile alla crisi di Hormuz perché il gas risulta essere il combustibile primario e non vi sono alternative nel breve periodo.

Costi Energia Elettrica

Tra i comparti, per quel che concerne i costi per l’energia elettrica, domina ampiamente il manifatturiero con il 47% della spesa totale della Lombardia. Solo in questo settore si stima che l’aumento dei costi per

l’anno 2026 assommi a 1,3 miliardi di euro più del 2025. Nei servizi l’aumento previsto è di oltre 830 milioni di euro. il commercio potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una spesa per l’energia elettrica maggiorata di circa 190 milioni di euro e oltre i 100 milioni di euro si colloca anche l’aumento per le attività professionali. Per il domestico, si stima che l’aumento superi il mezzo miliardo di euro.

La distribuzione provinciale della spesa in energia elettrica esprime la polarizzazione geoeconomica del territorio lombardo. In termini di incremento stimato per i costi dell’energia elettrica nell’anno 2026, i rincari più pesanti sono ovviamente da attribuirsi alla provincia di Milano per la forte concentrazione in questo territorio di industria, servizi, trasporti e popolazione. In questo caso la spesa potrebbe aumentare per più di 735 milioni di euro sui 2,9 miliardi attribuibili all’intera regione. Brescia è la seconda provincia per aumento della spesa in energia elettrica con oltre mezzo miliardo di euro in più (559) rispetto al 2025. Seguono Bergamo con +368 milioni di euro, Cremona con +213, Varese con +212, Monza e Brianza con +194, Pavia e Mantova con +160, Como con +119, Lecco +95, Lodi +53 e Sondrio +46.

“L’Europa si trova ad un bivio strategico tra autonomia o subalternità – spiega Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Questo riguarda anche la sua manifattura, che oggi appare violentemente scossa dalla guerra degli altri e da logiche che, a Est e a Ovest, non hanno molto a che vedere con i reali interessi delle nostre comunità. Le imprese lo vedono e lo sentono ogni giorno”.

Libertà sessuale: Francia e Italia a confronto

Non più confinato a club chiusi o a una dimensione segreta, la volontà di vivere “libertini” si inserisce sempre più nella quotidianità delle relazioni.  Un trend contemporaneo che si sviluppa a seconda della cultura all’affettività di ogni paese. In Francia a guidare il cambiamento sono le donne: lo dimostrano i dati su Wyylde, la community più autorevole dedicata alla libertà sessuale, dove nel 2025 le iscrizioni femminili sono aumentate del +227%, segnando un cambiamento profondo: sono sempre più le donne a prendere l’iniziativa, a proporre e a definire i confini dell’esperienza in ambito sessuale.

Anche in Italia il trend è positivo: la piattaforma, approdata in Italia più di recente, registra ad oggi 25mila iscritti, con una crescita complessiva di circa il 25%. Del totale iscritti il 40% sono coppie.

“Quello che Wyylde”, aggiunge Quaranta, “ci descrive altro non è che una crescente Sexual agency, ovvero la capacità di agire in ambito sessuale in base ai propri desideri senza la paura e il filtro della vergogna. Alla luce di ciò è interessante leggere i dati crescenti relativi alle iscrizioni di donne e di giovani coppie. Emerge il desiderio di viversi in maniera più libera la propria sessualità, di conoscersi e mettersi in gioco in ogni modo. La coppia in Italia funge ancora da “base sicura” entro la quale sperimentare e sentirsi più protetti (soprattutto per le donne), ma diventa occasione di gioco e di passione, non più relegata al bisogno di evasione o per riaccendere una passione spenta dalla noia e dall’abitudine. Ciò peraltro ci porta al superamento del concetto di scambismo (carico di stereotipi negativi) per approdare a quello di non monogamia etica, cioè condivisa seppur normata e regolata. In quest’ottica ovviamente, il rispetto tra partners è fondamentale e può paradossalmente fornire l’occasione per creare una maggior fiducia in sé stessi e complicità di coppia”.

Con 7 milioni di iscritti, 700.000 visite al giorno e 25 milioni di messaggi scambiati in Francia, Wyylde testimonia una pratica visibile, discussa e vissuta apertamente. Una realtà fatta di dialogo, esplorazione graduale e desiderio di vivere l’intimità in modo diverso, in due, attraverso nuovi modi di scoprirsi, o in più, senza imposizioni né modelli rigidi. Il concetto di libertà sessuale all’interno della community Wyylde coinvolge soprattutto le coppie: il 62% si iscrive insieme, e nel 30% dei casi è la donna a suggerire l’idea, dimostrando che l’apertura non nasce da una crisi, ma spesso da una volontà comune di creatività e rinnovamento. Questa evoluzione attraversa le generazioni. Se la fascia 36–55 anni resta la più rappresentata, quella tra i 26 e i 35 anni è la più in crescita, segno che il desiderio di esplorare nuove forme di intimità riguarda sempre più giovani adulti. Il libertinaggio si conferma così una pratica trasversale, lontana da etichette anagrafiche o sociali, accessibile a chiunque desideri dare più spazio al dialogo e al piacere condiviso.

Tra i motivi che possono spiegare questo fenomeno c’è, infatti, una scelta socio-culturale ben precisa: contrariamente al nostro paese, in Francia l’educazione sessuale, secondo la legge del 4 luglio 2001, è diventata obbligatoria in tutte le scuole pubbliche e private dalla materna alle superiori, mirando a trattare temi come il consenso, la diversità (LGBTQ+), e a decostruire gli stereotipi di genere, suscitando dibattito e critiche da parte di chi la ritiene troppo precoce o ideologica. Il programma è dettagliato per età, partendo dai nomi scientifici dei corpi e dal consenso a 4 anni, per arrivare a discussioni su genere e orientamento sessuale a 13 anni, e stereotipi di genere a 16 anni, con l’obiettivo di educare alla vita affettiva, relazionale e sessuale in modo completo.

Sebbene nel nostro paese non esistano ancora indagini statistiche nazionali specifiche sul libertinaggio, la letteratura scientifica contemporanea sulle relazioni consensuali non monogame che comprendono pratiche di libertà erotica condivisa come quelle raccontate da Wyylde sta crescendo.

Studi accademici pubblicati come quello su Italian Sociological Review (giugno 2024), analizzano come l’intimità, la passione e l’impegno si articolano in relazioni multiple consensuali, evidenziando tendenze di cambiamento nelle relazioni moderne.

“I dati condivisi da Wyylde, dichiara Giorgio Quaranta Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico, ci offrono lo spunto per una profonda riflessione sulla salute della sessualità nel nostro Paese. Mentre nel resto dell’Europa si va sempre più verso un’educazione aperta e sincera sul tema, noi rischiamo di ridurla ai tecnicismi e renderla più rigida. Tutto ciò comporta molteplici conseguenze, su diversi piani e lo vediamo molto bene nella differenza nei numeri tra Italia e Francia. Per fortuna, tuttavia, anche dalle nostre parti stiamo assistendo ad una piccola e silente rivoluzione. Sono sempre più diffusi sex parties, pagine di divulgazione a tema sui social, stiamo sdoganando il mondo dei toys e della vita sotto le lenzuola di cui si parla sempre più e come maggior libertà. Si può confessare di usare app di dating senza paura del giudizio altrui”.
Consenso, equilibrio e libertà: il libertinaggio di coppia secondo Wyylde

Il consenso resta il principio cardine, così come l’equilibrio all’interno della coppia o tra i partner coinvolti. Le testimonianze parlano di armonia, curiosità reciproca e rispetto dei limiti, elementi che rendono il libertinaggio un’esperienza scelta e condivisa, non subita. Il libertinaggio di coppia si manifesta in forme diverse, spesso lontane dagli stereotipi più diffusi. Per alcune coppie coincide con lo scambio consensuale con altri partner, vissuto all’interno di contesti strutturati come club privati o incontri organizzati, dove le regole condivise e il rispetto reciproco rappresentano elementi centrali dell’esperienza. In questi casi il coinvolgimento fisico non viene percepito come minaccia al legame affettivo, ma come un gioco erotico che rafforza la complicità e la comunicazione, separando la sfera del desiderio da quella dell’esclusività emotiva. Altre coppie scelgono invece forme di libertinaggio più “soft”, come il voyeurismo o l’esibizionismo, in cui l’eccitazione nasce dallo sguardo e dalla condivisione dell’intimità in presenza di terzi, senza necessariamente arrivare a un contatto fisico. In questi percorsi il confine assume un ruolo fondamentale: il libertinaggio diventa terreno di esplorazione graduale, in cui ogni passo è negoziato e rinegoziato.

Esistono poi coppie che inseriscono il libertinaggio all’interno di una relazione aperta più ampia, tra esperienze vissute insieme e incontri individuali. In questo caso non è da considerarsi un evento occasionale, ma una scelta identitaria che si colloca nel quadro della non-monogamia etica. Non mancano infine coppie che si avvicinano a queste pratiche in una fase di trasformazione del rapporto, dopo anni di relazione, come tentativo di riattivare il desiderio o ridefinire l’intimità. In questo contesto, il libertinaggio non appare più come provocazione o territorio marginale, bensì una delle espressioni contemporanee della libertà relazionale. Wyylde, osservatorio privilegiato di questo fenomeno in forte crescita, mostra come il piacere condiviso possa essere vissuto in modo consapevole, inclusivo e profondamente umano.

wyylde.com

17 giorni di aperitivi coreani al Mercato Centrale di Milano

17 giorni di aperitivi coreani gratuiti e menù dedicati al Mercato Centrale durante il periodo delle Olimpiadi invernali. Un’iniziativa di aT Center Paris, agenzia governativa del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica di Corea che ha scelto Bistrot Pedol per fondere la mixology italiana con prodotti alcolici coreani da abbinare a snack e a menù di pesce.

Con ingresso da via G.B. Sammartini 2 (oppure dall’entrata della galleria della Stazione Centrale) dal 6 al 22 febbraio, dalle 19 alle 20.30, sarà possibile partecipare a una degustazione gratuita di cocktail coreani preparati dal mixologist Diego Ferrari, che utilizzerà spirits tradizionali come soju, makgeolli e altri distillati coreani per reinterpretare ricette classiche, creando drink fusion dal gusto unico e accessibile.

A supporto dell’iniziativa è stata attivata una campagna di comunicazione urbana: un tram interamente brandizzato per le strade di Milano nei mesi di gennaio e febbraio, diventando un vero e proprio veicolo narrativo dell’evento e contribuendo a diffondere il progetto in tutta la città.

Siamo entusiasti di lanciare questa iniziativa innovativa in collaborazione con il bartender Diego Ferrari e Bistrot Pedol al Mercato Centrale Milano, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Questa fusione creativa tra spirits coreani come soju e makgeolli e cocktail italiani classici rappresenta un ponte perfetto tra le nostre culture gastronomiche, promuovendo il K-Food in Italia. Invitiamo tutti a partecipare.” dichiara Min Hyoung CHUN Direttrice di aT Center Paris”.

Per chi lo desidera, sarà anche possibile acquistare piatti che abbinano ai drink le proposte di pesce al gusto coreano presenti nei menu del Bistro Pedol, pensati per permettere al pubblico di esplorare

 

inedite contaminazioni culinarie come l’ostrica al kimchi, il tonno scottato con crema di doenjang, la tartàre di tonno e kimchi e le capesante scottate con salsa chogochujang.

Le ricette sono state realizzate a quattro mani dall’executive chef del Bistrot Pedol, Franck Busisnelli, e dalla chef coreana Sun Young Koo, che danno vita a un abbinamento armonioso tra tradizione italiana e ingredienti della cucina coreana.

Il Bistrot Pedol situato nel cuore pulsante del Mercato Centrale Milano, celebre per la sua offerta di piatti italiani autentici e per l’utilizzo di ingredienti di pesce fresco, è l’emanazione della pescheria Pedol, bottega storica di Milano dal 1929.

La collaborazione con aT Center Paris rafforza l’offerta del Mercato Centrale Milano, trasformando il Bistrot Pedol in un punto di riferimento per la mixology e la cucina italo-coreana, dove sapori, culture e creatività si incontrano.

“Siamo particolarmente onorati di accogliere all’interno di uno dei nostri locali questa iniziativa, ideata per coniugare la nostra identità, fondata sulla semplicità e l’eccellenza della tradizione ittica italiana, con un’apertura verso nuovi sapori e abbinamenti che possano sorprendere e creare aggregazione di cultura ed esperienze gastronomiche innovative. Da sempre all’interno del Bistrot Pedol di Mercato Centrale accogliamo tanti clienti provenienti da ogni parte del mondo e ci rende particolarmente orgogliosi poter rappresentare un hub per i nostri amici Coreani in occasione di un evento importante come la Milano-Cortina” dichiara Ugo Cosentino, CEO del gruppo Pedol.

 

I Cocktail:

Diego Ferrari mixologist di fama internazionale, autore e precursore del movimento Low Alcool ha coniugato ingredienti alcolici coreani – facilmente reperibili nelle città italiane o online su https://www.pacmall.it/ – per reinterpretare aperitivi iconici come Negroni, Spritz e Martini. Questa iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo di promozione del K-Food e delle bevande coreane in Italia, valorizzando ingredienti coreani in ricette adattate al palato italiano.

 

  • Fresh Negroni: Variante fresca del classico, con soju Jinro Chamisul Fresh per un twist delicato e bilanciato.
  • Korean Paloma: reinterpretazione del famoso cocktail messicano Paloma con elementi coreani, fresco e agrumato.
  • Korean Appletini: Apple Martini in stile coreano, equilibrato, fruttato e innovativo dove la mela fa da padrona.
  • Golden (Analcolico): Opzione non alcolica dorata e fruttata, perfetta per un pubblico che non gradisce bere alcolico.

 

  • Korean Spritz: Spritz rivisitato con makgeolli, bollicine italiane e vino di lamponi coreano
  • Soju Martini: un Martini elegante e meno alcolico con soju al posto del gin, mediamente secco e sofisticato.

“Adoro la cultura food and drink Coreana ed è stato un onore reinterpretare icone della mixology internazionale e italiana come Negroni, Spritz e Martini con ingredienti coreani di alta qualità, creando cocktail fusion come il Fresh Negroni al soju o il Korean Spritz al makgeolli, perfetti da abbinare ai piatti di Bistrot Pedol. Questa partnership rende gli spirits coreani accessibili per un pubblico ampio” commenta Diego Ferrari.

I gelati Tonitto consolidano la leadership nel Private Label in Europa: nuovi progetti in Germania, Olanda, Italia e Grecia

La Marca del Distributore rappresenta il 70% del fatturato complessivo dell’azienda, che intercetta nell’Europa dell’Est (Bulgaria, Romania e Serbia) un mercato dinamico.
L’azienda ligure sarà presente al PLMA di Amsterdam il 20 e 21 maggio

Prosegue il percorso di crescita di Tonitto 1939 nel mercato del Private Label, che oggi rappresenta il 70% del fatturato complessivo dell’azienda. Dopo un 2024 da record, l’azienda leader in Italia nel segmento del sorbetto, del gelato senza zuccheri aggiunti e dei gelati speciali ha avviato negli ultimi mesi nuovi progetti a marca privata in quattro importanti Paesi europeiOlandaItaliaGrecia e Germania, rafforzando così ulteriormente la sua presenza nei principali mercati dell’Europa.

Anche l’Europa dell’Est si conferma area strategica di espansione: Paesi come BulgariaRomania e Serbia stanno mostrando una spiccata dinamicità e un crescente interesse per le proposte tailor-made di Tonitto 1939. Un trend positivo che conferma la costante crescita del comparto Private Label, già in forte sviluppo lo scorso anno, e che rappresenta un asset fondamentale per il futuro dell’azienda.

Tonitto 1939 parteciperà anche quest’anno alla fiera internazionale PLMA – “World of Private Label”, che si terrà il 20 e 21 maggio presso il RAI di Amsterdam. Si tratta della più importante manifestazione europea dedicata alla marca del distributore, con oltre 3.160 espositori da 75 Paesi e la partecipazione di oltre 19.000 buyer e visitatori professionali provenienti da più di 120 nazioni. La fiera, distribuita su oltre 43.500 m², rappresenta un appuntamento strategico per intercettare nuove opportunità di business e confrontarsi con le principali tendenze del settore.

“Negli ultimi anni abbiamo consolidato un modello che ci consente di dialogare in modo efficace con mercati e insegne molto differenti tra loro – afferma Alberto Piscioneri, General Manager di Tonitto 1939 -. Lavorare nel mondo del Private Label non significa semplicemente produrre per conto terzi, ma costruire insieme ai partner soluzioni originali, di valore e con un’identità forte. La nostra capacità di innovare in termini di prodotto, formato e posizionamento ci permette di soddisfare esigenze specifiche, diverse da Paese a Paese, e allo stesso tempo di portare nel mondo un’interpretazione moderna del gelato italiano. Da sempre offriamo ai nostri clienti internazionali non solo un assortimento di qualità, ma anche il nostro Value Added Growth Compass: un modello organizzativo che ci aiuta a supportare i nostri partner nella costruzione di progetti tailor-made, partendo dall’esperienza maturata con i progetti attivi (più di 35 Paesi e 300 SKU), fino alla proposta di nuovi concetti e prodotti innovativi, pronti per essere lanciati secondo la nostra visione: fare del Private Label un motore di crescita, distintività e competitività per tutti.”

A sottolineare l’eccellenza dell’approccio Tonitto nel mondo della marca privata, l’azienda ha ottenuto due riconoscimenti ai PLMA Awards: il gelato Galatine e il nuovo Tonitto DUO (50% gelato e 50% sorbetto) sono stati premiati per la loro capacità di unire innovazionequalità e capacità di risposta alle esigenze di retailer e consumatori a livello internazionale.

L’impegno di Tonitto 1939 nella crescita e nell’innovazione continua dunque su più fronti, con una strategia che punta a valorizzare il Made in Italy attraverso partnership solide, internazionalizzazione e un’offerta sempre più distintiva nel mondo del Private Label.

Bit2Me festeggia 10 anni di attività in Europa e punta allo sviluppo in Italia

Il gigante europeo Bit2Me, società di asset digitali e prima borsa al mondo ad essere registrata presso la Banca di Spagna, festeggia il suo primo decennio di attività in Europa nel 2025. Lo fa con il sostegno di aziende come Telefónica, Investcorp e istituzioni finanziarie come BBVA.

Considerata una delle piattaforme di scambio di criptovalute più affidabili secondo il rapporto “The New Crypto Exchange Standards” di Cointelegraph Research, Bit2Me si è distinta fin dalla sua fondazione nel 2015 per il suo lavoro sulla sicurezza informatica e sulla conformità. Questo lavoro è incentrato sul mantenimento di standard di trasparenza finanziaria e conformità normativa al servizio dei propri utenti.

Il mercato italiano delle criptovalute continua a rafforzarsi

Secondo il Global Crypto Adoption Index 2024 presentato da Chainalysis, l’Italia è attualmente al sesto posto in Europa, preceduta solo da Germania, Francia, Polonia, Spagna e Paesi Bassi, e al 37° posto a livello mondiale. Una classifica in cui sono stati analizzati i volumi delle transazioni di criptovalute in 151 Paesi.

La crescente presenza delle criptovalute in Italia si riflette anche nei recenti sviluppi del mercato. Il decimo anniversario di Bit2Me arriva in un momento chiave, dopo l’importante spinta ricevuta da Intesa Sanpaolo che ha investito 1 milione di euro in Bitcoin.

Secondo una ricerca condotta da BVA Doxa per l’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, nel 2024 circa 2,7 milioni di italiani (pari al 7% della popolazione Internet tra i 18 e i 75 anni) possiedono cripto-asset. Lo studio ha anche rilevato che l’85% dei possessori di criptovalute detiene un valore inferiore a 5.000 euro, mentre il 57% ha un portafoglio inferiore a 1.000 euro. Inoltre, il 65% degli intervistati ha dichiarato che i cripto-asset rappresentano al massimo il 10% del proprio portafoglio, mentre il 15% ha un’allocazione superiore al 30%.

“Ci aspettiamo che il mercato italiano continui a rafforzarsi, guidato da un crescente interesse per l’innovazione e le opportunità offerte dalle criptovalute – afferma Leif Ferreirafondatore e CEO di Bit2Me – Bit2Me, come exchange di riferimento in Europa, è impegnata a guidare lo sviluppo dell’ecosistema delle criptovalute in Italia. A tal fine, non solo offriamo agli utenti i migliori strumenti per operare in sicurezza e fiducia, ma vogliamo anche contribuire alla loro formazione attraverso iniziative educative come Bit2Me Academy, con l’obiettivo di consentire a un numero sempre maggiore di italiani di comprendere e sfruttare le opportunità offerte dalle criptovalute.”