Osservatorio Imprenditoria Retail 2025 Il 40% degli imprenditori fatica a trovare personale La criticità cresce al Nord e tocca il picco nel settore Farmacie Oltre 8 su 10 sono comunque ottimisti per i prossimi 18 mesi

Altri dati emersi dall’Osservatorio:

  • Il 72% giudica adeguato il proprio personale.
  • Ricerca di personale peggiorata negli ultimi 4 anni: efficaci solo conoscenze dirette e segnalazioni interne.
  • Errori strategici: gestione del personale prima criticità (39%).
  • Gli imprenditori più ottimisti per il futuro sono quelli di Immobiliare, Food e Farmacie

Il settore retail in difficoltà per quanto riguarda la ricerca del personale: colpisce circa il 40% degli imprenditori, specialmente nel Nord Italia e in particolare nel settore Farmacie. A dichiararlo sono gli stessi imprenditori che gestiscono in franchising più negozi di grandi insegne italiane e che sono i protagonisti dell’Osservatorio Imprenditoria Retail 2025, lo studio più completo in Italia dedicato al profilo degli imprenditori nel settore del franchising e della distribuzione organizzata promosso da Largo Consumo con il contributo analitico di TradeLab.

Questa ricerca ha tracciato un quadro aggiornato e approfondito sullo scenario economico e organizzativo del comparto retail italiano, coinvolgendo oltre 1.300 imprenditori di età media 51 anni, per un totale di circa 2.500 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un’ampia rappresentanza di settori dalla GDO alimentare (51%) alla ristorazione, cura persona, abbigliamento e servizi. Quasi un terzo degli imprenditori presenti nella ricerca opera in affitto di ramo d’azienda, con percentuali più alte in ristorazione, cura persona e moda.

Le associazioni partner: ANCD, Assofranchising, Confimprese, CNCC, Federdistribuzione, Federfranchising e i patrocini di Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Emilia Romagna, Regione Umbria, Regione Sicilia (Assessorato delle attività produttive) e Città di Torino.

I temi trattati dall’Osservatorio Imprenditoria Retail 2025

Organizzazione del lavoro

L’Osservatorio mette in mostra diversi aspetti della figura e del ruolo dell’imprenditore retail che per il 72% ritiene il proprio personale adeguato, ma in particolare emerge come in alcuni settori manchi il supporto del network, specialmente in quello delle Farmacie, Librerie e Corrieri. Buono invece il supporto in GDO, Ristorazione e Cura persona, soprattutto nella Formazione.  Inoltre proprio il tema della ricerca del personale resta un tema ampiamente critico. Negli ultimi quattro anni la situazione è decisamente peggiorata, soprattutto per gli Imprenditori del Nord Italia, di media dimensione (2-3 negozi con una media di 8 dipendenti) e nel Settore delle Farmacie. L’indagine analizza anche i migliori canali di ricerca secondo gli imprenditori che a sorpresa restano la conoscenza diretta seguito dalle segnalazioni di dipendenti e amici/parenti; sono indicati come molto poco efficaci i canali pubblici e quello delle agenzie, soprattutto per i lavoratori stagionali.

Errori strategici e criticità

La fotografia emersa dall’Osservatorio rivela che solo il 16% degli imprenditori ritiene di non aver commesso errori strategici, mentre per la grande maggioranza emergono diverse criticità operative. Le problematiche più frequenti riguardano la gestione del personale, indicata dal 39% del campione, e gli aspetti economico-finanziari, citati dal 22%. A queste si aggiungono errori di natura commerciale e difficoltà legate alla gestione della supply chain, confermando la complessità crescente con cui gli imprenditori del retail devono confrontarsi quotidianamente.

Risto-GDO

 Nel rapporto tra Ristorazione e GDO, si osserva una progressiva integrazione dell’offerta: il 31% dei punti vendita della grande distribuzione propone oggi prodotti ready-to-eat, mentre il 10% offre veri e propri servizi di ristorazione. Questa evoluzione risponde alla domanda di consumatori sempre più orientati alla rapidità e alla praticità, generando vantaggi concreti per le insegne: dall’attrazione di nuovi segmenti di clientela all’aumento dello scontrino medio, elementi che contribuiscono a rafforzare il ruolo ibrido e multifunzionale dei punti vendita.

 Clima di fiducia

L’Osservatorio Imprenditoria Retail evidenzia un sentiment generalmente positivo riguardo alle prospettive del settore, con particolare entusiasmo nella Ristorazione e nell’Immobiliare, mentre permangono percezioni più negative nelle Librerie, nell’Abbigliamento e, più in generale, rispetto al quadro economico e normativo. Ancora più favorevole è la valutazione sulla solidità e sulla capacità competitiva dei network, trainate nuovamente da Ristorazione e Immobiliare, a fronte di giudizi meno brillanti per i network dei Corrieri. Nonostante ciò, la propensione agli investimenti risulta nel complesso insufficiente, ad eccezione degli interventi parziali sui punti vendita già attivi, con una maggiore disponibilità a investire riscontrata tra gli imprenditori più giovani e nei comparti della Ristorazione e dell’Immobiliare. Il clima si ribalta osservando le aspettative per i prossimi 18 mesi: oltre otto imprenditori su dieci si dichiarano ottimisti, superando i livelli del 2024, con Immobiliare, Food e Farmacie che oltrepassano la soglia dell’80%. Le principali leve di questo ottimismo sono il valore percepito del network e la forza dell’insegna, fattori particolarmente determinanti per Ristorazione e Immobiliare, cui si affiancano, a seconda dei settori, ulteriori motivazioni specifiche che contribuiscono a rafforzare la fiducia nel futuro.

“L’Osservatorio Imprenditoria Retail rappresenta il contributo che Largo Consumo offre per approfondire la conoscenza degli imprenditori che ogni giorno gestiscono i punti vendita all’interno delle reti organizzate – sottolinea Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo. Sono proprio loro la base dell’intero sistema distributivo, il cuore e l’origine dell’industria del commercio. Dallo studio emerge una ripresa della fiducia anche in settori più complessi, come ad esempio quello della ristorazione commerciale. È un segnale della capacità dei sistemi moderni di sostenere i propri affiliati e associati e, allo stesso tempo, di essere sostenuti dalla loro forza. Ringraziamo le numerose insegne partner del progetto e siamo già al lavoro sulla prossima edizione.”

Le insegne che hanno partecipato all’Osservatorio Retail 2025:

  • Alice Pizza
  • Altromercato
  • Autogril
  • AW Lab (Bata)
  • Babybazar (Leotron)
  • Befed
  • Bottega Verde
  • BRICO IO
  • Bricocenter
  • Brooklyn Fitboxing
  • Carrefour
  • Cef La Farmacia Italiana (Farcom spa)
  • Cigierre (Old Wild West, America Graffiti, Wiener Haus, Pizzikotto, Shi’s e Temakinho)
  • Codè Crai Ovest
  • Coin
  • Conad Cia
  • Conad Nord Ovest
  • Conad Pac 2000a
  • Coralis
  • Coop
  • Crai Ama Est
  • Crai Ibba
  • Crai Secom
  • Crai Tirreno
  • IT Distribuzione Italiana
  • IT Realco
  • Despar Aspiag Nord Est
  • Despar Maiora
  • Despar Nord Ovest / Centro 3A
  • Despar Sardegna / SCS (Abbi Holding)
  • Despar Sicilia / Ergon
  • Doppiomalto
  • Flower Burger
  • Gabetti
  • Gruppo Teddy (Terranova, Calliope, Rinascimento)
  • Ireplace (Estendo)
  • KFC – Kentucky Fried Chicken
  • KIPOINT
  • L’Erbolario
  • McDonald’s
  • Magazzini Gabrielli
  • Mercatopoli (Leotron)
  • Mercatino S.r.l.
  • Mondadori
  • Penta Group (La Yogurteria)
  • Phoenix Farma Italia (Gruppo Comifar e ADMENTA Italia)
  • Remax Italia
  • Sardegna Più
  • Selex Megamark
  • Sogegross
  • SoloAffitti
  • Supercentro
  • Tecnocasa
  • Todis
  • Van4You S.r.l.
  • VeGè Coal
  • Vision Group

Migliore Insegna 2026: assegnati i riconoscimenti per 27 categorie merceologiche food e non food

Sono stati assegnati i riconoscimenti Migliore Insegna 2026. I campioni emergono dalla ricerca indipendente condotta per il sesto anno da Ipsos Doxa e promossa da Largo Consumo. L’indagine misura annualmente la qualità del rapporto tra le insegne Retail e i loro clienti, mostrando i marchi della distribuzione ritenuti eccellenti dai consumatori per ciascuna categoria e con quale scarto dai loro competitor. Uno studio unico nel suo genere, per ampiezza e profondità di analisi, che restituisce una fotografia completa e comparativa del panorama distributivo italiano.

L’indagine include insegne tradizionaliomnicanale e digitali, ed è uno strumento dinamico e costantemente aggiornato, in grado di riflettere i continui cambiamenti del mercato. Completamente indipendente e super partes, garantisce la massima obiettività dei risultati grazie a una metodologia che prevede valutazioni anonime da parte dei consumatori, senza che le aziende sappiano di essere oggetto di analisi.

L’edizione 2026 si basa su un ampio campione di 8.000 interviste realizzate tra clienti di negozi fisici e online, condotte attraverso il metodo CAWI (5.000 interviste per il canale fisico + 3.000 interviste per il canale online) da cui emergono oltre 40.000 valutazioni totali da 34.000 reali esperienze d’acquisto relative a 118 insegne nazionali appartenenti a 27 categorie merceologiche. La ricerca propone un’analisi dettagliata e aggiornata del mercato, realizzata attraverso una solida indagine quantitativa su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni, selezionato per genere, età e area geografica, ed estratto casualmente dal panel proprietario di Ipsos Doxa, garantendo così un’accurata rappresentatività del target.

Dalla sintesi dei risultati all’analisi dei sei settori principali, l’indagine evidenzia trend emergenti, differenze generazionali e punti di forza che guidano le scelte d’acquisto. Tra le novità più significative c’è il confronto tra generazioni, che mostra come giovani e meno giovani percepiscano diversamente alcuni aspetti dell’esperienza di acquisto, offrendo una lettura più sfumata delle abitudini di consumo e approfondimenti su assortimento, comunicazione e sostenibilità.

L’analisi considera oltre un centinaio di aspetti dell’esperienza cliente, dalle “CX Forces” — i fattori chiave della soddisfazione complessiva — alla qualità dell’offerta, all’organizzazione e atmosfera dei negozi, al servizio clienti, alla professionalità del personale, ai servizi di consegna e post-vendita, alle politiche ESG, all’identità del brand e alla gestione dei canali informativi e digitali.

Presso la location milanese dell’Enterprise Hotel Sono stati assegnati riconoscimenti per 27 categorie merceologiche e 6 riconoscimenti speciali.

IperCoop, una delle principali catene italiane nel settore della grande distribuzione, si è aggiudicata il riconoscimento di Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 per il settore Food, l’insegna del grocery alimentare più amata dai consumatori; mentre nel settore Non Food a ottenere il riconoscimento Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 è stata Dr. Max Farmacie. Tra i numerosi riconoscimenti nelle specifiche categorie da segnalare Geox per Calzature, Sephora per Profumerie, Eurospin per Discount, Roadhouse Restaurant per Ristorazione Servita, Salmoiraghi & Viganò per Ottica, Arcaplanet per Prodotti per Animali e Decathlon per Abbigliamento Sportivo e Tempo Libero

Se il titolo di Migliore Insegna è attribuito ai primi classificati, in assoluto e per ciascuno dei 27 settori osservati dalla ricerca (Supermercati, Discount, Farmacie, Ottica, Bricolage, Ristorazione veloce, ecc.), questa sesta edizione introduce anche la qualifica Élite, che designa i retailer i cui indicatori sono migliori della media del loro mercato di riferimento. Un attestato di qualità basato sulle evidenze numeriche raccolte da Ipsos Doxa riguardo al gradimento dei clienti.

Nel corso delle sue sei edizioni, la ricerca Migliore Insegna ha conosciuto un’evoluzione progressiva, diventando sempre più articolata e approfondita. Nel tempo, ha raggiunto anche una buona riconoscibilità tra i consumatori: circa uno su due dichiara di averne sentito parlare e oltre uno su dieci afferma di aver notato il logo esposto nelle vetrine dei negozi. Questi risultati indicano che Migliore Insegna si è consolidata come un riferimento di rilievo nel panorama del retail, capace di fornire una lettura oggettiva e comparativa del rapporto tra insegne commerciali e clienti.

“Il panorama retail è cambiato: i consumatori di oggi non si accontentano più del miglior prezzo, vogliono esperienze autentiche, valori condivisi e un rapporto di fiducia con il brand – dichiara Ipsos Doxa –. Migliore Insegna nasce per decifrare questa nuova realtà. La nostra ricerca analizza cosa rende davvero vincente un’insegna agli occhi dei consumatori, andando oltre le metriche tradizionali per misurare identità e connessione emotiva, oltre che l’esperienza funzionale. Per le aziende, significa avere finalmente accesso alla voce autentica dei propri clienti. Per il mercato, rappresenta una guida strategica per trasformare ogni punto vendita in una destinazione desiderata. I risultati rivelano le best practice dei leader di settore, offrendo a tutti i retailer strumenti concreti per innovare e crescere in un mercato sempre più competitivo.”

“Con la sua sesta edizione, Migliore Insegna compie un ulteriore passo nella comprensione del rapporto tra i consumatori e le insegne del retail italiano – spiega Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo -. La ricerca si arricchisce di nuovi moduli e di un approccio sempre più esteso, che ci consente di leggere con maggiore profondità le attitudini di consumo e i segnali di cambiamento del mercato. È uno strumento di confronto prezioso e precompetitivo: aiuta le direzioni aziendali a valutare il posizionamento della propria insegna nel contesto competitivo, ma anche a cogliere le tendenze emergenti, spesso anticipatrici, che si manifestano in altri settori del retail. Per Largo Consumo è un onore essere il punto di riferimento scelto dalle insegne leader per condividere e valorizzare un patrimonio di conoscenza come Migliore Insegna: un progetto che incarna perfettamente la missione del nostro giornale, da oltre 55 anni impegnato nel promuovere un’informazione specializzata, indipendente e autorevole al servizio della cultura d’impresa.”

Le Migliori Insegne 2026

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 settore Food: IperCoop

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2026 settore Non Food: Dr. Max Farmacie

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento bambino: Prenatal

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento Famiglia: Kiabi

Migliore Insegna 2026 categoria Abbigliamento Sportivo e Tempo Libero: Decathlon

Migliore Insegna 2026 categoria Articoli Casa: Kasanova

Migliore Insegna 2026 categoria Bricolage: Bricofer

Migliore Insegna 2026 categoria Calzature: Geox

Migliore Insegna 2026 categoria Cosmetica: Yves Rocher

Migliore Insegna 2026 categoria Discount: Eurospin

Migliore Insegna 2026 categoria Discount Non Food: Action

Migliore Insegna 2026 categoria Drugstore: Acqua & Sapone

Migliore Insegna 2026 categoria Elettrodomestici ed elettronica di consumo: Unieuro

Migliore Insegna 2026 categoria Erboristerie: Bottega Verde

Migliore Insegna 2026 categoria Farmacie Organizzate: Dr. Max Farmacie

Migliore Insegna 2026 categoria Supermercati di Prossimità: Conad City

Migliore Insegna 2026 categoria Ipermercati e Superstore: IperCoop

Migliore Insegna 2026 categoria Librerie: Feltrinelli Librerie

Migliore Insegna 2026 categoria Mobili e Arredo: Ikea

Migliore Insegna 2026 categoria Oggettistica e Cartoleria: Legami

Migliore Insegna 2026 categoria Ottica: Salmoiraghi & Viganò

Migliore Insegna 2026 categoria Prodotti per Animali: Arcaplanet

Migliore Insegna 2026 categoria Profumerie: Sephora

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Servita: Roadhouse Restaurant

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Travel: Enilive Cafè

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Veloce: McDonald’s

Migliore Insegna 2026 categoria Ristorazione Streetwear: Foot Locker

Migliore Insegna 2026 categoria Supermercati: Conad

Migliore Insegna 2026 categoria Retailer Online: Zooplus

 

I riconoscimenti speciali

-Migliore Visual Experience: Wycon

-Migliore Valore Percepito: Risparmio Casa

-Migliore Relazione col cliente: GrandVision

-Migliore Human Touch: Bottega Verde

Retail: Gen Z la più critica sull’assortimento delle insegne, Boomers i più insoddisfatti dei programmi fedeltà

In Italia il mondo del retail si sta evolvendo in maniera dinamica. Secondo Ipsos la condivisione dei valori rappresenta un criterio sempre più rilevante nell’acquisto di un prodotto da parte dei consumatori, mentre la relazione con le insegne sembra raffreddarsi.

Questa crescente distanza si può spiegare con un’offerta che non risponde più alle aspettative dei clienti e con programmi di loyalty che, non distinguendosi, non riescono a far sentire il consumatore davvero unico e al centro dell’attenzione. Al contempo, le azioni dei retailer in ambito ESG (Environmental, Social, Governance) ottengono un riscontro positivo: i clienti riconoscono e apprezzano l’impegno delle insegne. Inoltre, l’online si riconferma un canale cruciale per stabilire una connessione diretta con i clienti, permettendo di comunicare in modo più efficace i valori del brand e di creare una relazione più solida.

La ricerca Migliore Insegna è stata presentata durante il Convegno Pianeta Distribuzione 2025, l’evento organizzato da Largo Consumo presso gli IBM Studios di Milano. E’ stata un’occasione di confronto strategico e networking tra i principali decision maker del settore, oltre che la cornice per la presentazione dei dati dello studio a una platea di oltre 200 top manager in rappresentanza di più di 150 aziende leader della distribuzione e dell’industria food e non food.

Migliore Insegna 2025 ha selezionato oltre 120 insegne, suddivise tra 29 categorie merceologiche, basandosi su oltre 7.500 interviste condotte sia in canale fisico sia online tramite il metodo CAWI. La valutazione ha considerato 22.500 esperienze d’acquisto nei negozi fisici e 11.500 online. Il convegno ha offerto un’analisi a 360° del rapporto tra consumatore e retailer, approfondendo la costruzione della relazione emozionale con l’insegna, partendo dalle esperienze minime richieste dai clienti fino alla creazione di un legame unico e significativo tra retailer e consumatore.

“Il retail si trova di fronte a una sfida cruciale: evolvere per rispondere alle nuove esigenze di un cliente sempre più esigente e consapevole”, commenta Ipsos“La tecnologia, la multicanalità e la costruzione di una relazione personalizzata basata sulla condivisione di valori rappresentano le chiavi per affrontare con successo le sfide del futuro.”

Un’offerta da rifocalizzare

I Global Trends di Ipsos dicono che il 69% dei consumatori italiani tende ad acquistare marchi in linea con i propri valori personali. L’indagine Migliore Insegna mostra però che la relazione con le insegne della distribuzione italiana si sta raffreddando.

Le forze della relazione (CX Forces di Ipsos) tra clienti e insegne mostrano una contrazione. Sono in particolare gli aspetti funzionali, legati all’offerta – assortimento, qualità dei prodotti, aspetto dei negozi, prezzi e promozioni e assistenza all’acquisto – che segnano anche quest’anno un segno negativo:

  • Assortimento e qualità dei prodotti, tradizionalmente punti di forza della distribuzione italiana, mostrano un calo progressivo.
  • Il 35% dei clienti dichiara di non essere soddisfatto dell’assortimento dei prodotti, e sale al 41% tra gli appartenenti alla Gen Z.

Programmi fedeltà da reinventare

Si registra un brusco calo nei giudizi sui programmi fedeltà, con l’unica eccezione rappresentata dall’abbigliamento per bambini, che segna un recupero, mentre tutti gli altri comparti mostrano una flessione.

  • Il 38% dei clienti dichiara di non essere soddisfatto del programma fedeltà.
  • boomers risultano essere la fascia più insoddisfatta in merito (44%).

Online vs negozio

Per quanto riguarda le esperienze di acquisto online, invece, negli ultimi due anni si è registrata una stabilizzazione dell’advocacy. In particolare, dalla ricerca è emerso che:

  • Le categorie maggiormente consigliate online sono quelle caratterizzate da una forte componente di vendita assistita in negozio e in grado di mettere il cliente al centro.
  • L’esperienza online è percepita come più vantaggiosa rispetto a quella nei negozi fisici: il 73% dei clienti concorda infatti sul fatto che online sia possibile trovare offerte migliori rispetto ai negozi tradizionali.
  • L’e-commerce si conferma un canale chiave, capace di creare una relazione diretta e di rafforzare la connessione emotiva con i clienti.

“Abbiamo voluto promuovere l’organizzazione di Pianeta Distribuzione 2025, il cui obiettivo è affrontare lo studio dell’identità d’insegna e delle CX Forces sottostanti, oltre che occasione di approfondimento dei risultati dell’ultima edizione di Migliore Insegna – spiega Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo. Insieme ad Ipsos abbiamo dato vita 5 anni fa a Migliore Insegna, costruendo uno dei repertori più solidi e statisticamente rilevanti nella comprensione dei grandi trend di consumo correlandoli non solo ai settori merceologici ma alle specifiche insegne. In questi anni siamo infatti stati invitati dalle insegne ad approfondire sempre più la nostra ricerca, segno di una loro crescente maturità analitica. Da sottolineare anche una grande partecipazione dell’industria di marca che ha iniziato a considerare l’importanza delle insegne non soltanto in relazione alla loro capacità di vendita, ma alla capacità di creare connessione emotiva, fidelizzazione e valore nel tempo nelle relazioni coi clienti”.

Cosa vogliono i consumatori?

Lo studio Migliore Insegna 2025 ha analizzato le principali richieste dei consumatori nei confronti delle insegne del retail.

Tecnologia in-store: un’opportunità da cogliere

La tecnologia in negozio rappresenta un’opportunità per migliorare l’esperienza d’acquisto e rispondere alle nuove esigenze di semplificazione. Soluzioni interattive, chioschi digitali e realtà aumentata possono arricchire l’esperienza in-store, offrendo informazioni dettagliate sui prodotti, personalizzando l’offerta e velocizzando i processi di acquisto.

Personale: un punto di forza imprescindibile

Il personale in negozio raccoglie valutazioni sempre più positive ed è considerato da tutte le generazioni un elemento imprescindibile da affiancare alla tecnologia per fornire una assistenza adeguata in tutte le situazioni.

Metodi di pagamento: la percezione ed i comportamenti che dividono le generazioni

Se si parla di tecnologia, l’unico aspetto percepito in modo diverso tra le generazioni è il metodo di pagamento. I nuovi strumenti, come la carta di pagamento dell’insegna, l’app dello store, le gift card, Satispay e i ticket, sono più utilizzati dai giovani rispetto alle classiche carte. Il Buy Now, Pay Later (BNPL) è ormai conosciuto da un cliente su due e utilizzato da uno su quattro, soprattutto online, per acquisti di abbigliamento, calzature ed elettronica. Complessivamente, il 28% dei clienti ha acquistato tramite BNPL, con la Gen Z che si conferma la fascia d’età più incline a questo metodo (38%).

Multicanalità: verso un’esperienza integrata

Nel 2025, i clienti si muovono con naturalezza tra online e offline. Diventa quindi cruciale per le insegne adottare una strategia omnicanale, garantendo un’esperienza coerente e integrata tra tutti i punti di contatto. Le farmacie organizzate, le profumerie e le librerie registrano la quota maggiore di clienti omnicanale.

La percentuale di consumatori che vivono un’esperienza multicanale con la stessa insegna è in crescita, raggiungendo il 21%, con la Gen Z al 29%. I clienti richiedono soprattutto modalità di consegna e ritiro più flessibili, oltre a programmi di loyalty maggiormente integrati.

Osservatorio Imprenditoria Retail 2024. Negli ultimi due anni migliora l’utile del settore Seconda Mano, mentre peggiora in quelli Somministrazione e Casalinghi. L’89% dei giovani imprenditori ha fiducia nel 2025

La figura dell’imprenditore si fa sempre più sofisticata con maggiore competenza e capacità di condurre l’impresa. E’ quanto emerge dall’Osservatorio Imprenditoria Retail 2024, ricerca promossa da Largo Consumo con il contributo analitico di TradeLab, assieme a interventi di imprenditori, realtà associative nazionali e centri studi, per realizzare un quadro completo e dettagliato dello scenario retail italiano, che mira ad ottenere così un profilo degli imprenditori nel settore del franchising e della distribuzione organizzata.

L’Osservatorio, presentato all’interno del 3° Summit Imprenditoria Retail nella suggestiva cornice QC Terme Pavillon di Skyway Monte Bianco a Courmayeur (AO), ha visto la partecipazione di più di 1100 imprenditori italiani, di cui 601 solo della Gdo alimentare, per un totale di oltre 2.150 punti vendita provenienti da tutte le regioni italiane e operanti in diversi settori come GDO, Retail Non Food, HoReCa e Servizi.

Dalla ricerca si evidenzia come gli imprenditori aumentano il proprio numero di negozi gestiti diventando più solidi e capaci di amministrare anche team di persone più numerosi. In più gli imprenditori diversificano i propri investimenti in settori contigui, aumentando il volume d’affari e la loro capacità d’investimento, contaminandosi con culture commerciali diverse.

Un aspetto interessante che emerge da questa edizione è anche il “fiuto” degli imprenditori nel riconoscere location commerciali dove aprire, che non siano i soliti ma importanti centri commerciali di prima fascia o le vie più trafficate. La ricerca della pedonabilità resta infatti il primo indicatore per la scelta dell’apertura, ma emergono nuovi spazi come la scoperta di nuovi quartieri meno battuti dalla concorrenza o oggetto di riqualificazione urbana.

Le associazioni partner: ANCD, Assofranchising, Confimprese, CNCC, Federdistribuzione, Federfranchising, Retail Institute e i patrocini di Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Emilia Romagna, Regione Sicilia e Città di Torino.

I temi trattati dall’Osservatorio Imprenditoria Retail 2024

 

Location

 

Il 53% delle location dei negozi rappresentati nel network sono ubicati nei centri città. Seguono i grandi e medi centri commerciali, per alcuni settori, in particolare quello della ristorazione. Il centro città è la location meglio valutata. Seguono i Grandi e Medi Centri Commerciali, per alcuni Settori in particolare. I Retail Park sono considerati interessanti per chi opera nella Somministrazione e nel Second Hand.

 

Margini, Utili e Investimenti

 

Le aziende del panel hanno dichiarato marginalità migliorata soprattutto per Farmacie, Ottici e Second Hand. Peggiorata per 7 su 10 nella Somministrazione. Per quanto riguarda gli utili sono stati prevalentemente stabili negli ultimi due anni, mentre è risultato un miglioramento per il settore Seconda Mano. Stabile per Ottici e Telefonia, mentre è netto invece il peggioramento nel settore della somministrazione, dichiarato da 7 imprenditori su 10, e nel comparto Casalinghi. Sul fronte investimenti, si assiste a una fase di bassa propensione media agli investimenti. Propensioni più elevate per Second Hand e Somministrazione, ma in quasi tutti i settori più alta la propensione per le ristrutturazioni parziali o complete.

 

Focus Gdo alimentare

 

Le leve commerciali più importanti per avere successo nella Gdo sono la cura del personale e l’assortimento del reparto freschi. Per il supporto del network, invece, bene l’assortimento reparto freschi, prodotti a proprio marchio e prodotti di fornitori locali e localismi. Il gap da colmare, invece, è quello sul recruiting del personale.

 

Sentiment e prospettive future

 

Per il 78% del panel il sentiment è positivo per il futuro, soprattutto in tre settori: il Second hand, in sviluppo, ma anche l’Ottica e il mondo della ristorazione. L’ottimismo per il futuro nasce dalla convinzione della notorietà e della credibilità raggiunte dalla propria insegna nei confronti dei consumatori.

 

Focus giovani imprenditori

 

Un focus condotto sui giovani imprenditori (tra i 18 e i 34 anni) ha evidenziato una netta confidenza nel futuro della propria impresa: si dice ottimista l’89% degli intervistati. Oltre ai settori dove già operano, i giovani franchisee interpellati hanno affermato di guardare con interesse quello dell’immobiliare, della ristorazione, dei servizi in generale e delle palestre.

 

“La sesta edizione dell’Osservatorio Imprenditoria Retail segna un ulteriore passo avanti nel progetto di ricerca promosso da Largo Consumo, rivista leader nello studio della retail industry e sui mercati riferimento – afferma Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo -. Gli imprenditori sono un motore dell’economia del commercio moderno in tutti i settori, per questo che l’iniziativa è sostenuta dalle principali associazioni di categoria e da numerose amministrazioni territoriali regionali e grandi città. Per gli imprenditori si assiste a un aumento di profili più sofisticati, competenti e capaci di condurre la propria impresa. Questi cambiamenti si attribuiscono principalmente a due fattori: in primis al costante lavoro fatto dalle insegne nella crescita professionale della propria base di persone, ma anche all’aumento della formazione degli stessi imprenditori, accelerato anche dal ricambio generazionale in cui i più giovani hanno avuto maggiore opportunità di studi oltre che essere cresciuti in azienda. Largo Consumo con l’Osservatorio Imprenditoria Retail 2024, sostenuto dalle insegne, è sempre a fianco degli operatori per contribuire alla circolazione delle informazioni e delle idee.”

Migliore Insegna 2025: assegnati i riconoscimenti per 29 categorie merceologiche

L’indagine indipendente, promossa da Largo Consumo e condotta da Ipsos sulle reali esperienze di acquisto e realizzata su un campione demoscopico di oltre 7.500 interviste, ha coinvolto oltre 120 insegne fisiche e digitali del retail italiano

Esselunga e Feltrinelli Librerie sono i Vincitori Assoluti Migliore Insegna 2025

 

Sono stati assegnati i riconoscimenti della quinta edizione di Migliore Insegna, la più grande indagine indipendente e rappresentativa promossa da Largo Consumo e condotta da Ipsos nella quale i consumatori esprimono i propri giudizi su reali esperienze di acquisto grazie a un alto numero di valutazioni espresse da un ampio campione demoscopico. Si tratta di un’indagine inclusiva, che rappresenta tutto il panorama del retail italiano tra insegne fisiche, omnicanale e 100% digitali, e aggiornata, perché ogni anno evolve per essere più aderente ai continui cambiamenti del mercato.

Migliore Insegna 2025 non è solo un’indagine indipendente, ma un vero e proprio osservatorio privilegiato sul mondo del retail. Tutte le insegne vengono selezionate, a loro insaputa, da Ipsos e non possono candidarsi per partecipare. Lo studio offre dunque un’analisi approfondita e aggiornata del mercato, basata su una solida indagine quantitativa condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 74 anni per genere, età e area di residenza reperito da Panel Ipsos ed estratto casualmente dal proprio panel proprietario. La quinta edizione dell’iniziativa ha visto la selezione di oltre 120 insegnevalutate in 29 categorie merceologiche, e la realizzazione di oltre 7.500 interviste tra canale fisico ed online, condotte attraverso il metodo CAWI (4.500 interviste per il canale fisico + 3.000 interviste per il canale online). La valutazione è stata realizzata su 22.500 esperienze d’acquisto in negozi fisici + 11.500 esperienze d’acquisto online (siti di insegne omnicanale e pureplayer web).

L’indagine condotta da Ipsos fornisce un quadro preciso del mercato, grazie a un’analisi dettagliata di vari fattori che influenzano la percezione e la soddisfazione dei consumatori. Ipsos valuta la capacità delle aziende di soddisfare le aspettative dei consumatori in termini di sostenibilità e innovazione, due fattori sempre più rilevanti nelle decisioni d’acquisto. Tra gli aspetti principali esaminati nella ricerca figurano la qualità dei prodotti, il rapporto qualità-prezzo, il servizio clienti e l’esperienza d’acquisto complessiva, comprendente la facilità di accesso sia nei punti vendita fisici che online.

Presso la location milanese dell’Enterprise Hotel Sono stati assegnati riconoscimenti per le 29 categorie merceologiche e 4 riconoscimenti speciali.

Esselunga, una delle principali catene italiane nel settore della grande distribuzione, è stata dichiarata Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2025 per il settore Food, l’insegna più amata dai consumatori; mentre nel settore Non Food ad aggiudicarsi il riconoscimento Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2025 è stata Feltrinelli Librerie. Tra i tanti riconoscimenti nelle specifiche categorie da segnalare MD per Discount, Ikea per Mobili e Arredo, Sephora per Profumerie, McDonald’s per Ristorazione Veloce, Unieuro per Elettrodomestici ed Elettronica, Acqua & Sapone per Drugstore e Kiabi per Abbigliamento Famiglia.

Nel corso delle cinque edizioni di Migliore Insegna, la ricerca condotta da Ipsos non solo si è evoluta diventando sempre più approfondita e significativa, ma ha anche raggiunto un notevole livello di notorietà tra i consumatori: circa un consumatore su due ha sentito parlare di Migliore Insegna, mentre più di uno su dieci ha notato il logo esposto nelle vetrine dei negozi. Risultati che dimostrano come l’iniziativa si sia affermata come punto di riferimento riconosciuto dai player del mondo retail e dai consumatori.

“Migliore Insegna si conferma non solo come un punto di riferimento per comprendere il sentiment del settore, ma soprattutto come una bussola strategica per le insegne che vogliono ascoltare i clienti e costruire un futuro “customer centrico” – dichiara Ipsos –. La metodologia è uno dei punti di forza di Migliore Insegna: un approccio solido e rigoroso, che ci permette di rappresentare a 360 gradi la relazione tra Insegne e clienti, in un’ottica omnicanale. Ma non ci fermiamo qui.  Sappiamo che i numeri, da soli, non bastano.  Per questo, ogni edizione di Migliore Insegna è arricchita da un attento ascolto del mercato e dei Retailer che ci permette di integrare la comprensione del settore.”

“Giunta alla quinta edizione, Migliore Insegna si è affermata come benchmark di mercato sulle esperienze di acquisto presso le reti retail e i loro negozi online – spiega Armando Garosci, direttore di Largo Consumo –. La scelta di sviluppare un’indagine nazionale solida e affidata a un partner scientifico come Ipsos è diventata una garanzia di mercato per disporre di dati chiari e rappresentativi. Ottenere il primato in questa graduatoria ha senso solamente se l’insegna se lo merita, mentre in altri contesti dove le insegne inducono i propri clienti a valutarle, si trasmette una scarsa credibilità che non permette alle stesse catene di conoscere al meglio i propri fattori di successo o aree di miglioramento. L’indagine riflette la cultura di indipendenza, di affidabilità e credibilità di Largo Consumo, che si conferma una piattaforma informativa in grado di rispondere alle esigenze delle insegne e dei loro fornitori avendo un’immagine sempre aggiornata delle aspettative dei clienti e di trend di consumo.”

 

Le Migliori Insegne 2025

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2025 settore Food: Esselunga

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2025 settore Non Food: Feltrinelli Librerie

Migliore Insegna 2025 categoria Abbigliamento bambino: Original Marines

Migliore Insegna 2025 categoria Abbigliamento Famiglia: Kiabi

Migliore Insegna 2025 categoria Abbigliamento Sportivo e Tempo Libero: Decathlon

Migliore Insegna 2025 categoria Articoli Casa: Bialetti Store

Migliore Insegna 2025 categoria Calzature: Geox

Migliore Insegna 2025 categoria Cosmetica: Kiko

Migliore Insegna 2025 categoria Discount: MD

Migliore Insegna 2025 categoria Discount NON Food: Action

Migliore Insegna 2025 categoria Drugstore: Acqua&Sapone

Migliore Insegna 2025 categoria Elettrodomestici ed elettronici: Unieuro

Migliore Insegna 2025 categoria Erboristerie: Bottega Verde

Migliore Insegna 2025 categoria Farmacie Organizzate: Dr. Max

Migliore Insegna 2025 categoria Supermercati di Prossimità: Incoop

Migliore Insegna 2025 categoria Ipermercati e Superstore: Esselunga

Migliore Insegna 2025 categoria Librerie: Feltrinelli Librerie

Migliore Insegna 2025 categoria Mobili e Arredo: Ikea

Migliore Insegna 2025 categoria Oggettistica e Cartoleria: Legami

Migliore Insegna 2025 categoria Ottica: GrandVision

Migliore Insegna 2025 categoria Pokeria: Poke House

Migliore Insegna 2025 categoria Prodotti per Animali: Isola dei tesori

Migliore Insegna 2025 categoria Progetto Casa: Bricocenter

Migliore Insegna 2025 categoria Ristorazione Servita: Old Wild West

Migliore Insegna 2025 categoria Ristorazione Travel: Eni Cafè

Migliore Insegna 2025 categoria Ristorazione Veloce: McDonald’s

Migliore Insegna 2025 categoria Ristorazione Streetwear: Footlocker

Migliore Insegna 2025 categoria Supermercati: Famila

Migliore Insegna 2025 categoria Retailer Online: Zooplus

 

I riconoscimenti speciali

-Migliore Relazione con il Cliente: Wycon

-Migliore In Store Experience: Ikea

-Migliore Comunicazione Display: Esselunga

-Migliore Responsabilità ambientale: L’Erbolario

Migliore Insegna 2024 – Gli acquisti in punto vendita tornano centrali per i consumatori italiani, +2,5%. In calo l’e-commerce delle insegne fisiche, -3,8% in due anni

Durante il Workshop Migliore Insegna 2024, tenutosi presso l’hotel Hilton di Milano, sono stati presentati i risultati della quarta edizione della ricerca “Migliore Insegna”, la più grande indagine indipendente promossa da Largo Consumo e Ipsos che ha come obiettivo quello di misurare la qualità della relazione tra clienti e insegne della distribuzione italiana.

Lo studio ha preso in considerazione 6000 consumatori italiani 18-65 anni che hanno valutato 124 insegne su moltissimi aspetti dell’esperienza: Offerta, Punto Vendita, Servizio, Personale, elementi di Identità di Insegna (esperienze personalizzate, programma fedeltà, ESG) e Forze della relazione (CX Forces di Ipsos) . Sono state raccolte oltre 41.000 valutazioni di esperienze d’acquisto.

Ogni anno l’indagine si arricchisce di novità: nella 4° edizione sono stati inseriti nuovi item relativi alla multicanalità, ai servizi tecnologici innovativi, alla chiarezza della comunicazione. Un focus anche sulle valutazioni dei prodotti a marchio nei comparti Grocery, Drugstore e Petstore.

“Migliore Insegna fornisce uno strumento per comprendere l’orientamento e le aspettative dei consumatori rispetto alle insegne che prediligono – afferma Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo -. Questa classificazione non è più una classificazione per canali, ma è una segmentazione per identità di insegne in cui viene osservata l’esperienza d’acquisto e la connessione emotiva tra clienti e insegne. Abbiamo infatti visto come il retail generalista sia più in difficoltà rispetto al retail che si specializza, si articola e si posiziona, tanto che le insegne che performano meglio sono proprio quelle che hanno una forte identità”.

La quarta edizione di Migliore Insegna ha confermato alcune evidenze già osservate l’anno scorso, ma ha anche fatto emergere alcuni nuovi fenomeni interessanti che dovranno essere monitorati nei prossimi anni. Si conferma l’importanza crescente dell’identità di insegna nelle strategie dei Retailer. L’unicità dell’insegna e la sua capacità di creare un legame emotivo con i propri clienti è diventata un elemento chiave per garantire differenziazione e aumentare la forza dell’insegna. Un trend che ha sorpreso riguarda invece i giudizi sugli aspetti funzionali dell’esperienza di acquisto: assortimento e qualità dei prodotti, da sempre i punti di forza della distribuzione italiana, segnano un lento costante calo e non sono mai stati così bassi dal 2021.

Nel dettaglio i giudizi medi sull’Identità di insegna sono cresciuti costantemente aumentando del 6% dal 2021 a oggi, mentre la soddisfazione funzionale, ovvero Prezzi, Promozioni, Qualità Prodotti, Assortimento, Assistenza all’Acquisto e Aspetto dei negozi è diminuita dell’1,6% dal 2021 a oggi.

“Le insegne stanno lavorando molto bene nel valorizzare la parte identitaria – afferma Margherita Limido, Client Officer di Ipsos –. I clienti se ne sono accorti e lo riconoscono come elemento positivo. Bene continuare a lavorare su questi aspetti, su cui ci sono ancora margini di miglioramento, senza però dimenticarsi degli elementi fondamentali dell’esperienza di acquisto, sia nei negozi che online, ossia quelli funzionali. Il calo che abbiamo registrato nella 4° edizione dell’indagine su “qualità dei prodotti” e “assortimento” deve riportare l’attenzione dei Retailer anche su questi aspetti.”

Dall‘indagine emerge come le categorie di insegne più consigliate dai consumatori italiani siano Erboristerie, Librerie e Gioiellerie, categorie con una forte componente di vendita assistita, ma non solo. Sono queste le categorie che stanno lavorando per mettere davvero il cliente «al centro» e creare una connessione emotiva con i propri clienti.

I clienti sono soddisfatti dei negozi che riconoscono essere accessibili, con comodi parcheggi e con un buon assortimento. Gli aspetti meno graditi, a parte prezzi e promozioni che in tempi di incertezza ed inflazione sono prevedibili, sono relativi ad alcuni aspetti di servizio in negozio, un’area su cui fare attenzione. Il personale quando è presente è cortese e competente, ma la presenza del personale e l’assistenza all’acquisto sono le aree di miglioramento.

Inoltre, vi è un ritorno alla centralità del punto vendita, tanto che si sta raffreddando l’entusiasmo post-pandemia per gli acquisti e-commerce delle insegne fisiche, mentre migliorano leggermente le insegne 100% digitali. L’esperienza digitale rimane positiva, anche se l’acquisto online non è semplice per tutti, soprattutto quando si parla di spesa alimentare.

Lo store fisico è dunque tornato al centro delle scelte dei consumatori, tanto che l’indice di advocacy in un anno è cresciuto del 2,5%. Proprio in tal senso nel 2023 si registra nell’ultimo anno un calo di quasi dell’1% dell’e-commerce delle insegne fisiche e del 3,8% sul 2022: il calo maggiore riguarda il Settore Alimentare e Grocery-2.9% in un anno. I consumatori giudicano in modo positivo elementi come Facilità di Utilizzo e Facilità di Acquisto, mentre sono meno soddisfatti dei Servizio Post Vendita.

“Migliore Insegna offre una mappa di navigazione su come le insegne stanno interpretando la società in continuo cambiamento – sottolinea Armando Garosci -. Un altro punto chiave che emerge dalla ricerca è infatti un evidente ritorno al negozio da parte dei consumatori. Per questo la battuta d’arresto dell’e-commerce dopo il post pandemia sta riconducendo le aziende a tornare a investire proprio sul punto vendita che è sempre stato un fiore all’occhiello delle insegne, ma gradualmente trascurato in questi anni. Come Largo Consumo siamo orgogliosi di poter fornire una visione chiara del presente e una altrettanto lucida futura a imprenditori, lettori e community garantendo strumenti di comprensione della società e dei consumatori.”

“Al di là dell’Offerta, l’esperienza Multicanale è l’aspetto più importante per garantire una Customer Experience di successo – spiega Federica Aceto, CX Lead di Ipsos -. Se apprezzata porta le insegne ad avere un vantaggio competitivo mettendo davvero il cliente al centro. Il senso di Appartenenza può differenziare l’esperienza e contribuire non solo a soddisfare, ma anche a superare le aspettative dei clienti attraverso Qualità, Attenzione all’ambiente ed Esperienze personalizzate. Attenzione all’interazione con le generazioni più giovani che hanno esigenze relazionali diverse rispetto a clienti più «tradizionali».”

Migliore Insegna 2024: assegnati i riconoscimenti ai migliori retailer

Sono stati assegnati i riconoscimenti della quarta edizione di Migliore Insegna, la più grande indagine indipendente che si pone come scopo quello di misurare la connessione emotiva tra i consumatori e le insegne e permette a quest’ultime di conoscere al meglio se stesse attraverso gli occhi dei consumatori.

Migliore Insegna 2024 è un riconoscimento frutto dell’indagine promossa da Largo Consumo e realizzata da Ipsos, sostenuta dalla retail community e supportata dalle associazioni di categoria, che offre una misura della qualità dell’esperienza percepita dai clienti. Per questo studio Ipsos ha selezionato 124 insegne, le più rilevanti a livello nazionale, e realizzato 6.000 interviste condotte attraverso il metodo CAWI (Computer assisted web interviewing),che hanno fornito un’analisi profonda sugli aspetti della customer experience con un campione rappresentativo della popolazione italiana per area geografica, genere ed età.

La ricerca offre una lettura trasversale dei diversi mercati, dall’esperienza di acquisto presso il negozio fisico, tramite l’e-commerce o presso le insegne 100% digitali. Lo studio ha misurato oltre 90 parametri di valutazione dell’esperienza, che coprono aspetti funzionali della relazione e aspetti di relazione emozionale con le insegne nel loro complesso: Offerta, Punto vendita, Servizio, Personale di vendita, e Customer Experience

Presso la location milanese dell’Enterprise Hotel Sono stati assegnati riconoscimenti per le 24 categorie merceologiche e 7 riconoscimenti speciali: Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2024, Migliore Relazione con il Cliente Food, Migliore Relazione con il Cliente Non Food, Migliore Retailer Omnichannel, Migliore Retailer Online: Amazon, Migliore Fashion Online, Migliore Delivery.

L’Erbolario, azienda italiana specializzata in prodotti cosmetici e di bellezza naturali, è stata dichiarata Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2024, l’insegna più amata dai consumatori. Tra i tanti riconoscimenti quelli di Esselunga per Ipermercati e Superstore, Geox per Calzature, Lidl per Discount, Pandora per Gioiellerie, Intimissimi per Intimo, Roadhouse Restaurant per Ristorazione Servita, Feltrinelli Librerie per Librerie, Tigotà per Drugstore e Unieuro per Elettrodomestici ed Elettronica.

Giunti alla quarta edizione dell’indagine realizzata da Ipsos, i dati mostrano chiaramente che la soddisfazione funzionale non è sufficiente a stabilire una relazione solida con i clienti e che gli aspetti emozionali sono un driver fondamentale del rafforzamento della relazione. Le insegne più apprezzate dai consumatori sono quelle che non solo garantiscono un’esperienza d’acquisto soddisfacente, ma che sono anche in grado di coinvolgere i consumatori sulla sfera emozionale: correttezza e semplificazione sono aspetti imprescindibili per costruire una relazione solida con i propri clienti. La relazione tra consumatori e insegne è sempre più umana e personale: inizia dall’equità e termina con la centralità, passando per la condivisione della propria visione. Da quest’anno l’indagine è stata arricchita per esplorare maggiormente gli aspetti di omnicanalità, innovazione tecnologica e comunicazione, temi sempre più attuali e rilevanti per i consumatori. Su questi aspetti, così come sulla sostenibilità e sulla personalizzazione delle esperienze, i consumatori riconoscono l’impegno crescente da parte delle insegne, ma c’è ancora molta strada da fare.

“Migliore Insegna è un punto di riferimento per comprendere il sentiment del settore retail italiano, utilizzando uno strumento solido e rigoroso dal punto di vista metodologico. La profondità di indagine e il framework di ricerca applicato permettono di rappresentare a 360° la relazione tra retailer e cliente in ottica omnicanale – dichiara Ipsos -. I risultati dell’indagine sono inoltre collocati all’interno del contesto socio-economico di ogni edizione, in modo da dare una chiave di lettura multidimensionale ai fenomeni indagati”.

“Migliore Insegna 2024, aldilà dei riconoscimenti consegnati, è principalmente un modo per fornire insights e strumenti di lavoro che permettano ai manager di prendere decisioni importanti per il futuro della propria insegna – spiega Armando Garosci, direttore di Largo Consumo –. Largo Consumo, che realizza questo progetto da ormai quattro anni, si conferma una piattaforma in grado di portare sempre di più nuovi spunti e numeri utili ad aumentare la visione dell’intero mercato. E proprio in questo caso viene analizzato come i consumatori vedono le catene mantenendo i vincoli di autorevolezza, solidità analitica e soprattutto utilità per le catene.”

Le Migliori Insegne 2024

Vincitore Assoluto Migliore Insegna 2024: L’Erbolario

Migliore Insegna 2024 categoria Erboristerie: L’Erbolario

Migliore Insegna 2024 categoria Librerie: Feltrinelli Librerie

Migliore Insegna 2024 categoria Drugstore: Tigotà

Migliore Insegna 2024 categoria Ottica: VisionOttica

Migliore Insegna 2024 categoria Ipermercati e Superstore: Esselunga

Migliore Insegna 2024 categoria Gioiellerie: Pandora

Migliore Insegna 2024 categoria Prodotti per Animali: Arcaplanet

Migliore Insegna 2024 categoria Mobili e Arredo: IKEA

Migliore Insegna 2024 categoria Abbigliamento sportivo e Tempo Libero: Decathlon

Migliore Insegna 2024 categoria Abbigliamento bambino: Chicco

Migliore Insegna 2024 categoria Intimo: Intimissimi

Migliore Insegna 2024 categoria Calzature: Geox

Migliore Insegna 2024 categoria Ristorazione Servita: Roadhouse Restaurant

Migliore Insegna 2024 categoria Articoli Casa: Bialetti Store

Migliore Insegna 2024 categoria Bricolage: Leroy Merlin

Migliore Insegna 2024 categoria Beauty e Profumerie: Marionnaud

Migliore Insegna 2024 categoria Elettrodomestici ed Elettronica: Unieuro

Migliore Insegna 2024 categoria Ristorazione Veloce: McDonald’s

Migliore Insegna 2024 categoria Discount: Lidl

Migliore Insegna 2024 categoria Supermercato di prossimità: Conad City

Migliore Insegna 2024 categoria Farmacie Organizzate: Farmacie Apoteca Natura

Migliore Insegna 2024 categoria Abbigliamento famiglia:Benetton

Migliore Insegna 2024 categoria Supermercati: Conad

Migliore Insegna 2024 categoria Ristorazione Travel: Eni Cafè

I riconoscimenti speciali

-Migliore Relazione con il Cliente Food: InCoop

-Migliore Relazione con il Cliente Non Food: L’Erbolario

-Migliore Retailer Omnichannel: Douglas

-Migliore Retailer Online:Amazon

-Migliore Fashion Online: Zalando

-Migliore Delivery: Glovo

Osservatorio Imprenditoria Retail 2023. Per il 56% degli imprenditori la ricerca di personale è sempre più difficile, ma il 75% è ottimista sui prossimi 18 mesi

La 5° edizione dell’Osservatorio Imprenditoria Retail 2023, il grande studio annuale che analizza il profilo dell’imprenditore nel franchising e nella distribuzione organizzata sulla propensione agli investimenti e alle nuove aperture degli affiliati e associati alle reti retail promosso da Largo Consumo, con il supporto analitico di TradeLab, ha evidenziato, tra i tanti dati, come il 56% degli imprenditori ritenga che dopo la pandemia la ricerca di personale sia diventata più difficile. Ma allo stesso tempo il 75% degli stessi imprenditori si conferma ottimista sul futuro dei prossimi 18 mesi del settore e sia più incline a investire in migliorie parziali dell’attuale punto vendita, piuttosto che in ristrutturazioni totali e in nuove aperture.

Inoltre sono emerse altri quattro trend indicativi:

-il 36% degli imprenditori mira a investire anche in altri settori diversi dal proprio di appartenenza;

-i settori più attrattivi per nuovi investimenti sono ristorazione (37%), immobiliare (33%) e servizi (32%);

-secondo gli imprenditori i clienti si aspettano dalla MDD in primis un alto rapporto qualità-prezzo, ma allo stesso tempo un prezzo più conveniente;

-nel mondo della ristorazione, il 75% degli imprenditori ritiene che il motivo principale per aderire al network sia il prestigio e la notorietà dell’insegna.

L’indagine ha raccolto l’adesione di più di 60 insegne retail dei settori GDO, Retail Non Food, HoReCa e Servizi, ha interessato oltre 1000 imprenditori rappresentativi di tutte le Regioni d’Italia ed è stata realizzata con il supporto di numerose associazioni di categoria, tra cui Confimprese, Giovani Imprenditori di Confcommercio, Assofranchising, Federdistribuzione e Federfranchising.

I risultati dell’Osservatorio Imprenditoria Retail 2023 sono stati presentati presso il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese (MI) durante il 2° Summit Imprenditoria Retail. Un’occasione utile per le insegne per poter ascoltare e confrontarsi direttamente con gli imprenditori rispetto ai risultati dell’indagine, fare networking e presentare le proprie offerte e novità.

DATI EMERSI DALLA RICERCA (dati in percentuale e ottenuti su una scala da 1 a 10)

Sentiment e prospettive future

Secondo l’Osservatorio Imprenditoria Retail 2023, il 75% degli imprenditori risulta essere ottimista sul futuro dei prossimi 18 mesi: nel dettaglio si nota come il dato più alto arrivi dalle profumerie (100%), mentre quello più basso da abbigliamento e telefonia (67%). I motivi di ottimismo di trovano nella forza e notorietà dell’insegna (69%), nella qualità dei servizi offerti (64%) e nella qualità dei prodotti (60%).

Selezione e gestione del personale

L’indagine mette in luce la questione relativa alla ricerca e selezione del personale. In particolare emerge come il 56% degli imprenditori ritiene che dopo la pandemia la ricerca di personale sia diventata più difficile, in particolare per farmacie (77%), per l’abbigliamento (69%) e la ristorazione (64%). Inoltre in una scala da 1 a 10, i canali più efficaci per la ricerca di personale sono le conoscenze dirette (6,7), le segnalazioni di dipendenti e conoscenti (5,7), LinkedIn e social media (3,6) e i centri per l’impiego (2,9).

Propensione agli investimenti

Sul fronte investimenti gli imprenditori sono anche più inclini a investire in migliorie parziali dell’attuale punto vendita (5,8), piuttosto che in ristrutturazioni totali (4,8) e in nuove aperture (4,1); il dato è però più alto tra i più giovani e in alcuni settori, come la ristorazione. In più l’investimento in altri settori attira in media il 36% degli intervistati, che diventano il 51% nel settore dell’abbigliamento, il 53% in quello delle spedizioni e l’84% nell’immobiliare, mentre i settori più attrattivi sono ristorazione 37%, immobiliare 33% e servizi 32%.

Focus imprenditori top

Quasi la metà degli imprenditori strutturati, ovvero il 49% gestisce l’attività con uno o più soci (familiari o altre persone). Allo stesso modo sono proprio gli imprenditori strutturati a essere più favorevoli a investire anche in nuove aperture (6,9) e migliorie parziali del punto vendita (6,7), mentre si assesta al 43% la percentuale di quelli interessati a operare in altri settori, con maggiore interesse verso la ristorazione (43%) e l’immobiliare (42%).

Focus retail food

Secondo gli imprenditori i clienti si aspettano dalla MDD in primis un alto rapporto qualità-prezzo (8,8), ma allo stesso tempo un prezzo più conveniente (8,3), prezzi contro l’inflazione (8,2) e garanzia di controllo qualità (8,1). Per gli imprenditori stessi, invece, la MDD vengono rispettate le aspettative in primis per la garanzia di controllo di qualità (7,9), il rapporto qualità-prezzo (7,7), il prezzo più conveniente (7,4) e il prezzo contro l’inflazione (7,0). Inoltre sul focus dedicato ai prodotti locali, quest’ultimi sono ritenuti centrali proprio nel banco dei freschi: salumi, formaggi e gastronomia (8,4), frutta e verdura (8,2), pane e panetteria (8,2); gli imprenditori, invece, è importante che questi prodotti siano in evidenza sullo scaffale (7,8), abbiano sempre in assortimento la marca locale più importante per categoria (7,5), siano inseriti anche nelle promozioni (7,4), sia presente in assortimento anche la MDD del prodotto tipico locale (7,3).

Focus ristorazione

Dall’indagine si evidenzia come nel mondo della ristorazione i motivi principali di adesione al network da parte di un imprenditore siano per il 75% il prestigio e la notorietà dell’insegna, per il 64% fiducia negli interlocutori dell’azienda 64% e per il 43% fiducia nel management. Il prestigio dell’insegna è anche il primo motivo di soddisfazione degli affiliati (8,9), seguito dalla qualità dei prodotti (8,5) e dalla distintività e specializzazione del menu (8,1).

“L’Osservatorio Imprenditoria Retail è lo studio più completo realizzato in Italia sul profilo dell’imprenditore nel franchising e nella distribuzione organizzata – dichiara Armando Garosci, direttore di Largo Consumo -. Se è facile cogliere il potenziale di questa preziosissima “risorsa energetica” del Paese, più sfidante è invece analizzarlo a fondo, misurarlo e descriverlo nei dettaglio. Anche quest’anno ci siamo fatti carico di indagare chi sono gli imprenditori, quali sono le loro aspettative e il loro sentiment nei confronti del presente e del futuro. In primis è emerso il sentito problema della ricerca del personale. Allo stesso tempo però due imprenditori su tre guardano con ottimismo al futuro, puntano a investire in migliorie parziali dell’attuale punto vendita e sono propensi a realizzare investimenti anche in altri settori”.

Le insegne che hanno partecipato all’Osservatorio Retail 2023:

101 Caffè, Admenta Lloyds Farmacia, Alice Pizza, Altromercato, Ama Crai Est, Apoteca Natura, Autogrill, Aw Lab, Bata, Brico Io, Bun burgers, Carrefour, Cef La Farmacia Italiana, Cibiamo Group, Cigierre Old Wild West, Cioccolati Italiani, Code’ Crai ovest, Coin, Conad CIA, Conad Nord Ovest, Conad Pac 2000, Coralis, Crai Ibba F.lli, Crai Secom, Crai Tirreno, D.IT – Distribuzione italiana, D.IT Realco, Despar Aspiag Nord Est, Despar Centro 3A, Despar Maiora, Despar Sardegna, DHL, Doppiomalto, Eurospin, Fastweb, Fit And Go, Fra Diavolo, GalileoLife, Gruppo Pianoforte, I love Poké, Kasanova, KFC, Kipoint, La Yogurteria, L’Erbolario Retail, Magazzini Gabrielli, Mc Donald’s, Mercatino Usato, Multicedi, Pam Panorama, Panino Giusto, Remax Italia, Sardegna Più, Selex Megamark, Supercentro, Teddy Group, Todis, Van4You, VeGè Coal, Vision Group.

Le associazioni partner: ANCD Conad, Assofranchising, CNCC, Confcommercio Giovani Imprenditori, Confimprese, Federfranchising, Retail Institute Italy, Federdistribuzione, Unione Brand Ristorazione Italiana, FederModa Milano Impresa Donna Confesercenti, Giovani Imprenditori Confesercenti.