CNA Lombardia: PIL in lieve aumento nel 2026, ma pesano inflazione e credito

Le previsioni del 2026 per l’economia lombarda raccontano di una regione che continua il proprio percorso di crescita, debole e con poco ritmo. Le tensioni internazionali e l’incertezza geopolitica continuano a pesare inevitabilmente sullo scenario economico nazionale e regionale, tanto che per il 2026 le proiezioni indicano un PIL in timido aumento dello 0,7%. Anche le previsioni di crescita degli Investimenti restano tiepide e si assestano nel nuovo anno a +0,7%; stesso discorso per le proiezioni relative ai Consumi che restano ferme a un +0,7%. Sono questi alcuni dei numeri forniti da CNA Lombardia nel Primo Focus 2026 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

 

PIL, investimenti e consumi

 

Nel 2025 il PIL regionale ha fatto registrare un +0,6%, mentre come da proiezione il PIL nel 2026 dovrebbe assestarsi attorno a un +0,7%. Bisogna segnalare che dal 2023 in poi la Lombardia non ha più registrato tassi di crescita superiori all’1%. Mentre nel periodo 2021-2025, il PIL lombardo dovrebbe crescere complessivamente del 6,6%, restando al di sotto della crescita cumulativa stimata per l’intero Paese (+7,1%).

 

Dal punto di vista degli Investimenti nel 2025 sono cresciuti del 2,4%, mentre nel 2026 si prevede una flessione importante con una crescita che cala fino allo 0,7%. Dopo lo stallo del 2024, il 2025 vede una ripresa degli investimenti (+2,4%) favorita dal completamento delle opere previste dal PNRR. Tra il 2021 e il 2025 la crescita degli investimenti in Lombardia ha superato i 27 punti percentuali confermando una dinamica più accelerata che nel complesso del Paese.

 

Sul fronte Consumi il 2025 si attesta su un ritmo moderato di crescita (+0,6%) pari a quello stimato a livello nazionale e connesso ad un incremento delle retribuzioni e dell’occupazione. Per il 2026 le previsioni indicano un sostanziale mantenimento dei ritmi di crescita dei consumi dell’ultimo biennio, +0,7%. Nel quadriennio 2021-2025, invece, la crescita dei consumi delle famiglie lombarde (+8,4%) risulta solo lievemente più consistente di quella nazionale (+8,2%).

 

“Le stime parlano per la Lombardia di una crescita moderata del PIL, specialmente se guardiamo all’arco temporale 2021-2025 – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia. I consumi delle famiglie restano timidamente in ripresa, rispecchiando il trend del periodo. Sicuramente avremmo bisogno di consolidare libertà di impresa e stimoli fiscali. I numeri degli investimenti invece sono chiari: molta dell’accelerazione nella fase di uscita dalla pandemia è merito dei bonus fiscali per l’edilizia e dal completamento delle opere PNRR. Si è registrato uno stallo nel 2024, ma il 2025 ha finalmente segnato una piccola dinamica di ripresa.”

 

Occupazione ed Export

 

In Lombardia, nel 2025, il numero degli occupati si conferma in crescita dello 0,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, con +34.363 occupati. Nel confronto con il terzo trimestre 2021, la crescita occupazionale fa segnare 256 mila occupati in più, pari ad un aumento del 6%. il comparto più dinamico risulta essere quello del commercio e dei servizi ristorativi e alberghieri.

 

Per quanto concerne invece l’export della Lombardia per il 2025 è sostanzialmente stabile (+0,4%) malgrado le tensioni commerciali internazionali. L’export regionale dei primi nove mesi del 2025 supera i 123 miliardi di euro e mostra un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2021. più consistente la crescita nel comparto gioielli-occhiali-medicale (+51%) e nell’agroalimentare (+49%).

 

A livello territoriale, Cna Lombardia analizza il trend 2021-2025: da questa indagine si può notare come l’export sia cresciuto a Lodi (+72,1%), a Pavia (+46,6%), a Monza e Brianza (+45,9%), a Sondrio (+43,5%), a Lecco (+29,2%), a Varese (+28%), a Milano (+23%), a Bergamo (+21,1%), a Cremona (+13,5%), a Como (+10,2%), a Brescia (+9,7%) e a Mantova (+5,2%).

 

“L’occupazione in crescita è evidente dal 2021, ma dobbiamo molto focalizzare i settori in cui è cresciuta: commercio, servizi ricettivi e alberghieri, ma anche digitale e servizi alle imprese – sottolinea Bozzini -. Abbiamo bisogno di valorizzare questi risultati senza perdere di vista il tema di un “valore aggiunto” di tali nuovi posti di lavoro. L’export non ha apparentemente subito gravi scossoni nel 2025. I numeri tengono. Forse la grande crescita del primo semestre è dovuta anche al fatto che si temevano le politiche protezionistiche dell’amministrazione USA.”

 

Imprese attive e imprese artigiane

 

A settembre 2025 le imprese attive in Lombardia superano le 815.000 unità. Negli ultimi quattro anni si sono perse quasi 8 mila imprese facendo registrare una flessione dell’1% da settembre 2021 a settembre 2025. Ma la contrazione del tessuto imprenditoriale è stata, in Lombardia, più contenuta che a livello nazionale (-2,5%). I servizi alle imprese avanzano, mentre il commercio continua a registrare una significativa flessione. Dal punto di visto provinciale e per quanto riguarda il trend 2021-2025 le imprese attive fanno registrare solo a Milano un segno positivo (+2,3%). Nelle altre province si segnala un calo a partire da Mantova (-6,8%), Lecco (-5%), Lodi (-4,4%), Sondrio (-4,4%), Cremona (-4,2%), Varese (-4,2%), Pavia (-3,3%), Como (-3,1%), Bergamo (-2,3%), Monza e Brianza (-1,2%) e Brescia (-1,2%).

 

La crisi dell’artigianato prosegue invece inesorabile. A settembre 2025 le imprese artigiane attive sono 229.753, in calo di 2.358 unità (-1%) rispetto a settembre 2024. Anche nell’ultimo trimestre, il saldo è negativo (-894 imprese rispetto al 30 giugno 2025) e determinato quasi esclusivamente da costruzioni (-0,6%) e produzione (-0,7%).

 

Per quanto riguarda i territori, la ricerca ha analizzato il trend 2021-2025 ed è emerso che tutte le province hanno fatto registrare un calo importante dell’artigianato: fanalini di coda Mantova (-8,7%), Como (-8,2%) e Lecco (-7,9%). Seguono Pavia (-6,8%), Cremona (-6,7%), Brescia (-6,1%), Bergamo (-5,6%), Lodi (-5,2%), Sondrio (-4,1%), Monza e Brianza (-3,9%), Varese (-3,7%), mentre chiude Milano (-2,6%).

 

Prestiti alle imprese e Inflazione

 

Dal 2021 a oggi i prestiti alle aziende lombarde si sono ridotti del 3,5% con minori erogazioni nette per 7 miliardi di euro. A soffrire sono soprattutto le piccole imprese (-23,8%) che sono destinatarie solo del 9% dei presiti netti totali. Tra i settori, le costruzioni registrano il calo più marcato (-24,2%) mentre i servizi sono l’unico comparto che vede crescere l’importo erogato (+3,3%).

 

A livello locale, prendendo come riferimento sempre il trend 2021-2025, sono nette le differenze tra provincia e provincia: le sole con un segno positivo sono Milano (+5,2%) e Mantova (+0,8%). Tutte le altre sono in pesante flessione a partire da Pavia (-23,7%), Varese (-22,5%), Como (-19,1%), Sondrio (-18,5%), Lecco (-16%), Brescia (-15,4%), Monza e Brianza (-10,5%), Cremona (-10,5%), Bergamo (-9,2%) e Lodi (-0,8%).

 

A pesare non poco sui consumi è sicuramente l’inflazione, con shock globali che hanno alimentato una forte pressione: nei primi dieci mesi del 2025 i prezzi in Lombardia sono aumentati del +1,4%; mentre rispetto allo stesso periodo del 2021, la variazione complessiva è pari al 16,7%. Le voci più colpite: abitazione, acqua e energia (+38,6%), servizi ricettivi e ristorazione (+23,4%) e alimentari e bevande (+22,2%).

 

 “Dobbiamo tuttavia lanciare due segnali di allarme veri – evidenzia il Presidente di CNA Lombardia – il primo riguarda il costo della vita e del fare impresa: +22% per il segmento alimenti e bevande, +38% per il segmento casa, energia, acqua. Famiglie ed imprese così faticano eccessivamente. Il secondo segnale di allarme concerne i prestiti alle imprese. La contrazione rispetto al 2021 è paurosa e riguarda soprattutto le micro e piccole imprese. Nel 2025 le piccole imprese hanno ricevuto 18 miliardi, le medio-grandi 174 miliardi di euro. E il nostro è un tessuto fatto di micro e piccole imprese per oltre il 90%.”

Oltre 38 mila alloggi ERP vuoti: CNA Lombardia chiede una svolta nella rigenerazione urbana

Per rispondere a una crisi abitativa ormai strutturale nella regione, CNA Lombardia chiede che l’housing sociale venga trasformato in una vera infrastruttura strategica, capace di generare sviluppo e coesione. La Confederazione propone un modello fondato su quattro priorità: valorizzare la filiera artigiana e delle micro e piccole imprese nella rigenerazione urbana; investire in formazione tecnica qualificata per efficientamento energetico e sicurezza degli edifici; garantire appalti realmente accessibili e frazionabili per le PMI attraverso una partecipazione stabile ai tavoli istituzionali; sviluppare soluzioni abitative dedicate a lavoratori, giovani e dipendenti delle imprese, integrando il tema casa nel welfare aziendale e nella bilateralità artigiana.

 

La crisi abitativa si è trasformata in una vera emergenza sociale ed economica. Oggi un numero crescente di famiglie, lavoratori e giovani fatica a trovare un’abitazione dignitosa a prezzi sostenibili, con conseguenze gravi per il tessuto sociale e per la competitività dei territori. In Italia e, in modo particolarmente intenso, in Lombardia e nella Città metropolitana di Milano, la capacità del sistema abitativo pubblico e privato di garantire soluzioni adeguate è in evidente sofferenza.

 

Nel secondo trimestre 2025 il peso dell’affitto ha raggiunto il 31% del reddito medio nazionale, con punte del 38% nelle aree metropolitane come Milano, Roma e Napoli. A Milano la quota di reddito destinata all’affitto supera spesso il 40%, arrivando in diversi casi oltre il 50% per appartamenti di taglio medio in zone semicentrali. Una dinamica che allarga la cosiddetta “area grigia”: famiglie e lavoratori che non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma non riescono più a sostenere il mercato libero.

 

La Lombardia, con il 55,8% della popolazione residente in aree urbane funzionali, è tra i territori più esposti allo squilibrio tra domanda e offerta. Nonostante un patrimonio ERP regionale di 161.305 alloggi, nel 2024 risultavano 38.198 case popolari vuote, spesso inutilizzabili per carenze manutentive o lavori mai avviati. Nel 2025 le assegnazioni effettive sono state appena 2.528, a fronte di una domanda molto più elevata.

 

Parallelamente, la rigenerazione e la riallocazione del patrimonio hanno consentito nel 2024 l’assegnazione di 3.206 locazioni SAP: un segnale positivo, ma non sufficiente a compensare anni di insufficiente produzione di alloggi sociali e una crescita costante della domanda. Il programma regionale dedicato alla fascia grigia prevede circa 400 nuove abitazioni entro il 2026, un passo avanti ma ancora distante dai bisogni reali.

 

La strategia regionale, lanciata con la “Missione Lombardia”, ha mobilitato risorse ingenti — pubbliche, statali, europee e PNRR — e punta a un concetto di housing sociale inclusivo: non solo edilizia pubblica per i più fragili, ma anche canoni calmierati, rigenerazione urbana, transizione ecologica e mix sociale. Tuttavia, la presenza di decine di migliaia di alloggi vuoti testimonia che agli investimenti devono affiancarsi governance stabile, procedure più snelle e un maggiore coinvolgimento della rete di micro e piccole imprese.

 

“Apprezziamo lo sforzo non trascurabile di Regione Lombardia in termini di politiche abitative – sottolinea Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Trovare 1 miliardo e mezzo per il Piano Casa fin dal 2022 è un’azione da consolidare perché va nella direzione di contrastare una vera e propria emergenza socio-economica di molti cittadini e di molte famiglie.”

 

“Un serio Piano Casa può costituire un’opportunità molteplice – spiega Paolo Panciroli, responsabile CNA Lombardia Costruzioni -. Riqualificare il patrimonio abitativo pubblico, supportare e coinvolgere la filiera della costruzione e degli impianti con appalti debitamente frazionati, fare finalmente una politica industriale incardinata sul tema della casa.”

 

Con un approccio che integri strategia abitativa, rigenerazione urbana e politiche industriali, l’housing sociale può diventare un volano di lavoro, qualità urbana e stabilità abitativa, con effetti concreti anche sulla capacità delle imprese di attrarre e trattenere manodopera qualificata.

 

“La nostra proposta è chiara e si alinea a quella su cui anche Regione sta riflettendo – afferma Bozziniaiutare quel ceto medio in difficoltà soprattutto con le spese abitative nelle aree urbane, specialmente quella metropolitana, con una fascia di abitazioni pubbliche a canoni agevolati e con l’impegno di queste famiglie di riqualificare in termini di sostenibilità questi appartamenti.”

 

“L’abitare, il costruire e il pensare la comunità vanno filosoficamente a braccetto – commenta Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardiail Paese Italia attraversa una crisi demografica e di produttività e ha inoltre impegni europei da rispettare sul piano della riqualificazione energetica degli edifici. Le risorse nazionali complessive per le sfide di un abitare sostenibile sono un grande punto interrogativo.”

 

“In particolare, se dovessimo rispettare le scadenze con investimenti adeguati, per raggiungere una riduzione dei consumi energetici del 16% entro 2030 e del 20-22% entro il 2035, occorrerebbe intervenire per difetto su circa 3,2 milioni di abitazioni, al costo minimo di almeno 170 miliardi di euro – prosegue Bozzini -.”

 

Il sollecito di CNA Lombardia è volto a definire un quadro nazionale organico, con un fondo pluriennale per ampliare il patrimonio ERP, un programma continuativo di rigenerazione del pubblico, la stabilizzazione degli incentivi per l’efficienza energetica e un Testo Unico sull’Housing Sociale che riordini norme e strumenti. Accanto a ciò, serve rafforzare il sostegno alla locazione privata tramite fondi dedicati e Agenzie per la Casa in grado di gestire la domanda in modo strutturale.

 

“Serve uno sforzo di visione, visto che l’Olanda ha il 29% di edilizia popolare, l’Europa una media del 15%, mentre l’Italia è indietro – conclude il Presidente di CNA Lombardia -. Siamo, è vero, un sistema culturalmente differente, in cui la “casa” ha per le famiglie una priorità particolare anche in termini di acquisto e proprietà immobiliare. Ma la crisi abitativa è il principale ostacolo sul sentiero della crescita e della capacità di trattenere, anche, le energie migliori.”

Giovanni Bozzini rieletto Presidente di CNA Lombardia. Guiderà la Confederazione Regionale per i prossimi 4 anni

Giovanni Bozzini è stato rieletto Presidente di CNA Lombardia e guiderà la Confederazione Regionale per i prossimi 4 anni. Il neo Presidente dell’organizzazione di rappresentanza sindacale che conta più di 20 mila soci in Lombardia è stato eletto dal Consiglio Regionale di CNA, con un voto che ha coinvolto 69 delegati di tutte le province e di 35 categorie (tra Presidenti di Associazione, Mestieri e Delegati delle Territoriali) nella cornice del Relais Convento di Persico Dosimo (CR).

Imprenditore cremonese del settore socio-sanitario, Giovanni Bozzini ha già guidato CNA Lombardia nel quadriennio precedente, consolidando il ruolo dell’associazione come interlocutore delle istituzioni e come punto di riferimento per le micro e piccole imprese.

“Prima di tutto ringrazio per la fiducia che il Consiglio di Cna Lombardia mi ha rinnovato – afferma il Presidente di CNA Lombardia -. Affronteremo il secondo mandato nella consapevolezza dei continui cambiamenti, dei rischi che la crescita delle imprese ha corso e, purtroppo, correrà ancora in un quadro geopolitico di grave incertezza. Abbiamo superato il Covid 19 e sappiamo di poter dare il nostro contributo anche sugli accidentati terreni di questa fase. Su questo clima di continuo cambiamenti intendiamo proseguire nella nostra attività di analisi e di monitoraggio al servizio della rappresentanza sindacale e delle istituzioni lombarde. Per noi fare lobby è inserire la rappresentanza degli interessi delle micro e piccole imprese nel quadro di un interesse generale del territorio e di un miglioramento della qualità delle politiche.”

Nel fare un bilancio del mandato appena concluso, Giovanni Bozzini ha aggiunto: “Dal 2021 ad oggi abbiamo cercato soprattutto di arricchire le capacità di accreditamento istituzionale e di lobby a favore delle micro e piccole imprese presso le istituzioni regionali lombarde, il sistema delle autonomie locali e gli eletti espressi dal territorio a Roma e a Bruxelles. In questo percorso intendo valorizzare il contributo importante delle Cna Territoriali nell’ascolto dei fabbisogni delle Pmi, verso le quali terremo puntato il nostro sguardo. Su questo vorremmo potenziare la lobby legata alla singola categoria merceologica, aderendo ai fabbisogni espressi dalle singole filiere di mercato e portandole all’attenzione del decisore. Puntiamo inoltre – prosegue – a dare forza e credibilità alla CNA in Lombardia nella logica di una forza sociale larga, in cui possano trovare voce e ascolto le donne imprenditrici, i giovani imprenditori e anche CNA Pensionati, attiva soprattutto su tematiche legate al sociale.”

Il nuovo mandato si apre in un contesto economico regionale le cui prospettive di tenuta e di crescita devono vincere le difficoltà legate alle incertezze globali. Secondo quanto emerso dal Terzo Focus sull’economia lombarda realizzato dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia, nella Regione è previsto un incremento del PIL dello 0,7%, accompagnato da una crescita dei consumi dello 0,7% e degli investimenti dell’1,2%; il tutto grazie anche alla fase conclusiva del PNRR che continua a sostenere la spesa per la riqualificazione green e l’innovazione. Il valore dell’export regionale è atteso in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente, trainato dai comparti agroalimentare, sistema moda, chimica e meccanica. Il numero complessivo delle imprese attive in Lombardia si mantiene stabile, mentre il settore artigiano registra un calo moderato, confermando però una quota significativa sul tessuto produttivo con circa 230 mila imprese artigiane che rappresentano oltre il 28% del totale.

“Alcune battaglie resteranno fondamentali – sottolinea il Presidente di CNA Lombardia -: il rapporto con le politiche della sostenibilità, il green, il mercato dell’abitare, il rilancio di una mobilità in cui l’Automotive e la nostra industria ritrovino una funzione centrale, il rapporto tra economia della conoscenza e produzioni del territorio, un sistema del credito più vicino alle filiere e alle comunità imprenditoriali. Il territorio deve ritrovare voce, forza, e restare protagonista nella produzione di beni. Abbiamo bisogno di difendere una vocazione manifatturiera lombarda aggiornata ed innovata, mettendo anche a frutto la qualità del terziario e dei servizi digitali e connessi all’economia della conoscenza. Il nostro auspicio – conclude – è di lavorare con efficacia al servizio della rappresentanza sociale ed economica in una società e in un’epoca in cui prevalgono la disintermediazione e il disincanto individuali; tutto ciò che è politico e collettivo sembra essere in forte crisi e noi abbiamo bisogno di dare forza a chi cerca soluzioni condivise e sostenibili ai problemi di tutti. Infine le nostre imprese desiderano la pace, sia per ragioni di umanità sia per un interesse a generare prosperità nella concordia tra gli Stati.”

Lombardia, economia al bivio tra crescita e stagnazione. Proiezioni 2025: PIL +0,7%, Investimenti +0,4%, Consumi +1%. 37mila occupati in più nel 2024, mentre in due anni il credito alle imprese è diminuito di quasi 14 miliardi

L’economia della Lombardia si trova di fronte a un bivio: intraprendere la strada della crescita consolidata oppure rimanere in un limbo di stagnazione, che alimenta l’incertezza tra imprenditori e imprese. La situazione internazionale non aiuta, ma resta il fatto che, ad aprile, le proiezioni per il 2025 indicano un PIL in crescita al di sotto delle attese, fermandosi a +0,7%. Gli investimenti, contrariamente alle previsioni, tornano a crescere, seppur lievemente al +0,4%, mentre i consumi restano tiepidi, ma comunque positivi al +1%. Sono questi alcuni dei dati forniti da CNA Lombardia nel Secondo Focus 2025 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

PIL, investimenti e consumi

Le prospettive incerte sul piano globale condizionano inevitabilmente le previsioni di crescita del PIL per l’anno in corso, riviste al ribasso dal +1,1% di gennaio all’attuale +0,7%. Secondo le ultime proiezioni, nel 2025 il PIL dovrebbe attestarsi a un livello superiore dell’8,8% rispetto al 2019.

Per quanto riguarda gli investimenti, dopo un triennio ampiamente positivo, nel 2024 la crescita si è fermata al +0,5%. Le previsioni per il 2025 indicano una sostanziale conferma di questa tendenza, con una crescita stimata del +0,4%. È evidente che si tratta di proiezioni da interpretare alla luce dell’elevato grado di incertezza geopolitica.

Sul fronte dei consumi, dopo un biennio di stagnazione, si prevede un leggero rafforzamento nel 2025, con una crescita del +1%. Su un orizzonte temporale più ampio, la dinamica appare moderata: i consumi del 2025 dovrebbero essere a +2,2% rispetto ai livelli del 2019.

“L’economia lombarda si trova ad un bivio, con l’incertezza che pesa sulle dinamiche di investimento – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. E’ come se gli operatori economici volessero capire bene il prossimo futuro per decidere cosa fare, in che direzione muoversi.”

Occupazione e Prestiti alle imprese

Uno degli aspetti positivi del 2024 è rappresentato dall’occupazione: in Lombardia il numero degli occupati è leggermente superiore a quello dell’anno precedente (+0,8%). Questa crescita è trainata dai settori dell’agricoltura (+3,4%), del commercio (+2,0%) e degli altri servizi (+1,4%), che compensano la perdita di posti di lavoro nelle costruzioni (-2,9%) e nell’industria (-0,4%).

A livello territoriale, l’occupazione cresce a Milano (+1,9%), Cremona (+1,8%), Bergamo (+1,3%), Brescia (+1%), Mantova (+0,9%), Pavia (+0,3%) e Varese (+0,3%). Segno negativo, invece, per Monza e Brianza (-0,6%), Como (-0,9%), Lecco (-1,1%), Lodi (-1,2%) e Sondrio (-2,2%). Il confronto con il 2019 mostra un trend estremamente positivo, con un incremento del +28%.

Preoccupante, invece, è la contrazione dei prestiti alle imprese: in due anni si sono ridotti di quasi 14 miliardi di euro. Solo nel 2024, il valore complessivo è diminuito del 2,2%, colpendo soprattutto le piccole imprese (-7,7%). I settori più penalizzati sono le costruzioni (-6,2%) e i servizi (-2,3%). A livello provinciale, l’unica eccezione positiva è Lodi, con un +16,8%. Tutte le altre province registrano cali: Pavia (-9%), Sondrio (-6,8%), Varese (-6,4%), Como (-5,4%), Bergamo (-4,8%), Lecco (-4,7%), Cremona (-3,7%), Monza e Brianza (-3,6%), Milano (-1,6%), Mantova (-1,3%) e Brescia (-0,1%).

“Dopo il Covid abbiamo avuto un momento di ripresa robusta, diffusa, euforica – commenta Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Poi una lunga fase di incertezza, che stiamo vivendo tuttora: prima per i prezzi dell’energia e delle materie prime, poi per ragioni prettamente geopolitiche e legate alle tensioni di un mondo frammentato e multipolare alla ricerca di nuovi equilibri di potenza. Le nostre imprese pompano sangue nel cuore dell’Europa, ma stiamo aspettando che l’Europa diventi un attore in questo scenario.”

Inflazione ed export

A incidere negativamente sui consumi è anche l’inflazione: dopo una fase di stabilità, nel primo trimestre 2025 i prezzi in Lombardia sono aumentati del +1,4%, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2023 (+0,8%). Gli aumenti più significativi si registrano nell’istruzione (+3%), nei servizi ricettivi e di ristorazione (+2,4%) e nei costi di abitazione, acqua ed energia (+2,9%).

Per quanto riguarda l’export, nel 2024 la Lombardia mantiene sostanzialmente i livelli dell’anno precedente (+0,6%). Si evidenziano cali in alcuni settori chiave: sistema moda (-6,2%), metallurgia (-3,8%) e sistema casa (-2,6%). Al contrario, registrano crescite l’agroalimentare (+6,2%), la meccanica (+1,7%) e la chimica-gomma-plastica (+1,4%). A livello provinciale, spicca la performance di Lodi (+21%). Segnali positivi anche da Monza e Brianza (+5,8%), Sondrio (+5%), Como (+3,1%), Pavia (+3%), Mantova (+1,6%) e Lecco (+0,5%). In calo invece Varese (-7,2%), Brescia (-2,1%), Cremona (-1,3%), Bergamo (-0,4%) e Milano (-0,2%).

“Bisogna osservare attentamente i fenomeni e rinnovare con le istituzioni un Patto per la competitività e la crescita sostenibile orientato a valorizzare la vocazione produttiva della Lombardia in una strategia europea – spiega il Bozzini -. Il dialogo dell’Assessorato allo Sviluppo Economico e di Regione Lombardia con le altre Regioni europee è un’opportunità da non perdere.”

Imprese attive e imprese artigiane

A marzo 2025 le imprese attive in Lombardia superano le 811.000 unità, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (+1.152, pari a +0,1%). Il confronto con dicembre 2019 mostra un calo contenuto (-0,4%), corrispondente a circa 2.900 imprese in meno. In controtendenza risultano i servizi alle imprese, i servizi alla persona, il settore comunicazione-cultura e le costruzioni, che mostrano segnali di crescita. Nel dettaglio provinciale, rispetto a dicembre 2024: Varese (+313, +0,5%), Milano (+1.500, +0,4%), Brescia (+326, +0,3%), Monza e Brianza (+172, +0,2%), Bergamo (+109, +0,1%), Como (+49, +0,1%), Lecco (+14, +0,1%). In calo invece Cremona (-32, -0,1%), Lodi (-26, -0,2%), Mantova (-99, -0,3%), Pavia (-137, -0,3%) e Sondrio (-37, -0,3%).

La situazione dell’artigianato resta invece difficile. A marzo 2025 le imprese artigiane attive sono 229.896, in calo di 1153 unità (-0,5%) rispetto al precedente trimestre (dicembre 2024) e quasi 11.700 in meno rispetto a dicembre 2019 (-4,8%). Negli ultimi cinque anni si registra una flessione soprattutto nei settori della produzione e della logistica, mentre i servizi alla persona e alcune attività non tradizionalmente artigiane mostrano un andamento positivo. Anche qui, la flessione è generalizzata a livello provinciale: Varese è la più colpita (-460, -2,3%), seguita da Lecco (-48, -0,6%), Pavia (-69, -0,5%), Mantova (-47, -0,5%), Lodi (-27, -0,5%), Bergamo (-121, -0,4%), Milano (-202, -0,3%), Monza e Brianza (-75, -0,3%), Como (-55, -0,3%), Cremona (-17, -0,2%), Brescia (-28, -0,1%) e Sondrio (-4, -0,1%).

“La situazione oggettivamente è migliore di quanto pensassimo nel 2024 rispetto al 2025, ma suggerirei prudenza nelle previsioni – sottolinea il Presidente di CNA Lombardia -. E indubbiamente una tendenza merita una valutazione attenta: la vocazione manifatturiera della Lombardia vive un periodo di parziale indebolimento, mentre avanzano i servizi, alle persone e alle imprese. Questo nuovo terziario che nasce, con dentro anche molto turismo, merita una valutazione: il fatto è in sé positivo, ma occorre capire quanto sia il valore aggiunto di queste nuove componenti imprenditoriali.”

Economia lombarda, proiezioni 2025: la crescita è timida

L’economia lombarda fatica a riprendere quota, anche nel 2025. La stagnazione si fa sempre più insistente in Lombardia, tanto che le prospettive di crescita si riducono sensibilmente con il PIL che il prossimo anno dovrebbe far registrare un timido +1%. Non vanno meglio anche i consumi, che si dovrebbero attestare sul +0,9%, mentre la previsione degli investimenti fa segnare addirittura un negativo -1,9%. Sono questi alcuni dei numeri forniti da CNA Lombardia nel Quinto Focus 2024 sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi. A questo scenario si aggiunge la crisi economica tedesca che si riflette sulle previsioni di crescita degli stati federati tedeschi, nel 2024 sostanzialmente prossime allo zero, mentre le comunità autonome spagnole, invece, si contraddistinguono per aspettative di crescita superiore al 2%.

 

PIL, consumi e investimenti

 

Le proiezioni aggiornate per la Lombardia delineano nel 2024 un PIL (+0,8%) in continuità con l’anno precedente, tendenza che dovrebbe essere confermata anche nel 2025 con un +1%. Nel 2024 il PIL regionale si dovrebbe posizionare ad un livello superiore di 6,4 punti percentuali il dato pre-pandemico, a fronte del +3,9% della media nazionale. Le ultime stime confermano allo stesso modo anche la difficoltosa risalita dei consumi in Lombardia dopo lo choc pandemico: dopo la modesta crescita per il 2024 (+0,6%), le proiezioni per il 2025 rimangono sostanzialmente tali, in virtù di un tasso di crescita stimato al +0,9%. Sul fronte investimenti dopo un triennio particolarmente positivo, nel 2024 la crescita nella regione è destinata a rallentare sensibilmente, +2,7%. La frenata degli investimenti potrebbe proseguire anche nel 2025, arrivando a sconfinare addirittura in territorio negativo, -1,9%.

 

“Siamo preoccupati per lo stato di salute dell’economia tedesca, che nel nostro focus vede alcuni lander a noi molto vicini arrancare – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia –. Se guardiamo al dato tendenziale si conferma la crescita della Lombardia, ma su valori relativamente ridotti sia nel 2024 sia, in previsione, nel 2025. Se invece guardiamo al lasso di tempo che ci separa dal 2019 e dalla fase pre-pandemica, siamo quasi su valori doppi rispetto alla crescita nazionale. La dinamica degli investimenti però è in forte e progressivo calo. Fino a previsioni negative per il 2025. E’ sempre lo sguardo di lungo periodo, dal 2019 ad oggi, che assicura un dato molto positivo. Ma siamo preoccupati per il futuro.”

 

“A colpire positivamente nel contesto internazionale è il dato delle Comunità Autonome spagnole, su cui dobbiamo riflettere – spiega Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Come CNA Lombardia riteniamo sempre utile un confronto con le altre Regioni che muovono l’Europa. Preoccupa però la fragilità dei consumi privati, che subirà anche gli equilibri della finanza pubblica con il ritorno al Patto di stabilità europeo e una compressione della spesa corrente negli a livello locale, regionale, nazionale.”

 

Prestiti alle imprese e inflazione

 

In dodici mesi, confrontando giugno 2023-giugno 2024, il valore dei prestiti alle imprese lombarde è diminuito del 2,1%, con una perdita di 13 miliardi di euro: la contrazione riguarda soprattutto le imprese di piccola dimensione (-9,5%). le erogazioni risultano in calo per industria e costruzioni, mentre si riscontra una variazione positiva per i servizi (+1,5%). Relativamente ai tassi di interesse, invece, ad agosto 2024 il tasso medio applicato ai nuovi prestiti fino ad 1 milione di euro si è stabilizzato al 5,49% (-0,13 punti in un anno); mentre con riguardo ai prestiti di importo superiore a 1 milione di euro, il tasso medio si attesta al 4,91% (+0,41 punti in dodici mesi). Sul territorio la quasi totalità delle province lombarde stanno risentendo della situazione nel periodo giugno 2023-giugno 2024: Varese (-10,1%), Sondrio (-9,8%), Brescia (-8,2%), Como (-8,2%), Pavia (-6,7%), Lecco (-5,1%), Bergamo (-4,4%), Cremona (-4,4%), Mantova (-4,4%), Monza e Brianza (-4,1%). Le uniche in controtendenza sono Milano (+1,2%) e Lodi (+12,1%).

 

Lato inflazione, la diminuzione dei prezzi dei beni energetici ha influito in maniera significativa sulla sua stabilizzazione in Lombardia. Più precisamente, nel periodo gennaio-settembre 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023, la dinamica inflattiva ha fatto registrare un +0,8% (era il +7,1% nel 2023). La dinamica dei prezzi è attualmente guidata da servizi ricettivi e ristorazione (+3,8%), a fronte di un calo significativo della categoria abitazione, acqua, energia (-6,0%).

 

“Restiamo profondamente preoccupati per il calo dei prestiti alle micro e piccole imprese, che continua – sottolinea Bozzini -. L’inflazione è invece ormai stabilizzata e ricondotta a livelli fisiologici.”

 

Export e occupazione

 

Nella prima metà del 2024 si osserva una modesta flessione del valore delle esportazioni in Lombardia, -1,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. il ridimensionamento dell’export regionale coinvolge quasi tutti i comparti, soprattutto sistema moda (-8,8%), metallurgia (-7,3%) e sistema casa (-4,3%). Fanno eccezione agroalimentare (+5,3%) e meccanica (+2,5%). Sul fronte territoriale, invece, alcune province registrano un evidente calo come Brescia (-4,9%), Cremona (-4,5%), Lecco (-3,9%), Bergamo (-3,7%), Mantova (-2,6%), Milano (-2,4%), Varese (-2,3%), Como (-2,1%). Positive invece Lodi (+15,9%), Monza e Brianza (+5%), Pavia (+1,5%) e Sondrio (+1%).

 

Nel secondo trimestre 2024, dopo la flessione di marzo, si profila un lieve recupero del livello occupazionale in Lombardia. Nello specifico, nei primi sei mesi dell’anno si osserva un +1,2% rispetto al medesimo periodo del 2023. Tale tendenza è attribuibile ai positivi tassi di crescita riscontrati nell’agricoltura (+1,6%) e negli altri servizi (+3,6%), sufficienti a compensare il calo occupazionale nelle costruzioni (-1,9%) e nell’industria (-1,7%).

 

Stanno avendo difficoltà le esportazioni di alcuni settori come moda, casa, metallurgia e metalli – spiega il Presidente di CNA Lombardia -. Sono dati che hanno anche una matrice nella complicata situazione internazionale.”

 

“Se guardiamo ai dati dell’export, molti settori che hanno difficoltà oggi sono tuttavia molto cresciuti rispetto al 2019 – dice Binda -. Ad essersi contratto anche rispetto al quinquennio è proprio l’Automotive. Segno di una più generale crisi del sistema.”

 

Imprese totali e imprese artigiane

 

Dal punto di vista del numero delle imprese totali attive in Lombardia, ancora un trimestre positivo: a settembre 2024 le aziende attive in Lombardia sono 820mila, quasi 1700 imprese in più rispetto a giugno 2024. Nel confronto con dicembre 2019 si consolida il saldo positivo (+0,7%), valutabile in circa 5.800 aziende in più. Diversamente, alcuni settori come commercio (-7,2%), industria (-8,8%) e agricoltura (-6,9%) manifestano un saldo negativo in termini di numerosità delle imprese. Lato territori, nel periodo settembre 2019-settembre 2024, si registra una flessione nelle province di Mantova (-7,9%), Sondrio (-4,5%), Cremona (-4,3%), Lodi (-3,7%), Pavia (-3,6%), Lecco (-1,4%), Bergamo (-1,4%), Brescia (-0,4%). Segno più per Milano (+4,3%), Varese (+1%), Monza e Brianza (+0,7%) e Como (+0,3%).

 

L’artigianato, invece, a settembre 2024 in Lombardia si attesta poco sopra quota 232mila aziende attive: tuttavia, rispetto a dicembre 2019 il numero di imprese artigiane risulta inferiore di oltre 9.200 unità (-3,8%). In particolare, si nota la flessione di produzione (-11,9%) e trasporti logistica (-8,6%) mentre le attività legate a settori tradizionalmente non artigiani manifestano un trend positivo (+1,6%). Impietosi i numeri provinciali nel periodo settembre 2019-settembre 2024. Male quasi tutte le province a partire da Mantova (-11,7%), Cremona (-6,7%), Pavia (-6,5%), Brescia (-5,7%), Lodi (-5,3%) Sondrio (-5,2%), Bergamo (-4,3%), Lecco (-3,7%), Como (-3,5%), Monza e Brianza (-3,1%), Milano (-2,3%). Solo Varese positiva (+2,3%).

 

“Anche nell’artigianato calano produzione e trasporti-logistica, mentre sono in area positiva i settori non tradizionalmente artigiani – dichiara Bozzini -. Questo aspetto si rivela attuale anche rispetto ai trend più generali sull’occupazione: calano industria e costruzione, in crescita i servizi.”

 

“Nel leggere i dati relativi al numero delle imprese in Lombardia, si osserva un saldo positivo rispetto al 2019, con quasi 6 mila imprese in più su 820 mila – afferma il Segretario Regionale. Ma bisogna andare oltre perché è in atto una ricomposizione della base merceologica dell’economia lombarda: calano le imprese di industria e commercio, aumentano servizi e comunicazione. Siamo interessati a capire come tutelare la vocazione produttiva del territorio.”

 

Movimento turistico

 

Nel primo semestre del 2024 il numero complessivo di presenze turistiche in Lombardia ammonta a 23,8 milioni, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo del 2023: tale incremento è dovuto soprattutto ai flussi dall’estero (+16%). il movimento turistico regionale nei primi sei mesi del 2024 manifesta un’evoluzione ampiamente superiore ai dati del 2019 (+21%), con le presenze straniere che risultano in forte crescita negli ultimi cinque anni (+31%) e attualmente rappresentano il 65% del turismo lombardo.

 

Lombardia, avvisaglie di crisi per il settore della meccanica. In un anno aumentate del 24% le richieste di cassa integrazione

Il settore della meccanica registra avvisaglie di crisi estremamente preoccupanti in Lombardia. Nel confronto tra il periodo gennaio-agosto 2023 e gennaio-agosto 2024 le rendicontazioni di cassa integrazione nel settore della meccanica tra gli artigiani sono aumentate del 24%: a tal punto che le imprese che hanno fatto la richiesta sono passate in un anno da 1.927 a 2.918, mentre i dipendenti da 10.732 a 17.354. Questo il quadro che emerge dai dati acquisiti da CNA Lombardia, che negli ultimi giorni ricevendo segnali di crisi da parte delle imprese del settore meccanico, ha iniziato a denunciare questa potenziale emergenza sui principali tavoli istituzionali regionali.

Situazione seria anche per il settore pelli-calzature, dove tra gennaio-agosto 2023 e gennaio-agosto 2024 si è assistito a un aumento delle rendicontazioni di cassa integrazione pari all’82%: in particolare le imprese che hanno fatto la richiesta sono passate in un anno da 108 a 249, mentre i dipendenti da 549 a 1.206.

“Alcuni nostri territori iniziano a ricevere telefonate e segnali di forte preoccupazione – afferma Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia -. Gli ordinativi nel settore per alcune imprese sono molto in calo e i giorni di lavoro assicurato dalle commesse sono in forte diminuzione.”

Il contesto non aiuta, visto che guerre e colli di bottiglia nei flussi commerciali ed economici su troppi fronti contemporaneamente generano troppi stop and go negli ultimi mesispiega Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia -. La situazione di impasse della Germania genera una vera e propria battuta d’arresto per molte imprese della fornitura e della subfornitura. L’Automotive è uno degli epicentri di questa situazione critica e tutti i fornitori in filiera se ne stanno rendendo conto.”

“Si tratta di un indizio, ma dobbiamo iniziare a preoccuparci – sottolinea Maurizio Negrini, responsabile delle relazioni sindacali e delle politiche del lavoro di CNA Lombardia -. Altre regioni stanno subendo la crisi in maniera più eclatante e i settori maggiormente esposti risultano essere il metalmeccanico, pelli calzaturiero e tessile abbigliamento. Il sistema bilaterale dell’artigianato conferma comunque la sua efficienza, continuando a garantire l’erogazione dei contributi ai lavoratori entro un breve periodo dall’invio della rendicontazione delle giornate non lavorate.”   

In linea generale, però in Lombardia tutte le imprese artigiane stanno attraversando un momento delicato, tanto che sempre nel periodo gennaio-agosto 2023 e gennaio-agosto 2024, le aziende che hanno chiesto la cassa integrazione sono passate da 3.516 a 5.729, mentre i dipendenti da 18.848 a 33.398

“Abbiamo chiesto ai nostri uffici di controllare i dati sulle casse integrazioni del settore artigiano e i dati dicono che la febbre sta salendo – dice Bozzini -. Tra gennaio-agosto 2023 e gennaio-agosto 2024 in Lombardia complessivamente la richiesta di assegni ordinari di integrazione del reddito tra le imprese applicanti il contratto collettivo artigiano è salita del 39% sul piano delle ore rendicontate.”

Gite di primavera, Citterio e Lombardia Segreta insieme alla scoperta del patrimonio culturale, artistico e naturalistico della Lombardia

La Primavera rappresenta un’opportunità per trascorrere più tempo all’aria aperta, esplorando luoghi nuovi o ritornando in posti conosciuti, spesso in famiglia con i bambini o in compagnia di amici e familiari. Molte persone approfittano di uno dei periodi più affascinanti dell’anno per fare escursioni e gite fuori porta, godendosi la natura e il bel tempo primaverile, portando con sè anche un pranzo al sacco da gustare all’aria aperta.

Citterio, storica azienda di salumi, insieme a Lombardia Segreta, associazione culturale dedita alla promozione di luoghi segreti e itinerari, attiva nel preservare il patrimonio culturale e storico della Lombardia, propongono diversi consigli per una gita di primavera all’insegna della valorizzazione e riscoperta della regione.

L’Associazione Culturale Lombardia Segreta si pone infatti l’obiettivo di condividere la bellezza e la ricchezza della Lombardia in modo accessibile e coinvolgente, incoraggiando un maggiore apprezzamento e rispetto per il patrimonio storico e artistico e portando alla luce luoghi spesso poco conosciuti o dimenticati. L’organizzazione offre agli appassionati di cultura e storia l’opportunità di esplorare e comprendere meglio il ricco tessuto culturale della regione Lombardia attraverso visite guidate, eventi culturali, pubblicazioni e iniziative educative.

Non esiste però gita fuori porta senza uno spuntino da gustare a metà giornata, meglio ancora su un prato o una panchina immersa nel verde. Con l’obiettivo di rendere questo momento più pratico e piacevole, Citterio propone panini, tramezzini e mini croissant salati farciti con la Merenda, una linea di affettati monoporzione, con soffici fette, pronte all’uso, la Merenda Prosciutto Cotto Alta qualità, nel formato da 40g, con solo il 3% di grassi; la Merenda Salame di Milano, 100% italiano, la ricetta originale di Casa Citterio; la Merenda Prosciutto Crudo, dal gusto dolce, senza conservanti.

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Da Lombardia Segreta ecco i consigli su alcuni luoghi unici, ricchi di tradizioni anche millenarie, per approfondire, durante la primavera, la conoscenza di bellezze del territorio lombardo, come per esempio alcune realtà presenti nei territori della provincia di Bergamo, Brescia e Varese:

– Villa Gromo di Mapello (Bg): situata nella provincia di Bergamo, si tratta di una residenza storica circondata da un suggestivo parco. Questo luogo offre la possibilità di immergersi nella storia locale e di godere della bellezza architettonica e naturalistica della zona.

– I sotterranei e le torri del Castello di Brescia: il Castello offre la possibilità di esplorare i suoi sotterranei e le torri, che rappresentano una parte meno conosciuta ma affascinante della sua storia. Questa esperienza garantisce anche una visione unica della città e del suo passato storico.

– I bunker antiaerei di Varese: i bunker rappresentano un’affascinante testimonianza della storia militare della regione. Questi luoghi offrono un’opportunità unica per esplorare il passato e comprendere il ruolo che Varese ha avuto durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Il territorio lombardo è un patrimonio culturale, artistico e naturalistico di straordinaria bellezza. Per questo motivo siamo felici di aver avviato questa collaborazione con Lombardia Segreta perché riteniamo importante vivere a pieno il territorio, attraverso la scoperta e la visita di luoghi ricchi di storia e di bellezza – spiegano da Citterio -. In Lombardia, come nelle altre regioni d’Italia, dove siamo presenti con i nostri 9 stabilimenti produttivi, il territorio diventa parte integrante del nostro lavoro. Il nostro scopo è quello di adottare infatti comportamenti sempre più sostenibili e rispettosi dell’ambiente che ci circonda, realizzando prodotti che rispettano quelle che sono le tradizioni italiane dei vari territori, rafforzando così il legame tra il territorio e le sue ricette tradizionali”.

Queste escursioni possono avere una componente molto emozionale, in quanto offrono l’occasione di riconnettersi con la natura, con il territorio e con le persone care – spiega Mauro Di Benedetto di Lombardia Segreta -. Inoltre, visitare luoghi storici o paesaggi mozzafiato può suscitare sentimenti di meraviglia, gratitudine e apprezzamento per il mondo che ci circonda. Le gite e le escursioni da realizzare in primavera non solo offrono divertimento e svago, ma anche un’esperienza significativa che può arricchire emotivamente chi vi partecipa scoprendo e riscoprendo il territorio e il patrimonio culturale che ci circonda”.

Sanità lombarda, 600mila le persone con limitata autosufficienza. CNA Lombardia: “Potenziare i medici di medicina generale e favorire le sperimentazioni di residenzialità assistita e cohousing”

Il sistema socio-sanitario lombardo vanta numeri e strutture impressionanti: 146 mila persone coinvolte, 200 ospedali, 666 RSA, 100 Residenze sanitario-assistenziali per disabili, 5.500 medici di base. Nonostante questo, l’impegno che operatori e strutture ogni giorno svolgono per garantire una sanità di eccellenza è rivolto a tutti i cittadini lombardi e in particolare a oltre 3 milioni di cittadini in condizioni di cronicità, di cui il 50% che presentano situazioni di cronicità non aderiscono alle indicazioni anche terapeutiche e alle raccomandazioni, non sempre per colpa loro ma anche per problemi di organizzazione e di punti di riferimento non presenti.

La Regione inoltre ha oltre 600.000 persone con limitata autosufficienza e 1.162.000 ultrasessantacinquenni con il rischio di essere istituzionalizzati, ovvero di dover ricorrere a strutture pubbliche per avere assistenza sanitaria.

Numeri impressionanti che Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia, ha evidenziato alla III Commissione del Consiglio Regionale in materia di Piano Socio-Sanitario Integrato Lombardo 2023–2027. Il Presidente della CNA regionale si è concentrato su una serie di implicazioni che la fragilità produce sul rapporto tra Sistema sanitario regionale e le sue articolazioni territoriali.

“La nostra Associazione annovera al proprio interno sportelli di patronato distribuiti capillarmente su tutto il territorio regionale e rappresenta interessi per circa 9.000 pensionati che aderiscono a CNA Pensionati – sottolinea Giovanni Bozzini -. Crediamo quindi di essere direttamente testimoni di esigenze che scaturiscono da una fascia anagrafica che viene segnata strutturalmente dalla fragilità. La scelta del modello pubblico-privato rappresenta un fatto intelligente, conservando saldamente la regìa nelle mani del decisore pubblico. Si tratta di una scelta che produce razionalità, efficienza nell’uso delle risorse, ricerca dell’innovazione e dell’eccellenza, ma naturalmente produce prima di tutto un livello mediamente più alto dei servizi a disposizione dei cittadini.”

“Ciò che ho cercato di mettere a fuoco è stato il ventaglio di professionalità e di esperienze proprie di quello che potremmo definire l’ultimo miglio del Sistema Socio-Sanitario di questa Regione: RSA, assistenza domiciliare integrata, servizi per l’assistenza domiciliare, medici di medicina generale, operatori ed Infermieri di Studio, farmacie – afferma il Presidente di CNA Lombardia -. Un messaggio appare fondamentale: serve potenziare i medici di medicina generale e allo stesso tempo sottrarre la fragilità alla solitudine. “Residenzialità assistita” e “cohousing” sono già utili sperimentazioni di Regione in questo senso.”

All’audizione, accanto al Presidente Bozzini, ha preso parte anche la Presidente di CNA Benessere e Sanità Lombardia, Brigida Stomaci, intervenuta sul fronte, socialmente delicato e di frontiera, dell’estetica oncologica.