Le intercettazioni fanno paura ai politici

Intercettazioni, che cosa succede a Rcs Lab (che finirà a Elettronica) - StartmagIl primo è stato Silvio Berlusconi. Da quando è entrato in politica si è sempre battuto affinché i governi limitassero le intercettazioni ambientali. Il pregiudicato e plurimputato di Arcore aveva tutti i motivi per mettere un paletto agli ascolti: non gli piaceva l’idea di essere spiato mentre intrallazzava come negli anni in cui versava tangenti a un certo Craxi, attraverso i suoi conti esteri, come la società off-shore All Iberian.

Ogni volta che Berlusconi sale al governo, ecco tornare di moda la questione delle intercettazioni, come se questo fosse il problema più grande che gli italiani si trovano ad affrontare. C’è da chiedersi quanti cittadini abbiano paura di essere intercettati se non fanno nulla di male. In questo momento lo scenario nazionale e internazionale non è certamente idilliaco. C’è una guerra in corso che indirettamente coinvolge anche l’Italia; gli sbarchi proseguono senza sosta; c’è una evidente questione di difficoltà economica da affrontare e i ministri di sponda berlusconiana non trovano di meglio che occuparsi delle intercettazioni, inculcando negli italiani la paura di essere tutti controllati e spiati, come da un Grande Fratello.

Falso. Agli inquirenti non interessa intercettare i cittadini onesti e rispettosi della legge, ma ai politici questo fa paura, perché temono di essere beccati con le mani nel sacco e di dover assaggiare le patrie galere. Che in Italia abbiamo una della classi politiche più corrotte del pianeta è un assioma documentato da indagini, processi e condanne. Che in Italia abbiamo una classe politica che non vuole essere spiata proprio perché corrotta, è un altrettanto assioma.

L’idea di essere intercettati toglie il sonno a parecchi deputati che banchettano nell’ombra tra appalti pilotati, commesse dirottate, tangenti intascate, fondi sottratti, soldi pubblici sperperati in caviale e champagne. In questo scenario da magna-magna generale, le intercettazioni rappresentano uno spauracchio. La paura di essere scoperti con le mani nella marmellata è una spina nel fianco per i politici. Ecco perché bisogna limitare le intercettazioni: per ridurre il rischio di ritrovarsi sulla graticola. Una proposta legge fatta passare per interesse collettivo quando invece-e questo lo capirebbe pure un somaro- l’interesse è solo politico.

Le intercettazioni fanno paura ai politiciultima modifica: 2023-03-19T11:21:28+01:00da Apollion12dgl

3 thoughts on “Le intercettazioni fanno paura ai politici

  1. Chiocciola18dgl

    Semplice ma inconfutabile verità. Purtroppo la grande maggioranza della politica di questo Paese è sporca e corrotta ed è ovviamente impegnata per bloccare il più possibile le intercettazioni e soprattutto la loro divulgazione.
    Anzi, proprio in riferimento ai politici, non ci dovrebbe essere alcuna protezione perchè la loro condotta dev’essere limpida e senza ombre, molto di più rispetto ad un qualunque cittadino.
    Invece è tutto il contrario, Vergogna!

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  2. Monterosso

    C’é poco da aggiungere. Le intercettazioni spaventano solo delinquenti, corruttori, corrotti, mafiosi, ladri e i loro complici e i loro sodali. Il cittadino onesto non le teme.

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  3. stufissimoassai

    In realtà fanno paura solo se vengono intercettati i “nostri”, se vengono intercettati gli altri poco importa. Vedi con le intercettazioni di Cospito in carcere, mica si sono scomposti.

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