In un niente la loro felicità… non togliamogliela!

 Questi tre meravigliosi bambini mi hanno incantata, belli, felici  di giocare con niente.  La felicità di questi bimbi è in quel giocare nell’acqua,  specchiare  nella sua limpidezza i loro altrettanto  limpidi occhi, arrampicarsi e fare le acrobazie su i rami bassi, alla loro portata di bimbi. La felicità di questi bambini è la libertà di cui godono, lontano dagli occhi dei grandi, non soltanto vigili, ma spesso limitativi dei genitori, nella natura incontaminata del luogo.La felicità di questi bambini è l’incoscienza del domani, che , per loro, non è altro che tempo, la felicità è nel godere la famiglia la sera, nella quiete del villaggio, dove la vita di oggi è quella di ieri e di ieri l’altro e di quelli che si perdono nel tempo. Il loro piccolo  mondo combacia col mondo dei grandi in un angolo di  Africa dove non è ancora arrivato il diavolo. E non sanno che questo mostro, al quale il loro credo animista porta rispetto ,ha spesso il volto di uomini come tanti. E se  e quando arriveranno i diavoli ribelli , pagati dall’avidità delle multinazionali a massacrare e spingere via gli abitanti dalla loro terra, il loro  piccolo mondo di felicità sarà spazzato via. E allora i tre piccoli , meravigliosi bimbi, spegneranno il loro sorriso e si incammineranno in fila indiana alla ricerca di un altro habitat, come vedevano fare ai grandi branchi di animali, anche loro alla ricerca dell’acqua.   E su questa immensa distesa di acqua troveranno un gommone, sul quale, abbracciati andranno verso un domani, che è solo un foglio bianco sul quale scrivere i giorni di un tempo ignoto.

In un niente la loro felicità… non togliamogliela!ultima modifica: 2022-01-24T12:15:28+01:00da g1b9

Un pensiero riguardo “In un niente la loro felicità… non togliamogliela!”

  1. I bambini sanno adattarsi a tutto e il gioco o l’intrattenimento, riescono a procurarselo con niente. Sanno inventarsi la vita e dal nulla, sanno creare quelle necessarie occasioni con tutto ciò che abbiano a portata di mano. Non mi stupisco di loro: non solo badano al gioco, ma sanno cogliere in seno alle loro famiglie, anche le condizioni necessarie per vivere intensamente gli affetti, le emozioni e i sentimenti che generalmente in condizioni esistenziali dove mancano o sono limitate per ovvie ragioni, comunque esistono e persistono. Manca la vita che conta…ma loro non lo sanno!
    Serena e dolce serata Giovanna.

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